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POLITICA

Decreto maggio

Regolarizzazione lavoratori migranti, Bellanova: "Se norma non passa, rifletterò su mia presenza"

"Puntiamo - ha detto  la ministra delle Politiche Agricole - a concedere un permesso di soggiorno temporaneo per sei mesi, rinnovabile per altri sei, per le aziende e le famiglie che vogliono regolarizzare. La ministra dell'Interno Lamorgese: "Su regolarizzazione condivisione di fondo"

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"Se non passa mi pone di fronte una riflessione attenta. Per me è motivo di permanenza nel governo, non sono qui per fare tappezzeria". Lo ha detto la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, a Radio anch'io su Rai Radio1, rispondendo alla domanda su quali conseguenze qualora non dovesse passare il provvedimento di regolarizzazione di lavoratori stranieri.

"Per me questa non è una battaglia strumentale perché queste persone non votano. Tanti guardano al consenso, noi facciamo una battaglia per persone che non votano",  ha sottolineato la ministra per le Politiche agricole, Teresa Bellanova, a proposito della sua battaglia per la regolarizzazione dei lavoratori stranieri.

"Tra le persone - ha spiegato Bellanova - c'è diffidenza perché per anni si è fatta passare l'idea che i diversi sono i nemici e che gli immigrati vengono qui a toglierci il lavoro. Sono invece fondamentali per portare avanti alcune attività, non solo in agricoltura dove rischiamo sperperi enormi per la mancata raccolta, ma anche le badanti che assistono tante persone anziane". 

 "Puntiamo - ha proseguito la ministra - a concedere un permesso di soggiorno temporaneo per sei mesi, rinnovabile per altri sei, per le aziende e le famiglie che vogliono regolarizzare. Ci sarà anche un contributo per lo Stato, anche se non bisogna esagerare: si tratta di persone sfruttate per tre euro l'ora facendo concorrenza sleale alle imprese che rispettano le regole".   

Bellanova non si è espressa sulle stime che parlano di 600mila persone interessate da un provvedimento di emersione dal lavoro nero. "Non sono in grado di dirlo, si tratta di chi può avere un contratto. Partiamo dai lavoratori nei campi, altrimenti qualcuno si dovrà assumere la responsabilità di far marcire i prodotti nei campi, e dalle badanti", ha osservato.

Lamorgese: su regolarizzazione condivisione di fondo 
Sull'emersione dei lavoratori in nero c'è "una condivisione di fondo. Ieri abbiamo avuto degli incontri. Riguarderà anche tanti italiani oltre che gli stranieri. C'è la necessità di far emergere questi lavoratori non solo per garantire i  diritti delle persone, ma anche per esigenze di sicurezza sanitaria che in questo momento sono necessarie. Stiamo lavorando e spero che nelle prossime ore si riesca ad arrivare ad un testo definito". Lo ha detto a Radio anch'io la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese.

Crimi: no  permessi soggiorno temporanei
"Le ipotesi in campo riguardano la possibilità di concedere permessi di soggiorno temporanei per gli immigrati irregolari. Questo non aiuta l'emersione del lavoro nero, anzi lo fa aumentare. Non accetto però i permessi di soggiorno temporanei, perché così il lavoro nero aumenta". Lo ha detto il capo politico di M5s, Vito Crimi, a Radio 24. "Quello che serve a fare emersione di lavoro nero è un nostro cavallo di battaglia, il tema è questo, non la regolarizzazione degli immigrati irregolari. Sulla lotta al caporalato ed emersione del lavoro nero noi ci siamo, se c'è anche l'intenzione di fare una sanatoria modello Maroni noi non ci siamo",  ha detto ancora il capo politico del M5S, Vito Crimi. "Nei permessi di soggiorno temporanei  si insidia il lavoro nero e lo sfruttamento" ha aggiunto.

Salvini: allarmante che un ministro minacci le dimissioni
"E' allarmante" la notizia che "un ministro di un settore strategico come l'agricoltura minacci le dimissioni perché al governo stanno litigando sulla regolarizzazione di 600 mila lavoratori irregolari". Lo dice a SkyTg24 Matteo Salvini commentando le parole del ministro Teresa Bellanova. "Che ci siano contrasti nel governo su questo è gravissimo", aggiunge il leader della Lega che ribadisce la sua contrarietà "a una maxi sanatoria di massa perché - spiega - sarebbe un pessimo segnale nei confronti di chi ha sempre rispettato le regole".

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