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ITALIA

Logistica

Manifestazioni e presidi fino al 20 giugno per il sindacalista morto

Sciopero di tutti i lavoratori della logistica tra rabbia e dolore il giorno dopo la morte di Adil  Belakhdim

Adil Belakhdim
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di Tiziana Di Giovannandrea Non si ferma la protesta dei lavoratori della logistica dopo la morte di Adil Belakhdim, il sindacalista 37enne dei S.I.Cobas, investito da un camion a Biandrate nel Novarese mentre partecipava a un presidio davanti ai cancelli del deposito di zona della catena Lidl, venerdì 18 giugno, durante lo sciopero nazionale della logistica. Altri due dimostranti sono rimasti feriti.

I lavoratori di tutte le aziende del polo logistico si sono ritrovati, da questa mattina alle 6, in presidio davanti al sito dell'incidente a Biandrate, dopo la morte del sindacalista  travolto dal conducente di un tir poi arrestato per omicidio stradale, omissione di soccorso e resistenza. L'esponente del S.I. Cobas è stato trascinato per vari metri dopo un diverbio con il camionista.

Presenti a Biandrate sia i sindacati di base sia le sigle confederali, Cgil, Cisl, Uil che hanno annunciato che la protesta proseguirà fino alle 24.00 di oggi. Domani 20 giugno continua la protesta fino alle 24.00. Sempre oggi a Roma a Piazza della Repubblica si è svolta la manifestazione nazionale S.I. Cobas dove Adil Belakhdim è stato ricordato.
 

Le indagini
Intanto è agli arresti il camionista che ha investito ed ucciso Adil Belakhdim. Si tratta di un autista italiano di 26 anni, Alessio Spasiano. Il conducente non avrebbe fermato il camion che ha trascinato l'uomo per 20 metri e poi si è allontanato. Si attende l'udienza di convalida del fermo. Lunedì è atteso dal Gip.

Il conducente lavora per una ditta di Castellammare di Stabia, fornitore della Lidl di Novara e ieri aveva appena scaricato la merce nel magazzino del supermercato, prima di forzare il presidio dei lavoratori. Durante la fuga, il camionista casertano ha telefonato al suo padrino di cresima, un poliziotto dicendo: "È successo un casino". Ha raccontato al sovrintendente della Polizia di Stato ciò che aveva fatto e subito il poliziotto gli ha detto di "tornare indietro, perché altrimenti passerai guai peggiori". Il camionista ha, così, chiamato il 112 e si è costituito ai Carabinieri.

L'incontro con il prefetto di Novara
Il settore della logistica contribuisce per il 9% del Prodotto Interno Lordo italiano, settore cresciuto però in modo diseguale durante la pandemia. I sindacati confederali venerdì pomeriggio al termine dell'incontro con il prefetto Pasquale Gioffrè, avevano evidenziato "l'importanza di essere uniti per il bene di tutti. Quanto accaduto è un campanello d'allarme della tensione esistente sul territorio". I rappresentanti S.I. Cobas davanti al presidio di oggi hanno ribadito di portare avanti la protesta "contro lo sfruttamento intensivo in un settore come quello della logistica dove la precarietà e l'illegalità sono sistema". Dopo l'incontro di ieri pomeriggio, il prefetto di Novara ha affermato di essersi impegnato "a riferire e trasmettere al Governo le istanze emerse da tutte le organizzazioni sindacali. Le richieste fatte riguardano principalmente un maggior controllo da parte del Ministero per il rispetto all'interno delle aziende dei diritti dei lavoratori". 
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