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POLITICA

Riforma della legge elettorale

Rosatellum bis. Passano le prime quattro fiducie al Senato

Il governo ha posto la fiducia su 5 articoli della legge elettorale, come annunciato ieri dal ministro Anna Finocchiaro nell'Aula del Senato. Gli articoli sono l'uno, il due, il tre, il quattro e il sei. Tensione in Aula durante i lavori. Protesta in piazza del M5s

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Via libera del Senato all'unico articolo della legge elettorale, il quinto, con la clausola di invarianza finanziaria, sul quale non è stata posta la questione di fiducia. E' iniziata quindi la chiama per il quinto e ultimo voto di fiducia, sull'art.6 del 'Rosatellum' bis.

Votate le prime 4 fiducie
Quattro i sì nell'Aula di Palazzo Madama alle fiducie sui primi 4 articoli della nuova legge elettorale. Il voto sull'articolo 4. Presenti: 217; votanti: 210; maggioranza:106; si: 150; no: 60; astenuti: nessuno. 

Passa il terzo articolo
Sì anche alla terza votazione. La fiducia è passata anche in questo caso. Il presidente Grasso ha letto i risultati, che sono nel dettaglio:  presenti: 217; votanti: 209; maggioranza:105; si: 148; no: 61; astenuti: nessuno. 

La fiducia sull'articolo 2
Si è chiusa favorevolmente anche la votazione a Palazzo Madama per la fiducia chiesta dal Governo sull'articolo 2 del provvedimento. Il voto per il secondo articolo: presenti: 220; votanti: 212; maggioranza:107; sì: 151; no: 61; astenuti:0.

La prima fiducia al Senato
Il primo voto è passato. Presenti: 219; votanti: 211; maggioranza: 106; si: 150; no: 61; astenuti: 0. Molti senatori non hanno preso parte al voto. Sulla legge elettorale sono arrivati anche 13 sì da Ala, durante la prima chiama per il voto di fducia. Assente solo il senatore Scavone. I senatori Mdp hanno votato 'No' alla fiducia sulla legge elettorale durante la seconda chiama, i Dempro non hanno partecipato alla prima chiama, dove comunque è stato garantito il numero legale.

Tra i senatori a vita solo Carlo Rubbia, tabulati alla mano, risulta avere votato a favore della prima fiducia posta dal governo sulla legge elettorale. Figurano infatti assenti per congedo Mario Monti, Renzo Piano, Giorgio Napolitano e Elena Cattaneo. 

Mdp abbandona Aula: abbiamo cercato stop a scempio 
"Noi per oggi abbiamo già dato. Abbiamo provato ad usare le armi di cui disponiamo per fermare questo scempio, ora ce ne andremo. Abbandoniamo con dispiacere quest'Aula, ma vogliamo che sia chiaro che sono quelli che restano e votano che si assumono la responsabilita' di una legge che impedisce ai cittadini di avere propri rappresentanti sapendo come e chi va a scegliere". Lo annuncia la presidente dei senatori di Mdp, Cecilia Guerra, dopo un duro j'accuse, in Aula, sulla legge elettorale, la fiducia e la responsabilità del Governo per questa scelta.

Proteste in Aula
Ci sono stati momenti di tensione gestiti dal presidente del Senato Pietro Grasso. Alcuni senatori hanno votato con le bende sugli occhi, altri hanno mostrato cartelli.

Napolitano: pressioni su Gentiloni
Stamane, prima del voto, si era svolto l'intervento in Senato del presidente emerito Giorgio Napolitano. "Mi pronuncio – aveva detto - con tutte le problematicità e le riserve che ho cercato di motivare, per la fiducia al Governo Gentiloni, per salvaguardare il valore della stabilità, per consentire, anche in questo scorcio di legislatura, continuità nell'azione per le riforme e per una più coerente integrazione europea e mi pronuncio per la fiducia per sostenere scelte del presidente del Consiglio fondate sulle prerogative attribuitegli dalla Costituzione e dalle leggi". 

La fiducia e le proteste
La riforma della legge elettorale dovrà essere sottoposta in tutto a cinque voti di fiducia, così come richiesto dal ministro Anna Finocchiaro nella seduta di ieri, quando le opposizioni avevano inscenato vibranti proteste con cartelli, bende e manifestazioni fuori da Palazzo Madama. Gli articoli sono l'uno, il due, il tre, il quattro e il sei. Anche oggi la protesta del M5s contro il Rosatellum bis si è riversata nelle piazze della Capitale. "Staremo qui fino a stasera e verrà pure Beppe Grillo", ha confermato da un palco in zona Pantheon, Danilo Toninelli.
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