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Coronavirus

Lotta al Covid-19

Vaccino. Pfizer, nel 2021 produrremo 2 miliardi di dosi: più 50%

BioNTech ha ricevuto la licenza di produzione

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di Tiziana Di Giovannandrea Produrre vaccini su scala industriale non è semplice ma la casa farmaceutica Pzifer ha annunciato di essere in grado di produrre 2 miliardi di dosi in più di vaccino anti Covid. In pratica il 50% in più. BioNTech ha ricevuto la licenza di produzione.

"Per rispondere alla maggior richiesta di dosi di vaccino abbiamo in programma di produrre 2 miliardi di dosi nel 2021, oltre il 50% della produzione prevista di 1,3 miliardi di dosi. Gli interventi previsti per aumentare le nostre capacità produttive sono a buon punto" ha dichiarato la casa farmaceutica all'Ansa.

Pfizer ha spiegato: "Stiamo facendo progressi sulle iniziative chiave: modifica dei processi di produzione nell'impianto a Puurs, (sito di produzione presente in Belgio, ndr) completata con successo; il sito produttivo di BioNTech ha ricevuto la licenza di produzione e inizieremo la produzione per la convalida di EMA a febbraio, secondo i piani precedentemente annunciati". 

Doppio Consiglio Europeo il 25 e 26 febbraio (in videoconferenza)
Intanto, è previsto per il 25 e 26 febbraio un doppio Consiglio Europeo che si occuperà della produzione dei vaccini e della lotta alle varianti. I capi di Stato e di governo si riuniranno in videoconferenza a partire dalle 15 del 25 febbraio, per parlare anzitutto della situazione epidemiologica e delle forniture di vaccini contro il Covid-19, perché su scala industriale non è semplice. Venerdì mattina, 26 febbraio, invece, i capi di Stato e di governo si ritroveranno, sempre in videoconferenza, insieme al segretario generale della Nato Jens Stoltenberg per parlare di difesa e di vicinato meridionale.

Quello di domani sarà l'esordio, in qualità di premier, del presidente del Consiglio Mario Draghi in una riunione del Consiglio Europeo.  Al centro dei lavori nella giornata di domani, ha spiegato un alto funzionario Ue, saranno diversi temi, a partire dalle vaccinazioni, che in Europa continuano ad andare a passo di lumaca rispetto ad altri Paesi, anche per problemi di approvvigionamento (non solo, ci sono anche inefficienze nei piani vaccinali). Su questo tema cinque capi di Stato e di governo, tra cui lo spagnolo Pedro Sanchez e il polacco Mateusz Morawiecki, hanno mandato una lettera a Charles Michel (presidente del Consiglio europeo) sottolineando che l'Europa "non si può permettere" di perdere la battaglia della produzione dei vaccini anti Covid sul suo territorio, che è a tutt'oggi il tallone d'Achille della strategia Ue sui vaccini. L'Europa deve rendersi autosufficiente in questo campo il prima possibile, sottolineano i cinque leader. Non solo per vaccinare gli europei, ma anche per fornire vaccini ai Paesi partner, che non possono essere abbandonati, come sono ora, alla 'diplomazia vaccinale' della Russia e della Cina. La Serbia, un Paese candidato all'adesione all'Ue ha già superato parecchi, se non tutti, i Paesi europei, vaccinando la popolazione usando sieri russi, cinesi e anche di Pfizer-BioNTech.

Si parlerà anche delle restrizioni alla libertà di movimento adottate dagli Stati membri per contenere la diffusione dell'epidemia.
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