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POLITICA

Alta tensione nella maggioranza di governo

Prescrizione, Conte: "Italia viva faccia chiarezza, basta con l'opposizione aggressiva"

Secondo Giuseppe Conte l'opposizione "più aggressiva e maleducata" arriva dall'interno della maggioranza. Il premier rompe gli indugi e prende posizione in difesa del ministro della Giustizia. Zingaretti: "Condivido richiamo e preoccupazione di Conte". Intanto Italia Viva partecipa al tavolo su crescita e sviluppo sostenibile a palazzo Chigi. Renzi: "Caro Conte, se vuoi la crisi aprila tu"

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E' iniziata, verso le 21, la riunione del Consiglio dei ministri. All'ordine del giorno la riforma del processo penale. Fuori sacco, ossia non ufficialmente nell'ordine del giorno, potrebbe esserci anche il cosiddetto lodo Conte, ossia l'accordo tra Pd-M5s e Leu per mitigare la riforma Bonafede sulla prescrizione. Assenti i ministri di Italia viva Teresa Bellanova e Elena Bonetti.

E' proprio sulla prescrizione che si infiamma il confronto interno alla maggioranza di governo, al punto che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a quanto si apprende in ambienti parlamentari, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. 

Le parole di Conte
E' di questo pomeriggio la presa di posizione del premier Giuseppe Conte raccolta dai giornalisti a margine del convegno per il 73° anniversario della fondazione dell'Ucid (unione cristiana imprenditori e dirigenti) al quale il presidente del Consiglio ha partecipato: "Italia Viva deve dare un chiarimento non solo a noi, ma agli italiani. In Parlamento hanno dato la fiducia al governo perché si lavorasse, devono dire al Paese con quale atteggiamento vogliono continuare. Loro sono da parte mia non rispettati, ma di più".

L'opposizione di Italia viva
"Stiamo vivendo una situazione un po' surreale, la maggiore opposizione ci viene non da un partito di opposizione, ma da Italia Viva che un giorno sì e l'altro pure dice che vuole sfiduciare il ministro Bonafede e vota con l'opposizione. Sfido i cittadini italiani a capire come può un compagno di viaggio minacciare e annunciare una mozione di sfiducia nei confronti di un ministro che non solo è il capo delegazione del M5s, ma con cui stiamo lavorando da mesi per il progetto di riforma della giustizia penale. Un ministro che si è intestato una riforma della prescrizione che è entrata in vigore, e chiariamo, visto che sono tutti giuristi accreditati, che è una norma presente in altri ordinamenti giuridici".

Opposizione aggressiva e maleducata
"Ma Bonafede si è detto disponibile a superare quella norma. Si è arrivati al lodo Conte, poi il lodo Conte bis, nell'ambito del confronto che c'è stato non c'è nemmeno più la norma Bonafede. Lo si sfiducia per cosa? Lo si insulta per cosa? Perché in passato ha fatto il dj? L'opposizione aggressiva e maleducata l'accetto dall'opposizione, non da una forza di maggioranza".

Non cerco altre maggioranze
"Il clima non può essere questo, serve uno spirito costruttivo e mettere da parte gli smarcamenti. Io siedo sempre al tavolo e ascolto tutti. Un presidente del consiglio che va in Parlamento e fa di tutto perché la politica abbia sempre maggiore credibilità e perché i cittadini abbiano fiducia nelle istituzioni che fa si va a cercare altre maggioranze? Non sono io".

Italia Viva in vantaggio su norme approvate
"Italia Viva non è rispettata da me, ma di più. Se dovessi fare delle statistiche delle misure fin qui approvate, probabilmente sarebbero in vantaggio rispetto ad altri partiti nonostante una consistenza numerica più contenuta. Non ne ho mai fatto una questione di non apprezzamento della loro visuale, o di mancato rispetto delle loro prerogative. Il loro contributo è benvenuto".

La preoccupazione di Zingaretti
"Ho letto le dichiarazioni del presidente del Consiglio: comprendo e condivido la sua forte preoccupazione e il suo grande richiamo alla serietà verso tutta la maggioranza. "Non credo che siamo alla vigilia o in presenza di una crisi che nessuno ha dichiarato". Così Nicola Zingaretti segretario del Pd, durante una conferenza stampa al Nazareno per presentare il 'piano per l'Italia'. "E' sua prerogativa reagire a fibrillazioni che a questo punto è giusto vengano prese sul serio e su cui si chiede una maggiore forma di collegialità. Se nel Paese si ricostruisce una agenda progressista che segni una differenza netta davanti ai programmi dell'odio i motivi e le possibilità per andare avanti sono molte. Noi non facciamo diktat, mettiamo a disposizione dei contenuti", ha aggiunto Zingaretti. Comprendo la posizione di Conte, è giusto porre le domande per affontare i problemi".

Rotondi. "Crisi ormai alla luce del sole"
"La crisi è alla luce del sole: da Conte viene una posizione molto corretta. Si avvicina il voto a giugno, ogni illusione di rabberciare nuove maggioranze e nuovi governi è velleitaria". Lo afferma Gianfranco Rotondi vicepresidente dei deputati di Fi-Dc. "Se cade il governo si vota a giugno, dopo il referendum e le modifiche dei collegi. Non vedo spazio per un nuovo governo: lo impedirebbero Zingaretti e Meloni, prima ancora che Salvini. Conte sarà l’ultimo premier della legislatura ma a questo punto non saprei dire quanto durerà la legislatura". 

Bassetti: "Instabilità non aiuta a risolvere i problemi"
Sulla stabilità politica intesa come valore in sé interviene il cardinale Gualtiero Bassetti presidente della Cei: "Preoccupato per una possibile crisi di governo? Non posso entrare nelle questioni tecniche, certamente un governo che dura dà stabilità al Paese, questo è evidente. Quando ci si trova a trattare e ci sono continui cambi di governo, poi si deve sempre riprendere la lezione al punto in cui si era rimasti. Mentre bisogna che la lezione della politica italiana e dei suoi problemi sociali sia risolta".

Italia Viva presente al tavolo "Agenda 2023"
La delegazione di Italia viva composta da Luigi Marattin e Eugenio Comincini è entrata a palazzo Chigi per partecipare al tavolo di lavoro su crescita e sviluppo sostenibile. Questo appuntamento avviene mentre è in atto un duro scontro tra il premier e gli esponenti di Italia viva sulla prescrizione e in vista di un cdm dove Renzi ha annunciato che i suoi ministri potrebbero non partecipare.

Renzi: "Non vogliamo la crisi, ma stasera non andiamo al Cdm"
"Il premier che tipo di indirizzo può dare al governo? Di questo stiamo discutendo. Io penso che la situazione economica sia molto seria. E le previsioni sono molto preoccupanti. Di questo dovremo parlare. Caro presidente del consiglio, se vuoi aprire la crisi, apri la crisi. Noi non ti abbiamo chiesto questo: ti abbiamo chiesto di sbloccare i cantieri, di riapriare l'unità di missione sull'edilizia scolasatica. Non facciamo polemiche ogni giorno". Lo dice Matteo Renzi su facebook.



"Ai tavoli di riunione" sulla riforma della prescrizione "avevamo dato il via libera a un ulteriore lodo che diceva che se bisognava per forza arrivare alla prescrizione eravamo disponibili ad accettare che potesse essere cancellata, ma solo dopo l'appello. Cosa che avrebbe ridotto di molto i casi". 

"Caro presidente del consiglio, tu puoi cambiare maggioranza, lo hai già fatto, sai come si fa. Quello che noi pensiamo è che tu non possa dire che siamo opposizione maleducata. Perché se siamo opposizione, voi non avete maggioranza. Se volete avere un'altra maggioranza non ci metteremo di traverso. Vi daremo una mano. Ma non saremo mai tra quelli che per tenersi uno sgabello rinunciano a un principio", aggiunge a proposito della battaglia sulla prescrizione.

"Noi alle nostre idee non rinunciamo. Ci sono battaglie che vanno fatte anche quando non conviene, per questo noi stasera non andremo al Cdm. Perché Bonafede ha detto che stasera ci sarà al voto il lodo Conte bis che è un pasticcio da azzeccagarbugli che non sta in piedi. Il presidente del consiglio non può dire che è un'assenza ingiustificata. Perché questo lo dice un preside, non un presidente. Noi stiamo marcando una distanza su tutto". 

Tornare al voto? "Questo lo decide il presidente della Repubblica. E'chiaro che c'è anche questa possibilità". Lo ha detto Matteo Renzi intervenendo su Rete 4. "Ci sono diverse possibilità: la prima è che il governo si metta a lavorare e vada avanti; la seconda è che che il governo apra la crisi e ci sarà un altro governo ancora; la terza è che si torni a votare. Da queste tre non si esce: io sono disponibile a tutte e tre". 

Franceschini riunisce i ministri Pd a palazzo Chigi
Il capodelegazione Pd al Governo Dario Franceschini, secondo quanto si apprende, ha riunito a palazzo Chigi i ministri dem, alla luce della situazione della maggioranza.
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