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POLITICA

Vertice tra Berlusconi, Salvini e Meloni

Legge elettorale, il centrodestra: proporzionale è caos, vogliamo il maggioritario

Incontro a Villa Grande per fare il punto politico, dopo l'esito delle elezioni amministrative: "Uniti come coalizione"

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di Tiziana Di Giovannandrea Si è concluso, dopo circa due ore, il vertice dei leader del Centrodestra Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini a Villa Grande, nuova residenza romana di Silvio Berlusconi, dove il presidente di Forza Italia ha ospitato per un pranzo di lavoro il leader della Lega Salvini e di Fratelli d'Italia Meloni per fare il punto dopo l'esito delle Comunali. Il vertice a tre è stato richiesto dalla leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, sia a Matteo Salvini che a Silvio Berlusconi, nell'immediatezza dell'esito delle elezioni comunali.

I tre leader del Centrodestra si sono sentiti in mattinata e hanno concordato di vedersi a pranzo nella residenza romana del presidente di Forza Italia, giunto a Roma nella serata di ieri dopo una lunga assenza di mesi (l'ultima sua trasferta romana c'è stata a febbraio a seguito delle consultazioni avviate da Mario Draghi nella fase precedente alla formazione del suo Governo). 

Il presidente di Forza Italia risiede a Villa Grande, nell'ex Villa Zeffirelli vicino all'Appia Antica, dove ha trasferito da qualche mese il suo ufficio dopo una veloce ristrutturazione e il conseguente addio a Palazzo Grazioli.

La prima a chiedere un vertice urgente era stata lunedì 18 ottobre la presidente di Fratelli d'Italia, alla luce dell'esito deludente dei ballottaggi. Meloni chiede "maggiore chiarezza e coesione" agli alleati del centrodestra, convinta che la sconfitta elettorale sia frutto anche della "confusione" crescente nell'elettorato che si trova davanti "tre partiti con tre posizioni differenti". Subito dopo il primo turno della Comunali, invece, Salvini aveva chiesto a Forza Italia e Fratelli d'Italia di lavorare da subito per arrivare all'identificazione "entro l'anno" dei candidati alle prossime Amministrative, in programma a primavera. Il segretario della Lega crede infatti che il Centrodestra sia stato penalizzato nel voto perché ha schierato "troppo tardi" i suoi candidati civici. A chi ha chiesto a Giorgia Meloni se fosse lei ad aver chiesto per prima il vertice, la presidente di Fratelli d'Italia ha risposto: "Non è importante chi lo chiede ma che ci si veda".

Al termine del vertice i tre leader hanno inviato una nota diffusa.  "In un clima di massima collaborazione- si legge - dopo un attento esame dei risultati elettorali e delle cause che li hanno determinati, i leader del Centrodestra hanno stabilito che, d'ora in avanti, avranno incontri periodici - con frequenza settimanale - per concordare azioni parlamentari condivise". Dal vertice del Centrodestra è emerso un "no" ad una nuova legge elettorale per l'introduzione del proporzionale; un maggiore coordinamento "per preparare i prossimi appuntamenti elettorali e politici" e compattezza per la corsa al Quirinale: "Il Centrodestra intende continuare a lavorare unito come coalizione e ha confermato conseguentemente la propria indisponibilità a sostenere un cambiamento della legge elettorale in senso proporzionale". Per quanto riguarda gli impegni futuri, la nota precisa che "il Centrodestra intende muoversi compatto e per tempo per preparare i prossimi appuntamenti elettorali e politici  con particolare attenzione all'elezione del prossimo Presidente della Repubblica".   

Sfogo Gelmini: a Cavaliere raccontano parte della verità
C'è stato un duro sfogo, da parte del ministro per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini, alla riunione dei deputati di Forza Italia che ha eletto per acclamazione Paolo Barelli nuovo capogruppo, in sostituzione di Roberto Occhiuto, eletto presidente della Regione Calabria. Gelmini, ripercorrendo gli ultimi concitati mesi che hanno portato alla formazione del governo Draghi e alla scelta di sostenerlo da parte di Forza Italia, ha puntato il dito contro chi avrebbe riferito al leader una realtà distorta: "Berlusconi - ha detto Gemini secondo quanto filtrato dalla riunione - per il Covid e la giustizia non ha potuto vivere  in prima persona la stagione politica, gli eventi, se li è sentiti raccontare dal chiuso di Arcore e da palazzo Grazioli e secondo me, scusate se lo dico, ha avuto una parte della verità, una parte del racconto, non ha avuto una rappresentazione onesta e trasparente di quello che stava succedendo e nemmeno dai suoi collaboratori". "Gli è stato raccontato - ha proseguito - che noi che siamo al Governo siamo 'draghiani' e non berlusconiani, gli è stato raccontato che sulla giustizia non abbiamo fatto in Cdm il nostro dovere, gli è stato detto che ci saremmo venduti e che non siamo più berlusconiani e invece, proprio perché amiamo Fi e non ci rassegniamo al declino che stiamo vivendo o reagiamo adesso o mai più. Sono qui da tanti anni e mi sento di essere profondamente berlusconiana, ma l'ultima stagione del berlusconismo - ha concluso - non mi rappresenta e non rappresenta neanche Berlusconi".

 Mulè: da Gelmini parole ingenerose e non veritiere
 "Al profondo disagio denunciato del ministro Gelmini, rispondo con un mio profondo disagio nell'aver ascoltato quelle parole che sono irreali, ingenerose e non veritiere nei confronti di Forza Italia, e soprattutto del presidente Berlusconi". A dirlo è stato Giorgio Mule', su La7. "Proprio ieri mattina - ha detto il deputato FI - abbiamo avuto una riunione con Tajani, i capigruppo, i ministri, i sottosegretari e i dirigenti di partito sulla cabina di regia che precedeva il Consiglio dei ministri, dedicato alla legge di Bilancio. Se vogliamo accusare il presidente Berlusconi di qualcosa,è proprio che dà ascolto a tutti e risponde a tutti". "La narrazione fatta da Mariastella Gelmini - ha rimarcato il sottosegretario 'azzurro' - è totalmente falsa e irreale. Ha tradito, evidentemente, una crisi di nervi dovuta alla scelta di un altro capogruppo rispetto a quello da lei indicato, (il nome alternativo, indicato da molti deputati di Forza Italia a Barelli, è stato quello di Sestino Giacomoni, ndr) ma il modo e i toni usati non le fanno onore, né per la storia né per l'incarico di Governo che oggi ricopre".

Vertice dei ministri FI
In serata, incontro della delegazione di governo di Forza Italia. Renato Brunetta, Mariastella Gelmini e Mara Carfagna, a quanto si apprende, si sono riuniti a palazzo Vidoni, sede del ministero della Pubblica amministrazione, al termine di una giornata ad alta tensione tra gli azzurri.
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