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SCIENZA

Cambiamento climatico

Il riscaldamento dei mari spinge alici e sardine verso Nord

Una vastissima ricerca sulle popolazioni di pesci pelagici dell'Atlantico (sardine, alici, sgombri) conferma la loro migrazione verso Settentrione

Alici
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di Stefano Lamorgese Ne avevamo parlato già qualche mese fa ("I pesci vanno via dai tropici"), ma ora giunge una conferma globale.

Le acque oceaniche tradizionalmente più calde, quelle tropicali e subtropicali, si stanno spopolando a vantaggio di quelle più fresche delle latitudini settentrionali e meridionali, divenute - a causa del riscaldamento globale dei mari - più accoglienti per sardine, alici e maccarelli.

La conferma viene da una ricerca ("Warming shelf seas drive the subtropicalization of European pelagic fish communities") condotta da Ignasi Montero-Serra, dottorando presso il Dipartimento di Ecologia dell'Università di Barcellona su dati rilevati nell'Oceano Atlantico nell'arco temporale 1965-2012 e resi disponibili dall'ICES (International Council for the Exploration of the Sea).

La ricerca
Sono stati presi in esame i dati sulle popolazioni di pesci pelagici provenienti da 57870 diversi rilevamenti, nell'arco di 47 anni. L'analisi dettagliata della variazione nella distribuzione di sardine, acciughe, sgombri e suri - tutte specie di grandissima importanza economica per i paesi costieri - ha portato alla conclusione che lo spostamento verso le acque nordatlantiche dei giganteschi branchi di pesci è ormai un dato di fatto.

Tali specie, inoltre, contendono lo spazio vitale ad aringhe e spratti, pesci che vivono da sempre nelle acque più fredde delle latitudini settentrionali ed entrati a far parte non solo della dieta delle popolazioni costiere del Nord, ma anche di significativi comparti economici.

Clima che cambia, vita che si sposta
La principale causa di tale fenomeno è - secondo tutti i modelli utilizzati - l'aumento della temperatura dell'acqua marina superficiale. La tropicalizzazione delle fasce oceaniche temperate è ormai un fenomeno che trova solo conferme e, in prospettiva, pone seri problemi di pianificazione a tutti i paesi che, seppur in diversa misura, dipendono dalla pesca.
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