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POLITICA

Ue, Gentiloni lascia scranno Camera. Collegio Roma Centro al voto in primavera

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Con le dimissioni annunciate oggi in aula alla Camera da Paolo Gentiloni si avvia il meccanismo che porterà alle elezioni suppletive nel collegio di Roma centro della Camera dei deputati, quello conquistato dall'ex premier il 4 marzo del 2018 con il 42% dei voti superando il candidato del centrodestra Luciano Ciocchetti e e quello dei 5stelle Angiolino Cirulli.

Il Rosatellum, che ha reintrodotto i collegi uninominali, prevede infatti che "quando resti vacante il seggio" bisogna rivotare. E' già successo in questa legislatura con il deputato-velista del M5s Andrea Mura, che si è dimesso anzitempo da Montecitorio lasciando il collegio di Cagliari poi 'conquistato' nel voto bis da Andrea Frailis, candidato del centrosinistra.

Ora sarà la Giunta per le elezioni della Camera, a giorni, a formalizzare l'addio di Gentiloni al Parlamento. Da lì, secondo la legge, il presidente della Camera dovrà dare comunicazione al presidente del Consiglio e al ministro dell'Interno "perché si proceda ad elezioni suppletive nel collegio interessato". Il governo, quindi, avrà 90 giorni "dalla data della vacanza" una volta formalizzata per indire il bis delle elezioni, che si potranno tenere tra i 45 e i 70 giorni dopo.

Calendario alla mano gli elettori del collegio Lazio 1, circa 160mila romani distribuiti tra quartieri e rioni storici e centralissimi come Monti, Trevi, Testaccio, Trastevere e Prati, saranno chiamati a scegliere di nuovo il loro deputato in primavera.

In queste settimane si è molto parlato del nuovo candidato del centrosinistra. I nome più gettonato è quello di Gianni Cuperlo, ma anche quello dell'attuale ministro dell'Economia Roberto Gualtieri. Non sono mancate, nel totonomi, anche figure più legate al territorio come la minisindaca del I municipio Sabrina Alfonsi.

Con il trasloco a Bruxelles, Gentiloni lascia vacante non solo lo scranno di Montecitorio ma anche il ruolo di presidente dell'Assemblea del Pd. All'ultima riunione, a Bologna a metà novembre, il Parlamentino dem aveva soprasseduto al cambio di presidente in attesa della formalizzazione dell'incarico Ue a Gentiloni. Ora, sarà indispensabile trovare un o, più probabilmente, una sostituta. Anche qui, diverse le ipotesi circolate: l'attuale vice Debora Serracchiani, la responsabile Giustizia Roberta Pinotti. Ma ai margini dell'ultima Assemblea si era anche parlato di una figura autorevole, legata ai democratici, ma non impegnata attualmente con incarichi nel partito.
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