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ITALIA

Torna in vita Radio Aut e cambia nome

Dai 100 Passi ai 100 Pensieri...a Cinisi sulle orme di Peppino Impastato

Radio 100 Passi rinasce a Cinisi e trasmette dalla casa del boss mafioso. Nel paese siciliano è stato anche inaugurato il percorso dei "100 pensieri di Peppino": 40 mattonelle incastonate sul marciapiede che collegano la casa natale del giornalista con quella del suo carnefice Tano Badalamenti 

Peppino Impastato
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di Carlotta MacerolloRoma "Adesso trasmettiamo da una stanza vicino a quel salottino dove si decideva la sorte delle persone e dove, probabilmente, si è decisa anche quella di Peppino". E' Danilo Sulis a parlare, il presidente di Radio 100 Passi e vecchio amico di Peppino Impastato: "La stanza è come era un tempo, solo che adesso è tutta vuota e la stiamo piano piano mettendo a posto. E' una stanza degli anni '60-70, molto elegante, un po' kitsch, pareti pompose e soffitti alti".

Dal 9 maggio si trasmette nella casa di Badalamenti confiscata
La stanza è quella di Gaetano Badalamenti, il boss di Cosa Nostra che Peppino nelle trasmissioni soprannominava ironicamente "il grande capo Tano Seduto" e che ordinò l'omicidio del giovane giornalista siciliano il 9 maggio del 1978. Il suo cadavere fu fatto saltare con del tritolo sui binari della ferrovia Palermo-Trapani, così da far sembrare che si trattasse di un attentato suicida.

Il percorso dei 100 Passi
Davanti all'ex casa di Badalamenti un tempo luogo che faceva paura a molti, adesso è stato anche inaugurato anche un percorso particolare, finanziato da Fondazione con il Sud, e portato avanti sul territorio grazie all'Osservatorio sulla 'ndrangheta di Reggio Calabria e all'associazione Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato. I famosi 100 passi, resi celebri dal film di Marco Tullio Giordana, fra la casa di Peppino Impastato e quella di Tano Badalamenti, ribattezzati "I cento pensieri di Peppino" sono ora "scritti" su 40 mattonelle incastonate sui marciapiedi di Cinisi che collegano la casa natale di Peppino con quella del suo carnefice. Sono state realizzate da Fabio Butera con frasi scelte tra quelle elaborate dagli alunni delle scuole che hanno partecipato ai laboratori di scrittura del progetto.

Radio 100 Passi
Tra le mura della casa confiscata al boss Badalamenti sono iniziate il 9 maggio le trasmissioni di Radio 100 passi, radio che fa parte della Rete 100 Passi (che comprende anche un giornale quotidiano fatto da 15 volontari). 36 anni dopo il massacro di Peppino, a Cinisi, si sono ritrovati il fratello Giovanni Impastato e i vecchi amici che avevano condiviso gli anni dell’impegno civile a radio Aut: Faro Di Maggio e Salvo Vitale. "D'ora in poi chiamiamola casa 9 maggio, non diciamo più 'ex casa Badalamenti', facciamo sparire del tutto il nome del boss di Cosa nostra, ora siamo a casa nostra", commenta Salvo Vitale, compagno di tante battaglie di Peppino Impastato. "Vogliamo creare una rete all'insegna della legalità - spiega il presidente della Radio Danilo Sulis - Per ora viviamo di donazioni e il nostro obiettivo è quello di ingrandirci, coinvolgere gli studenti, le scuole: facciamo informazione a 360 gradi ma la legalità viene al primo posto. Siamo diventati di fatto il microfono di tutte le associazioni come Libera, Addiopizzo, Amnesty International, che fanno trasmissioni da noi ogni settimana".

Radio 100 Passi trasmette anche da Roma e Palermo
Radio 100 Passi trasmette anche da Roma e Palermo e proprio nel capoluogo siciliano l'emittente ha subito ben 9 atti intimidatori: "Dopo questi episodi ci siamo dovuti allontanare e cambiare sede ma non ci siamo dati pervinti e abbiamo proseguito il nostro lavoro", spiega Sulis.

"Peppino era chiuso ma molto ironico"
"Peppino era un ragazzo molto chiuso, molto preso dal suo impegno, era anche tanto timido - ricorda Sulis - Era ironico ma anche molto rigido con se stesso". Era nato in una famiglia mafiosa, ma fin da ragazzo aveva preso le distanze e aveva provato a denunciare il potere delle cosche e il clima di omertà e di impunità del suo paese. Per questo motivo fu cacciato di casa dal padre. "Ho iniziato con Peppino quando fondammo nel 1975 il circolo culturale Musica e cultura, un'associazione che promuoveva attività culturali e che diventò un importante punto di riferimento per i ragazzi di Cinisi - spiega Sulis - Il circolo si occupava di ambiente, di campagne contro il nucleare e di emancipazione femminile. Poi pensammo di fare una radio che potesse parlare direttamente ai giovani e così nacque Radio Aut, emittente autofinanziata di controinformazione". Radio Aut prendeva in giro la mafia e i politici locali. "Radio Aut muore con Peppino, quell'ironia era sua e basta - conclude Sulis - Fare un'altra 'Onda Pazza' non ha senso ma abbiamo in progetto un notiziario settimanale molto parlato e raccontato in modo ironico, per il primo mese di trasmissioni nella nuova sede".

 
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