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MONDO

L'afroamericano ucciso a Minneapolis il 25 maggio

L'ultimo saluto a George Floyd non ferma l'America che scende di nuovo in piazza

A New York migliaia di persone si sono radunate sulla 42ma strada. A Washington e Los Angeles si ripetono le scene degli ultimi giorni, con giovani armati di mascherina per dire 'no' al razzismo e chiedere una riforma della polizia. Floyd dopo i funerali in forma privata, a cui hanno partecipato circa 500 persone, è stato sepolto a Pearland, un sobborgo della metropoli texana, vicino alla madre che ha invocato prima di morire

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L'ultimo saluto a George Floyd non ferma l'America che scende di nuovo in piazza contro il razzismo e per chiedere una riforma della polizia. Nelle maggiori città americane sono in corso imponenti manifestazioni per dimostrare che questa volta si deve voltare pagina. A New York migliaia di persone si sono radunate sulla 42ma strada. A Washington e Los Angeles si ripetono le scene degli ultimi giorni, con giovani armati di mascherina che protestano.


L'ultimo saluto a George Floyd
Lacrime e rabbia a Houston ai funerali di George Floyd, l'afroamericano ucciso dalla polizia a Minneapolis lo scorso 25 maggio che ha scatenato la mobilitazione mondiale contro il razzismo al grido di "I can't breathe", "non riesco a respirare", le ultime parole da lui pronunciate. E' stato sepolto a Pearland, un sobborgo della metropoli texana, vicino alla madre che ha invocato prima di morire. Centinaia di persone hanno salutato il corteo funebre che dalla chiesa The Fountain of Praise al cimitero Memorial Gardens è stato scortato dalla polizia. Nell'ultimo miglio il feretro è stato trasportato da una carrozza trainata da cavalli. Circa cinquecento gli invitati alla cerimonia che si è svolta in forma privata, dopo la camera ardente della vigilia aperta al pubblico.

Biden: "Ora è il momento della giustizia razziale
L'ex vice presidente Joe Biden, che due giorni fa a Houston aveva incontrato i familiari, ha inviato un video messaggio. "Ora è il momento della giustizia razziale. E' la risposta che dobbiamo dare ai nostri figli quando ci chiedono perché. Solo quando sarà fatta giustizia per George Floyd saremo veramente sulla strada delle giustizia in America. E allora, come hai detto tu Gianna, tuo padre avrà cambiato il mondo", ha dichiarato Biden, riferendosi alla figlia di 6 anni dell'afroamericano ucciso. "Non possiamo voltare le spalle" al problema del razzismo, e vanno denunciati gli "abusi sistematici che ancora affliggono" la società americana, ha rimarcato lo sfidante democratico di Donald Trump per la Casa Bianca. Poi, sempre rivolgendosi alla piccola Gianna, ha affermato: "So che hai molte domande. Nessun bambino dovrebbe fare le domande che troppi bambini neri hanno dovuto fare per generazioni. Perché? Perché papaà se ne è andato?".

Al funerale erano presenti anche l'attore Jamie Fox, il cantante Ne-Yo
Al funerale erano presenti anche l'attore Jamie Fox, il cantante Ne-Yo che ha intonato "It's so hard to say goodbye to yesterday", e il campione di pugilato Floyd Mayweather che ha deciso di farsi carico delle spese per la cerimonia. Tra gli invitati, anche i familiari di altre vittime delle violenze della polizia contro gli afroamericani come Michael Brown, Eric Garner e Freddy Gray.

Reverendo Sharapton: "Non è stata solo una tragedia. E' stato un crimine"
La bara dorata è stata portata nella chiesa intorno alle 9 e chiusa alle 11.43 quando la celebrazione ha preso ufficialmente il via. A pronunciare l'elogio funebre è stato il reverendo e attivista per i diritti civili Al Sharpton, entrato in chiesa seguito dai familiari di Floyd mentre il coro cantava "Broken but I'am Healed". I presenti erano tutti tutti vestiti di bianco o nero. "Non è stata solo una tragedia. E' stato un crimine", ha sentenziato Sharpton, accusando Trump di non aver detto "nemmeno una parola sul calvario di George Floyd". "Prima ha sparato proiettili di gomma e lacrimogeni contro i manifestanti pacifici - ha rincarato il reverendo - e poi ha preso la Bibbia per camminare verso una chiesa dove si è messo in mostra: la malvagità al primo posto". Sharpton, impegnandosi a proseguire la lotta contro il razzismo anche "quando i riflettori saranno spenti", ha annunciato che sarà la famiglia Floyd a guidare la marcia su Washington il prossimo 28 agosto, anniversario del discorso "I have a dream" pronunciato da Martin Luther King nel 1963 dal Lincoln Memorial.

La nipote di Floyd, Brooke Williams: "​Basta crimini d'odio, per favore, basta! 
Accorato l'appello della nipote di Floyd, Brooke Williams, durante il funerale. "Basta crimini d'odio, per favore, basta! Perché il sistema deve essere così malvagio e corrotto, bisogna fare giustizia", ha gridato la giovane, in lacrime, sottolineando come nessuno degli agenti coinvolti nella morte dello zio abbia mostrato rimorso. Poi, citando lo slogan di Trump senza nominarlo ha declamato: "Qualcuno ha detto 'Make America Great Again', ma quando è mai stata grande l'America?". Sylvester Turner, sindaco di Houston, ha annunciato che il 9 giugno sarà la 'Giornata per George Perry Floyd'. "Lo onoriamo non perché fosse perfetto - ha spiegato - lo onoriamo oggi perché con quel suo ultimo respiro ha permesso di respirare a tutti noi".

Cerimonia trasmessa in diretta 
L'America intera ha seguito la cerimonia funebre in diretta tv e sui social media, e per alcuni momenti la rabbia ha ceduto il passo alla commozione per l'ultimo saluto al 'gigante buono', Big Floyd come lo chiamavano affettuosamente gli amici. Nella stessa chiesa dove c'è stata la camera ardente si sono svolti i funerali in forma privata, dalle 11:00 (le 18:00 in Italia), trasmessi in streaming sul sito della chiesa e sulla pagina Facebook

Sindaco Houston proclama 9 giugno "George Perry Floyd Day"
Il sindaco di Houston Sylvester Turner ha proclamato il 9 giugno "George Perry Floyd Day". "Lo onoriamo, non perché fosse perfetto, ma lo onoriamo oggi perché quando ha esalato il suo ultimo respiro, il resto di noi ora può respirare", ha detto il sindaco della città durante il funerale di George Floyd, riferendosi alle storiche proteste scoppiate negli Stati Uniti dopo la morte di questo afroamericano di 46 anni. Il sindaco ha anche inviato un messaggio alla famiglia di George Floyd: "Voglio ringraziarvi a nome di questa città per aver chiesto giustizia per George mentre chiedendo nel contempo al mondo intero di farlo con rispetto e pace. A nome di questa città, penso che dobbiamo molta gratitudine a questa famiglia".

La protesta nel mondo
La morte di Floyd ha dato vita a un movimento di protesta negli Stati Uniti così come nel resto del mondo per chiedere uno stop al razzismo. Tra gli invitati al funerale anche i familiari di altre vittime del razzismo e della violenza degli agenti: ci sono il padre di Michael Brown e la madre di Eric Garner. 

Altri video di violenze su afroamericani
Si moltiplicano, intanto, i video sull'uso eccessivo della forza da parte della polizia americana, l'ultimo risalente al  28 marzo 2019, stavolta ad Austin in Texas, dove un afroamericano di 40 anni, Javier Ambler, viene soffocato durante un arresto con la pressione del ginocchio sul collo, in maniera identica a quanto avvenuto con Floyd. Dopo un inseguimento Ambler scende dall'auto disarmato e con le mani alzate, ma nel bloccarlo gli agenti premono sul suo collo, mentre l'uomo si sente implorare più volte "non riesco a respirare", proprio come George Floyd, come Eric Garner e tanti altri. Alla fine Ambler perde i sensi e muore prima dell'arrivo dei soccorsi. 

Così come le immagini riprese da una telecamera posta sul cruscotto di un'auto della polizia, in New Jersey, consegnano gli ultimi istanti di vita di un altro giovane afroamericano, Maurice Gordon, 28 anni, fermato da un agente per eccesso di velocità. Il ragazzo è disarmato, ma la situazione presto degenera e lui viene prima aggredito con lo spray urticante, poi crivellato di colpi, ben sei pallottole che lo uccidono sul posto. Il poliziotto è stato sospeso in attesa dei risultati delle indagini.

Intanto il  sindaco di New York Bill de Blasio ha annunciato che una via di ognuno dei distretti di  New York sarà rinominata 'Black Lives Matter', lo slogan alla base del movimento di protesta nato negli Stati Uniti dopo la morte di George  Floyd. "Il messaggio che deve  essere chiaro è che ora questa città, così come l'intero paese, devono sentire nel profondo che Black Lives Matter", ha detto de Blasio,  aggiungendo che uno dei luoghi in cui comparirà lo slogan sarà nei pressi della City Hall.

A Washington, gran parte delle recinzioni temporanee erette intorno a Lafayette Square, per tenere lontano dalla Casa Bianca le proteste contro la morte di George Floyd, saranno rimosse entro oggi. Lo rende noto il National Park Service. Alcune barriere tuttavia resteranno nelle aree danneggiate durante le manifestazioni o dove esistono ancora pericoli. Nel weekend i dimostranti avevano trasformato il nuovo "muro" che circonda la Casa Bianca in un memorial, dedicato a Floyd e gli altri afroamericani vittime delle violenze della polizia, nonché al movimento Black Lives Matter: foto, ritratti,cartelli con gli slogan della protesta.
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