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MONDO

Spionaggio internazionale

Pegasus. La Francia apre un'inchiesta, in Messico spiato anche il presidente Obrador

Ogni giorno nuove rivelazioni sull'inchiesta di alcune testate sul sistema di spionaggio di giornalisti Pegasus. In Marocco arrestati due giornalisti considerati "scomodi" con presunte accuse di spionaggio e stupro e in Messico, 15 mila i telefoni di cittadini controllati, tra loro perfino il presidente Obrador. Indagine della Commissione Europea: "Non si possono spiare i giornalisti"

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Un'inchiesta è stata aperta in Francia nel quadro del caso Pegasus sullo spionaggio dei giornalisti: è quanto riferisce la procura di Parigi, a seguito delle denunce sul sospetto spionaggio di giornalisti e attivisti, in particolare francesi, da parte del Marocco. 

Lo scrivono i media francesi. Secondo Bfmtv, ad aver sporto denuncia ieri sono stati due giornalisti e l'editore di Mediapart. 

L'indagine giornalistica i cui risultati vengono diffusi in questi giorni dai team investigativi delle 16 testate internazionali che hanno avuto accesso ai dati, sconvolge il mondo dell'informazione e non solo. Tra le testate ci sono il britannico The Guardian, il francese Le Monde e l'americano Washington Post, associate a Forbidden Stories in collaborazione con Amnesty International. 

Indagine della Commissione Europea: "Non si possono spiare i giornalisti"

La Commissione europea "ha lanciato un'indagine tramite i suoi servizi interni" e "usera' tutti i mezzi a sua disposizione per ottenere piu' informazioni" sulle azioni di spionaggio ai danni di giornalisti e rappresentanti della societa' civile che avrebbero messo in atto alcuni Paesi - compresa l'Ungheria - tramite il software Pegasus. Lo ha detto il commissario europeo alla Giustizia, Didier Reynders, in conferenza stampa. Nell'incontro coi giornalisti, sia il commissario che la vice presidente della Commissione, Vera Jourova, hanno ripetuto che "non si puo' accettare nell'Unione europea e ovunque nel mondo" che i giornalisti vengano spiati.

Per tornare ai fatti e al Marocco arriva la notizia che il giornalista marocchino Omar Radi noto per i suoi lavori d'inchiesta molto critici sull'operato delle autorità del Paese è stato condannato a sei anni di reclusione. Il reporter è stato arrestato con l'accusa di spionaggio e attentato alla sicurezza nazionale, e dopo qualche mese è arrivata una seconda accusa per violenza sessuale, dopo la denuncia presentata da una donna. 

La sentenza giunge a pochi giorni dalla condanna a cinque anni di carcere per Soulimane Raissouni, un altro giornalista dissidente, anche lui condannato con l'accusa di violenza sessuale. Entrambi i reporter si sono sempre proclamati innocenti da ogni accusa, e Raissouni aveva anche iniziato uno sciopero della fame in vista dell'ultima udienza del processo. All'indomani della sua condanna è intervenuto anche il Dipartimento di Stato americano che ha espresso preoccupazione per l'equità dei processi e sulla libertà di espressione nel paese nordafricano. 

Varie associazioni locali e internazionali hanno denunciato l'uso strumentale del reato di violenza sessuale per imbavagliare i dissidenti: rispetto all'accusa di stupro, Radi ha sempre sostenuto di aver avuto un rapporto consensuale con quella che a definito "un'amica", sebbene la donna abbia testimoniato una versione diversa dei fatti. 

Sempre secondo le associazioni in difesa dei diritti umani, il primo arresto per Radi è sopraggiunto a causa di un rapporto pubblicato da Amnesty international nel 2019, nel quale si denunciava che il giornalista d'inchiesta era stato messo sotto sorveglianza dalle autorità del Marocco attraverso un software sviluppato dall'azienda israeliana Nso, lo spyware Pegasus.

Proprio sull'uso da parte dei governi di questo tipo di tecnologia, ufficialmente impiegata per contrastare le attività dei gruppi terroristi e criminali, negli ultimi due giorni sono uscite una serie di inchieste realizzate da un consorzio di giornalisti internazionali da cui emerge che invece, vari governi impiegano questo spyware per rubare dati e tenere sotto controllo almeno 180 giornalisti nel mondo. 

Stando all'organizzazione no profit Forbidden stories, che per prima ha ottenuto una lista di 50.000 numeri di telefono inseriti nel database di Pegasus, il Marocco starebbe sorvegliando vari reporter tra cui Omar Brouksy, Hicham Mansouri, Taoufik Bouachrine, Aboubakr Jamai, Maria Moukrim, Ali Amar, oltre a Soulimane Raissouni.

L'indagine giornalistica si sposta anche in Messico, rivelando che sono circa 15 mila i messicani i cui telefoni sono stati controllati dal sistema Pegasus messo a punto dalla società israeliana Nso. 

La sorveglianza di massa a cui sono stati sottoposti i messicani, in particolare, colpisce per i costi di un'operazione avviata in un Paese in cui la metà della popolazione (in tutto, 126 milioni di abitanti) vive sotto la soglia della povertà, si sottolinea nell'articolo pubblicato dalle testate associate. Il Messico è stato il primo Paese al mondo ad acquistare il sistema Pegasus dal gruppo israeliano Nso ed è diventato una specie di laboratorio per la tecnologia di spionaggio, quando era ancora ai suoi esordi. 

Il primo contratto fra Nso e il segretariato della difesa nazionale è stato firmato nel 2011, 5 anni dopo la guerra contro la droga che ha provocato 300 mila morti e almeno 75 mila scomparsi. Durante la campagna elettorale che lo avrebbe portato alla presidenza, nel 2018, lo stesso Andres Manuel Lopez Obrador, allora all'opposizione, è stato tenuto sotto controllo attraverso Pegasus assieme ad una cinquantina di persone del suo entourage controllate, fra le quali la moglie, tre fratelli, i tre figli più grandi, due autisti, diversi esponenti del suo partito Morena e persino il cardiologo che lo aveva operato dopo un infarto.

"La capacità del Messico di spiare i suoi cittadini è immensa - ha spiegato l'esperto di sicurezza di Città del Messico, Jorge Rebolledo - È estremamente facile che la tecnologia e l'informazione ottenuta attraverso quel sistema cadano in mani private, che sia per scopi commerciali o per il crimine organizzato". 
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