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TECH

Autorizzata dalla Banca d'Italia, mette in contatto prestatori e richiedenti

La mia banca è una startup

E' una startup a tutti gli effetti, con una fase iniziale di incubazone e investimenti. La sua peculiarità è che opera nel mercato finanziario, con una piattaforma pensata per chi vuole prestare soldi e per chi vuole richiederli. L'intervista all'ideatore, Daniele Loro

Daniele Loro, presidente di Prestiamoci.it
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di Celia GuimaraesIvrea Si chiama Prestiamoci, ha sede legale a Ivrea, con lo slogan "Chiedi, presta, sogna" si dichiara "la prima e unica startup finanziaria italiana che gestisce una piattaforma web per il prestito fra privati".

Il funzionamento è semplice: le persone che vogliono investire denaro vengono messe in contatto con chi vuole ottenere un prestito di media entità. La cifra necessaria, per esempio, per ristrutturare un appartamento, comprare un’auto, organizzare un matrimonio o pagarsi gli studi.

Autorizzata da Banca d’Italia, la startup propone a quanti vogliono investire capitali e guadagnare prestiti selezionati; mentre ai richiedenti offre tassi di interesse più bassi rispetto a quelli di mercato.
 
Ideatore è Daniele Loro, laureato in economia e commercio alla Bocconi. In passato fondatore e Managing Director della financial advisory Archè, ha curato la fase di startup della filiale italiana di LECG, società americana di consulenza quotata al Nasdaq. E' stato partner di Andersen Corporate Finance e Deloitte Advisory Services. 

Daniele Loro così ci racconta la sua esperienza: "Prestiamoci è stata fondata nel 2008 e ha ricevuto la licenza come finanziaria da Banca d'Italia nel 2009. Nel novembre del 2013 è stata rifondata con nuovi azionisti e un nuovo management. Da quel momento la startup ha vissuto un rilancio e da pochi giorni è online completamente rinnovata".

Come quasi tutte le startup, ha potuto contare su un incubatore e investimenti iniziali.  "A novembre 2013 l'incubatore certificato di startup innovative Digital Magics e molti importanti business angel italiani e internazionali hanno investito 550.000 euro nella neoimpresa digitale", ha raccontato l'imprenditore. "Il ruolo dell'incubatore è stato fondamentale nel rilancio del nuovo modello di business", ha osservato.
 
Una startup che opera in un settore così specifico e delicato come quello dei prestiti, come ha ottenuto l'autorizzazione della Banca d’Italia? "E' stata ottenuta seguendo il classico iter necessario per fondare una finanziaria. In più con Prestiamoci abbiamo proposto una nuova modalità per operare nel P2P lending (prestito fra persone), che è stata accettata per la prima volta in italia", afferma il fondatore della startup.

"Sulla nostra piattaforma i prestatori non devono offrire garanzie particolari, ma - come richiesto normalmente da parte di tutte le banche - solo spiegare in maniera chiara da dove arriva il proprio denaro, che si vuole investire". Ad oggi, sono circa 450 i prestatori iscritti che hanno investito sulla piattaforma e  sono stati erogati 360 prestiti per un totale di oltre 1,7 milioni di euro. 

Con quali  vantaggi per la startup? "Sicuramente il vantaggio più importante per Prestiamoci è lavorare in un mercato enorme - quello della finanza - con una 'fame' incredibile di soluzioni efficienti, che il digitale riesce a offrire con modelli di business innovativi e 'disruptive' come nel caso di Prestiamoci", ha spiegato ancora Daniele Loro.

"Un ulteriore vantaggio è il mettere in contato, in un processo tipicamente bancario, prestatori e richiedenti in maniera trasparente e con servizi finanziari più competitivi per entrambi rispetto al mercato".


 
 
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