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ITALIA

Emergenza carceri

Roma. Due detenuti evadono da Rebibbia: muro scavalcato con manichette acqua

Quanto accaduto oggi - sottolinea Donato Capece, segretario del Sappe - "è la conseguenza dello smantellamento delle politiche di sicurezza e delle carenze di organico". Le criticità del carcere romano - aggiunge - erano state segnalate pochi giorni fa, precisamente il 28 maggio, "ai vertici dell'Amministrazione penitenziaria nazionale e del Lazio"

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Due detenuti romeni di etnia rom sono evasi dal carcere di Rebibbia. A darne notizia è il sindacato di Polizia penitenziaria Sappe, spiegando in una nota che i due uomini "sono fuggiti dopo avere scavalcato il muro di cinta, usando una manichetta dell'acqua, favoriti dal probabile mancato funzionamento del sistema anti-scavalcamento e dal fatto che non ci sono le sentinelle della Polizia penitenziaria sul muro di cinta".

Secondo Donato Capece, segretario generale del sindacato, si tratta di "un fatto grave, che è conseguenza di una sottovalutazione degli allarmi lanciati dal Sappe negli ultimi giorni: questa evasione - aggiunge - è la conseguenza dello smantellamento delle politiche di sicurezza dei penitenziari e delle carenze di organico della Polizia penitenziaria, che ha 7mila agenti in meno. Non più tardi dello scorso 28 maggio, il Sappe aveva indirizzato ai vertici dell'Amministrazione penitenziaria nazionale e del Lazio una dettagliata nota proprio sulle criticità della Casa di reclusione di Rebibbia". 
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