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MONDO

Usa, nuove sanzioni a Teheran

Tra una settimana Trump farà scattare nuove sanzioni contro Teheran. L'ayatollah Ali Khamenei minaccia gli Emirati: l'accordo con Israele "li trasformerà in un obiettivo facile e legittimo della resistenza pro-iraniana"

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Gli Stati Uniti la prossima settimana si muoveranno per far scattare le sanzioni contro l'Iran, malgrado la bocciatura della loro risoluzione al consiglio di sicurezza Onu. Lo ha detto Donald Trump, spiegando che si ricorrerà all'escamotage del cosiddetto 'snapback', un meccanismo dell'accordo sul nucleare con l'Iran del 2015 che innescherebbe le sanzioni contro Teheran in caso di violazioni. Anche se gli Usa hanno denunciato l'accordo e ne sono usciti, la risoluzione Onu che lo recepì li nomina ancora come partecipanti. 

Trump ha anche detto che probabilmente non parteciperà ad un vertice d'emergenza sull'Iran proposto dal presidente russo Vladimir Putin ma che aspetterà fino a dopo le elezioni. "Le discussioni al consiglio di sicurezza dell'Onu sulla questione iraniana si fanno sempre più tese. La situazione sta peggiorando", aveva affermato venerdì Putin in un comunicato denunciando "accuse infondate contro l'Iran". 

A poche settimane dalle elezioni americane in medio oriente tornano ad infiammarsi le parole. Il presidente dell'Iran Hassan Rohani ha condannato l'accordo tra Israele ed Emirati Arabi Uniti, ai quali ha lanciato il monito di non aprire al "regime sionista" nella regione. Gli Emirati, ha detto Rohani hanno commesso un grave errore" raggiungendo un accordo con Israele. Una mossa che per l'ayatollah Ali Khamenei trasformerà gli Emirati in "un obiettivo facile e legittimo della resistenza pro-iraniana". 
 
"Pensano che se si aggrappano agli Stati Uniti e al regime sionista, la loro sicurezza sarà garantita e la loro economia crescerà", ha poi rincarato la dose il presidente iraniano, che ha accusato gli Emirati di aver "tradito il proprio Paese, i musulmani e il mondo arabo solo perché un signore possa essere eletto a Washington". "Pensano che se si avvicinano ai nemici dell'islam e dell'Iran porteranno sicurezza a se stessi, ma questo è un errore", ha aggiunto il presidente in quello che suona come un avvertimento ad altri Paesi della regione che potrebbero fare la stessa scelta.
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