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ITALIA

Proroga al 15 gennaio per la chiusura di Colleferro

Rifiuti a Roma, nessun accordo per la discarica. Zingaretti: Campidoglio indichi i siti

Continua il braccio di ferro tra Regione Lazio e Comune di Roma sulla gestione dei rifiuti della Capitale e si inseriscono nel dibattito anche gli amministratori provinciali. Zingaretti firma ordinanza: Roma deve predisporre il documento tecnico e indicare, entro 7 giorni dalla trasmissione del documento, i siti per lo smaltimento

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Continua il braccio di ferro tra Regione Lazio e Comune di Roma sulla gestione dei rifiuti della Capitale e sull'identificazione del sito dove allestire gli impianti della nuova discarica, vista la chiusura imminente di Colleferro. E nella disfida si inseriscono anche Città metropolitana e amministratori delle Province laziali.

Nel mentre, discarica di Colle Fagiolara, nel territorio del Comune di Colleferro, destinata a chiusura dal 1 gennaio, viene "prorogata fino al 15 gennaio 2020, un termine non ulteriormente prorogabile - in ragione dell'interruzione dell'operatività dell'impianto nel mese di novembre 2019". Lo prevede l'ordinanza emanata dalla Regione Lazio sullo smaltimento dei rifiuti a Roma. 

Zingaretti firma ordinanza: Roma deve indicare i siti
Il documento firmato da Zingaretti fissa un serrato cronogramma: Roma Capitale, si legge nel testo, allo scopo di garantire la continuità del servizio in vista della prossima chiusura della discarica di Colleferro, "dovrà costituire immediatamente una struttura tecnica composta da 3 rappresentanti individuati rispettivamente dalla Regione Lazio, dalla Città Metropolitana di Roma Capitale e da Roma Capitale, avente il mandato di predisporre, entro 5 giorni, il documento tecnico contenente gli elementi preordinati all'individuazione di uno o più siti, ovvero impianti, sul territorio di Roma Capitale, da destinare a operazione di smaltimento per i rifiuti derivanti dal trattamento dei rifiuti solidi urbani.

Poi, entro e non oltre 7 giorni dalla trasmissione del documento tecnico", prosegue l'ordinanza, dovrà "individuare uno o più siti, ovvero impianti, sul territorio di Roma Capitale, che possano essere destinati a smaltimento per i rifiuti derivanti dal trattamento dei rifiuti solidi urbani.

Infine, entro e non oltre 7 giorni dalla individuazione dei siti o impianti, l'adozione, da parte del sindaco di Roma Capitale, di ogni provvedimento necessario all'operatività degli stessi, ivi compresi eventuali provvedimenti da assumere ai sensi dell'art. 191 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (cioè ordinanze urgenti e poteri sostitutivi).

L'assessore Valeriani: non lasceremo che Roma finisca nel caos
"Ci dispiace, avremmo voluto procedere di intesa col Comune di Roma come accaduto a luglio, ieri sera eravamo convinti di avere raggiunto un accordo perché il capo di Gabinetto del Comune ci aveva recapitato una sostanziale condivisione di piano di azione di cose immediate, a medio e lungo termine, siamo andati a casa sapendo che c'era un'intesa. Stamattina, registriamo che questo non c'è più, non siamo contenti ma emetteremo un'ordinanza e faremo tutto ciò che la norma ci consente e attribuisce". Lo ha detto l'assessore regionale ai Rifiuti, Massimiliano Valeriani, parlando in Consiglio regionale sull'emergenza rifiuti a Roma.

"Non lasceremo questa città cadere nel caos, eserciteremo i nostri poteri perché è giusto che chi ha più responsabilità e coraggio li eserciti", ha aggiunto Valeriani spiegando poi i punti dell'ordinanza: "L'intesa era su tre punti: l'individuazione di luoghi immediati per localizzare 'centri di trasferenza', l'avvio immediato di gare per trovare un operatore all'estero dove inviare i rifiuti, e individuare in aree compatibili un sito per la discarica di Roma. Su questo si era trovato l'accordo".  

La sindaca Raggi: non c'era alcun accordo
"Non c'era nessun accordo. Faranno discariche violando norme ambientali e norme a tutela dei cittadini. Roma non lo merita". Virginia Raggi è furente dopo l'annuncio dell'assessore regionale ai Rifiuti, Massimiliano Valeriani, di un'ordinanza della Regione Lazio per scongiurare una nuova emergenza rifiuti a Roma. "Le trattative andranno avanti nell'ambito della tutela del territorio di Roma, siamo disponibili a fare impianti che non ledano l'ambiente e non mettano in pericolo la salute dei cittadini - ha aggiunto Raggi, seduta tra il pubblico del cosiddetto Acquario del Consiglio regionale dove era in corso una seduta straordinaria dell'Aula sul tema dei rifiuti. "Questo chiedo e se questo significa essere incoscienti rivendico un'incoscienza di tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini. Per il resto sono disponibile a fare tutto anche sul territorio di Roma purché ci siano questi due criteri minimi di rispetto".

Quanto al possibile commissariamento di Roma Capitale per l'attuazione delle misure previste nel l'ordinanza regionale (individuazione centri di trasferenza e aree idonee per una discarica e una gara per l'invio di rifiuti all'estero) Raggi ha replicato: "Se di commissariamento si deve parlare c'è quello della Commissione Ue alla Regione Lazio che è di nuovo quasi in procedura di infrazione. Continuare a imporre ai territori misure emergenziali che non rispettano i criteri ambientali e del rispetto della tutela della salute è da irresponsabili. Mi limito a dire che i cittadini di Roma hanno il diritto di avere impianti che tutelino il loro territorio e la loro salute. Per il resto siamo disponibili a tutto".

La sindaca ha ribadito che ieri non si era arrivati ad alcun accordo con la Regione ma che piuttosto si è trattata di una "imposizione" sulla realizzazione di discariche a Roma: "Chiedete a Valeriani quali erano le imposizioni se ha l'onestà di dirlo". 

Il sindaco di Civitavecchia: non vogliamo frutti avvelenati
“La sindaca di Roma Virginia Raggi sta perseverando nel suo intento di scaricare su Civitavecchia il frutto avvelenato della sua incapacità amministrativa". Così in una nota il sindaco di Civitavecchia, Ernesto Tedesco.

"A conferma dell’approssimazione con la quale a nostro avviso sta operando - aggiunge - non ha fatto i conti però con la reale capacità di accogliere rifiuti da parte della discarica, come ammesso dalla stessa proprietà e, soltanto ora, dalla Regione Lazio.

"Non solo: ho potuto constatare di persona, recandomi sul posto, della inattuabilità di quella ordinanza, che chiedo di nuovo alla Città Metropolitana di ritirare immediatamente. La strada - prosegue il sindaco - non è in grado di accogliere cinquanta mezzi pesanti al giorno, inoltre è bastato un semplice controllo per generare il caos e creare file di camion con rimorchi su una strada di campagna e colpita da una alluvione, con i disagi e i rischi che ciò può comportare. Non escludendo di procedere ad ulteriori verifiche, e a provvedimenti anche seri qualora si rendesse necessario per tutelare l’incolumità e la salute pubblica, noi continueremo comunque a controllare minuziosamente cosa arriva da Roma e se è tutto in regola, nel solco della legalità rispetto alla quale non tollereremo che avvenga alcuna deroga”, conclude il primo cittadino. 

I sindaci dei comuni della Provincia di Roma: non siamo pattumiera
"La provincia di Roma e il Lazio non sono la pattumiera di Roma. Da Virginia Raggi abbiamo letto parole incredibili stamattina sul tema dei rifiuti". Lo scrivono in una nota 34 sindaci dei comuni della provincia di Roma, di tutti gli schieramenti politici. "Stando a quanto detto dalla sindaca - continuano - gli impianti della provincia di Roma e del resto del Lazio dovrebbero ricevere i rifiuti di Roma perché il primo cittadino della Capitale rifiuta di indicare un sito da adibire a discarica di servizio per la sua città. Tutto ciò è inaccettabile ed episodi come quello accaduto a Civitavecchia non sono tollerabili. Chiediamo alla Regione Lazio di farsi carico del problema e di fare quanto è in suo potere per evitare questo scempio a danno dei cittadini di Roma e del Lazio".

Ama: l'impianto di Rocca Cencia è aperto 
Nessun fermo del Tmb Ama di Rocca Cencia. L'impianto ha lavorato anche ieri a pieno regime, garantendo h24 il presidio di entrambe le linee di trattamento sui quattro turni lavorativi previsti. Lo precisa, in una nota, l'azienda Ama smentendo quanto riportato oggi da alcuni giornali su un presunto fermo dell'impianto Tmb aziendale e  sottolineando che lo sforzo è massimo per ovviare al noto deficit negli sbocchi di destinazione, a partire dalla chiusura della discarica di Colleferro
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