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Coronavirus

Il problema è più evidente soprattutto al Sud

Scuola, Agcom: il 12,7% degli studenti senza possibilità di didattica a distanza

"La dotazione tecnologica delle famiglie italiane presenta inadeguatezze" che "rappresentano un ostacolo importante e una condizione inaccettabile nel caso dell'accesso a servizi essenziali come l'istruzione". Lo rileva l'Agcom nella Relazione annuale 2020

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Durante l'emergenza coronavirus, afferma l'Agcom, "il 12,7% degli studenti italiani non ha usufruito della didattica a distanza, dati inaccettabili per una democrazia evoluta". In base a un sondaggio svolto dall'Autorità sugli effetti della pandemia da coronavirus, riportato in un allegato alla Relazione annuale 2020, risulta che 25 ragazzi su 100 hanno avuto problemi nelle velocità di connessione, 19 su 100 hanno segnalato che non tutta la classe ha partecipato alle lezioni a distanza, quasi 10 su 100 hanno lamentato la mancanza di dispositivi idonei. 

Tra le criticità rilevate dall'Autorità, le condizioni socio-economiche e la presenza di dotazioni tecnologiche inadeguate che hanno inciso in modo significativo sulla crescita educativa dei ragazzi in un momento in cui l'e-learning è diventato lo strumento di approfondimento.

Anche le scuole sono in grosse difficoltà perché non tutte vengono raggiunte dai cavi in fibra per le connessioni ad alta velocità. La criticità riguarda in particolare le regioni del Sud. 

Secondo il rapporto Agcom, il periodo dell'emergenza coronavirus è stato uno stress test per il sistema digitale e delle comunicazioni che "nel complesso hanno dato prova di saper reagire alla situazione eccezionale", ma anche un formidabile catalizzatore di deficit e disuguaglianze già esistenti che rischiano di "esacerbarsi nel prossimo futuro", dalla crisi dei media al digital divide che ha fortemente condizionato anche la scuola e la didattica a distanza.
 
Differenze anche nella stessa classe
"Se da una parte la lentezza delle connessioni di casa si rivela l'aspetto maggiormente indicato dagli studenti e familiari intervistati (25%) - scrive l'Autorità nella relazione - non sono di poco conto le altre problematiche che sono emerse in questa nuova fase. Non solo affiorano diversità tra differenti contesti scolastici, ma anche all'interno di una singola classe, come desumibile dal 19% di studenti che ha evidenziato come non tutti i compagni abbiano potuto partecipare all'educazione a distanza.

La difficoltà nell'uso dei software necessari per l'educazione a distanza e la necessità di condividere gli spazi con gli altri componenti della famiglia rappresentano un fattore di criticità per il 14% degli studenti italiani. Infine, il deficit nella disponibilità di apparecchi e la carenza dell'offerta formativa da parte delle scuole, entrambi con circa il 10%, rappresentano due ulteriori fattori in grado di generare un sistema scolastico fortemente eterogeneo - conclude l'Agcom - che rischia di alimentare le diseguaglianze sin dai primi anni di vita di un individuo".

Consumatori: "Servono corsi di recupero"
"Secondo l'Agcom, il 12,7% degli studenti non ha usufruito della didattica a distanza, dati inaccettabili per una democrazia evoluta. Servono corsi di recupero estivi organizzati dalle scuole per recuperare questo gap vergognoso". E' Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori a commentare così la relazione dell'Agcom.

"Se il 20% degli studenti ha potuto frequentare i corsi soltanto in maniera saltuaria, senza poter svolgere regolarmente le lezioni relative all'anno scolastico in corso, è evidente che questo deficit va colmato prima di settembre e prima che la scuola riparta", afferma. "Lo avevamo detto fin dall'inizio dell'emergenza Covid, citando dati Istat, che la didattica a distanza sarebbe stata un problema, specie al Sud e che i 70 milioni all'epoca stanziati dal Governo per l'acquisto di tablet e computer erano del tutto inadeguati. Ora la conferma arriva dai dati dell'Agcom".
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