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ITALIA

Provincia di Trento vuole fermare l'orso, animalisti contrari

Orso M49: flash mob e diffida per impedire la cattura

Enpa e Lav diffidano il Corpo forestale del Trentino a dare esecuzione al mandato di cattura dell'orso M49. Questa mattina a Trento un flash mob per sensibilizzare sul tema l'opinione pubblica

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Il Partito animalista europeo scende in campo con forza contro l'ordinanza del presidente della Provincia di Trento che autorizza la cattura dell'orso M49 e diffida ufficialmente il Corpo forestale del Trentino a dare esecuzione all'ordinanza firmata dal presidente Fugatti. Nello stesso tempo ha invitato la Procura di Trento ad effettuare un sequestro preventivo di tutti gli esemplari di orso che vivono in Trentino, "onde impedire che taluno esemplare di detta specie venga illegittimamente sottoposto alle operazioni di cattura indicate dall'ordinanza provinciale". Inoltre viene chiesto al commissario del governo e al questore di Trento di "adottare con urgenza tutti gli atti opportuni e necessari al fine assicurare il rispetto delle normative a tutela della specie orso".

Flash mob contro la cattura
L'ordine di cattura dell'orso M49 firmato ieri dal governatore trentino Maurizio Fugatti, in contrapposizione a quanto detto dal ministro all'Ambiente Sergio Costa, ha fatto infuriare gli animalisti italiani. Nella tarda mattinata a Trento, su proposta della Lav del Trentino, si è svolto un flash mob itinerante partito proprio dalla sede della Provincia autonoma in piazza Dante con soste davanti al commissariato del Governo, in piazza Duomo e al Casteller. Per la giornata di sabato 13, Enrico Rizzi, segretario nazionale del Partito animalista europeo, ha annunciato una manifestazione a Trento. "M49 non è pericoloso, è un orso estremamente elusivo e diffidente nei confronti dell’uomo, quindi perché privarlo della libertà?". Questo il messaggio del Lav Trentino che continua: "Il Presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, ha firmato l’ordinanza di cattura dell’orso M49, in aperto conflitto con il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, al quale ci appelliamo affinché riporti la ragione ed il rispetto delle norme di tutela nei nostri amministratori provinciali i quali vogliono condannare all’ergastolo un povero orso colpevole di aver predato animali incustoditi e di essere entrato in malghe d’alpeggio completamente abbandonate e prive di qualsiasi sistema di prevenzione".

Le ragioni del mandato di cattura
Nel testo del provvedimento di cattura, in cui viene ricordato come l'orso in questione si sia reso responsabile di numerosi danneggiamenti al patrimonio zootecnico e di ben tre tentativi di intrusione in locali produttivi o privati, si evidenzia come anche l'Ispra, nel suo parere del 18 giugno scorso, abbia riconosciuto l'esistenza dei presupposti, indicati dal Piano Pacobace, per i quali è prevista la captivazione o l'abbattimento. Incaricati della cattura il servizio foreste e fauna della Provincia di Trento mediante il Corpo Forestale trentino. In sostanza M49 verrà catturato e tenuto in cattività  in un recinto protetto. 

La testimonianza di un incontro ravvicinato
Raheem Yunus, nigeriano, ha ventotto anni. Dieci giorni fa si è visto piombare addosso un orso che usciva dalla finestra dello stallone di malga d’Arnò. Lui era fuori dallo stallone, di sera, ed era in ascolto perché dentro sentiva rumori insoliti. All’improvviso dalla finestra è uscito l’orso che lo ha sbattuto a terra. Forse non voleva aggredirlo, ma se lo è trovato davanti e si è liberato la strada. Il pastore, terrorizzato, se l’è data a gambe. Da quattro anni è dipendente del presidente degli allevatori della valle del Chiese, Antonello Ferrari che dice: "Mai avuto problemi o paure, ma adesso, dopo quell’esperienza...".   Proprio quanto avvenuto a Raheem Yunus ha portato il presidente della Provincia Maurizio Fugatti e l’intera giunta a decidere di mettersi contro il Ministero e dare il via libera alla cattura di M49, passato da "animale problematico dannoso", che assaliva il bestiame, ad "animale problematico pericoloso", che può assalire anche l’uomo.

E' morta Yoga
Proprio in piena polemica in Trentino, in Abruzzo è invece morta Yoga, la splendida femmina di Orso Bruno Marsicano, l'ultimo grande simbolo del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. La storia di questo animale era cominciata trent'anni fa quando, giovanissima, durante l'estate, aveva iniziato a frequentare l'area della Camosciara dove, come riportato nel comunicato commemorativo ufficiale del Parco, "cercava di rubacchiare cibo ai turisti in procinto di fare un pic-nic". Fino a quando, seppure non fossero mai stati registrati attacchi alle persone, Yoga si presenta nel bel mezzo della festa patronale di Opi, un piccolo centro della zona provocando, inevitabilmente, apprensione tra i numerosi presenti. Era la fine degli anni 90. Il Parco prese la decisione di ridurre l'orsa in cattività. 

Altro orso avvistato nel Bresciano
L’hanno visto lungo la Valle di Collio, quella che sale verso la montagna. Ad individuarlo e a scattargli qualche foto accanto alla strada, Stefano Lancini, un giovane del posto che passava di lì con la motocicletta e poi ha avvisato la Centrale della polizia provinciale di Brescia. Gli agenti hanno raggiunto il luogo dell’avvistamento con due pattuglie. L’orso è probabilmente lo stesso giovane esemplare maschio individuato dai carabinieri forestali qualche giorno prima in zona Campei de Sima. E’ stato immortalato mentre era intento a gustare delle prugne. Gli agenti della Provinciale stanno monitorando l'area interessata dall'avvistamento, dove sono state posizionate anche delle fototrappole.
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