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POLITICA

Riforme

Senato: via libera definitivo al voto per i diciottenni, 178 i sì

Dalle prossime elezioni, circa 4 milioni di giovani elettori potranno votare anche per il Senato

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Tutti gli elettori potranno eleggere i senatori. Cade il vincolo stabilito dall'articolo 58 della Costituzione che riservava questa facoltà a chi aveva compiuto 25 anni di età.

Il Senato, con 178 voti favorevoli, 15 contrari e 30 astenuti, ha dato oggi l'ultimo via libera alla riforma costituzionale. Circa 4 milioni di giovani elettori potranno dunque votare anche per il Senato. Per la promulgazione dovranno passare tre mesi, durante i quali potrà essere richiesto il referendum confermativo: il 9 giugno scorso, infatti, la Camera ha approvato il ddl senza raggiungere il quorum dei due terzi.

Questa riforma entrerà in vigore dalle prossime elezioni politiche e farà sì, come ha spiegato il relatore Dario Parrini, presidente della Commissione Affari Costituzionali, che le due Camere abbiano la stessa base elettorale e quindi che in esse vi siano le stesse maggioranze politiche.

Ottenuto il sì dell'Aula di Palazzo Madama con maggioranza assoluta, la riforma è stata definitivamente approvata poiché è giunta alla quarta lettura conforme dopo quella Camera del 31 luglio 2019, del Senato il 9 settembre 2020, della Camera del 9 giugno 2021 e quella di oggi di nuovo al Senato. Non avendo ottenuto i due terzi dei voti nell'ultimo passaggio alla Camera del 9 giugno scorso, si dovranno attendere tre mesi prima della promulgazione per lasciare spazio all'eventualità di un referendum confermativo.

Il testo, molto breve, modifica l'articolo 58 della Costituzione in materia di elettorato per l'elezione del Senato della Repubblica e recita: "Al primo comma dell'articolo 58 della Costituzione, le parole: 'dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età' sono soppresse".

Parrini. "4 milioni di giovani non sono più cittadini di serie b"
"Si è finalmente concluso il percorso parlamentare per equiparare l'elettorato attivo del Senato a quello della Camera. Da oggi oltre 4 milioni di giovani tra 18 e 25 anni non sono più cittadini di serie B: escono da una condizione di minorità civile e acquisiscono diritti politici pieni. Sono felice. È una riforma giusta nella quale ho molto creduto e per la quale nella mia commissione mi sono fortemente battuto".

Lo dichiara il senatore del Pd, Dario Parrini, Presidente della Commissione Affari Costituzionali.

"Se ne discuteva in Parlamento da quando nel marzo 1975 la Legge 39 abbassò la maggiore età da 21 a 18 anni. Era attesa da tanto. L'attesa è terminata. Il mio auspicio è che si possa presto dire la stessa cosa sulla riforma dei regolamenti parlamentari, sulla sfiducia costruttiva e sulla costituzionalizzazione della tutela ambientale". 

M5s: "Continua l'aggiornamento della Costituzione"
"Con il sì definitivo di Palazzo Madama per l'estensione ai diciottenni del voto per i rappresentanti del Senato, saniamo un anacronismo che caratterizzava in negativo il nostro Paese e coinvolgiamo a pieno oltre 4 milioni di giovani nel processo democratico. I nostri ragazzi sono i principali destinatari delle politiche pubbliche che devono necessariamente guardare al futuro, sono innanzi tutto loro a ricevere i benefici o i danni delle scelte della politica. E allora è giusto che si dia loro il diritto ma anche la responsabilità di scegliere anche i senatori eletti, non solo i deputati. Siamo fieri del fatto che grazie all'impulso del Movimento 5 Stelle, prima forza parlamentare, sia giunta in porto una nostra battaglia storica". Così la delegazione del Movimento 5 Stelle in commissione Affari Costituzionali al Senato.
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