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MONDO

Udienza del mercoledì

Papa: Don Roberto Malgesini martire, testimone di carità verso i più poveri

Prima di concludere l’udienza generale le parole commosse di Bergoglio per don Roberto Malgesini, il sacerdote ucciso ieri a Como da chi serviva. Poi il tema a lui caro: l'Ambiente da rispettare come una casa comune, abusarne è peccato

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Per il terzo mercoledì consecutivo dopo il lockdown  Papa Francesco è arrivato nel cortile di San Damaso, in Vaticano, dove tiene l'udienza generale.

Il pontefice alla presenza dei fedeli, saluta lungo i diversi settori del cortile, scambiando con loro alcune battute, impartendo benedizioni, firmando libri e opuscoli e accogliendo piccoli oggetti che gli vengono porti.

E prima della catechesi Francesco esprime di nuovo la sua gratitudine per quanti si prodigano per combattere il coronavirus. "Davanti a questa pandemia che sta sconvolgendo il mondo intero, esprimiamo gratitudine verso medici, infermieri, personale sanitario e associazioni di volontariato impegnati a fronteggiare questa emergenza", dice Bergoglio nel corso dei saluti ai fedeli arabi in occasione dell'udienza generale.

Bergoglio ha rivolto un pensiero e una preghiera a Don Roberto Malgesini, prete degli ultimi ucciso ieri mattina a Como da un immigrato psichicamente malato che aiutava. 

 "Desidero ricordare in questo momento don Roberto Malgesini, sacerdote della diocesi di Como che ieri mattina è stato ucciso da una persona bisognosa che lui stesso aiutava, una persona malata di testa". "Mi unisco al dolore e alla preghiera dei suoi famigliari e della comunità comasca - ha proseguito il Pontefice -, e come ha detto il suo vescovo, rendo lode a Dio per la testimonianza, cioè per il martirio, di questo testimone della carità verso i più poveri". "Preghiamo in silenzio per don Roberto Malgesini - ha concluso - e per i tutti i preti, suore, laici, laiche che lavorano con le persone bisognose e scartate dalla società".  

"Per uscire da una pandemia, occorre curarsi e curarci a vicenda. E bisogna sostenere chi si prende cura dei più deboli, dei malati e degli anziani", "c'è l'abitudine di lasciare da parte gli anziani, di abbandonarli. È brutto questo!"."queste persone - ben definite dal termine spagnolo "cuidadores" - svolgono un ruolo essenziale nella società di oggi - ha sottolineato -, anche se spesso non ricevono il riconoscimento e la rimunerazione che meritano. Il prendersi cura è una regola d'oro del nostro essere umani, e porta con sè salute e speranza".

Poi è tornato a parlare di un argomento a lui molto caro: l'Ambiente. "Il rapporto col creato spesso da nemici ma la Natura non perdona - tutte le forme di vita "sono interconnesse, e la nostra salute dipende da quella degli ecosistemi che Dio ha creato e di cui ci ha incaricato di prenderci cura. Abusarne, invece, è un peccato grave che danneggia e che fa ammalare", ha  detto.

"Il migliore antidoto contro questo uso improprio della nostra casa comune è la contemplazione", ha sottolineato il Pontefice. 'Grave peccato che fa ammalare abusare della casa comune, 'i poveri e la madre terra reclamano un cambio di rotta 'basta con l'uso e getta, sfruttare creato un peccato, chi sfrutta la natura finisce per trattare la gente come schiavi.

"I nostri fratelli più poveri e la nostra madre terra gemono per il danno e l'ingiustizia che abbiamo provocato, e reclamano un'altra rotta", ha proseguito Papa Francesco "diventiamo predatori, dimenticando la nostra vocazione di custodi della vita". "Certo, possiamo e dobbiamo lavorare la terra per vivere e svilupparci. Ma il lavoro non è sinonimo di sfruttamento - ha osservato -, ed è sempre accompagnato dalla cura: arare e proteggere, lavorare e prendersi cura, questa è la nostra missione. Non possiamo pretendere di continuare a crescere a livello materiale, senza prenderci cura della casa comune che ci accoglie".
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