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MONDO

Vaticano, al via il processo per la gestione dei fondi della Segreteria di Stato

Dieci imputati, tra cui il cardinale Angelo Becciu. L'udienza è dedicata a questioni procedurali e alla costituzione delle parti, tra cui quella della Segreteria di Stato come parte civile. Altra parte lesa è lo Ior.

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 E' iniziato nella Sala polifunzionale dei Musei Vaticani, allestita per l'occasione ad aula di Tribunale, il processo a carico di una decina di persone - tra prelati, funzionari della Santa Sede e manager esterni - per la gestione dei fondi della Segreteria di Stato vaticana. Tra gli imputati - accusati a vario titolo di reati che vanno dal peculato all'appropriazione indebita, dalla corruzione all'estorsione - anche il cardinale, Angelo Becciu. 

Si tratta di uno storico processo, che vede per la prima volta imputato un cardinale, per la compravendita-truffa di un immobile al centro di Londra, a Sloane avenue 60, Chelsea, con la colletta dei fedeli gestita dalla Segreteria di Stato. Dopo lunghi mesi di indagini, punteggiati da dimissioni e polemiche, lo scorso tre luglio il Presidente del Tribunale Vaticano, Giuseppe Pignatone, ex procuratore capo di Roma e grande esperto di mafie, ha rinviato a giudizio dieci persone. Tra queste il cardinale Angelo Becciu, sostituto agli affari generali della Segreteria di Stato all'epoca in cui venne deciso l'investimento, il suo ex segretario, monsignor Mauro Carlino, Fabrizio Tirabassi, il laico che gestiva la cassa della Segreteria di Stato, gli ex vertici dell'authority finanziaria per l'antiriciclaggio, René Bruelhart e Tommaso di Ruzza, e poi - esterni al Vaticano - Cecilia Marogna, sedicente agente segreto di fiducia di Becciu, il banchiere Enrico Crasso, che per lunghi anni ha gestito gli investimenti vaticani tramite il Credite Suisse, l'avvocato d'affari Nicola Squillace, il broker Gianluigi Torzi, nel frattempo arrestato dalla Guardia di finanza di Roma e accusato dallo Stato pontificio di tentata estorsione, e Raffaele Mincione, il finanziere attorno al quale ruota l'intera vicenda.

I diversi reati contestati, a vario titolo ai vari imputati, sono truffa, riciclaggio, auto riciclaggio, abuso d'ufficio, estorsione, corruzione, appropriazione indebita, peculato. La richiesta di citazione a giudizio è firmata dall'Ufficio del Promotore di Giustizia, ossia la Procura, nelle persone del Promotore Gian Piero Milano, dell'Aggiunto Alessandro Diddi, avvocato al foro di Roma, e dell'Applicato Gianluca Perone.

I protagonisti della intricata vicenda sono dunque molti e loro numero, nonché le misure di distanziamento necessarie per la pandemia, hanno indotto i giudici ad adattare ad aula delle udienze una sala dei Musei Vaticani, più spaziosa di quella solitamente utilizzata nel tribunale, e configurano quello che si apre prima della pausa estiva come un 'maxi-processo', che prevedibilmente scuoterà in profondità il Vaticano, e già lo ha cambiato prima ancora di iniziare.

L'udienza è dedicata a questioni procedurali e alla costituzione delle parti, tra cui quella della Segreteria di Stato come parte civile. Altra parte lesa è lo Ior.

 
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