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ECONOMIA

Whirlpool, niente accordo. Ripartono i licenziamenti

Il governo ripropone il piano da 87 milioni per fare di Whirpool un hub per la mobilità sostenibile, ma i tempi sono troppo lunghi per l'azienda che non accetta. Confermati 321 licenziamenti, Giorgeti: ne parlerò con Draghi

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Salta, ancora una volta, il tavolo di trattative sul caso di Whirlpool Napoli al ministero dello Sviluppo economico. Al termine della riunione durata tutto il giorno non si trova un accordo tra l'azienda, sindacati, Governo e Regione Campania.

L'azienda ha confermato la scadenza della procedura di licenziamento per i 321 lavoratori (erano 460 all'inizio della procedura, cominciata il 15 luglio). Le lettere partiranno il 22 ottobre, giorno della prossima udienza al tribunale di Napoli relativamente al ricorso per comportamento antisindacale promosso da Fim Fiom e Uilm. 

"Da parte di Whirlpool abbiamo registrato una rigidità inamovibile", ha detto il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, che non ha nascosto "l'irritazione" del governo. Giorgetti ha garantito l'impegno dell'esecutivo affinché il progetto del consorzio per la reindustrializzazione del sito di Napoli "non si disperda e si concretizzi in tempi rapidi". 

Il governo aveva presentato, il 23 settembre, una proposta da parte di Invitalia che prevede la costituzione del consorzio per la realizzazione dell'hub della mobilità sostenibile, il cui piano industriale dovrebbe essere pronto per il 15 dicembre. Il piano prevedeva il coinvolgimento di 5 società, più altre due che avevano manifestato interesse, per iniziali 87 milioni di investimenti complessivi. Secondo Whirlpool però, i progetti presentati sono ancora in una fase molto iniziale, non compatibile con le sue esigenze e tempistiche. 

Giorgetti ha annunciato che parlerà della questione con il presidente del Consiglio Mario Draghi. Il viceministro allo Sviluppo economico Alessandra Todde, che ha presieduto il tavolo dall'inizio, ha bollato le scelte dell'azienda come "non ragionevoli": "non comprendiamo perché voglia chiudere la procedura oggi nonostante il tribunale si sia espresso" con il rinvio dell'udienza, che nei fatti sospende i licenziamenti. Un prossimo incontro è stato fissato per martedì. 
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