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Coronavirus

Variante Delta, Draghi: "Se occorre, quarantena per chi arriva da Gb"

Una estate senza inglesi costerebbe 1,5 miliardi all’Italia per le mancate spese nell’alloggio, nell’alimentazione, nei trasporti, divertimenti, shopping e souvenir

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"Noi facciamo il tampone a chi entra in Italia. Se dovessero ricominciare ad aumentare i contagi, anche noi dovremmo reinserire la quarantena per chi arriva dall'Inghilterra, ma  questa situazione al momento non c'è, non ci siamo ancora". Lo dice il premier Mario Draghi in conferenza stampa al termine del G7,  rispondendo a una domanda sulla cosiddetta variante Delta.        A chi gli domanda se c'è, come in Uk, un ripensamento delle aperture  in relazione al rischio rappresentato dalla variante indiana, "per ora - risponde il premier - non c'è motivo di pensare che questo possa  succedere. Dipende molto dalla dimensione dei contagi, dovessero  schizzare su i contagi... ma non è quello che vediamo in altri Paesi  europei. Spagna e Grecia non mettono quarantena dall'Inghilterra, ma  bisogna essere pronti a reagire in maniera tempestiva".  
 
 
 Una estate senza inglesi costerebbe 1,5 miliardi all’Italia per le mancate spese nell’alloggio, nell’alimentazione, nei trasporti, divertimenti, shopping e souvenir. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti. Prima della pandemia erano oltre 2,1 milioni i cittadini della Gran Bretagna in viaggio in Italia durante i mesi di luglio, agosto e settembre con le mete privilegiate che sono le città d’arte ma – precisa la Coldiretti – gli inglesi apprezzano molto anche le campagne italiane e prestano particolare attenzione alla qualità dell’alimentazione per la quale destinano una quota elevata della spesa durante la vacanza. Gli effetti rischiano di farsi sentire – precisa la Coldiretti – anche dal venir meno della leva positiva del turismo sulle esportazioni nazionali con i turisti che al ritorno in patria cercano sugli scaffali i prodotti gustati durante il viaggio. La Gran Bretagna si classifica al quarto posto tra i partner commerciali del Belpaese per cibo e bevande dopo Germania, Francia e Stati Uniti. Dopo il vino, con il prosecco in testa, al secondo posto tra i prodotti agroalimentari italiani più venduti in Gran Bretagna ci sono – conclude la Coldiretti – i derivati del pomodoro, ma rilevante è anche il ruolo della pasta, dei formaggi, salumi e dell’olio d’oliva e il flusso di Grana Padano e Parmigiano Reggiano.
 
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