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Bologna, arriva Luciano Floridi: "Voglia di vincere e ambizione di essere i migliori in Europa"

Il filosofo, neo docente all'Alma Mater di Bologna, è per la cultura quello che Messi o Cristiano Ronaldo sono per il calcio. Tra i suoi obiettivi ricerche concrete per aiutare chi ci governa qui e a Bruxelles. Lavorerà nel centro dedicato all'Intelligenza artificiale

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"Sono qui perché c'è voglia di vincere e l'ambizione di essere i migliori in Europa". Il professor Luciano Floridi, uno dei massimi esperti a livello mondiale di filosofia ed etica dell'informazione, arriva sotto le Due torri direttamente da Oxford con le idee, come sempre,  molto chiare: "Far sì che a Bruxelles la voce bolognese e italiana sia ascoltata".

Parte del programma di ricerca - spiega Floridi, in videoconferenza stampa col rettore Francesco Ubertini e il ministro Gaetano Manfredi - è quello di far sì che le nostre ricerche non siano solo le più avanzate, ma abbiano anche un impatto profondo e concreto e siano traducibili in poco tempo in policy, per aiutare chi sta al governo qui da noi e a Bruxelles".



A Bologna Floridi si va a inserire in un filone importante, quello dello studio sui Big data, i social network e l'intelligenza artificiale.  E' stato chiamato dal dipartimento di Scienze giuridiche e lavorerà nel centro dell'Alma Mater dedicato alle AI.  "C'è tanta incertezza su questioni etiche e legali, di regolamentazione - sottolinea il filosofo - l'Europa sta prendendo le sue posizioni, anche buone: si può dare una grande mano".

Formare oggi altrimenti c'è il deserto
Chiamato prima di tutto per la ricerca, Floridi si occuperà però anche di didattica a Bologna. "Certamente - assicura- i ricercatori di domani li formi oggi. Noi apparteniamo più all'agricoltura che alla startup: quello che semini oggi, lo raccogli domani. Se i ragazzi non li formi oggi, tra 10 anni c'è il deserto. Quindi la didattica è fondamentale, aperta anche al mondo dell'azienda, del terzo settore e della società". 

Tra Oxford e Bologna
Floridi continuerà a fare la spola con l'Inghilterra, anche se ormai fuori dall'Ue. "Ovunque si può e chiunque può, si dovrebbe sempre tenere insieme tutti i pezzi - spiega  il filosofo -  e l'Ue dovrebbe ricordarsi sempre che certe cose ci uniscono più di quelle che ci dividono, e parlo di Brexit. Bologna oppure Oxford? Tutte e due. Farò avanti indietro, ma anche con Berlino e Parigi, per finanziamenti e lavorare con le aziende, per fare network".

Bologna, come giocare in serie A
Resta comunque un sentimento di "enorme gratitudine" per questa chiamata, assicura Floridi. "Non so come ringraziare Bologna e l'Italia, è come essere un giocatore che viene chiamato da una grande squadra. Non tutti vengono chiamati dall'Alma Mater per giocare in serie A. E poi quando l'Italia alza il telefono, si risponde: io mi metto in piedi quando sento l'inno di Mameli. Ma non è solo un orgoglio personale, perché qui c'è  dietro anche una visione, un progetto con tempi lunghi. C'è voglia di vincere e di eccellere. Lo sforzo si vede e ne vale la pena. Questo Paese ha una straordinaria opportunità e tante potenzialità. Il digitale è la partita da giocare, insieme alla sostenibilità ambientale. E l'ambizione ragionevole è arrivare a essere i migliori in Europa. Non vedo l'ora".
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