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MONDO

Venerdì 16 luglio

Le notizie dal mondo: la rassegna stampa internazionale

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La devastazione e lo shock. Belgio, Paesi Bassi, Germania, lottano nel fango e si chiedono cosa sta succedendo. Se questa sia la nuova normalità, un meteo sempre più ostile e violento, e quanto possa incidere l'azione umana, i nostri comportamenti di utti i giorni. L'alluvione spazza via l'inizio di campagna elettorale in Germania in giornate che vedono Angela Merkel a Washington.
Più facile, ora con Biden, che prima con Trump. Eppure alcune distanze restano e sopravvivono al presidente più sgradito alla cancelliera  



Le Soir
L'impotenza
Questo giovedì la Vallonia ha vissuto un incubo, sommersa dall'avanzata delle acque. Almeno una dozzina di morti, villaggi isolati dal resto del mondo, case allagate, interi quartieri evacuati. E infrastrutture particolarmente colpite dalle distruzioni, presagio di un ritorno alla normalità molto lento.




Gazzetta di Anversa
Oltre la disperazione
Con interi paesi allagati, manca l'acqua. L'evacuazione è difficile, a centinaia sui tetti nell'impossibilità di lasciare casa, I vigili del fuoco di Anversa forniscono aiuto a Liegi.






Luxemburger Wort
Fuga dal diluvio
L'alluvione assume proporzioni enormi e lascia il paese sbigottito.







NRC (Olanda)
Inondazioni senza precedenti
Decine di morti e danni ingenti in Germania, Belgio, Paesi Bassi

Una catastrofe nella vasta regione compresa fra Mosa e Reno
Le testimonianze di chi è riuscito a fuggire dalla casa allagata e chi ha cercato rifugio ai piani alti. Ancora qualche panino e poi non avremo da mangiare
Sui Paesi Bassi precipitazioni estreme sempre più spesso. 98 mm di pioggia caduti in poche ore, aumenta la frequenza di sbalzi del clima.



Volkskrant

Il governo dichiara il Limburgo area disastrata: migliaia di residenti devono evacuare.
Dopo tre giorni di piogge estreme, le strade del Limburgo sono fiumi straripati e un ponte è crollato vicino a Valkenburg. I Paesi Bassi hanno tutto in ordine nella lotta contro l'acqua? O qualcosa è andato storto? Il sistema di gestione e controllo dei corsi d'acqua è costruito sulla capacità attesa per i corsi d'acqua più piccoli, come il Geul nel Limburgo, calcolata sui volumi attesi in media in un arco temporale fra i 25-50 anni, dice un esperto. C'è un calcolo costi benefici. Nelle aree densamente popolate lungo i grandi fiumi, ad esempio, gli argini devono anche essere in grado di resistere a situazioni che ci si può aspettare in media una volta ogni diecimila anni, afferma Van Heeringen. Il punto è che le condizioni estreme degli ultimi giorni nelle campagne sono andate oltre le medie statistiche considerate molto rare. A questo punto dobbiamo preoccuparci per la tenuta delle dighe? E' piovuto forte nel Limburgo: questo valeva anche per le aree del Belgio e della Germania. Parte di quell'acqua scorre verso il mare attraverso i principali fiumi dei Paesi Bassi. Le autorità di controllo stimano che la Mosa abbia scaricato tra 3.350 e 3.700 metri cubi di acqua al secondo, ieri sera. È più di quanto è stato misurato nella provincia durante le inondazioni del 1993 e del 1995. Il Maas  che, a differenza del Reno e del Waal, è un tipico fiume piovoso  non è mai stato così alto come ora. 
Eventi come questi però sono sempre più frequenti. I Paesi Bassi sono preparati per affrontarli? Più caldo è il clima, più frequenti saranno i fenomeni estremi nei Paesi Bassi, prevede il servizio meteo nazionale. Ciò significa che anche i fiumi si riempiranno più spesso e che le precipitazioni fin qui attese una volta ogni 50 anni potrebbero diventare più frequenti. Per questo si stanno rafforzando gli argini e le fognature.



KZ (Austria)
Clima fuori controllo
Intere regioni devastate, oltre una sessantina i morti. Situazione disastrosa.






RP
La catastrofe dell'alluvione
Forti piogge e inondazioni hanno devastato la Renania Palatinato e il Nord Reno Westfalia, uccidendo decine di persone. Morti due vigili del fuoco impegnati nei soccorsi. Il peggio dovrebbe essere passato.






Bild
Inondazione di morte
Almeno 58 le vittime accertate, persone affogate nelle loro cantine, interi paesi distrutti, l'esercito in azione. Merkel: il mio pensiero va alle famiglie dei morti e dei dispersi.






Tagesspiegel
Una sessantina almeno i morti, nove in una struttura per disabili, molti dispersi. L'alluvione scuote la Germania. Devastate intere regioni
Una catastrofe altamente politica
Lo stato di emergenza di oggi è la normalità di domani? Nessuno può volerlo. Ecco perché questa catastrofe dell'alluvione è altamente politica, riporta in primo piano nella campagna elettorale la lotta alla crisi climatica.




Welt
La catastrofe dell'alluvione
Paese sotto shock, Merkel esprime solidarietà e impegno per le aree colpite. Intere aree irraggiungibili al telefono, questo rende difficili le verifiche per rintracciare i dispersi.
Il riscaldamento causato dall'uomo è responsabile delle tempeste mortali nella Germania occidentale? si chiede Axel Bojanowski. Per gli attivisti, alcuni politici e i media, la questione è chiara: il disastro dell'alluvione è una conseguenza del cambiamento climatico. Ma questa conclusione è ingiusta. L'argomento del clima viene utilizzato dai politici per distogliere l'attenzione dalle proprie responsabilità. I registri mostrano che le inondazioni improvvise sono meno pericolose di un tempo, nonostante i cambiamenti climatici. Quanto accaduto è statisticamente più raro di una volta ogni 100 anni.

Ulrich Exner: quest'alluvione può decidere le elezioni.
Armin Laschet, candidato cancelliere dell'Unione e primo ministro del Nord Reno Westfalia, lo ha capito. Ha lasciato perdere tutti gli impegni in agenda. Si è precipitato nelle aree più colpite. Non solo per constatare la situazione e coordinare l'azione ma perché proprio nelle crisi l'umore dell'elettorato può ribaltarsi velocemente verso chi ha responsabilità di governo.



TAZ
Niente sarà più lo stesso, ora
I morti si contano a decine, i danni sono ancora da stimare ma ammontano sicuramente a miliardi. Quello che appare chiaro, è che il cambiamento climatico non più essere trascurato

La fine dell'ordinata campagna elettorale 
Armin Laschet lo ha capito subito. Il presidente della CDU ha annullato la sua visita al ritiro della CSU a Seeon e si è invece recato ad Altena e Hagen per saperne di più sul posto. Anche il ministro delle finanze della SPD Olaf Scholz ha annunciato che giovedì sarebbe venuto nell'area del disastro. Può sembrare cinico: per i candidati alla cancelleria è tatticamente imperativo visitare le pianure alluvionate. L'ex leader della CSU Edmund Stoiber è un esempio di quanto possa essere disastroso non calzare gli stivali di gomma in tempo. Durante le inondazioni lungo Elba e Mulde nell'estate del 2002, il cancelliere della SPD Schröder viaggiò nell'area di crisi con una copertura mediatica, mentre Stoiber inizialmente si limitò a esprimere le sue condoglianze solo da lontano. Questo è costato voti decisivi. L'Unione aveva sperato di poter condurre una campagna elettorale positiva per il 26 settembre. Il motto: la pandemia è il passato, le crisi sono finite. Questa illusione viene spazzata via dalla tempesta. Laschet lo ha capito ma pare sopraffatto dalle crisi,. A Hagen ci sono voluti cinque lunghi minuti prima che menzionasse i morti - e si è ricordato solo quelli nel suo land del Nord Reno-Westfalia. Ha detto che il Land ha dato "il maggior contributo" alla protezione del clima. Non è così, la sua amministrazione impedisce la costruzione di altre turbine eoliche.




Der Spiegel
I politici si stanno avvicinando con cautela alle domande che irrompono nell'arena politica: cosa ha a che fare questa catastrofe meteorologica con il cambiamento climatico? Cosa deve cambiare? E che influenza ha questa tragedia sulle elezioni? I Verdi ne trarranno beneficio? È difficile porsi queste domande politiche, scrive Martin Knobbe, mentre la sofferenza umana - giustamente - mette in ombra tutto. Konstantin von Notz, parlamentare dei Verdi al Bundestag, ha ritirato un tweet dopo essere stato accusato di fare campagna a spese della sofferenza umana. D'altra parte: certo, devi chiederti perché. Probabilmente non c'è stata una fase in questa campagna elettorale in cui la giusta scelta delle parole sia importante come adesso, il giusto approccio, il tono appropriato. In ogni caso, si nota la polarizzazione del dibattito che vedremo nei prossimi giorni. Alcuni parlano di fenomeni meteorologici comuni e che ci sono sempre state alluvioni drammatiche.



FT
L'Europa detta i tempi per la politica climatica globale
Bruxelles propone anche obiettivi e impegni significativi, con rigorosi standard di carbonio sul trasporto stradale, la fine nel 2035 delle vendite di nuovi veicoli a combustibili fossili e la promozione della riforestazione. Questo tipo di approccio globale è l'unico con una speranza di successo. Ha prevedibilmente sollevato le proteste di molte lobby commerciali. Ma affrontare il cambiamento climatico richiede una trasformazione della nostra struttura produttiva.  Sarà essenziale rassicurare gli individui che saranno più esposti all'aumento dei costi del carburante. La commissione propone saggiamente un fondo per sostenere i redditi e aiutare le persone a passare ad attrezzature più efficienti dal punto di vista del carbonio. Ma potrebbe essere necessario molto di più.




FAZ
Molti morti nelle alluvioni
Continua la ricerca dei dispersi mentre Merkel assicura aiuti e dice: è un disastro.

Addio all'America, di Nicolas Busse
Il fatto che Angela Merkel sia stata venerata per un po' in America dai liberal come la "leader del mondo libero" è principalmente perché non è Donald Trump. In verità, ovviamente, la Germania non è un leader globale. Nei 16 anni di cancellierato Merkel, il Paese ha avuto difficoltà a dare il proprio contributo alle operazioni militari che dovrebbero servire a preservare il mondo libero. Ciò ha contrariato molti a Washington, così come nel dibattito sull'obiettivo del 2% di spese nella NATO e la disputa sul Nord Stream 2. In altri dossier importanti nelle relazioni atlantiche, dalla protezione del clima al commercio, la Germania compare solitamente di concerto con l'UE. Anche qui, molte differenze sono sopravvissute a Trump.
Merkel dopo l'insediamento di Biden ha sottolineato che l'Europa ha interessi diversi verso la Cina rispetto all'America, cioè principalmente economici. Se davvero così, è discutibile. Ma il fatto che la Cina ora svolga un ruolo dominante nei confronti di Washington mostra come il mondo sia cambiato. Quando la Merkel è diventata Cancelliere nel 2005, il terrorismo islamista era stato visto come il più grande problema comune. Ora sta dicendo addio a un'America in forte concorrenza con Russia e Cina. La Germania non ha ancora trovato il suo posto in questo contesto




WSJ
Alluvioni morali in Europa dopo giorni di piogge
Molti posti di lavoro persi nella pandemia saranno eliminati per sempre
Lauren Weber: Le richieste d'impiego sono ad un livello record, lasciando l'impressione che i datori di lavoro stiano assumendo come mai prima d'ora. Ma molte aziende che hanno licenziato i lavoratori durante la pandemia prevedono già che avranno bisogno di meno dipendenti in futuro. Come per gli shock economici del passato, la recessione indotta dalla pandemia è stata un catalizzatore per i datori di lavoro per investire nell'automazione e implementare altri cambiamenti progettati per frenare le assunzioni. In settori che vanno dagli hotel all'aerospaziale fino ai ristoranti, le aziende hanno rivisto le loro operazioni e scoperto modi per risparmiare sui costi del lavoro a lungo termine. I dati economici mostrano che le aziende hanno imparato a fare di più con meno negli ultimi 16 mesi circa. La produzione è quasi tornata ai livelli pre-pandemia nel primo trimestre del 2021, in calo di appena lo 0,5% rispetto alla fine del 2019, anche se i lavoratori statunitensi hanno impiegato il 4,3% in meno di ore rispetto a prima della crisi sanitaria.
"Quando la domanda diminuisce, è un momento naturale per riorganizzare o investire perché non perderai clienti o vendite mentre armeggia e chiudi le cose", ha affermato Brad Hershbein, economista senior presso il WE Upjohn Institute for Employment Research. "Non vorrai interrompere l'attività quando è al suo apice." 



Dalla redazione

Milenio (México)

Argentina: supera i 100.000 decessi per covid-19 e registra più di 4,7 milioni di casi


Nonostante i contagi mostrino segni di rallentamento e nonostante l’accelerazione del piano di vaccinazione, il Ministero della Salute dell’Argentina ha registrato questo mercoledì 614 nuovi decessi per covid-19 superando 100.000 dall'inizio della pandemia, mentre i casi hanno superato i 4,7 milioni. Attualmente le cartelle cliniche hanno indicato che sono 5.092 i ricoverati con coronavirus nelle unità di terapia intensiva, con una percentuale di occupazione di posti letto adulti del 62,2 per cento in tutto il paese, indice che scende al 60,1 per cento nell'area metropolitana di Buenos Aires, che concentra un terzo dei 45 milioni di argentini. Nel picco dei contagi del mese di aprile, il reparto di terapie intensive aveva superato l'80% in tutto il paese. Nel frattempo, 20 milioni e 605mila persone hanno ricevuto almeno la prima dose di vaccini. Di questi, 5 milioni hanno già la vaccinazione completa. Questo rappresenta il 60,85 per cento della popolazione vaccinata sopra i 18 anni e il 45 per cento del totale degli argentini. In questa maniera il paese risente dei numeri devastanti, delle migliaia di famiglie distrutte. E tutto fa parte di una crisi economica che dura da più di tre anni e che si è aggravata nel 2020, portando il 42 per cento della popolazione e il 57,7 per cento dei bambini fino a 14 anni al di sotto della soglia di povertà. Per l’Argentina è un momento cruciale: la minaccia della variante Delta rischia di peggiorare ulteriormente il quadro.


kommersant.ru

I talebani si mettono tra l'Afghanistan e la SCO

I ministri degli esteri della SCO discutono della crisi afgana

L'offensiva dei talebani in Afghanistan ha offuscato la riunione del giubileo dei ministri degli esteri dell'Organizzazione di Cooperazione di Shanghai (SCO). Le minacce correlate hanno colpito direttamente la maggior parte degli Stati, i cui rappresentanti si sono riuniti a Dushanbe. Gli Stati membri della SCO confinano direttamente con l'Afghanistan, e alcuni di loro sono già stati costretti ad accogliere i primi rifugiati e a rafforzare la loro sicurezza alla frontiera.
"Gli Stati della SCO sostengono gli sforzi del governo e del popolo della Repubblica Islamica dell'Afghanistan volti a ripristinare la pace, lo sviluppo economico del paese e a contrastare il terrorismo, l'estremismo e la criminalità legata alla droga", ha detto il ministro degli Esteri tagiko Sirodjiddin Mukhriddin aprendo la prima riunione del gruppo di contatto dei ministri degli Esteri della SCO con il suo omologo afgano Muhammad Hanif Atmar.

L'Afghanistan ha da tempo rivendicato la piena appartenenza all'organizzazione. Tuttavia, secondo fonti della delegazione russa, vista l'attuale situazione nel paese, Mosca ritiene prematuro considerare una domanda afgana, a differenza di quella iraniana. Secondo la Russia, l'ammissione dell'Iran alla SCO è attesa da tempo. Era particolarmente importante renderlo pubblico a Dushanbe, poiché è stato il Tagikistan a bloccare la domanda di Teheran a causa dei contatti tra le autorità iraniane e i rappresentanti del Partito della Rinascita Islamica bandito in Tagikistan. L'Iran ha fatto domanda di adesione alla SCO nel 2008 e Kabul nel 2015.

La SCO ha otto membri: Russia, India, Kazakistan, Kirghizistan, Cina, Pakistan, Tagikistan e Uzbekistan. Quattro stati (Afghanistan, Bielorussia, Iran e Mongolia) hanno lo status di osservatore. Ci sono altri sei partner di dialogo: Armenia, Azerbaijan, Cambogia, Nepal, Turchia e Sri Lanka. A questi ultimi si aggiungeranno presto l'Arabia Saudita e l'Egitto. La decisione è stata presa a margine della riunione del Consiglio ministeriale della SCO, che è stata immediatamente seguita da una riunione separata sull'Afghanistan.
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