Il disastro

Alluvione nelle Marche, si scava nel fango alla ricerca dei 2 dispersi. Papa: "Prego per le Marche"

Mancano ancora all'appello una donna di 56 anni e un bambino di 8 anni, Mattia. Il padre: "Voglio credere che sia vivo". 11 le vittime accertate. L'Abi sospende i mutui nelle zone devastate
Alluvione nelle Marche, si scava nel fango alla ricerca dei 2 dispersi. Papa: "Prego per le Marche"
Ansa
L'intervento dell'ANA Verona in soccorso alle popolazioni colpite dall'alluvione nelle Marche

Anac: fuori luogo affermare che le nostre procedure anticorruzione provochino ritardi nelle opere

"Le procedure di vigilanza di Anac non comportano la sospensione delle gare di appalto o dei procedimenti ad essi legati e non possono per questo provocare ritardi". E' quanto precisa l'Autorità Anticorruzione in merito alle dichiarazioni dell'ex presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli. "Se invece, ci si riferisce alla vigilanza collaborativa, cioè quella chiesta dalle stesse amministrazioni o prevista dalla legge - continua la precisazione - si ricorda che Anac fornisce i propri pareri preventivi in meno di dieci giorni, non provocando pertanto ritardi nell'iter procedurale. Anzi, proprio l'intervento preventivo aiuta ad evitare errori e illegittimità degli atti, che porterebbero contenziosi e ritardi ben più ampi successivamente. Appare quindi totalmente fuori luogo evocare gli interventi di Anac come fonte di possibili ritardi". 

Il sindaco di Senigallia: 9.500 cittadini coinvolti, 42 ospitati in hotel, altri 12 anziani in sede Fondazione

"Sono 9.560 i cittadini residenti a Senigallia coinvolti nell'alluvione": a dirlo è stato il sindaco della cittadina Massimo Olivetti nel corso di una conferenza stampa in cui è stato fatto il bilancio della situazione.   "Le persone che abbiamo sistemato in hotel sono 42, mentre 12 anziani hanno trovato riparo presso la Fondazione città di Senigallia", ha spiegato il sindaco, sottolineando che "a questi si devono aggiungere le molte persone che si sono sistemate autonomamente presso parenti e amici". Olivetti ha anche ricordato che nella frazione di Bettolelle "dobbiamo registrare anche una delle 11 vittime dell'alluvione fin qui accertate". Il sindaco ha inoltre specificato che l'inondazione della città è avvenuta per l'esondazione sia del fiume Misa che del Cesano."In nostro aiuto - ha ancora detto Olivetti - è già arrivata la colonna mobile della Protezione civile dell'Abruzzo e domani arriverà quella dall'Umbria". Un eventuale intervento dell'Esercito al momento, invece, non è previsto. In conferenza stampa si è parlato anche dell'attività dei vigili del fuoco,impegnati fin dai primi minuti dell'emergenza: al momento sono chiamati a intervenire su oltre 1.600 richieste di aiuto che arrivano da tutte le aree alluvionate della provincia di Ancona.

L'inchiesta: i Carabinieri sentono l'esperto meteo della Protezione Civile Marche

I Carabinieri hanno sentito nell'ambito dell'inchiesta sull'alluvione aperta dalla procura di Ancona il referente della Protezione Civile delle Marche che si occupa di pubblicare i bollettini meteo. E' un esperto meteo del Centro funzionale multirischi, specializzato nel campo della previsione e prevenzione dei rischi idrogeologici, idrologici, metereologici e sismologici. L'obiettivo degli investigatori è di ricostruire i fatti a partire dall'allertamento dato, un'allerta gialla per alcune delle zone colpite e verde per le altre. Già domani, inoltre, proseguirà l'attività di acquisizione dei documenti in vari enti, dopo quelli già prelevati in Regione negli uffici della Protezione Civile. 

Questa mattina intanto il sorvolo in elicottero dei carabinieri Forestali, chiesto dalla Procura, sui luoghi del disastro, il corso dei fiumi Misa e Nevola, ha fatto già emergere che le sezioni fluviali a monte, molto piccole, non sono bastate a contenere l'acqua piovuta e nei letti dei fiumi sono finiti alberi e grossi tronchi che hanno fatto da tappo ai ponti, sotto i quali non è passata più acqua, creando dunque bacini che sono poi esondati. Due ore di filmato consequenziale che verrà consegnato ai magistrati e che verrà visionato poi attraverso strumentazioni tecnologiche per analizzare lo stato degli argini e soprattutto della manutenzione dei fiumi stessi. Le immagini viste dall'alto hanno comunque già evidenziato uno stato di piena eccezionale. Il fascicolo per inondazione colposa e omicidio colposo plurimo rimane ancora a carico di ignoti ma sarebbe solo questione di pochi giorni.

Un testimone: ho perso tutto, anche il mio cane

"Stavo dormendo, ho sentito un forte rumore, mi sono affacciato e ho visto il fiume che stava arrivando verso casa mia. Ho provato a salvare il mio cane, ma non ce l'ho fatta. Sono rimasto intrappolato in casa, sono riuscito a scappare dalla finestra e a salire al secondo piano". Lo ha detto a LaPresse Michele Baleani, residente a Pianello di Ostra, una delle zone maggiormente colpite dall'alluvione che ha messo in ginocchio le Marche. "Da lì vedevo il fiume sul mio paese, vedevo il fiume portarsi via la mia macchina", aggiunge Baleani, "ho perso tutto", "ora abito da mia mamma, non ho più niente".

Coldiretti: milioni di danni per agricoltura Marche

Ammontano a milioni di euro i danni provocati dal maltempo nelle campagne delle Marche. Oltre alle colture, sono state distrutte serre, impianti di irrigazione, attrezzature, trattori e altri mezzi agricoli e impianti di trasformazione alimentare. E' quanto emerge dal primo monitoraggio della Coldiretti dal quale si evidenzia anche che il maltempo ha lasciato i pozzi per l'acqua pieni di fango, inutilizzabili con le idrovore che non riescono a togliere la melma 

Alluvione nelle Marche, si indaga su allerta e manutenzione

Quella che si apre domani sarà una settimana importante per l'inchiesta aperta dalla procura di Ancona dopo l'alluvione di giovedì notte, che ha causato 11 morti, 50 feriti e 150 sfollati, mentre vanno avanti anche oggi le ricerche dei due dispersi: Mattia, un bimbo di 8 anni, e una donna di 56 anni, Brunella Chiu'. Il fascicolo è stato aperto già nella mattinata di venerdì, a poche ore dal disastro che ha colpito le aree di Senigallia (Ancona) e di Cantiano, nel centro-nord delle Marche. Per ora non ci sono indagati ma da domani la situazione potrebbe cambiare e ci potrebbero essere i primi indagati, sia pure come atto dovuto. Il procuratore aggiunto Valeria D'Agostino e la pm Valeria Cigliola hanno ipotizzato i reati di omicidio colposo plurimo e inondazione colposa, in attesa di ricevere altre informazioni utili anche da coloro che hanno partecipato direttamente alle operazioni di soccorso.

 

Per approfondire la notizia: Alluvione nelle Marche, si indaga su allerta e manutenzione

La Regione nel 2016, lavori sul Misa necessari (mai effettuati): “Solo così si mette in sicurezza fiume”

"Risulta evidente che siano necessari diversi interventi per potere mettere in sicurezza il fiume Misa in particolar modo all'interno dell'abitato di Senigallia e poco a monte dello stesso". E' quanto si legge nell' 'Assetto di progetto per la media e bassa valle del Misa', un documento della Regione Marche del 2016 dove si sosteneva chiaramente la necessità di effettuare i lavori che, invece, non sono stati fatti. Per  ridurre "il più possibile la portata di picco che attraversa il centro di Senigallia", si aggiungeva, bisogna intervenire mediante "laminazione e aumentare il più possibile la capacità di deflusso" in città".

Comune di Senigallia: mobilitati oltre 75 mezzi

Sono attualmente mobilitati su tutta l’area alluvionata di Senigallia oltre 75 mezzi (tra cui auto spurghi, spalatori, ruspe e molti altri) e tutte le risorse umane disponibili di Protezione civile, vigili del fuoco, Croce rossa, Forze di polizia, comune di Senigallia, a cui si aggiungono i numerosi volontari arrivati da tutta Italia. Sono già in arrivo almeno altri 30 mezzi, anche da fuori regione, oltre a squadre della Protezione civile da Umbria, Abruzzo, Campania, a cui si aggiungono sempre nuovi volontari". Lo scrive il comune di Senigallia in un post sulla sua pagina Facebook.

VIDEO - Senigallia, tutti al lavoro si spala ancora il fango

Allerta conclusa a Senigallia, ma c'è ancora molto lavoro da fare per ripulire strade , case e negozi dal fango che li ha invasi. Tra piazza Simoncelli e via Gherardi, si accatastano beni di vario tipo fuori dai locali e si spala per liberarli dal fango.

Papa: prego defunti e feriti, il Signore dia forza

Il Papa ha rivolto all'Angelus un pensiero alle Marche colpita dall'alluvione. "Prego per i defunti e per i loro familiari, per i feriti e per chi ha subito gravi danni. Il Signore dia forza a quella comunità", ha detto il Papa.

Angelus del Papa Rainews.it
Angelus del Papa

Circolare Abi, sospensione mutui per le aree colpite immediata

L'Abi "ha appena diffuso una circolare alle banche per dare immediata attuazione alla sospensione dei mutui per le popolazioni delle Marche colpite dal tragico evento calamitoso, come previsto dall'ordinanza della Protezione emanata. Nella circolare sono forniti tutti i riferimenti per una piena applicazione della sospensione dei mutui, così come riportato dall’art. 8 dell'ordinanza". Lo riporta una nota dell'Associazione bancaria italiana precisando che "proprio per assicurare tempestività degli interventi a favore delle popolazioni colpite da calamità naturali, l’Abi ha sottoscritto uno specifico Protocollo di intesa con la Protezione civile e le Associazioni dei consumatori".

Il papà di Mattia: "voglio credere che sia vivo'"

"Voglio credere che Mattia sia vivo, magari si è aggrappato a una pianta": a dirlo è Tiziano Luconi, il papà del bambino di 8 anni ancora tra i dispersi dell'alluvione che ha colpito le Marche. "In tre giorni ho dormito tre ore, sono distrutto, ma devo trovare Mattia", racconta al telefono il padre che intanto partecipa alle ricerche. "Mattia è il mio gnometto speciale, noi stiamo sempre insieme", racconta Tiziano che manda un "ringraziamento speciale a vigili del fuoco, forze di polizia e volontari".  "La forza per andare - conclude - me la dà solo la speranza e la voglia di credere con tutto me stesso che Mattia sia vivo".

Marche, 900 gli interventi dei vigili del fuoco

Novecento interventi sono stati compiuti dai 350 vigili del fuoco al lavoro da tre giorni nelle aree devastate dall'alluvione delle Marche. In particolare 250 stanno operando nel territorio colpito della provincia di Ancona e 100 in quella di Pesaro Urbino:  600 e 300 rispettivamente gli interventi compiuti. Squadre impegnate con gli escavatori per la rimozione di fango e detriti, mentre prosegue l'intervento per rimuovere alberi abbattuti e con le pompe idrovore per le operazioni di prosciugamento. 

Ancora senza esito ricerche 2 dispersi nel Senigalliese Vvf impegnati in tutte le Marche dopo vento e pioggia di ieri

Seconda notte di ricerche, ancora senza esito, degli ultimi due dispersi dopo l'alluvione del 15 settembre nel Senigalliese, in provincia di Ancona. I soccorritori hanno lavorato anche la scorsa notte alla luce delle fotoelettriche. Si cercano il piccolo Mattia, di 8 anni, e la 56enne Brunella Chiù, mentre è salito a 11 il numero delle vittime accertate. Ieri è stato recuperato e identificato il corpo di Michele Bomprezzi, 47 anni, fratello dell'ex sindaco di Arcevia. In mattinata era stata ripescata nel fiume Misa a Serrade' Conti la sua auto. Sempre ieri il direttore dell'Ufficio Scolastico regionale Marco Ugo Filisetti si è recato in visita al liceo Perticari di Senigallia, la scuola frequentata da un'altra delle vittime; la 17enne Noemi Bartolucci. Sono comunque ore di superlavoro per i vigili del fuoco in tutte le Marche, colpite ieri da un'ondata di maltempo, per altro prevista da un allerta meteo della Protezione civile regionale. Nel Maceratese sono crollati alcuni ponti e ci sono famiglie isolate nelle campagne. Nel Pesarese si contano i danni provocati da una tromba d'aria. Alberi schiantati dal vento si sono abbattuti sulle auto, fortunatamente senza conseguenze sulle persone, a Jesi (Ancona)  e Fano (Pesaro Urbino).

Più di 1000 gli operatori sul campo impegnati nella ricerca

Presidente Regione Marche Acquaroli, chiederemo a governo piano straordinario

"Siamo qui solo da 20 mesi. Stiamo portando avanti tanti progetti per il territorio. Ma servono tempo e risorse: per questo porteremo all’attenzione della Conferenza delle Regioni e del governo l’esigenza di un piano straordinario per la sicurezza del territorio". Così Francesco Acquaroli, presidente della Regione Marche, in un'intervista al Corriere della Sera. "Il cambiamento climatico è ora una durissima realtà", sottolinea e alle accuse rivolte dagli avversari al centrodestra di negare il problema risponde: "Chi lo dice? Come si fa a essere negazionisti su questo". 'È vero che avete tagliato i fondi alla manutenzione del fiume Misa?' "Mai. Ma chi potrebbe negare risorse a un’emergenza straordinaria come questa?", afferma aggiungendo poi che i lavori non sono stati fatti perché "Il Misa ha bisogno di un progetto complessivo che costa più di 100 milioni. Lo stiamo realizzando e lo potenzieremo. Come abbiamo fatto per la tutela del territorio: finanziando interventi per un ammontare superiore ai 5 anni precedenti". E rimarca: "Serve una programmazione straordinaria nazionale. È un problema che riguarda il Paese. Nelle Marche ci sono 12 fiumi, con valli strette e perpendicolari all’Appennino. La Regione non ha le risorse, la manutenzione non si fa con le idee".

A Barbara resta senza esito la ricerca dei dispersi

Un'altra notte senza esito nelle ricerche del piccolo Mattia di 8 anni e di Brunella Chiù, la56enne che era in auto con la figlia, che risultano ancora dispersi nell'alluvione che ha colpito le Marche. Le ricerche si concentrano nella zona di Contrada Coste, nel Comune di Barbara e si estendono a tutta l'area coinvolta dalla bomba d'acqua. Decine di squadre dei vigili del fuoco sono all'opera dalla serata di giovedì, sia nella ricerca dei dispersi che nel portare soccorso alla popolazione travolta dal fango. Da quanto si apprende, oggi, grazie alle favorevoli condizioni meteo -sulla zona di Senigallia splende il sole - ci potrebbe essere un cambio netto di strategia nel ricercare Mattia e Brunella: oltre che scandagliare il Nevola - affluente del fiume Misa - si potrebbe iniziare a rimuovere i grandi blocchi trasportati dalla piena.