Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/srebrenica-ee6961fc-6701-4ab3-9be5-43afd324b7a8.html | rainews/live/ | true
MONDO

Potocari

Srebrenica ricorda, funerali per 33 vittime identificate dopo 24 anni

Marcia per ricordare gli ottomila civili musulmani uccisi dai serbo bosniaci

Condividi
Sepoltura nel cimitero monumentale di Potocari, alle porte di Srebrenica, per le spoglie di 33 vittime del genocidio del 1995, identificate negli ultimi 12 mesi, alle porte di Srebrenica. Stamane la commemorazione delle oltre ottomila vittime del più sanguinoso massacro compiuto in Europa dopo la seconda guerra mondiale. L'attacco contro Srebrenica, dopo tre anni e mezzo di assedio e dopo che era stata proclamata "zona protetta dell'Onu", iniziò  il 6 luglio 1995 e si concluse cinque giorni dopo con l'ingresso in città dell'esercito serbo-bosniaco al comando del generale Ratko Mladic. Secondo l'atto d'accusa del tribunale penale internazionale dell'Aja (Tpi), i soldati di Mladic, fino al 19 luglio uccisero, in modo organizzato e sistematico, più di 8.000 uomini e ragazzi musulmani, mentre 30.000 donne e bambini, consegnati ai carnefici dai caschi blu olandesi, furono deportati nel giro di due giorni.

I resti delle 33 vittime, ritrovati sparsi in più di 70 fosse comuni e identificati col metodo del dna, sono stati seppelliti accanto ai 6.610 sepolcri esistenti a Potocari.

I seimila partecipanti alla 'marcia per la pace',  hanno fatto il percorso a ritroso la marcia di coloro che nel luglio del 1995 cercarono vagando per i boschi di raggiungere Tuzla che era sotto il controllo delle forze governative. Tra questi c'erano i tre fratelli Hasanovic, ma è sopravvissuto solo Hasan, all'epoca ventunenne, dopo aver coperto con la sua giacca il corpo del fratello più piccolo, Hajro, e portato in braccio per 20 chilometri Hasib, gravemente ferito.

Oltre ai fratelli, a un figlio e alla moglie, Hasan ha perduto nel genocidio i genitori e 72 parenti maschi stretti. Hasan oggi ha due figli ai quali "insegno la verità ma che non devono odiare nessuno; gli ho insegnato che cosa è successo e che cosa può accadere se loro dimenticano". 

La marcia di 68 chilometriche si è conclusa al memoriale delle vittime, era iniziata l'otto luglio nella città orientale della Bosnia di Nezuk.  Viene organizzata ogni anno dal 2005, decimo anniversario del massacro. Il lavoro dei medici forensi prosegue per identificare i resti delle vittime gettati in fosse comuni nella zona di Potocari e consegnarli alle famiglie.
Condividi