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MONDO

Minneapolis, Twitter segnala un contributo di Trump. E lui invoca la legge

Secondo Twitter il post di Trump ha violato le regole "sull'esaltazione alla violenza". La Casa Bianca prende le difese del presidente: ha chiaramente condannato le violenze

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Donald Trump torna ad attaccare i social media, in particolare Twitter. E naturalmente lo fa con un tweet: "Revoke 230!", scrive il presidente Usa. Anche l'account ufficiale della Casa Bianca rilancia l'invocazione del presidente Usa.

Il riferimento è alla 'Section 230' del 'Communications Decency Act', la legge del 1996 che negli Usa regola la diffusione dei contenuti su internet.

La Section 230, che protegge i provider da eventuali responsabilità penali e civili per i contenuti pubblicati sulle loro piattaforme, è quella alla quale Trump ha voluto mettere mano con l'ordine esecutivo firmato giovedì.

La battaglia del tweet
Twitter ntanto  torna a segnalare un post di Donald Trump. Il social network ha marcato un post del presidente degli Stati Uniti oscurandolo parzialmente perché ritenuto contrario alle regole di utilizzo del social network.

Il tweet però non è stato oscurato del tutto "poiché potrebbe essere di pubblico interesse". Il tweet che ha aperto un nuovo fronte tra i social e la Casa Bianca è quello in cui Trump, riferendosi ai disordini di Minneapolis, ha scritto: "Quando iniziano i saccheggi, si inizia anche a sparare".

Secondo le regole del social la frase è un incitamento alla violenza. 


Secondo Twitter il post di Trump ha violato le regole "sull'esaltazione alla violenza". Ma la decisione di non oscurarlo è dovuta alle stesse regole del social. Nelle regole di utilizzo infatti si legge che Twitter, pur adottando il principio di rimuovere i contenuti che esaltano la violenza, riconosce che "a volte può rientrare nell'interesse pubblico consentire alle persone di visualizzare i tweet che altrimenti verrebbero eliminati. Consideriamo il contenuto di interesse pubblico se contribuisce direttamente alla comprensione o alla discussione di una questione di interesse pubblico".

La risposta del presidente Usa non si è fatta attendere: "Regolamentare Twitter se comincerà a limitare la libertà di parola", chiede un giudice su Fox e Trump le risponde: è quello che stanno facendo:


Al momento, il social limita le eccezioni ai "rappresentanti governativi o eletti dai cittadini, dato il notevole interesse pubblico a conoscere e discutere le loro azioni e dichiarazioni". La posizone di Twitter è stata stigmatizzata anche dall'acount Twitter della Casa Bianca, che afferma: "il presidente non ha esaltato la violenza, l'ha chiaramente condannata":
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