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SCIENZA

La sindrome da invecchiamento precoce

I broccoli miracolosi

Nei broccoli si trovano molte sostanze benefiche. Tra queste: il sulforafano, una molecola dalle proprietà quasi... "miracolose"

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di Stefano Lamorgese Partendo dallo studio della progeria, nota anche come sindrome di Hutchinson-Gilford - una malattia gravissima che comporta un precoce invecchiamento - un gruppo di studiosi della TUM (Technische Universität München) ha scoperto che il sulforafano, contenuto in alta concentrazione nei broccoli, potrebbe contribuire a mitigare gli effetti della terribile patologia.

Dal nucleo cellulare al broccolo
La progeria è una malattia molto rara (colpisce un bambino su otto milioni), causa un invecchiamento precoce dei tessuti e, pur non alterando lo sviluppo mentale, porta chi ne è colpito a una morte prematura per patologie tipiche dell'età avanzata: infarto, cardiopatie, ictus.

Nella maggior parte dei casi è causata da un'alterazione del gene della Lamìna A, una proteina fibrosa che riveste il nucleo cellulare. In chi è affetto da progeria tale proteina si degrada in progerina, un'altra proteina che deforma il nucleo cellulare, causando così l'invecchiamento.

Il team guidato dalla professoressa Karima Djabali, docente di epigenetica dell'invecchiamento della pelle della TUM, ha scoperto che la progerina è presente sia nelle cellule sane che in quelle malate, però in proporzioni diverse: nei malati ce n'è fino a 20 volte di più.

La progerina, insomma, è una proteina "venuta male" presente anche negli individui sani, che solitamente viene espulsa come residuo dell'attività metabolica. Nei soggetti affetti da progeria, però, la sua alta concentrazione non ne permette l'eliminazione: qui insorge la malattia, perché l'alterazione della Lamina A danneggia oltre 28 proteine diverse del nucleo e provoca un'esagerata produzione di sostanze di scarto.

Il sulforafano
Il team bavarese ha cercato di riattivare e potenziare quello che potremmo definire come il "sistema di gestione dei rifiuti", e ha individuato una sostanza che, nella letteratura scientifica, sembrava poter funzionare: il sulforafano.

I ricercatori hanno dunque trattato con sulforafano le cellule malate e hanno potuto osservare che tale sostanza è effettivamente capace di riattivare il meccanismo inceppato, contrastando i terribili effetti della progerina e mitigando sensibilmente i danni genetici che essa innesca.
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