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MONDO

Con la prova del Dna

Londra, dopo 126 anni scoperta l'identità di Jack lo squartatore

Era un polacco l'assassino seriale che aveva terrorizzato la Londra vittoriana

Un'illustrazione su "Jack the Ripper"
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Ci sono voluti 126 anni per scoprire chi fosse Jack lo squartatore, il serial killer che terrorizzò la Londra vittoriana di fine ottocento. Una prova del Dna lo ha svelato: era un immigrato polacco che si chiamava Aaaron Kominski. Un barbiere di 23 anni, che ha ucciso almeno cinque donne tagliandogli la gola, per poi rimuovere gli organi interni e abbandonare poi il loro corpo mutilato in vicoli bui.

Le indagini e il cold case
Già all'epoca, durante le indagini l'ispettore capo Donald Swanson, a capo delle indagini, scriveva di Kominski nei suoi appunti: è un ebreo polacco, di basso ceto, che vive con la sua famiglia a Whitechapel, la zona tristemente rinomata per i suoi quartieri degradati e teatro degli efferati delitti del killer. Gli appunti donati dai discendenti di Swanson al Museo del Crimine di Scotland Yard nel 2006, includono anche un memorandum dell'assistente capo, Sir Melville Macnaghten, che di Kosminski dice "ha un grande odio per le donne ... con forti tendenze omicide". Tuttavia la colpevolezza di Kominski non venne mai accertata. Il killer morì impunito, nel 1899, in un manicomio dopo aver contratto la cancrena a una gamba.

La scoperta con il Dna
La scoperta è illustrata in un libro in uscita in questi giorni in Inghilterra, che fa luce sull'identità dell'omicida di Whitechapel grazie a nuove analisi storiche combinate a test del Dna condotti su uno scialle che si crede essere appartenuto ad una delle vittime del killer, Catherine Eddowes assassinata il 30 settembre 1888, e che l'autore del libro Russell Edwards ha acquistato ad un'asta nel 2007. "Ci ho lavorato per 14 anni - afferma Edwards - Abbiamo definitivamente risolto il mistero sull'identità di Jack lo squartatore".

Lo scialle che risolve il caso
Lo scialle era stato preso da un poliziotto sulla scena del delitto di Catherine Eddowes. Un sergente chiese se poteva avere quell'indumento per la moglie sarta. Ma la donna rifiutò e così l'indumento non venne mai lavato, riposto al sicuro e tramandato di generazione in generazione, fino al giorno della sua vendita all'asta. Dalle macchie di sangue e sperma ancora presenti sullo scialle è stato possibile risalire al Dna di Catherine Eddowes e del suo assassino e confrontarlo con quello dei discendenti di entrambi.
 
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