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ITALIA

Il caso

Uccise l'ex moglie e si suicidò, Inps chiede soldi a figlie. Interviene Mattarella

Chiesto un risarcimento di 124mila euro per l'indennità di malattia e l'assegno di invalidità erogato a un uomo oggi 54enne che il giorno della tragedia fu ferito da Lojola. Tridico (Inps): "Non daremo seguito alla richiesta". Zio ragazze: "Grazie al Capo dello Stato"

Marco Lojola e Cristina Biagi
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Sta suscitando sdegno la notizia della richiesta avanzata dall'Inps - di 124 mila euro - nei confronti di due ragazzine, divenute orfane per l'assassinio della madre a opera del padre poi suicidatosi. Sulla vicenda è addirittura intervenuto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha chiamato la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo per avere dei chiarimenti.

Catalfo-Bonetti: "Presto soluzione"
"Il Governo sta seguendo da vicino il caso  di Massa Carrara. Già nella giornata di ieri la Ministra per le Pari  Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, e quella del Lavoro e delle  Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, hanno avuto un colloquio dal quale  è nata l'intenzione di convocare un tavolo tecnico sulla questione".  E' quanto si legge in una nota. "Nei prossimi giorni, con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, incontreranno il Presidente dell'Inps,  Pasquale Tridico, per trovare una soluzione che tuteli tutte le  persone coinvolte nella vicenda, a cui lo Stato è umanamente vicino".

"L'Inps ha rassicurato le Ministre di non aver al momento posto in  essere alcuna azione giudiziale per il recupero coattivo del credito  proprio nella prospettiva di una soluzione umana", conclude la nota.

Tridico: "Troveremo soluzione"
''Sto seguendo da vicino la vicenda ed intendo assicurare alla famiglia Biagi che troveremo una soluzione riguardo al recupero delle somme cui l'Inps è tenuto ai sensi della normativa in vigore''. Lo assicura il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico in relazione alla vicenda delle vittime di Marco Lojola. "Dall'inizio della vicenda l'Inps ha supportato la famiglia per ogni prestazione dovuta e non ha attivato alcuna azione per il recupero coattivo, nelle more dell'individuazione di una via d'uscita legale che tenga conto della particolare situazione delle due eredi minorenni".

"In settimana - annuncia Tridico - vedrò le ministre del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, e per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, per trovare una soluzione condivisa e definitiva, ma già domani si terrà una riunione tecnica presso il Ministero del Lavoro. Intanto nei prossimi giorni la dirigenza e l'avvocatura locale prenderanno contatto con l'avvocato della famiglia.''

La vicenda 
La richiesta avanzata dall'Inps ammonta a 124.000 euro ed è stata avanzata alle eredi, le due figlie oggi ancora minorenni, di Marco Lojola, 40 anni, che il 28 luglio 2013 a Marina di Massa (Massa Carrara) uccise l'ex moglie e madre delle due ragazzine, Cristina Biagi per poi togliersi la vita.

Soldi che fanno riferimento alle spese di indennità di malattia e all'assegno di invalidità erogato a un uomo oggi 54enne che il giorno della tragedia fu a sua volta ferito da Lojola, riuscendo a sopravvivere a sei colpi di pistola sparatigli dal quarantenne. A rendere nota la vicenda l'avvocato Francesca Galloni, legale di fiducia della famiglia Biagi come spiega La Nazione di Massa che pubblica oggi la storia. "La richiesta dell'Inps - spiega l'avvocato - è legittima anche se umanamente resta difficile comprenderla". E se non sarà esaudita l'Inps passerà al recupero coattivo. Per le due ragazzine il rischio è perdere la casa dei genitori, che comunque non copre la richiesta avanzata dall'Inps. 

Inps: "Recupero somme legittimo. Seguiamo caso"
L'Inps precisa di "seguire da tempo" il caso delle due minorenni di Massa Carrara rimaste orfane dopo che nel 2013 il padre uccise la madre e poi si suicido'. In una nota l'istituto - che sottolinea di "essere stato finora vicino alla famiglia Biagi e continuerà ad esserlo" - afferma che la richiesta di risarcimento avanzata "che mira a recuperare le somme erogate a un'altra vittima di Marco Lojola, è legittima e vincolata, come riconosciuto dallo stesso avvocato della famiglia". E prosegue: "L'ufficio medico legale ha riconosciuto una prestazione invalidante e ha ritenuto sussistere un nesso di causalità fra le lesioni riportate dall'assicurato e il ferimento provocato dal Lojola, ex marito della compagna della vittima, per cui l'Inps è tenuto, ai sensi della normativa in vigore, a recuperare le somme".

Peraltro, continua l'Inps, "data la particolarità della vicenda sotto il profilo umano, nel 2017 la Sede di Massa Carrara, prima d'inviare una lettera finalizzata ad interrompere la prescrizione, ha avuto cura di contattare i destinatari della lettera, con l'impegno a non attivare per il momento alcuna azione legale per il recupero coattivo. Gli uffici di Massa hanno altresì supportato la famiglia per ogni prestazione Inps dovuta Nel mese di ottobre 2019, racconta l'istituto, "gli Uffici hanno dovuto inviare una seconda diffida interruttiva della prescrizione, senza però porre in essere alcuna azione giudiziale per il recupero coattivo del credito.

Finora - spiega l'Inps - si è cercato di operare col massimo tatto e, come detto, si è preannunciata la lettera volta ad interrompere la prescrizione nelle more dell'individuazione di una soluzione che, nel rispetto della legalità, tenga conto della particolare situazione delle due eredi minorenni. Nei prossimi giorni la dirigenza e l'avvocatura locale riprenderanno i contatti con l'avvocato della famiglia per individuare una soluzione che contemperi la legalità e la situazione familiare". L'Inps "non ritiene invece di commentare le accuse mosse da un parente delle minori, nell'umana comprensione di un suo particolare stato d'animo". 

Bellanova: "Inps rinunci a riscossione"
"Faccio appello al presidente dell'Inps, Pasquale Tridico. A Marina di Massa, nel 2013, Marco Lojola uccise l'ex moglie, ferì gravemente un uomo e si uccise. Quel terribile femminicidio risparmiò due vittime, le più fragili: le figlie della coppia. Oggi l'Inps chiede alle due ragazzine 124mila euro per pagare l'indennità di malattia e l'assegno di validità all'uomo ferito dalla furia omicida del padre. Un atto legittimo ma contrario a ogni  buonsenso". Lo scrive in un post su Facebook la ministra dell'agricoltura Teresa Bellanova.

"Come Stato abbiamo il dovere di proteggere le vittime di femminicidio, non di vessarle. L'Inps rinunci al recupero coattivo di quelle somme, troviamo una soluzione a questo crudele paradosso. Quelle due giovanissime donne hanno già pagato un prezzo altissimo", conclude.

Zio delle ragazze: "Mattarella nostro faro, ci commuove"
"Il fatto che il presidente della Repubblica si sia interessato alle mie nipoti mi rassicura, finalmente, su una vicenda che non ci ha fatto dormire" a lungo. "Per noi Mattarella è un faro e ci commuove apprendere che una figura del suo spessore abbia deciso di aiutarci. Grazie". Lo afferma Alessio Biagi, lo zio delle due minori. 

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