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MONDO

L’Angelus

Papa Francesco torna ad affacciarsi su Piazza San Pietro. Appello per l'Ucraina

La finestra del suo studio è stata chiusa a lungo per i lockdown e per evitare  assembramenti in piazza

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"Grazie a Dio possiamo ritrovarci di nuovo in questa piazza per l'appuntamento domenicale e festivo. Io vi dico una cosa: mi manca la piazza quando devo fare l'Angelus in Biblioteca. Sono contento, grazie a Dio! E grazie a voi per la vostra presenza". Ritorna un’abitudine che sa di incoraggiamento, di speranza le parole Papa Francesco dalla finestra del suo studio. Il Papa non si affacciava al balcone del Palazzo apostolico, per evitare assembramenti, da oltre un mese.

Nelle ultime settimane, la finestra nel Palazzo Apostolico era rimasta chiusa il 21 marzo e il 5 aprile, mentre la recita dell'Angelus del 28 marzo, la Domenica delle Palme in San Pietro, e del Regina Caeli di domenica scorsa - con il Papa nella chiesa di Santo Spirito in Sassia per la Festa della Divina Misericordia - erano stati intonati da Francesco al termine delle due celebrazioni.  Il primo lockdown dello scorso anno aveva tenuto lontani i fedeli dal colonnato del Bernini dall'8 marzo al 24 maggio, con il Papa a guidare le preghiere domenicali in diretta streaming dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico. Successivamente Francesco, ricorda Vaticano News, si era affacciato dal suo studio per alcuni mesi fino al 20 dicembre. Poi un nuovo stop fino al 7 febbraio, una nuova riapertura fino al 14 marzo e infine, come detto, l'ultima chiusura al 21 marzo scorso.
 
Cristianesimo non può essere a distanza
"Non esiste un cristianesimo a distanza", ha detto Papa Francesco al Regina Caeli. "L'amore - ha aggiunto - chiede la vicinanza, chiede il contatto, la condivisione della vita". Gesù indica ai discepoli e "a noi che la relazione con Lui e con i nostri fratelli non può rimanere “a distanza”
 
Gesù è una persona viva 
Durante l’Angelus Francesco ricorda  ai fedeli in piazza che essere “cristiani non è una dottrina o un'idea morale” perché continua  non è un “fantasma”, ma una Persona viva", "essere cristiani non è prima di tutto una dottrina o un ideale morale, è la relazione viva con Lui, con il Signore Risorto: lo guardiamo, lo tocchiamo, ci nutriamo di Lui e, trasformati dal suo amore, guardiamo, tocchiamo e nutriamo gli altri come fratelli e sorelle". "Gesù – ricorda il Papa -  quando si avvicina a noi ci riempie di gioia al punto di non credere, ci lascia stupefatta.”

Ucraina: troppe violenze e crisi umanitaria
 Il Papa esprime la sua forte preoccupazione per l'escalation delle violenze nell'Ucraina orientale, dove negli ultimi mesi si sono moltiplicate le violazioni del'cessate il fuoco'. “Osservo – ha detto Francesco-con inquietudine l'incremento delle attività militari. Per favore, auspico fortemente che si eviti l'aumento della tensione e al contrario si pongano gesti capaci di promuovere la fiducia reciproca e favorire la riconciliazione e la pace, tanto necessarie ma tanto desiderate. Si abbia a cuore – ha chiesto con forza-  anche la grave situazione umanitaria in cui versa quella popolazione alla quale esprimo la mia vicinanza e per la quale vi invito a pregare".

Gli auguri all’ Università Cattolica
In fine Il Papa al Regina Caeli ha ricordato che "oggi si celebra in Italia la Giornata per l'Università Cattolica del Sacro Cuore che da cento anni svolge un prezioso servizio per la formazione delle nuove generazioni. Possa continuare a svolgere la sua missione educativa per aiutare i giovani a essere protagonisti di un futuro ricco disperanza. Benedico di cuore il personale, i professori, gli studenti dell'Università Cattolica.
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