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MONDO

Gli ultimi aerei americani sono partiti dall'aeroporto di Kabul

Parte l'ultimo aereo. Finisce la più lunga guerra americana

Finiscono 20 anni di guerra per gli Usa.  Blinken: "Finita la missione militare, comincia una nuova missione diplomatica". Oggi Biden spiegherà il perché delle sue scelte. Un centinaio di americani restano a Kabul. L'Onu approva una risoluzione sulla partenza "sicura" dall'Afghanistan dopo il 31 agosto. 

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L'ambasciatore Usa Ross Wilson e il generale Chris Donahue sono stati gli ultimi due americani a lasciare l'Afghanistan alla scadenza del 31 agosto, il  segno della fine della caotica e tragica uscita degli Stati Uniti dalla più lunga guerra della sua storia.

Joe Biden parlerà oggi
Il presidente Joe Biden ha annunciato un intervento per questa sera a commento della fine dell'impegno americano in Afghanistan. Biden ha ricordato che gli Stati Uniti hanno fatto evacuare 120 mila persone, tra cittadini americani, alleati e afghani. "Spiegherò al popolo americano - ha promesso - perché non ho prolungato la nostra presenza oltre il 31 agosto". Biden ha ribadito di attendersi dai talebani che lascino partire quelli che lo vogliono, ora che gli integralisti hanno il controllo completo di Kabul. "La comunità internazionale si aspetta che i talebani mantengano le promesse - ha concluso - Si sono impegnati a garantire un passaggio sicuro e il mondo rispetterà gli impegni".

Oltre 100 americani restano in Afghanistan
"Un nuovo capitolo dell'impegno dell'America in Afghanistan è cominciato. Lo condurremo con la diplomazia. La missione militare è finita. Una nuova missione diplomatica è cominciata". Lo ha detto il segretario di Stato, Antony Blinken, nel suo messaggio conclusivo sulla missione in Afghanistan, a poche ore dalla partenza dell'ultimo aereo militare da Kabul. Nel corso del briefing, Bliken ha riferito che la rappresentanza diplomatica è stata spostata da Kabul a Doha. Secondo il segretario di stato Usa gli americani desiderosi di lasciare l'Afghanistan dopo il ritiro delle truppe americane sono "sotto i 200, probabilmente siamo più vicini a 100". Gli Usa continueranno a mandare aiuti all'Afghanistan ma "non passeranno attraverso il governo" dei talebani: ha poi aggiunto il segretario di stato , precisando che essi transiteranno attraverso organizzazioni indipendenti compresa l'Unhcr, l'Agenzia Onu per i rifugiati. 

Spari a Kabul per festeggiare partenza soldati Usa
Spari per tutta la città di Kabul sono stati uditi per festeggiare la partenza degli ultimi voli Usa dall'Afghanistan. Lo riportano la Associated Press e la France Presse. I colpi venivano in particolare dai principali check point dei talebani, mentre urla di giubilo si sono innalzate da postazioni nella ex green zone. I talebani proclamano la "piena indipendenza" dell'Afghanistan dopo la partenza dell'aeroporto di Kabul delle ultime truppe Usa. Il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha detto che "i soldati americani hanno lasciato l'aeroporto di Kabul e la nostra nazione ha ottenuto la sua piena indipendenza".

Distrutto materiale bellico
L'esercito americano ha distrutto aerei, veicoli corazzati e un sistema di difesa missilistico prima di lasciare l'aeroporto di Kabul. Il capo del comando centrale dell'esercito americano, il generale Kenneth McKenzie, ha spiegato ai giornalisti che i soldati hanno "smilitarizzato" 73 aerei prima della fine del ponte aereo di due settimane che ha evacuato i civili in fuga dal regime talebano. "La maggior parte erano già fuori uso comunque - ha aggiunto - Ma è certo che non voleranno più". 

Il Consiglio di Sicurezza Onu ha approvato una risoluzione sull'Afghanistan in cui si chiede la protezione dei civili e dell'aeroporto di Kabul, Cina e Russia si sono astenute. Nel testo non è menzionata la 'zona di sicurezza' di cui aveva parlato il presidente francese Macron. Si riafferma invece "l'importanza di sostenere i diritti umani, compresi quelli delle donne", si chiede di rafforzare gli sforzi per fornire assistenza umanitaria, di consentire un'uscita "sicura" dal paese e permettere un accesso sicuro e senza ostacoli alle Nazioni Unite. E che il paese non diventi una base per il terrorismo. La risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu in cui si chiede la creazione di un corridoio di fuga sicura da Kabul è stata approvato con il voto favorevole di 13 Paesi, nessun contrario e l'astensione di Russia e Cina, che quindi non l'hanno bloccata.

Onu: Afghanistan non diventi base per il terrorismo
Nella bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu si "esige che il territorio afghano non venga utilizzato per minacciare o attaccare alcun Paese, per ospitare o addestrare terroristi, per pianificare o finanziare atti terroristici". Il documento, di cui l'Ansa ha avuto copia, è stato elaborato da Francia, Gran Bretagna e Usa. Nella bozza si riafferma "l'importanza di sostenere i diritti umani, compresi quelli delle donne, dei bambini e delle minoranze". Nel documento "si chiede poi di rafforzare gli sforzi per fornire assistenza umanitaria all'Afghanistan e si domanda a tutte le parti di permettere un accesso pieno, sicuro e senza ostacoli alle Nazioni Unite, alle sue agenzie e ai suoi partner".  

CDS ONU risoluzione ma senza 'safe zone'
Il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha adottato una risoluzione che richiede ai talebani il rispetto degli "impegni" presi a favore della partenza di chi vuole lasciare l'Afghanistan, ma il documento non menziona la 'safe zone', la zona protetta per l'aeroporto di Kabul, proposta da Francia e Gran Bretagna per facilitare, sotto la supervisione dell'Onu, le evacuazioni anche dopo il ritiro americano. Secondo una bozza di testo stilata da Stati Uniti, Francia e Regno Unito, il Consiglio di Sicurezza dichiarerà che "si aspetta" che i talebani mantengano tutti i loro "impegni", in particolare per quanto riguarda "la partenza sicura" dall'Afghanistan "di afghani e di cittadini stranieri" dopo il ritiro degli Stati Uniti che si concluderà martedì. La risoluzione, invece, non fa alcun riferimento alla 'zona sicura', citata da Emmanuel Macron. 

Cina: Usa non scarichino colpe su altri
La Cina ha attaccato la posizione degli Stati Uniti e degli alleati, accusandoli di aver "scaricato sul Consiglio di sicurezza e sui Paesi vicini" all'Afghanistan la responsabilità della situazione. Lo ha detto il rappresentante di Pechino al Consiglio di sicurezza, spiegando l'astensione della Cina alla risoluzione dell'Onu sulla crisi afghana. "La situazione in Afghanistan è cambiata drammaticamente - ha dichiarato il diplomatico - qualsiasi misura del Consiglio di sicurezza deve puntare a ridurre e non aumentare il conflitto, in modo da garantire al Paese di uscire dall'emergenza". "La Cina - ha aggiunto - ha partecipato in forma costruttiva, ma i nostri emendamenti, presentati assieme alla Russia, non sono stati accolti, purtroppo. Per questo ci siamo astenuti dal votare la risoluzione". "Speriamo - ha proseguito il rappresentante cinese all'Onu - che si colga il fatto che i Paesi devono imparare la lezione, dopo vent'anni di occupazione in Afghanistan, e capire che ognuno deve decidere in forma autonoma il proprio governo. Questi Paesi che hanno voluto imporre la loro forza sono i responsabili di quello che è successo. Hanno lasciato uno scenario devastato e adesso vogliono scaricare la colpa al Consiglio di sicurezza e ai Paesi vicini". Gli Stati Uniti, ha aggiunto il rappresentante della Cina, "smettano di attaccare", ed è importante che la "comunità internazionale entri in contatto con i talebani". "La Cina - ha aggiunto - ha dato sempre importanza alla lotta al terrorismo e condanna l'attentato a Kabul. Ma il ritiro dei soldati può aver dato nuova speranza ai terroristi. Speriamo che la sicurezza dell'aeroporto possa essere garantita, e il funzionamento possa tornare alla normalità. L'Afghanistan deve dimostrare di voler lottare contro il terrorismo, e deve mettere fine a qualsiasi legame con le organizzazioni terroristiche".

Di Maio: non possiamo dare liste ai talebani
"Non possiamo dare le liste di quelli da evacuare ai talebani". Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, collegato a Scandiano (Reggio Emilia) a un dialogo con il presidente della regione Stefano Bonaccini. "Noi - ha spiegato - non possiamo fare corridoi umanitari immediatamente dall'Afghanistan, perché dovremmo dare la lista di coloro che vogliamo portare in Italia alle autorità talebane". "Abbiamo visto il famoso comico ucciso dai talebani, abbiamo visto il musicista, abbiamo visto atti efferati e atroci. Ed è per questo che dobbiamo lavorare con Pakistan, Iran, Uzbekistan, Tagikistan,dove i profughi si stanno recando".

Farnesina: garantire passaggio sicuro
Dopo lo "straordinario sforzo congiunto della Farnesina, del Ministero della Difesa e del comparto dell'Intelligence", grazie al quale "l'Italia ha portato a termine le operazioni di evacuazione per via aerea di più di 5000 cittadini afghani tra i quali coloro che, negli anni, hanno a vario titolo collaborato con la presenza italiana nel Paese", prende il via "una seconda fase, nella quale dovranno essere studiate possibili soluzioni per poter fornire un passaggio sicuro a quegli afghani che vorranno lasciare il Paese anche dopo il 31 agosto". E' quanto si legge in una nota della Farnesina, in cui si ricorda che "l'Italia risulta primo tra i Paesi Ue per numero di evacuati dall'Afghanistan". "Affinché questo sia possibile  - prosegue la nota riferendosi al passaggio sicuro -  occorre adottare una strategia condivisa a livello multilaterale, che coinvolga tutti i principali attori internazionali, a partire dai Paesi confinanti con l'Afghanistan".

Di Maio: "La minaccia terroristica è concreta"
Oggi la riunione straordinaria convocata in formato virtuale, dei paesi G7, più Turchia, Qatar e i rappresentanti di Nato e Ue per discutere della situazione in Afghanistan. Il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio si è collegato dall'Unita di crisi della Farnesina. "Ringrazio il segretario di Stato Usa Blinken per aver convocato questo incontro oggi, un'importante opportunità per discutere di una strategia condivisa. Come hanno dimostrato questi attacchi, la minaccia terroristica in Afghanistan è concreta e deve essere affrontata. È fondamentale mantenere una stretta cooperazione nell'affrontare la crisi afghana", ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio durante vertice straordinario G7-Ue-Nato. Sul "passaggio sicuro" e le evacuazioni dopo il 31 agosto "abbiamo preso atto dell'assicurazione dei talebani che tutti i cittadini stranieri e afghani con autorizzazione di viaggio potranno lasciare l'Afghanistan. Dobbiamo continuare ad assistere gli afghani e per farlo ci sono diverse opzioni: una è assisterli nei Paesi terzi",  ha detto Di Maio. "La nostra Ambasciata si è prontamente trasferita a Roma ed è pienamente operativa. Il nostro inviato speciale per l'Afghanistan è a Doha. È importante continuare a garantire uno stretto coordinamento anche lì e decidere una posizione comune" tra alleati "su dove collocare la presenza diplomatica. È fondamentale agire insieme nei confronti dei talebani. Dobbiamo giudicarli dalle loro azioni, non dalle loro parole", ha detto il ministro degli Esteri italiano. "L'Afghanistan non può diventare nuovamente un terreno fertile per il terrorismo e una minaccia alla sicurezza internazionale. Dobbiamo rimanere vigili e accertarci che i talebani rispettino l'impegno di impedire a qualsiasi gruppo terroristico di operare nel paese. A questo proposito, dobbiamo lavorare con tutte le parti che condividono questa stessa preoccupazione, a partire dai Paesi della regione e includendo Russia e Cina. Serve l'impegno di tutta la comunità internazionale", ha detto Luigi Di Maio durante il vertice ministeriale straordinario G7-Ue-Nato sull'Afghanistan. "Continueremo a fornire assistenza umanitaria e revisioneremo i programmi di cooperazione per convogliare quante più risorse possibili verso gli aiuti umanitari, in particolare verso i Paesi bisognosi della regione. Come ha affermato Draghi al G7, siamo pronti a reimpegnare i fondi originariamente destinati al sostegno alle forze afghane verso programmi di assistenza. Allo stesso tempo dovremo vigilare che l'accesso umanitario al Paese sia garantito, che gli aiuti arrivino effettivamente a chi ne ha bisogno e che non vi siano impedimenti alla presenza delle agenzie Onu", ha detto Luigi Di Maio.

Nato: passaggio sicuro ad afghani che hanno collaborato
"Restiamo uniti: gli afghani che hanno lavorato con noi e sono a rischio devono avere un passaggio sicuro. La Nato resta impegnata nella lotta al terrorismo con determinazione e solidarietà", scrive su Twitter il segretario generale dell'Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, ringraziando il segretario di Stato americano, Antony Blinken, per "la convocazione della ministeriale odierna virtuale sull'Afghanistan".

La Russia chiede una conferenza internazionale
La Russia ha chiesto una "conferenza internazionale", per discutere "la ripresa economica e sociale dell'Afghanistan". Come ha riferito il rappresentante speciale russo per l'Afghanistan, Zamir Kabulov, l'appello è rivolto prima di tutto ai "Paesi i cui eserciti sono stati di stanza nel Paese per 20 anni e hanno fatto quello che vediamo oggi". "È un punto d'onore e di coscienza correggere almeno alcuni degli errori che hanno fatto", ha detto Kabulov all'emittente Rossiya-24. La Russia, ha proseguito il diplomatico, "ha sempre dichiarato di essere pronta a unirsi agli sforzi internazionali per la ripresa socio-economica dell'Afghanistan post-conflitto". 

Razzi verso l'aeroporto di Kabul. L'Isis rivendica
Almeno 5 razzi , 6 secondo l'Isis, che ha rivendicato l'attacco, sono stati lanciati verso l'aeroporto internazionale di Kabul Hamid Karzai. Il sistema di difesa anti-missilistica C-Ram installato presso l'aeroporto di Kabul ha intercettato i missili lanciati questa mattina contro lo scalo. Successivamente l'Isis ha rivendicato attraverso Telegram il lancio di razzi verso l'aeroporto internazionale, rende noto l'emittente al-Arabiya. 

Testimoni al WP: uccisi 10 civili in raid Usa di ieri, tra loro diversi bambini
Il secondo attacco usa con un drone, che ha eliminato presunti kamikaze dell'Isis diretti in auto verso l'aeroporto di Kabul, avrebbe ucciso anche 10 civili afghani di una stessa famiglia, tra cui diversi bambini. Lo hanno riferito alcuni membri della famiglia al Washington post. Le vittime stavano uscendo da una vettura nel vialetto della loro casa quando il drone ha colpito il bersaglio. Gli Stati Uniti hanno aperto un'inchiesta.

Pentagono non smentisce vittime civili
"Non siamo nella posizione di poter smentire vittime civili", ha detto il portavoce del Pentagono, John Kirby, in un briefing rispondendo a una domanda sulla possibilità che l'attacco con i droni domenica in un sobborgo residenziale di Kabul abbiamo causato vittime tra i civili. "Nessuno vuole la morte di persone innocenti, ma la minaccia all'aeroporto Hamid Karzai è reale e circostanziata, dobbiamo essere pronti a futuri potenziali minacce".

Il Pentagono: evacuazioni anche dopo il 31 agosto. Situazione ancora molto pericolosa
"Le evacuazioni ci saranno anche dopo il  31 agosto", fa sapere il Pentagono, che precisa anche di avere ancora la capacità di evacuare persone dall'Afghanistan anche mentre sta ultimando le sue operazioni di ritiro. Il portavoce del Pentagono John F. Kirby si è rifiutato di dire quanti gate siano ancora aperti intorno all'aeroporto di Kabul, se ce ne sono. "Questa è sempre stata un'operazione pericolosa, ma siamo in un momento particolarmente pericoloso in questo momento per entrare nel dettaglio", ha detto ai giornalisti al Pentagono. "C'è ancora una minaccia attiva" di attacchi terroristici a Kabul, ha detto il portavoce del Pentagono. La minaccia, secondo il Pentagono, è "reale" e "specifica". "C'è ancora tempo" per l'evacuazione dei cittadini americani dall'Afghanistan: così il Pentagono nel punto stampa quotidiano sulla situazione in Afghanistan. "Siamo ancora nelle condizioni di evacuare persone", ha aggiunto. Sono circa 122mila le persone  evacuate dagli americani da quando è iniziato il ponte aereo  dall'Afghanistan il 14 agosto. Fra loro vi sono circa 5.400 cittadini  statunitensi, ha detto il generale William Taylor al briefing del  Pentagono. Ieri vi sono stati 26 voli militari e due civili che hanno  trasportato 1.200 persone.

Da talebani ok a espatrio per chi ha documenti
I talebani permetteranno a tutti i cittadini stranieri e afghani con autorizzazione di viaggio per un altro Paese di lasciare l'Afghanistan. È quanto afferma una nota congiunta diffusa da circa 100 governi e pubblicata sul sito del Dipartimento di Stato statunitense. "Abbiamo ricevuto assicurazioni dai talebani che tutti i cittadini stranieri e qualsiasi cittadino afghano con autorizzazione di viaggio dai nostri paesi saranno autorizzati a procedere in modo sicuro e ordinato verso i punti di partenza e viaggiare fuori dal paese", si legge nella dichiarazione in cui si sottolinea che i Paesi firmatari, tra cui Italia, Usa, Gran Bretagna, Australia, Giappone, Francia e Spagna, continueranno a rilasciare documenti di viaggio agli afghani designati. "Siamo tutti impegnati a garantire che i nostri cittadini, nazionali e residenti, dipendenti, afghani che hanno lavorato con noi e quanti sono a rischio possano continuare a viaggiare liberamente verso destinazioni al di fuori dell'Afghanistan", conclude il comunicato. 

I talebani: "Domani completo controllo aeroporto"
I talebani confermano che domani assumeranno il pieno controllo dell'aeroporto di Kabul, dopo il ritiro degli ultimi militari americani dall'Afghanistan. Una fonte del movimento citata da al Jazeera rende noto che nelle trattative con Turchia e Qatar per la gestione dell'aeroporto non è stato ancora raggiunto un accordo.

Ue: avanti con aiuti finché ci sono le condizioni
"L'Ue continuerà a fornire aiuti umanitari agli afghani attraverso le Ong che operano sul campo "finché le condizioni lo consentiranno", ha dichiarato il portavoce della Commissione europea, Eric Mamer. "Dobbiamo essere chiari: nessuno ci dice che esiste una sorta di corridoio umanitario organizzato, predefinito e di sicuro successo. Ciò che è chiaro è che abbiamo detto che svolgeremo il nostro ruolo nel sostenere il popolo afghano in ogni modo possibile, finché le condizioni lo consentiranno, con l'aiuto delle Ong sul campo", ha spiegato il portavoce. L'Ue ha confermato che i suoi partner umanitari hanno dato l'impegno di restare a operare nel Paese "il più possibile" e su questa base la Commissione rimane determinata anche a "continuare a sostenere queste attività e quindi ad aiutare gli afghani bisognosi". Bruxelles si concentra anche sulla cooperazione con i Paesi della regione per assistere gli sfollati. 

Ue: no sblocco fondi senza garanzie su diritti
"Attualmente c'è la decisione da parte dell'Ue di sospendere i programmi dello sviluppo, che sono congelati, finché non vediamo come evolve la situazione e finché non abbiamo le rassicurazioni sul rispetto delle condizioni" poste, ha dichiarato il portavoce del Servizio di azione esterna dell'Ue, Peter Stano. "Ricordo che attualmente ci sono diversi membri dei talebani nelle liste dei sanzionati dell'Ue, in allineamento con la sanzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu, quindi a meno che non ci sia la decisione di cambiare ciò, l'Ue resterà sulla sua posizione", ha aggiunto.

Unhcr: ​"Una crisi più ampia è appena iniziata" 
"Una crisi più ampia è appena iniziata" in Afghanistan e per i suoi 39 milioni di abitanti, ha detto Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, chiedendo sostegno. L'Unhcr, ricorda il Guardian, ha detto venerdì scorso che entro fine anno fino a 500.000 afghani potrebbero fuggire dal Paese, e oggi Grandi ha ribadito l'appello affinché le frontiere rimangano aperte e più Paesi condividano "questa responsabilità umanitaria" assieme a Iran e Pakistan, che ospitano già 2,2 milioni di afghani. 

Cina-Usa: colloquio telefonico tra Wang e Blinken
Il consigliere di Stato cinese e ministro degli Esteri Wang Yi ha tenuto una conversazione telefonica con il segretario di Stato americano Antony Blinken ieri, durante la quale c'è stato uno scambio di opinioni sulla situazione in Afghanistan e sui legami Cina-Usa. Durante la conversazione, Blinken ha dichiarato che in un momento critico in cui il ritiro militare degli Stati Uniti e l'evacuazione dall'Afghanistan sono vicini alla fine, Washington ritiene che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dovrebbe parlare con voce chiara e unitaria per mostrare che la comunità internazionale si aspetta che i talebani garantiscano l'evacuazione sicura dei cittadini stranieri e l'accesso del popolo afghano all'assistenza umanitaria, e inoltre assicurare che il territorio afghano non diventi un focolaio di attacchi terroristici o un porto sicuro per il terrorismo. Secondo Wang, la situazione in Afghanistan ha subito cambiamenti fondamentali ed è necessario che tutte le parti prendano contatto con i talebani e li guidino attivamente.

Turchia: pronti a gestire l'aeroporto
La Turchia è pronta a impegnarsi nella gestione dell'aeroporto Hamid Karzai di Kabul, in collaborazione con le forze dei Talebani. Lo ha ribadito oggi il ministro della Difesa di Ankara, Hulusi Akar. "Abbiamo un'affinità con l'Afghanistan che risale alla storia, un passato e valori comuni. Stiamo seguendo e valutando gli sviluppi. Se la situazione e le condizioni lo consentiranno, siamo pronti a valutare la richiesta", ha detto il ministro di Ankara. La proposta di collaborazione dei Talebani era stata resa pubblica ufficialmente la scorsa settimana dal presidente RecepTayyip Erdogan, chiedendo però garanzie sulle misure di sicurezza che verrebbero adottate in caso di presenza di personale tecnico turco.
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