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ITALIA

Tampon tax, Iva ancora al 22%

Tante le iniziative per chiedere un abbassamento dell'aliquota dal 22% al 5%. Per le donne si calcola un risparmio di 50 euro l'anno 

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Nulla di fatto per il taglio dell’Iva sugli assorbenti dall'attuale 22% al 5%, nonostante le petizioni online e varie iniziative. Neanche l'impatto del Covid ha cambiato l’aliquota. Nella manovra 2020 c'è stata una ridotta sugli assorbenti biodegradabili, non sempre facili da trovare sugli scaffali di farmacie e supermercati.

In molti Paesi non è così: nel Regno Unito l'Iva è al 5%, in Francia al 5,5% e in Germania al 7%. Mentre Canada, Irlanda e India l'hanno abolita del tutto e la Scozia ha deciso di fornire gratis gli assorbenti alle studentesse.

In Italia la petizione "Stop tampon tax, il ciclo non è un lusso", lanciata nel 2018 dal collettivo 'Onde rosa', per portare la tassazione al 4%, ha raggiunto le 485mila firme su Change.org. Merito anche dell'aiuto portato da Coop che ha deciso di aderire alla campagna in modo concreto: in occasione della Giornata internazionale delle donne, dal 6 al 13 marzo tutti gli assorbenti a scaffale sono venduti come se l’Iva fosse ridotta al 4%.

E così hanno fatto anche molti sindaci toscani, che hanno eliminato la tampon tax sulle confezioni di assorbenti in vendita nelle farmacie comunali. "Il costo per far rientrare gli assorbenti tra i beni considerati di prima necessità, tassati quindi con un'aliquota agevolata, si aggirerebbe, secondo i calcoli degli uffici legislativi, intorno ai 300 milioni di euro", spiega Silvia Dedea del collettivo Onde rosa, che aggiunge: "I prodotti igienici femminili devono essere considerati beni essenziali la cui spesa inevitabile grava ingiustamente su chi deve usarli".

Si calcola infatti che nell'arco di un anno l'abbattimento della tassazione porterebbe un risparmio per ogni donna di 40-50 euro: "Non molto, certo, ma bisogna pensare anche alle famiglie con una madre e una o due figlie: in questo periodo di emergenza anche sociale 150 euro possono fare la differenza", spiega Silvia Dedea.
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