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MONDO

Lettera da Washingtos a Berlino: non fate affari con tecnologia cinese

Via della Seta, il Mise precisa: "Nessun accordo da firmare sul 5G"

Non saranno firmati accordi sul 5G tra Italia e Cina, sottolinea una nota del Ministero per lo Sviluppo economico. Mentre in Germania arriva per via diplomativa l'avvertimento degli Usa: se farete affari con i fornitori di rete cinesi, la cooperazione tra servizi di Berlino e Washington subirà conseguenze

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Il ministero dello Sviluppo economico smentisce ufficialmente, con una nota, l'ipotesi di accordi sulla tecnologia 5G nel corso della visita del presidente cinese in Italia. Il "memorandum of understanding" tra Italia e Cina "non comprende alcun accordo" sulla tecnologia 5G per le telecomunicazioni. Lo sottolinea il ministero, secondo cui a febbraio "il ministro Luigi Di Maio ha istituito presso l'Iscti del ministero il Centro di valutazione e certificazione nazionale (Cvcn) per la verifica delle condizioni di sicurezza e dell'assenza di vulnerabilità di prodotti, apparati, e sistemi destinati a essere utilizzati per il funzionamento di reti, servizi e infrastrutture strategiche, nonché di ogni altro operatore per cui sussiste un interesse nazionale".

Conte al Copasir
Intanto il 12 marzo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è atteso al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, il Copasir, dove è in agenda un'audizione che -  a quanto riferisce l'agenzia Adnkronos - avrebbe come oggetto la rete 5G. Nell'intervento di Conte al Copasir dovrebbe venire affrontato il tema della sicurezza delle telecomunicazioni anche alla luce dei timori espressi dagli Stati Uniti sui colossi cinesi delle telecomunicazioni - Huawei e Zte - scesi in campo per lo sviluppo delle infrastrutture su cui viaggerà la tecnologia 5G.

Usa a Germania: no ai cinesi 
Washington avverte che ci saranno "conseguenze" nei confronti della Germania se saranno coinvolti "partner inaffidabili" nella realizzazione della rete 5G. Il riferimento è al gigante delle telecomunicazioni cinese Huawei, accusato dagli Usa di spionaggio attraverso i propri prodotti. In una dichiarazione, un portavoce dell'ambasciata americana a Berlino avverte che "in futuro potranno essere messe in discussione la collaborazione e lo scambio di alcune informazioni" tra i due Paesi, se la Germania continuerà a coinvolgere Huawei nei propri progetti.

La presa di posizione conferma nella sostanza il contenuto di una lettera dell'ambasciatore americano in Germania, Richard Grenell, inviata al ministro dell'Economia Peter Altmaier, in cui si prospetta la fine della cooperazione dei rispettivi servizi segreti. "Sistemi di comunicazioni sicuri sono essenziali" per la cooperazione nei settori della difesa e dell'intelligence, afferma Grenell, e aziende come Huawei potrebbero "mettere in pericolo la "confidenzialità di questi scambi".

Dal portavoce dell'ambasciata arriva una conferma, con l'aggiunta che "se nella rete di un alleato vi sono elementi non affidabili, questo pone domande sull'integrità e l'affidabilità di informazioni sensibili sia all'interno del Paese che tra il Paese e i suoi alleati".
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