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POLITICA

Il compleanno

I cento anni di Pietro Ingrao, "l'uomo della luna"

Nel 1976 fu il primo esponente del Pci a diventare presidente della Camera. Deputato per oltre quanrant'anni, ha diretto il quotidiano L'Unità

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"Volevo la luna" è il titolo delle sue memorie, pubblicate nel 2006. Un titolo che Pietro Ingrao - 100 anni il 30 marzo 2015 - scelse per parlare del suo pensiero e della sua lunga militanza politica. Non a caso, si è spesso definito un "acchiappanuvole", per testimoniare la propria adesione al sogno e all'utopia. E "ingraismo" era un termine che, oppositori e non, usavano per designare una certa "evanescenza" del pensiero politico. 

Pietro Ingrao, nel Pci, è stato l'uomo del dubbio. L'uomo che già nel 1966 rivendicava il "diritto al dissenso" contro la linea del centralismo democratico. Quando la "linea" del segretario era sacra e il Pci una "chiesa" che guardava con molta diffidenza agli eretici.

Pur coltivando il dissenso, Ingrao votò a favore dell'espulsione dal Pci del "collettivo" de "Il Manifesto". 

Nel 1976, Pietro Ingrao fu il primo comunista a diventare presidente della Camera dei deputati. A Montecitorio, da deputato, ha trascorso 42 anni, dal 1950 al 1992. 

Pier dieci anni, dal 1947 al 1957, ha diretto il quotidiano, organo del Pci, l'Unità. E' stato sempre "alla sinistra del partito". Non condivise la svolta della "Bolognina", quella con cui Achille Occhetto trasformò il Pci e Pds. Lasciò la "Quercia", però, nel 1993. Da allora, si è detto vicino a Rifondazione Comunista. Alle elezioni politiche del 2013, ha dichiarato di aver votato per Sel. 
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