Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/riforma-giustizia-camera-dichiarazioni-voto-fiducia-ddl-eb60788f-5716-4ec2-b21f-6df6cd787270.html | rainews/live/ | true
POLITICA

Giustizia

Camera, doppia fiducia sulla riforma della giustizia

La Camera vota la fiducia, 458 sì, 46 no e un astenuto, anche sulla parte della riforma che contiene le nuove misure sulla improcedibilità. Solo 13 assenti nel M5s

Condividi
Via libera della Camera anche alla seconda fiducia posta dal governo sulla riforma del processo penale. I voti a favore sono 458, i contrari 46, un solo astenuto. Il governo ha posto due fiducie sul provvedimento: la prima fiducia è' stata posta sulle prime norme contenute nel testo e immediatamente operative; la seconda fiducia, invece, è stata posta sulla seconda parte, che prevede una delega al governo e tra queste rientrano le nuove misure sulla improcedibilità e sul regime speciale per i processi di mafia, terrorismo, droga e violenza sessuale. Nella prima delle due fiducie poste dal governo sulla riforma del processo penale i voti a favore sono 462, i voti contrari 55 e 1 astenuto.

Si ricompatta il movimento 5 stelle. Se nel voto sulle pregiudiziali di costituzionalità erano stati 40 i deputati pentastellati a non partecipare, sul voto di fiducia questi si riducono a 13 (stesso numero per entrambe le votazioni). Il probabile prossimo leader Giuseppe Conte lo aveva promesso al ministro Cartabia: "oggi andra' tutto bene" e così è stato.

La riforma Cartabia fissa dal 2025 due anni di tempo per la celebrazione dell'appello e un anno per la Cassazione con una fase transitoria, in vigore fino al 31 dicembre 2024, entro la quale i termini saranno più lunghi per tutti i processi ordinati, con possibilità di proroga, totale, fino a 6 anni tra appello e Cassazione. Ma per i reati di stampo mafioso, terrorismo, violenza sessuale e traffico di stupefacenti non ci sarà alcun limite alle proroghe (che dovranno comunque essere motivate dal giudice).

I lavori riprenderanno alle 9 per l'esame degli ordini del giorno, in tutto 95. A seguire si svolgeranno le dichiarazioni di voto e il voto finale sul provvedimento che, quindi, dovrà passare all'esame del Senato che lo esaminerà alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva

 
Condividi