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ECONOMIA

Stati Generali

Abi: "Rendere imprese più competitive e semplificare"

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Accrescere la competitività delle imprese, sostenendo il lavoro e sviluppando; accelerare la digitalizzazione; favorire la transizione verso un'economia sostenibile; attuare riforme strutturali. Sono le quattro principali proposte illustrate dal direttore generale dell'Associazione Bancaria Italiana, Giovanni Sabatini, agli Stati Generali dell'Economia.

Sabatini ha sottolineato l'importanza della "stabilità delle misure" e ha spiegato: "Le modifiche legislative e gli eventuali incentivi devono avere carattere di certezza e stabilità nel tempo, per poter creare aspettative positive e dare la possibilità ai potenziali fruitori di pianificare i propri investimenti e poter contare sul mantenimento delle eventuali agevolazioni per tutto il tempo necessario. Il tutto accompagnato da valutazioni di impatto ex ante ed ex post delle misure messe in atto". "Un altro elemento cruciale è rappresentato dalla semplicità e dalla facilità di accesso ad eventuali agevolazioni ed incentivi, sia dal punto di vista delle procedure previste, sia della chiarezza dei criteri di eleggibilità per l'applicazione", ha aggiunto.

"Un terzo elemento è rappresentato dalla rapida disponibilità di tutta la normativa rilevante (evitando l'estenuante attesa di decreti attuativi prima di poter utilizzare le misure e la pubblicazione postuma di circolari interpretative che modificano i termini)", ha detto ancora Sabatini.
L'Abi per il sostegno alle imprese propone di "rafforzare ulteriormente le risorse in dotazione del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI" e "ampliare le risorse garantite dello Stato a favore di CDP per fornire garanzia alle banche su portafogli di finanziamenti erogati in favore di imprese".

Per il rafforzamento patrimoniale si chiede di "prevedere, quale misura emergenziale, la temporanea sospensione della normativa contabile in materia di ammortamenti sia per quanto riguarda i beni materiali che i beni immateriali per ridurre il rischio che gli accantonamenti peggiorando i risultati aziendali aumentino il livello delle perdite" e di "incentivare gli investimenti da parte del mercato nel loro capitale, eliminando gli ostacoli al rapido fluire del credito bancario all'economia".

Per le Pmi l'Abi chiede tra l'altro "forme di supporto mirato in relazione allo sviluppo di know-how, di maggiori opportunità di networking e visibilità sui mercati (sia per avere accesso ai mercati finanziari sia alle catene di valore internazionali), di supporto nell'accesso alla vendita online".

Per il sostegno alla produttività del lavoro e lo sviluppo del capitale umano la proposta è "agevolare maggiormente sia per i lavoratori (lato fiscale) sia per i datori di lavoro (lato contributivo) il salario di risultato, riducendone il cuneo fiscale/contributivo", oltre a "introdurre analoghe misure per gli incrementi retributivi definiti dalla contrattazione collettiva nazionale" e "sviluppare efficaci misure di sostegno al "long life learning", per accompagnare la "nuova normalità" nel lavoro, lo sviluppo delle professionalità e i profondi cambiamenti nell'organizzazione del lavoro".

Sul fronte delle riforme strutturali, l'Abi punta tra l'altro sull'"efficientamento della giustizia civile" e sul "colmare il ritardo nelle infrastrutture". Poi si chiede di intervenire sul fisco "riducendo la pressione complessiva, agendo in modo prioritario sui redditi da lavoro e d'impresa" e "semplificando il sistema tributario e combattendo l'evasione fiscale destinando il gettito alla riduzione delle imposte". Tra le altre proposte anche il rafforzamento del sistema sanitario e l'investimento nella conoscenza.
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