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ITALIA

Prestavano servizio al Ranza di San Gimignano

Siena, accusati di tortura: a processo 5 agenti di polizia penitenziaria

Il 18 maggio prossimo si celebrerà - al Tribunale di Siena - il primo processo in Italia dove si contesta a degli appartenenti alle forze dell'ordine questo tipo di reato. Secondo l'accusa avrebbero provocato in un detenuto 'sofferenze acute e fisiche' sottoponendolo 'ad un trattamento inumano' 

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Al Tribunale di Siena si celebrerà il primo processo in Italia dove si contesta a degli appartenenti alle forze dell'ordine il reato di tortura. Il gup del Tribunale della città del Palio, Roberta Malavasi, ha rinviato a giudizio 5 agenti di polizia penitenziaria, tre ispettori e due assistenti, che prestavano servizio nel carcere di Ranza, a San Gimignano (Siena), accusati di aver picchiato un detenuto tunisino durante un trasferimento di cella, l'11 ottobre 2018. Le contestazioni erano di lesioni aggravate, minaccia, falso ideologico tortura.

Secondo quanto emerso dall'inchiesta, coordinata dalla pm Valentina Magnini, ai danni del detenuto ci sarebbe stato un pestaggio che avrebbe provocato alla vittima sofferenze acute e un "trattamento inumano e degradante". Il processo ai 5 agenti, di fronte al collegio presieduto dal giudice Luciano Costantini, dovrebbe iniziare nel mese di maggio del 2021. Nel procedimento sono state ammesse anche sette parti civili, legate a varie associazioni a tutela dei diritti e delle garanzie dei detenuti. Ci sono altri 10 agenti sotto indagine per i medesimi fatti.
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