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MONDO

Lo studente egiziano in carcere

Zaki: altri 45 giorni di carcere e niente cambio giudici

Nessun cambio di passo da parte della giustizia egiziana nei confronti dello studente dell'Università di Bologna arrestato oltre un anno fa senza processo al Cairo, accusato di propaganda sovversiva

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di Antonella Alba Patrick Zaky, lo studente dell'università di Bologna arrestato oltre un anno fa in Egitto, "dovrà restare in carcere per altri 45 giorni. È stata inoltre respinta la richiesta, presentata ieri dalla difesa, di un cambio dei giudici che seguono il caso". Lo scrive Amnesty Italia su twitter.

Continua di 45 giorni in 45 giorni il corso della detenzione preventiva del ricercatore nella prigione di Tora. A nulla sono valse le oltre 157 mila firme già raccolte e la cittadinanza onoraria della città di Bologna, ora Amnesty vorrebbe che " il governo italiano facesse subito una cosa: convocare l'ambasciatore egiziano a Roma per esprimere tutto lo sconcerto per questo accanimento nei confronti di Patrick Zaki e chiedere che sia rilasciato". 

Accusato di propaganda sovversiva anche a mezzo social, Zaki è stato arrestato senza un regolare processo per ordine della procura generale egiziana il 7 febbraio 2020 mentre rientrava al Cairo per far visita alla sua famiglia originaria di Mansoura. "Accuse infondate" ha dichiarato la sorella in un'intervista ai media italiani. Solo il 25 agosto, per la prima volta da marzo, Patrick ha potuto avere un breve incontro con sua madre. 

La Corte d'Assise del Cairo ha dunque per l'ennesima volta rinnovato il carcere per il 29enne egiziano con la passione per i diritti umani. Il suo infaticabile legale Hoda Nasrallah se lo aspettava, e ha sottolineato che è stata inoltre respinta la richiesta, presentata ieri dalla difesa, di un cambio dei giudici che seguono il caso. L'udienza si era svolta ieri ma l'esito si è appreso solo oggi.

"Aveva ragione l'avvocata di Patrick a chiedere di cambiare i giudici, sostenendo che c'era un accanimento giudiziario. E infatti fino a ieri 14 mesi di detenzione arbitraria che ora diventano 15 e mezzo", ha detto Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International. L'udienza per il rinnovo della detenzione cautelare si è tenuta ieri al Cairo. Amnesty esprime inoltre "preoccupazione per il suo stato di salute psicofisica, spiega che la storia di Patrick riguarda l'Italia intera e ne chiede il rilascio immediato e incondizionato".

In questi lunghi mesi la famiglia aveva ricevuto da Patrick solo due brevi lettere a fronte delle almeno 20 che lo studente aveva scritto e inviato, in alcune si era detto profondamente stanco e provato dalla detenzione a cui è sottoposto. Alcune fonti parlano di torture, già avvenute al momento del suo arresto, torture che ricordano la tragica fine di Giulio Regeni, avvenuta sempre in territorio egiziano.


 
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