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POLITICA

La confidenza del premier con i social network

Matteo Renzi, l'ascesa di un leader "social"

Il premier Matteo Renzi ha annunciato molte delle sue scelte più importanti via Twitter. Uno stile che rompe con tutte le vecchie consuetudini della politica

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di Mario De Pizzo Ve lo immaginate un presidente del Consiglio che twitta, mentre è a colloquio con il capo dello Stato, oltretutto nell'incontro più delicato della sua vita politica? E' lui, Matteo Renzi. ''Arrivo, arrivo'' scrive, per smorzare l'attesa per la durata insolita - oltre due ore - dell'incontro per comunicare la lista dei ministri al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ma è da tempo che la sostanza politica non può più prescindere dalla forma. Almeno dal discorso della ''discesa in campo'' di Silvio Berlusconi, del quale resta agli annali la calza di nylon apposta davanti alla telecamera per nascondere le sue rughe.



Appena eletto segretario del Pd, a dicembre, Matteo Renzi scelse la grammatica di twitter per comunicare con il premier Enrico Letta. ''Lancio l'hashtag #enricostaisereno'', per dirgli ''mai prenderei il tuo posto''. Salvo poi, presentarsi alla guida di una Smart nel cortile di Palazzo Chigi, per comunicargli che le sue ore in quel Palazzo erano ormai poche. E, pochi giorni dopo, per lanciare la sua corsa al governo Matteo Renzi ha scelto ancora Twitter con l'hashtag #lavoltabuona.

Il neo premier ha una certa dimestichezza con i 140 caratteri del social network di microblogging più famoso al mondo. Ai tempi delle primarie 2012 - per la premiership del centrosinistra - nei giorni delle polemiche infuocate con lo sfidante Pierluigi Bersani, l'allora sindaco di Firenze scriveva: ''Caro Pierluigi, siamo tutti e due a Milano. Ci prendiamo un caffè insieme e facciamo un appello alla serenità?''.



Già la serenità, un'espressione ricorrente nei tweet di Renzi. All'indomani della sconfitta contro Pierluigi Bersani, poi,  il leader dell'allora Pdl Silvio Berlusconi lo lusingò. E Renzi gli rispose: ''Caro Silvio, le cose si possono comprare, le persone no. Non tutte, almeno io. Hai le porte aperte per me? Chiudi pure, fa freddo #ciao''.



Del resto, anche Giorgio Napolitano ha riconosciuto ''l'apporto di novità'' che Renzi garantisce alla politica italiana. Annunciando la nomina di Federica Mogherini (40 anni) quale ministro degli Esteri, il premier ha annunciato che questa scelta è ''il segno che tutti i giovani possono farcela''. Un segno tracciato da un presidente del Consiglio di trentanove anni, che veste inappuntabile sartoria italiana (lasciando spesso a casa la cravatta), si muove in bici o in auto ecologiche, indossa occhiali Ray Ban, ascolta gli U2 e comunica le sue scelte su Twitter.  


 
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