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MONDO

Lo rivela l'archeologo marino Barry Clifford, ma restano dubbi

Trovato il relitto della Santa Maria di Colombo

Ad Haiti i resti di una delle caravelle che portarono Cristoforo Colombo alla scoperta dell'America nel 1492. Queste le prove: "Un cannone del XV secolo e pietre di zavorra che sembrano provenire dalla Spagna o dal Portogallo"

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E' uno di quei casi in cui la prudenza è d'obbligo. Se fosse vera, però, sarebbe una scoperta sensazionale. L'archeologo marino Barry Clifford rivela di aver ritrovato a largo di Haiti resti della gloriosa Santa Maria: una delle tre caravelle con le quali Cristoforo Colombo - nato a Genova e partito da Palos - sbarcò sul suolo Americano nel 1492. 

Queste le prove offerte da Clifford: un cannone del XV secolo e pietre di zavorra che sembrano provenire dalla Spagna o dal Portogallo. Clifford, noto per aver scoperto nel 1984 una nave dei pirati al largo di Cape Cod, ha incontrato funzionari del governo haitiano per chiedere loro di proteggere il sito in modo da permettere un'approfondita ricerca archeologica.

Clifford, considerato uno dei più importanti esploratori subacquei del mondo, ha detto al quotidiano britannico The Independent che "tutta la geografia, la topografia marina e le prove archeologiche suggeriscono fortemente che il relitto ritrovato corrisponde a quello della famosa caravella di Colombo, la Santa Maria".

L'ammiraglia del navigatore genovese in realtà non era tecnicamente una caravella, come tramanda la tradizione, bensì una caracca, lunga 21 metri e con un ponte a tre alberi: partì dal porto di Palos, in Andalusia, il 3 agosto 1492 - insieme con la Pinta e la Nina - e s'incagliò su una barriera corallina al
largo di Haiti il 25 dicembre dello stesso anno.

Finora, Clifford e i suoi collaboratori avevano analizzato in dettaglio una zona individuata nel 2003 da un altro gruppo di esploratori, misurando e fotografando i fondali prima di andare oltre. "Il governo haitiano ci ha aiutato molto, e ora dobbiamo organizzare con loro uno scavo archeologico del relitto", ha detto l'esperto americano.

Usando magnetometri marini, dispositivi di radar e sonar e esplorazioni di sommozzatori, Clifford ha studiato le anomalie della piattaforma marittima, comparato i risultati con informazioni tratte dai diari di navigazione di Colombo e da materiale cartografico dell'epoca e misurato l'impatto delle correnti per stabilire i movimenti del relitto dopo il naufragio.

In questo modo, l'esploratore americano è riuscito a ridurre progressivamente la zona in cui era possibile ritrovare la Santa Maria, fino ad arrivare a un perimetro molto più piccolo, dentro al quale ha identificato il relitto dell'ammiraglia di Colombo. 

"Questa è un'opportunità magnifica per preservare gli artefatti di questa nave, che ha cambiato la storia del mondo", ha aggiunto l'americano, secondo il quale i resti della Santa Maria potrebbero essere conservati ed esposti in un museo locale, il che favorirebbe l'industria turistica ad Haiti.

La scoperta di Clifford arriva nello stesso momento in cui Messico e Spagna hanno annunciato che lavoreranno insieme per riscattare il relitto del Nuestra Senora del Juncal, un galeone affondato nel 1631 davanti alla costa occidentale della penisola dello Yucatan con un importante carico di oro ed argento. Il Juncal, partito dal porto di Veracruz, naufragò il 31 ottobre del 1631: trasportava un tesoro valutato all'epoca in oltre un milione di pesos - un valore intraducibile in prezzi attuali- che fu definito il carico più prezioso partito dal Nuovo Mondo dall'allora viceré della Nuova Spagna, il marchese di Cerralbo.

I dubbi
Secondo Kevin Crisman, direttore del Center for Maritime Archaeology and Conservation alla Texas A&M University, ci sono però diversi motivi per dubitare dell'autenticità della scoperta. Molte navi spagnoli, ha spiegato lo studioso, affondarono al largo di Haiti e della Repubblica Dominicana e sarà difficile confermare che il relitto sia proprio della Santa Maria.
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