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Coronavirus

"Serve unità nazionale"

Speranza: "Sconfiggeremo il virus, ma non possiamo allentare le misure"

Il nuovo Dpcm dal 6 marzo al 6 aprile. Il Governo si impegna a corrispondere pronti ristori a tutte le categorie economiche interessate dalle misure restrittive. Il discorso integrale del ministro della Salute

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"Solo il lavoro comune di tutte le istituzioni può consentirci di combattere il virus', ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza nelle comunicazioni in Aula al Senato sulle ulteriori misure per fronteggiare la pandemia. Misure che, spiega, non possono essere allentate, viste le attuali condizioni epidemiologiche. Il prossimo Dpcm sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile e il Governo si impegna a corrispondere pronti ristori a tutte le categorie economiche interessate dalle misure restrittive.

Unità nella gestione dell'emergenza
"Serve una vera coesione nella gestione dell'emergenza. Dal 20 febbraio di un anno fa è stato chiaro che senza uno sforzo unitario non si sarebbe arginato né sconfitto questo nemico che ci ha colpito. L'unica strada è l'unità, siamo all'ultimo miglio per vincere la battaglia: ora serve una leale collaborazione a Roma come in tutte le Regioni', ha detto Speranza. 'La pandemia non si batte solo con il buon governo, l'arma in più è la collaborazione continua di ogni persona nell'osservare le buone pratiche', ha detto il ministro. 

Il Covid sarà sconfitto. Accelerare la campagna di vaccinazione
"Solo il comune lavoro di tutte le istituzioni può portarci a vincere la sfida che abbiamo davanti", ha continuato Speranza. "I ritardi di alcune forniture, che pure ci sono, non cambieranno l'esito della partita in corso: il Covid, con i vaccini, sarà sconfitto. Vediamo la luce in fondo al tunnel", ha detto il ministro ma è fondamentale il buon esito della campagna vaccinale. Le regioni stanno rafforzando la loro capacità organizzativa. E adesso entrano in campo anche i medici di famiglia, quarantamila professionisti che con la loro presenza capillare assicureranno nuova linfa alla campagna appena avremo dosi di vaccino fuori dalla catena del gelo.

Il vaccino è per tutti. No a proprietà dei brevetti
"Di fronte a una crisi sanitaria di queste dimensioni non regge l'idea di una proprietà esclusiva dei brevetti: produrre vaccini deve essere considerato un bene da mettere a disposizione di tutti i Paesi del mondo, quelli ricchi e fortemente sviluppati e quelli maggiormente in difficoltà con sistemi sanitari più fragili", rimarca il ministro della Salute.

Per quanto riguarda il nostro Paese, "è decisiva per l'accelerazione della campagna la consegna puntuale delle dosi - ha detto -. L'Italia non si rassegna alla riduzione: sulla base dei contratti Ue dovremmo avere il 13% delle dosi. Stiamo esercitando il massimo di pressione sulle aziende produttrici affinché si trovino soluzioni necessarie per aumentare la produzione di vaccini". Il ministro ha sottolineato che è necessario "continuare a investire per sostenere e sviluppare il sistema italiano della farmaceutica, non per coltivare un'illusoria autosufficienza nazionale, ma per essere un partner sempre più autorevole a livello mondiale".

La situazione in Europa
Un contagiato ogni dieci abitanti in Europa, un deceduto ogni 530. Nel mondo, 112 milioni di casi confermati dall'inizio della pandemia e 2,5 milioni di persone che hanno perso la vita. In America il virus ha provocato più morti delle guerre mondiali e della guerra nel Vietnam. Dati che esprimono la forza di questo virus che stiamo combattendo. Le principali Nazioni europee hanno scelto una linea comune di massimo rigore e l'Italia si muove su questa linea di prudenza e di difesa del diritto alla salute.

"Su questa linea - dice Speranza - abbiamo già approvato il decreto che proroga al 27 marzo il divieto di spostamento tra Regioni e introduce ulteriori misure. Sarebbe un grave errore se affrontassimo in modo diverso l'ultima fase della lotta alla pandemia, anche perché fino a oggi differenziare le scelte su scala regionale legandole a valutazioni scientifiche ci ha consentito di non ricorrere ad altri lockdown dopo quello di marzo scorso'.

RT verso l'1. Incognita varianti
"I numeri non lasciano spazi per dubbi interpretativi'. Secondo l'ultimo monitoraggio della Cabina di regia l'Rt 'si avvia di nuovo a superare la soglia di 1'. Le varianti, inoltre, condizioneranno l'epidemia nel suo complesso e se oggi la variante inglese è al 17,8% dei casi, presto sarà prevalente nel nostro Paese. Fortunatamente non compromette l'efficacia dei vaccini mentre le altre due, sudafricana e brasiliana, potrebbero farlo. Mentre gli studi sono in corso, servono misure chirurgiche con zone rosse o arancione rafforzata. Oggi siamo a 25 zone rosse. Misure restrittive che sono indispensabili', ha detto Speranza.

"Ritengo sia utile anche alla luce delle varianti, favorire un nuovo confronto in un tavolo tecnico tra Iss e Ministero per delineare il quadro in cui siamo".


 
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