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ITALIA

D'Amato: "Da settembre nel Lazio niente Dad"

Scuola, Miozzo: "Sarà ancora emergenza e la mascherina resterà"

Meglio prevenire e nel caso allentare le misure via via, è la posizione del Comitato Tecnico Scientifico, che un liberi tutti subito che potrebbe mettere a rischio la campagna vaccinale e il raggiungimento della sperata immunità di gregge

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Nonostante l'arrivo dei vaccini anti Covid e la somministrazione delle dosi a decine di milioni di italiani (con il commissario Figliuolo certo "che entro il 30 settembre avremo raggiunto l'80% della popolazione"), a settembre la scuola italiana potrebbe ripartire non solo come si è chiusa a giugno, ma come 12 mesi prima, a fine estate 2020, nel pieno della pandemia: ovvero misurazione della temperatura, mascherine per tutti gli studenti dai 6 anni in su, banchi singoli, orari di ingresso e uscita scaglionati, lezioni solo in classi/locali che possano garantire il distanziamento e tutte le procedure sulle quarantene in caso di ragazzo o docente positivo.

E' questa, infatti, la posizione del Comitato tecnico scientifico che - pur se con il condizionale - così si è espresso nei giorni scorsi, in un parere al Ministero dell'Istruzione sull'inizio del prossimo anno scolastico: "Le misure dovrebbero essere le stesse previste all'inizio del precedente", hanno auspicato gli esperti, come riportato oggi da diversi quotidiani. Massima prudenza quindi.

Il punto è, secondo il Cts, che la riapertura delle scuole coincide con un periodo critico dell'andamento epidemiologico della pandemia: è vero che le vaccinazioni faranno calare la diffusione del virus, ma quasi il 30% del personale scolastico ancora non è vaccinato; inoltre l'effetto delle nuove varianti sui contagi, le imprevedibili conseguenze delle riaperture estive e delle vacanze chissà troppo spensierate, il ritorno massiccio in locali al chiuso di milioni tra studenti e prof., potrebbero creare le condizioni per un mix esplosivo da terza ondata proprio con l'inizio della stagione autunnale. Meglio quindi prevenire e nel caso allentare le misure via via, è la posizione del Comitato, che un liberi tutti subito che potrebbe mettere a rischio la campagna vaccinale e il raggiungimento della sperata immunità di gregge, pur sapendo di scontentare alunni, famiglie e docenti provati da 18 mesi di pandemia.

Ma per il Cts va evitato anche il rischio di arrivare a fine agosto come nel 2020, con il caos sui trasporti locali, sulle aule più capienti da trovare, sulle percentuali sulla didattica a distanza da applicare: per questo gli esperti auspicano che il governo individui subito le misure per gli istituti a seconda della zona di rischio in cui si troveranno.

Miozzo: "Da qui a settembre vedremo un rialzo dei contagi"
"Non facciamoci illusioni, sarà un altro anno da vivere in emergenza, la scuola apre domani e miracoli non se ne fanno". Così Agostino Miozzo, già consulente del ministro dell'Istruzione per la gestione dell'ultimo anno scolastico sul fronte Covid dopo aver coordinato il Comitato tecnico-scientifico nel primo anno della pandemia. La variante Delta, sottolinea, "è chiaro che diventerà prevalente e, probabilmente, da qui a settembre vedremo un rialzo dei contagi. Ovviamente non andrà come l'anno scorso, non avremo picchi di ricoveri in terapia intensiva o centinaia di morti al giorno, ma saremo comunque in una situazione di instabilità, con focolai che si svilupperanno qua e là. Senza essere una Cassandra, non mi sentirei troppo tranquillo".

"Andare verso obbligo di vaccinazione per chi sta a contatto con gli studenti"
In Gran Bretagna a contagiarsi sono soprattutto i giovani, che non sono ancora vaccinati. Come può impattare questo sulla scuola? "Impatterà molto, ma voglio ricordare che in Italia abbiamo più di 2 milioni e mezzo di over 60 ancora in attesa di vaccinazione, è un vulnus molto serio di fronte all'arrivo della variante Delta. E mi chiedo: quanti di questi sono operatori scolastici? Sappiamo che circa il 15% del personale scolastico, oltre 200mila persone, non ha ricevuto nemmeno una dose. I più anziani tra loro rischiano conseguenze serie in caso di focolai a scuola. È un problema che va affrontato subito". Si potrebbe pensare di introdurre l'obbligo di vaccinazione anche per il personale scolastico, alla stregua di quello previsto per gli operatori sanitari? "Premetto che io sarei per un obbligo generalizzato, ma mi rendo conto che ora non è applicabile, per una questione di disponibilità dei vaccini e di problemi creati, in tema di vaccinazioni, soprattutto a livello comunicativo. Credo che in questa fase serva una forte moral suasion verso i reticenti, ma che in prospettiva si debba andare verso l'obbligo di vaccinazione per chi sta a contatto con gli studenti. Se hai la possibilità di vaccinarti e ti rifiuti, non puoi andare in classe".

"Garantire a tutti gli studenti la possibilità di vaccinarsi"
Vaccino anti-Covid obbligatorio anche per gli studenti? "Ora è presto per farlo, prima bisogna garantire a tutti gli studenti la possibilità di vaccinarsi, dai più grandi ai più piccoli. Magari da qui a fine anno si potrà iniziare a ragionare su questa ipotesi, visto che ci sono già diverse vaccinazioni obbligatorie per la frequenza scolastica. In futuro potremo trattare il Covid come il morbillo. Certo si deve lavorare molto e bene sulla comunicazione, per tranquillizzare i genitori sulla sicurezza dei vaccini e sull'utilità della protezione" e "in linea di principio, se tu genitore non vuoi vaccinare tuo figlio pur potendolo fare, poi non puoi lamentarti se te lo lasciano in Dad. Che è una iattura e va evitata con qualsiasi mezzo, ma purtroppo è logico aspettarsi nuove sospensioni dell'attività in presenza. Comunque, se fai il no vax, accetti le conseguenze. Ritengo normale che i vaccinati abbiano un minore profilo di rischio". Discorso prematuro, comunque, con meno del 3% dei vaccinati con due dosi nella fascia 12-19 anni... "È evidente che per metà settembre solo una minima quota di studenti sarà vaccinata, anche considerando che fino a 12 anni, al momento, non è prevista alcuna possibilità di vaccinazione. Per questo l'anno scolastico inizierà seguendo le note procedure di emergenza, con la variante Delta che imperverserà e circolerà soprattutto attraverso i giovani. Dovremo potenziare gli altri strumenti di controllo: gli screening all'ingresso, i tamponi periodici, il tracciamento. Sono cose che vanno pianificate adesso, lavorando con le strutture sanitarie locali, perché settembre è domani".

"Valutazione sulle mascherine sarà fatta a settembre"
Quindi andremo avanti con le solite misure di protezione? Distanze, mascherine in classe... "Presumo che la valutazione sarà fatta a settembre, in base all'andamento dell'epidemia, ma ho ragione di pensare che il Cts difficilmente modificherà queste indicazioni. Credo che, per togliere la mascherina in classe, sarà necessario aumentare considerevolmente la percentuale dei vaccinati nella fascia tra i 12-19 anni. Oltre, ovviamente, completare o quasi l'immunizzazione del personale scolastico". 

Lazio. D'Amato: "A settembre si torna a scuola e niente dad"
"A settembre nel Lazio la "dad" non ci sarà". Ad assicurarlo l'assessore regionale del Lazio alla sanità, Alessio D'Amato, in una intervista al quotidiano Il Messaggero. Ne è  certo  D'Amato "riusciremo a vaccinare il 70-80 per cento degli studenti sopra i 12 anni. Ci sarà la protezione diffusa anti covid, potremo garantire la didattica in presenza". Quanto a possibili resistenze da parte dei genitori a far vaccinare i figli tra i 12 e i 16 anni, l'assessore  è fiducioso: "Noi abbiamo già  vaccinato con Pfizer  40 mila ragazzi di quella fascia di età, stiamo facendo ora i richiami. C'è una straordinaria  adesione" ha spiegato, precisando che "dopo Ferragosto ripartiranno le somministrazioni, visto che il richiamo è  a 21 giorni, faremo in tempo per l'inizio dell'anno scolastico". Quanto a possibili dubbi sul vaccino agli adolescenti l'assessore ha sottolineato l'importanza del ruolo dei pediatri e dei medici per chiarire ai genitori ogni dubbio.

Sasso: "Tamponi e vaccini, cambio di passo per settembre"
"L'inizio del nuovo anno scolastico è dietro l'angolo, ma da più parti si percepisce una tendenza all'attendismo che di certo non giova al mondo della scuola. Il ministero dell'Istruzione ha messo a disposizione centinaia di milioni di euro per aumentare la sicurezza all'interno degli istituti, grazie all'installazione di dispositivi di aerazione, ventilazione meccanica e sanificazione. Si stanno affrontando i nodi della stabilizzazione degli insegnanti precari e del sovraffollamento delle classi, ma sul piano sanitario sono ancora troppe le incertezze che circondano la ripresa della didattica a settembre". Lo dichiara Rossano Sasso, sottosegretario del ministero dell'Istruzione.

"Limitarsi a dire che l'avvio dell'anno scolastico sarà con mascherine e distanziamento, quindi esattamente come nel 2020, non è sufficiente. Ci sono altre questioni fondamentali che possono incidere a fondo su come si tornerà in classe e su cui chiediamo chiarezza alle autorità sanitarie e al Comitato Tecnico Scientifico: ad esempio il tema del monitoraggio e del tracciamento del virus. I tamponi salivari, ideali soprattutto per i più piccoli data la loro scarsa invasività, sono stati autorizzati dopo una lunga fase di attesa, ma poi si è lasciato che le amministrazioni locali procedessero in ordine sparso senza indicazioni precise. Bisogna necessariamente completare la vaccinazione del personale della scuola - sottolinea Sasso - e c'è da definire uno dei nodi più delicati in assoluto, quello dei trasporti. Ci vuole un cambio di passo perché il tempo stringe e farsi trovare impreparati all'appuntamento con il ritorno in classe sarebbe imperdonabile".
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