Arrestato il boss mafioso Matteo Messina Denaro

Catturato dai carabinieri del Ros dopo 30 anni di latitanza
Arrestato il boss mafioso Matteo Messina Denaro
Rainews24
Conferenza stampa arresto Matteo Messina Denaro

Trovato covo Messina Denaro

I carabinieri del Ros e la procura di Palermo hanno individuato il covo del boss Matteo Messina Denaro, arrestato, ieri, alla clinica Maddalena di Palermo. E' a Campobello di Mazara, nel trapanese, paese del favoreggiatore Giovanni Luppino, finito in manette insieme al capomafia. Il nascondiglio, secondo quanto si apprende, è nel centro abitato. Le ricerche sono state coordinate dal procuratore aggiunto Paolo Guido. 

Il comandante dei Carabinieri: nessun mistero o segreto nella sua cattura

"Nell'ultimo mese avevamo capito che il cerchio si stava stringendo e sapevamo che ogni momento poteva essere quello buono. Negli ultimi giorni eravamo più consapevoli, ma la storia ci ha insegnato che nulla è scontato soprattutto quando si tratta di un capomafia". Il comandante generale dei Carabinieri, Teo Luzi, ha commentato così in un'intervista al Corriere della Sera gli eventi che hanno portato alla natura di Matteo Messina Denaro."Le nostre ricerche - ha aggiunto - si sono sempre concentrate in Sicilia, eravamo pienamente consapevoli di dover trovare un buco nella rete di protezione del capo. Ma è bene sapere che si tratta di una rete stretta e non facilmente penetrabile, dopo la cattura tutto sembra semplice. Avevamo un pool di investigatori dedicati esclusivamente a questa indagine e con un gioco di squadra - che evidentemente comprende la polizia di Stato e gli altri apparati di sicurezza - siamo riusciti ad afferrare il filo giusto. Il metodo del generale Carlo Alberto dalla Chiesa è quello tuttora applicato dai colleghi del Ros che prevede la perseveranza e soprattutto la scelta di utilizzare le tecniche investigative tradizionali. Vuol dire raccolta di tantissimi dati informativi dei reparti dei carabinieri, intercettazioni telefoniche e ambientali, verifiche sulle banche dati dello Stato, interrogatori"."Questa è una battaglia vinta - ha detto ancora il generale - non è certamente la fine della mafia. Noi continueremo la lotta contro Cosa Nostra perché il cerchio non è chiuso e anzi le indagini devono andare avanti nella consapevolezza che il nemico è tuttora forte e capace di infiltrarsi nelle istituzioni. Quando la mafia non spara non vuole dire che non sia attiva, anzi. La cattura di Messina Denaro ci dà nuovi stimoli ad andare avanti proprio seguendo il metodo applicato finora. C'è un'altra rete, quella degli affari e delle infiltrazioni, che va smantellata"."Non ci sono misteri, né segreti inconfessabili su questo arresto - ha concluso Luzi -. Abbiamo indagato per anni e anni e abbiamo lavorato per fargli terra bruciata intorno. Fino a questo risultato straordinario che deve essere dedicato a tutte le vittime di mafia".

La conferenza stampa per la cattura del latitante Matteo Messina Denaro

Perquisizioni e accertamenti nel trapanese

Il Colonnello Bottino, comandante provinciale a Trapani:"Avanti con approfondimenti e perquisizioni sul territorio"

"E' al regime speciale 41bis"

"E' stato proposto il regime speciale 41 bis fin da subito, non possiamo rivelare la casa circondariale". Lo dice il procuratore capo di Palermo Maurizio De Lucia

Il latitante aveva indosso un orologio da 30/35mila euro

Al momento dell'arresto il boss Matteo Messina Denaro indossava un orologio da 30-35 mila euro. Lo hanno rivelato gli inquirenti.

Procuratore De Lucia: "Averlo sottotratto al governo di Cosa Nostra è un contributo importante alla lotta"

Il Procuratore De Lucia: "Messina Denaro non era il capo unico di Cosa Nostra ma aveva una  notevole capacità di essere presente negli affari, nel suo ruolo di garanzia  fondamentale anche nei rapporti interni di Cosa Nostra, e averlo sottotratto al governo di Cosa Nostra è un contributo importante alla lotta"

Paolo Guido: "Fino a ieri era il capo domani vedremo"

Il pm Paolo Guido sul ruolo di Matteo Messina Denaro: ""Fino a ieri era il capo, da domani vedremo"

Vincenzo Agostino chiede verità per le vittime di Cosa Nostra

Vincenzo Agostino, papà dell'agente Nino ucciso con la moglie Ida il 5 agosto 1989, chiede “ verità” per le vittime. Il Procuratore De Lucia "Non posso assicurare la certezza della verità per tutti i reti di  mafia, ma il nostro sforzo è rivolto in questa direzione: faremo quel che stiamo  facendo e molto di più perché abbiamo un debito nei confronti dello Stato e delle  persone che sono cadute"

Condizioni compatibili con il carcere

Il Pm Paolo Guido: "Al momento, dalle indicazioni cliniche che ci vengono dalla struttura  che l'ha ospitato e operato, che l'ha avuto in cura fino a stamattina, le indicazioni  sono assolutamente compatibili con il carcere"

Angelosanto:" Abbiamo lavorato sulla patologia per restringere la cerchia"

Il Comandante Psquale Angelosanto: “Da tempo  eravamo a conoscenza della sua difficoltà di salute e individuando quale fosse la patologia ci siamo poi concentrati su pochi soggetti e poi su una sola che avesse bisogno di un certo tipo di cure. Il via è stato dato perchè stamattina abbiamo avuto contezza che stamattina quella persona aveva avuto accesso alla struttura sanitaria. Bisogna dire che dal controllo del documento del latitante non si riscontrano falsificazioni grossolane”

Pasquale Angelosanto: "Le indagini hanno seguito un doppio binario militare e patrimoniale"

"Le indagini hanno sempre seguito un doppio binario: la lotta all'apparato militare di Cosa Nostra e l'attacco al suo patrimonio, rendendone più difficile l'attività". Così il generale Pasquale Angelosanto, comandante del Ros dei Carabinieri,

"C'è stata un'accelerazione negli ultimi giorni"

Il Procuratore De Lucia: “ C'è stata un'accelerazione negli ultimi giorni. Per quanto riguarda la persona che l'accompagnava la provenienza è trapanese”

Il Procuratore De Lucia: "Senza le intercettazioni non si possono fare le indagini"

Il Procuratore De Lucia: "Senza le intercettazioni non si possono fare indagini e le indagini non portano da nessuna parte, questo deve essere chiaro. Anche in questa operazione le intercettazioni sono state fondamentali".

E ha affermato che Messina Denaro finora non parla.

Il Procuratore De Lucia:" Non abbiamo elementi su presunto coinvolgimento della clinica"

"Allo stato non abbiamo elementi su presunto coinvolgimento o complicità da parte della clinica, il latitante aveva fornito documenti falsi. Naturalmente gli accertamenti sono all'inizio". Lo dice il procuratore capo di Palermo Maurizio De Lucia

"Non abbiamo trovato un uomo distrutto"

Il procuratore aggiunto Paolo Guido: “Non abbiamo trovato un nuomo distrutto  ma in buone condizioni " 

Col. Arcidiacono: "Il latitante non ha opposto resistenza"

Il Colonnello Lucio Arcidiacono che ha coordinato tuttta la logistica dell'operazione spiega che il latitante è stato bloccato con il suo complice.

Il latitante non ha opposto resistenza. Ha sicuramente cercato una via di fuga ma la cinturazione dell'area era molto ampia

Il Comandante Angelosanto: "IL riscontro sull'identità solo questa mattina"

Il Comandante Angelosanto: “Questa mattina abbiamo avuto veramente il riscontro dell'identità del latitante. Durante le feste natalizie si è lavorato su questa ipotesi con la Procura”

Il Comandante dei Ros Angelosanto:"Il risultato grazie al lavoro di tanti carabinieri"

E' iniziata la conferenza stampa per la cattura del latitante Matteo Messina Denaro.

Il Comandante del ROS Angelosanto dopo i ringraziamenti al Procuratore Maurizio De Lucia e all'aggiunto Paolo Guido ripercorre l'ultima parte dell'indagine partendo dal monitoraggio dei dati sulla malattia del latitante e sui controlli che avrebbe dovuto effettuare.Ricorda che l'arresto è stata effettuata nella garanzia massima di chiunque fosse all'interno della struttura sanitaria.

Angelosanto:"Questo lavoro è il frutto del lavoro di tanti carabinieri grazie ad un lavoro incessante e continuo grazie anche all'impegno di tutte le forze di polizia che hanno contribuito ad avere un quadro sempre più chiaro per raggiungere l'obiettivo".

Il Generale dei Carabinieri Teo Luzi: "Il boss catturato grazie al metodo Dalla Chiesa"

"Matteo Messina Denaro è statocatturato grazie al metodo Dalla Chiesa, cioè la raccolta ditantissimi dati informativi dei tanti reparti dei carabinieri,sulla strada, attraverso intercettazioni telefoniche, banche dati dello Stato, delle regioni amministrative per portare all'arresto di questa mattina". Lo dice il comandante dei carabinieri Teo Luzi, arrivato a Palermo

Maurizio Costanzo sulla cattura di Messina Denaro: “L'ha coperto mezza Sicilia”

Ai microfoni di Fanpage.it Maurizio Costanzo, conduttore e giornalista,  commenta l'arresto del noto boss latitante dal 1994. "L'arresto di Matteo Messina  Denaro l'ho appreso dal telegiornale e sono saltato dalla poltrona, pensavo non sarebbe  mai potuto accadere. È la dimostrazione che il lavoro costante delle forze dell'ordine  può portare ad arrestare un ricercato numero uno come lui. Penso che l'abbia coperto  mezza Sicilia, adesso il 'divertimento' degli inquirenti sarà di andare a scovare tutti  quelli che lo hanno protetto in questi anni. Ho apprezzato l'intervento di Rita Dalla  Chiesa che è risultato fondamentale proprio oggi, nel giorno in cui Rai 1 manderà in  onda la fiction su suo padre interpretato da Sergio Castellitto (Il nostro generale,  ndr), è una bellissima coincidenza"

Matteo Messina Denaro indagato anche per l'omicidio del giudice Scopelliti

Il boss di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro, arrestato stamattina a Palermo, è indagato anche dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Il suo nome compariva, assieme a quello di alti 16 indagati tra boss e affiliati a cosche mafiose siciliane e calabresi, in un avviso di accertamenti tecnici non ripetibili notificato nel 2019 dal procuratore Giovanni Bombardieri e dall'aggiunto Giuseppe Lombardo e dal pm Stefano Musolino, nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio del sostituto procuratore generale della Corte di cassazione Antonino Scopelliti, ucciso il 9 agosto del 1991 in località "Piale" di Villa San Giovanni mentre faceva rientro a Campo Calabro. In passato, su quel delitto c'era stato un processo che si era concluso, nel 2000 in Corte d'Appello e nel 2004 in Cassazione, con l'assoluzione di numerosi boss siciliani tra cui Bernardo Provenzano, Nitto Santapaola, Giuseppe e Filippo Graviano.

Rosy Bindi: "Un successo storico nella lotta a Cosa Nostra"

"L'arresto di Matteo Messina Denaro èun successo storico nella lotta a Cosa Nostra, rafforzato dalla coincidenza con l'arresto trent'anni fa di Totò Riina. Ed è frutto di un incessante e raffinato lavoro investigativo della procura di Palermo, concluso oggi dagli uomini del Ros,coordinati dal Procuratore capo di Palermo, Maurizio de Lucia.Lo ha dichiarato Rosy Bindi, ex parlamentare del Partito Democratico." Un dato che ci deve interrogare sulla vasta e significativa rete di connivenze e sostegni nel mondo delle professioni, delle imprese, della pubblica amministrazione su cui Matteo Messina Denaro ha potuto contare, non solamente per potersi curare in questi ultimi mesi ma per esercitare nella sua lunga latitanza il controllo del territorio e gestire da superlatitante affari, ricchezze, relazioni".

Nando Dalla Chiesa: "Messina Denaro? Bravi Procuratore e Ros"

"Era nell'aria da tempo, non ci credevo, invece il bravo procuratore De Lucia e i Ros ce l'hanno fatta". Così il sociologo e scrittore Nando Dalla Chiesa, figlio del generale Carlo Alberto ucciso dalla mafia, plaude all'arresto del boss Matteo Messina Denaro in un'intervista al magazine Mow (mowmag.com).  Dalla Chiesa commenta anche le dichiarazioni del pentito Salvatore Baiardo, in un'intervista televisiva andata in onda due mesi fa su La7, circa una possibile 'trattativa' da parte del boss, gravemente malato, per consegnarsi: "Non lo so, qua ci avventuriamo in dietrologie. Sembra che lo Stato non possa mai vincere pulito. Mi rifiuterei di accettare una logica del genere. Può darsi, non è da escludere a priori, ma neanche metterlo subito sul tavolo dei ragionamenti. Forse Messina Denaro si è sentito 'stretto'."

Il presidente dell'Associazione dei Georgofili esprime grandissima soddisfazione per l'arresto di Messina Denaro

"La notizia dell'arresto di Matteo Messina Denaro, il latitante responsabile della 'vile barbarie' del 27 maggio 1993, è stata accolta con grandissima soddisfazione dai Georgofili, che da trent'anni attendevano di vedere assicurato alla giustizia chi ideò quel tragico attentato dinamitardo ad un simbolo della cultura nazionale, storicamente legato alla città di Firenze". Così, in una nota, il presidente dell'Accademia dei Georgofili, Massimo Vincenzini, appresa la notizia dell'arresto di Matteo Messina Denaro."In questo momento, il pensiero non può non andare immediatamente alle vittime innocenti cadute sotto le macerie della sede dell'Accademia e alle difficoltà che il nostro presidente onorario, professor Franco Scaramuzzi, dovette affrontare e superare per portare a termine la complessa opera di ricostruzione - aggiunge Vincenzini - Oggi, finalmente, possiamo rallegrarci dell'operazione che gli inquirenti e le forze dell'ordine hanno pervicacemente condotto e positivamente concluso: a tutti loro - conclude - un sincero ringraziamento da parte dell'Accademia dei Georgofili".

Il commento di Nino Di Matteo all'arresto di Matteo Messina Denaro

Nicola Di Matteo, fratello del piccolo Giuseppe sciolto nell'acido: "Gli auguro la stessa sofferenza di mio fratello"

"Siamo felici dell'arresto ma quello che ha fatto non si può perdonare. Ha fatto qualcosa di disumano". Lo dice a LaPresse Nicola Di Matteo, fratello di Giuseppe, il bambino di 12 anni sciolto nell'acido nel 1993 perché figlio del pentito Santino, in merito all'arresto di Matteo Messina Denaro. "Ho appreso che sta male. Non gli auguro la morte, ma gli auguro una lunga sofferenza, la stessa che ha fatto passare a mio fratello", aggiunge riferendosi alla salute del boss, arrestato mentre si sottoponeva alle cure per un cancro. "Speravamo in questa conclusione, c'è voluto del tempo ma lo Stato ha dimostrato di essere presente. Mia madre? È contenta della notizia, ma il dolore che ha dentro se lo porterà nel cuore tutta la vita. È gioia mista a dolore".

Don Luigi Ciotti: "Felici ma le mafie non sono solo capi"

"Abbiamo appena ricordato il trentesimo anniversario dell’arresto di Totò Riina, e oggi ci arriva la bella e confortante notizia dell’arresto, dopo trent’anni di latitanza, di Matteo Messina Denaro, una notizia di cui essere felici ed è giusto, anzi doveroso, il riconoscimento alle Forze di polizia e alla Procura, che per tanti anni, con sforzo e impegno incessanti, anche a costo di sacrifici, hanno inseguito il latitante". Lo dice in una nota don Luigi Ciotti, fondatore di Libera."Ciò che però un pò preoccupa è rivedere le stesse scene e reazioni di trent’anni fa: il clima di generale esultanza, l’unanime plauso dei politici, le congratulazioni e le dichiarazioni che parlano di “grande giorno”, di “vittoria della legalità” e via dicendo. Non vorrei si ripetessero pure gli errori commessi in seguito alla cattura di Riina, e di Provenzano. Le mafie non sono riducibili ai loro “capi”, non lo sono mai state e oggi lo sono ancora di meno, essendosi sviluppate in organizzazioni reticolari in grado di sopperire alla singola mancanza attraverso la forza del sistema. Sviluppo di cui proprio Matteo Messina Denaro è stato promotore e protagonista, traghettando Cosa Nostra dal modello militare e “stragista” di Riina a quello attuale, imprenditoriale e tecnologico capace di dominare attraverso la corruzione e il “cyber crime” riducendo al minimo l’uso delle armi".

Associazione Nazionale Costruttori Edilizia Palermo : “La notizia che tutti aspettavamo”

Il presidente di Ance Palermo Massimiliano Miconi sull'arresto di Matteo Messina Denaro dichiara: "L'arresto di Matteo Messina Denaro è la notizia che tutti aspettavamo, il modo migliore per dare inizio al nuovo anno. Un grande plauso va al lavoro infaticabile dei Carabinieri e della Procura che oggi hanno scritto una pagina memorabile per la nostra storia. A loro e al loro impegno va il nostro ringraziamento più sentito perché ci mostrano ogni giorno come la strada della legalità sia l'unica che abbia un senso percorrere"

Il commento del'ex Procuratore Antimafia, Pietro Grasso

Sequestrate tutte le cartelle cliniche del boss

I carabinieri hanno sequestrato tutte le cartelle cliniche relative al boss Matteo Messina Denaro alias Andrea Bonafede nella clinica "La Maddalena" a Palermo. Nelle cartelle, anche sotto forma di file, c'è tutto il percorso medico del paziente operato a Marsala prima per tumore al colon poi nella clinica palermitana per metastasi al fegato.

Capitano Ultimo: "Oggi è un giorno buono per tutti"

"Da Palermo a Fiume oggi è un giorno buono per tutti! La mafia non passa". Così in un tweet Sergio De Caprio, il capitano Ultimo - protagonista con i suoi Carabinieri della Crimor dell'arresto di Totò Riina nel 1993 - sulla cattura di Matteo Messina Denaro.

Capitan Ultimo: "Oggi è un giorno buono per tutti"

Arcivescovo Palermo: "Si chiude una pagina drammatica, pensiero va alle vittime"

"I trent'anni che Matteo Messina Denaro ha vissuto da fuggitivo sono gli stessi trent'anni che la città di  Palermo e i suoi cittadini hanno, invece, attraversato scegliendo la  via della libertà e della dignità, respingendo con tutte le forze le  logiche della violenza e della prevaricazione e abbracciando con  convinzione, come comunità, la logica di un nuovo civismo operoso e  condiviso". A dirlo è l'arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, aggiungendo: "Questo innanzitutto dobbiamo ricordare oggi,  nel giorno dell'arresto del boss, giorno che assumerà agli occhi della storia il valore simbolico della definitiva chiusura della più  drammatica e dolorosa pagina della vita recente di Palermo, ma che non deve farci trascurare lo sforzo collettivo che questa città ha già  fatto per allontanarsene radicalmente".

Claudio Fava,ex presidente della Commissione antimafia della Regione Sicilia: "E' stato protetto da circuiti di consenso e convenienza"

L'arresto di Matteo Messina Denaro è di "straordinaria importanza: non arriva per caso ma è il frutto di un lavoro investigativo che si è protratto negli anni, di un impegno che non nasce di recente e che ha riguardato non solo la Procura di Palermo ma altre Procure siciliane; non solo i Ros dei Carabinieri ma anche di altre forze di Polizia". Commenta così, ad Askanews, l'ex presidente della Commissione antimafia della Regione Sicilia Claudio Fava, che parla di un arresto che "non ci sorprende" perché "preparato con determinazione da molto tempo".

Berlusconi: "Lo Stato più forte, avanti per vittoria definitiva"

"Un altro importante passo nellalotta contro la criminalità organizzata! L'arresto di MatteoMessina Denaro, dopo 30 anni di latitanza e di ricerca senzasosta da parte delle forze dell'ordine, dimostra ancora unavolta che lo Stato è più forte e la mafia non vincerà.Congratulazioni a tutti coloro che sono stati coinvolti nelleoperazioni, alla magistratura e a chi ogni giorno, lontano dairiflettori, lavora per difenderci e assicurarci una giustiziagiusta. Con i nostri governi abbiamo dato nuovo impulso allalotta contro la criminalità organizzata, con regole piùefficaci: continueremo questa battaglia fino alla vittoriadefinitiva contro chi uccide e calpesta la dignità umana, controchi opprime intere aree del nostro a Mezzogiorno". Lo scrive suisocial il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

Associazione Nazionale funzionari polizia: "Questo arresto è un risultato straordinario"

"La cattura di Messina Denaro è un risultato di straordinaria importanza non solo per riaffermare la forza dello Stato e del diritto ma anche per gli importanti scenari investigativi che offre". A sottolinearlo è il segretario dell'Associazione nazionale funzionari di polizia, Enzo Marco Letizia. "Sappiamo per esperienza - continua Letizia - che la mafia ha sempre saputo sostituire in modo rapido ed efficiente i propri capi, proprio per questo sarà indispensabile capire quale situazione ha lasciato il boss catturato con una brillante operazione dai colleghi dell'Arma dei Carabinieri, cui vanno i nostri complimenti per quello che hanno fatto oggi ed ogni giorno a fianco di magistrati e poliziotti impegnati per la sicurezza del nostro Paese".

I Carabinieri ai palermitani: "La vostra gioia è la nostra gioia"

Carabinieri a palermitani: "La vostra gioia è la nostra"

"La vostra gioia si fonde con la nostra per continuare a costruire insieme una società libera dall'oppressione mafiosa. I vostri 'grazie ragazzi' gettano le basi per un futuro migliore e ripagano anni di impegno e duro lavoro". Così in un tweet l'Arma dei Carabinieri ha voluto ringraziare i cittadini palermitani che questa mattina hanno applaudito gli uomini e le donne del Ros, del Gis e dei comandi territoriali dopo l'arresto del boss Matteo Messina Denaro nella clinica La Maddalena.

Maurizio Landini, segretario della CGIL: "Grazie alla magistratura e alle forze dell'ordine”

"A nome della Cgil, voglio ringraziare la Magistratura e le forze dell'ordine, per il fondamentale lavoro svolto per la cattura di Matteo Messina Denaro, latitante da più trent'anni. Una professionalità, la loro, che andrebbe valorizzata a partire da un adeguato incremento degli organici". Lo afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, commentando l'arresto a Palermo del boss mafioso. "Anche in questo caso - aggiunge il leader della Cgil - è emerso quanto le intercettazioni siano uno strumento fondamentale per contrastare le organizzazioni criminali e tutte le gravi tipologie di reato, che quindi non deve essere depotenziato, come in passato è stato più volte proposto".

Il Procuratore di Roma Francesco Lo Voi: "Dopo questo arresto ci sarà un terremoto in Cosa Nostra"

Un terremoto per Cosa Nostra". Così il procuratore di Roma Francesco Lo Voi commenta l'arresto del superlatitante Matteo Messina Denaro. "Ribadito che non ci sonoelementi per dire che fosse il capo, Cosa Nostra resta priva di un importantissimo punto di riferimento non solo a Trapani ed Agrigento ma anche a Palermo". Per il magistrato, che in passato ha dato la caccia al boss come procuratore di Palermo e prima ancora da sostituto, dopo il blitz di oggi "ci sarà un'esigenza di riorganizzazione, un momento di sbandamento che la magistratura dovrà sfruttare", aggiunge

La premier Meloni: "Oggi è una giornata storica"

Meloni al comandante del Ros: "Un lavoro straordinario”

"Le mie congratulazioni, davvero complimenti a lei e ai suoi uomini per questo lavoro straordinario". Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in Procura a Palermo, rivolgendosi al comandante del Reparto Operativo Speciale dei carabinieri, Pasquale Angelosanto. "Una grande giornata", il commento del premier dopo aver rivolto i suoi complimenti anche ai vertici regionali dei carabinieri, del gruppo Intervento Speciale e del reparto Anti Crimine. Al Palazzo di Giustizia Meloni è stata accolta dal procuratore di Palermo Maurizio De Lucia. Anche al capo della Procura i complimenti del premier.

Mario Mori: "Ora Cosa Nostra non esiste più"

E' un momento di estrema soddisfazione. Si conclude un ciclo che era cominciato con l'arresto di Totò Riina e che adesso, con l'arresto di Messina Denaro rappresenta una cesura tra la Mafia operativa, quella di Cosa Nostra, e un altro tipo di mafia". Lo dice a LaPresse il generale Mario Mori, comandante del Ros quando venne arrestato il boss Totò Riina ed ex direttore del Sisde. "La Mafia di Cosa Nostra, quella operativa, strutturata, fatta da famiglie, commissioni provinciali e regionali, cioè sotto una struttura di comando, non esiste più. L'ultimo epigono, anche se forse non era più in grado di gestire nulla, era appunto Messina Denaro. Adesso - spiega Mori - c'è il 'sentire mafioso', la cultura mafiosa che rimane chiaramente in piedi e questa deve essere combattuta. Ma per combattere questo 'sentire mafioso' occorre anche che la politica, la cultura, l'informazione, il mondo del lavoro contribuiscano a far sì che in quell'area, in quella regione dove ha potuto prosperare, venga meno".

L’avvocato della famiglia Di Matteo: Messina Denaro: “sarà giudicato dalla giustizia divina e da quella umana”

"Nulla potrà restituire in vita Giuseppe o compensare in qualunque modo la sua scomparsa ma di certo tutti coloro che hanno preso parte a questo efferato delitto, oltre a doverne rispondere davanti alla giustizia divina, ora dovranno farlo anche davanti a quella umana". Lo dice, dopo la cattura di Messina Denaro, l'avvocato Monica Genovese, legale della famiglia del piccolo Giuseppe Di Matteo, il bambino figlio di un pentito sciolto nell'acido. "Uno straordinario successo della procura di Palermo, ennesima tappa del percorso per assicurare alla giustizia tutti coloro che hanno avuto un ruolo nel più grave delitto della mafia"

Meloni arriva a Palermo e omaggia le vittime della strage di Capaci

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano hanno osservato un minuto di raccoglimento davanti alla stele di Capaci che ricorda le vittime della strage nella quale persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Meloni e Mantovano sono giunti a Palermo in seguito all'arresto del boss Matteo Messina Denaro

Giuseppe Antoci Presidente Onorario della Fondazione Caponnetto : "Oggi il sole splende più forte"

"Un grande risultato una grande vittoria dello Stato complimenti ai Carabinieri del Ros e al suo comandante Generale Pasquale Angelosanto, complimenti al procuratore De Lucia e a tutta la Procura distrettuale antimafia di Palermo, oggi il sole splende più forte e più caldo. Evviva". Così in una nota Giuseppe Antoci Presidente Onorario della Fondazione Caponnetto ex Presidente del Parco dei Nebrodi sfuggito a un agguato mafioso nel 2016 grazie all'intervento armato degli uomini della sua scorta commentando l'arresto di Matteo Messina Denaro

Il Sindaco di Trapani: " Un arresto che è un punto di svolta nella lotta alla mafia"

"L'arresto dell'ormai ex super  latitante Matteo Messina Denaro rappresenta, seppur dopo una lunga e  inquietante latitanza, un punto di svolta importantissimo nella lotta  alla mafia trapanese ma di valenza nazionale e oltre". Lo dice il  sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, che aggiunge: "Dall'impunità  delle stragi di vittime innocenti al traffico di droga, l'operazione  messa in campo dalle forze dell'ordine consente finalmente di  assicurare alla giustizia uno dei boss mafiosi più ricercati al mondo. Continuiamo, dunque, con rinnovata fiducia nel quotidiano impegno  civile di contrasto alle mafie, alla criminalità e al malaffare,  promuovendo legalità e sviluppo, guardando a fronte alta il futuro  anche in favore dei nostri giovani. Oggi è una bellissima giornata".

Meloni a Palermo incontra magistrati

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata negli uffici della Procura di Palermo dove incontrerà il capo deal Dda, Maurizio De Lucia, e l'aggiunto, Paolo Guido, che hanno coordinato l'indagine sfociata nell'arresto di Matteo Messina Denaro. Il corteo di auto della premier ha fatto il suo ingresso al Palazzo di Giustizia da una entrata laterale.

Le dichiarazioni del Ministro Piantedosi sull'arresto di Matteo Messina Denaro (video)

LA NOTIZIA DELL'ARRESTO DI MESSINA DENARO ARRIVA FINO IN MALESIA

"È considerato il padrino  supremo di Cosa Nostra: i Carabinieri  hanno arrestato Matteo Messina Denaro". Così lo Spiegel dando ampio spazio alla  cattura del boss Messina Denaro. Sulla  stampa francese, Le Monde parla del  "mafioso più ricercato d'Italia arrestato dopo 30 anni". Ampia copertura  anche sui quotidiani statunitensi. Il  Washington Post mette in risalto  l'arresto avvenuto nella clinica  palermitana. Il New York Times usa  l'etichetta di "most wanted",  richiamando alla memoria la sua condanna  in contumacia per le stragi del 1992.

La CNN ha parlato della cattura "dell'uomo più ricercato d'Italia", così come la BBC lo ha definito "il boss mafioso italiano più ricercato". Il Time ha ricordato come l'arresto sia avvenuto un giorno dopo il trentesimo anniversario dell'arresto di Totò Riina. L'Independent ha pubblicato il video di Pasquale Angelosanto, comandante del Ros dei Carabinieri, con l'annuncio della cattura. Spazio allo storico arresto anche su Irish Times su WalesOnline. "La polizia italiana arresta il boss mafioso più ricercato", ha scritto il Gulf Times. La notizia è arrivata fino in Malesia, dove anche il Malay Mail ha ricordato il suo ruolo di mandante nelle stragi di Capaci e Via D'Amelio.

Anm sull'arresto di Messina Denaro: "Una riaffermazione dei valori e forza dello Stato di diritto"

"L'arresto di Matteo Messina Denaro, capo mafia latitante da trent'anni, costituisce un momento straordinariamente importante di riaffermazione dei valori e della forza dello Stato di diritto". A sottolinearlo è  l'Anm. "Ai magistrati, all'Arma dei Carabinieri e a tutte le forze di polizia, come agli altri apparati dello Stato che hanno concorso a questo risultato, va il plauso e il ringraziamento anche dell'Associazione nazionale magistrati - si legge in una nota - E ciò nella consapevolezza che il successo di una così complessa operazione è dovuto all'alta professionalità di donne e uomini che in magistratura come negli altri Corpi dello Stato agiscono quotidianamente tra tante difficoltà, per carenze di risorse umane e materiali, a cui sopperiscono con encomiabile dedizione e spirito di sacrificio".

Nordio: "Si chiude una stagione drammatica Repubblica"

“Oggi con l'arresto di Matteo Messina Denaro si chiude davvero una delle più drammatiche stagioni della storia della Repubblica. Con la cattura dell'ultimo super latitante, si rinnova altresì l'impegno quotidiano nella lotta ad ogni mafia e ad ogni forma di criminalità”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. "Ho voluto subito congratularmi al telefono con il Procuratore di Palermo, Maurizio de Lucia, con il Comandante dei carabinieri Gen. Teo Luzi e con il collega Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi per questo risultato che è il compimento del lungo e prezioso impegno di tanti magistrati e tanti agenti delle forze dell'ordine: con loro è proseguito il lavoro di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e di tutti i servitori dello Stato, che hanno pagato anche con la vita la difesa dei valori democratici".

Il Boss ai carabinieri: "Sono io". Preso anche l'autista

"Sono Matteo Messina Denaro. L'ho detto, sono Matteo Messina denaro". Così il boss latitante da 30 anni ha risposto ai carabinieri che lo hanno identificato e arrestato alla clinica La Maddalena. Il boss - secondo quanto si apprende - avrebbe anche tentato di scappare ma poi si è arreso. Assieme al boss è stato arrestato il suo autista, Giovanni Luppino. Il boss aveva un documento di identità falso.

Iervolino (Radicali): inquietante che ci siano voluti 30 anni

"Un enorme grazie alle forze dell'ordine che hanno arrestato il boss Matteo Messina Denaro. Inquietante che ci siano voluti 30 anni. Questo dimostra come lo Stato non controlli una parte del territorio nazionale, soprattutto - ma non solo - al Sud Italia e come continui in parte la collaborazione tra la criminalità organizzata e la politica". Così in una nota Massimiliano Iervolino, segretario di Radicali Italiani.

La notizia dell'arresto fa il giro del mondo

Fa il giro del mondo come breaking news l'arresto di Matteo Messina Denaro. Dal Guardian alla Bbc, dalla Cnn, dal Pais a Le Monde, passando per al Jazeera, i siti internazionali ne danno ampio risalto ed in molti casi le dedicano l'apertura. Tutti sottolineano che Messina Denaro era "il boss mafioso più ricercato d'Italia e che è stato arrestato dopo 30 anni di latitanza".

Applausi e abbracci tra i Carabinieri per l'arresto di Messina Denaro (video)

Gli ultimi attimi della cattura di Messina Denaro

La certezza è arrivata tre giorni fa. I magistrati, che da tempo seguivano la pista, hanno dato il via libera per il blitz, I carabinieri del Gis erano già alla clinica Maddalena dove, da un anno, Messina Denaro si sottoponeva alla chemioterapia. Il boss, che aveva in programma dopo l'accettazione fatta con un documento falso, prelievi, la visita e la cura, era all'ingresso. La clinica intanto è stata circondata dai militari col volto coperto davanti a decine di pazienti. Un carabiniere si è avvicinato al padrino e gli ha chiesto come si chiamasse. "Mi chiamo Matteo Messina Denaro", ha risposto.

Denaro da tempo era affetto da gravi problemi di salute

L' arresto di Matteo Messina Denaro in una clinica oncologica è coerente con risultati investigativi, anche molto datati che lo indicavano affetto da serie patologie.

Tracce del boss superlatitante risalenti al gennaio del 1994,  lo collocavano infatti in Spagna, a Barcellona, dove si sarebbe sottoposto, presso una nota clinica oftalmica, ad un intervento chirurgico alla retina. Ma non solo: avrebbe accusato - sempre secondo risultanze investigative di alcuni anni fa -  una insufficienza renale cronica, per la quale avrebbe dovuto ricorrere a dialisi. Una importante conferma sulle patologie accusate dal superlatitante giunse nel novembre scorso dal pentito Salvatore Baiardo, che all'inizio degli anni '90 gestì la latitanza dei fratelli Graviano a Milano. In un'intervista televisiva, su La7 a Massimo Giletti il pentito rivelò che Messina Denaro era gravemente malato e che  proprio per questo meditava di costituirsi.

Pm: "Questo è il risultato di anni di indagini"

"Questo è il risultato di anni di indagini di questo ufficio e delle forze di polizia che hanno prosciugato la rete dei favoreggiatori del boss Messina Denaro". Lo ha detto il procuratore aggiunto Paolo Guido che, insieme al procuratore Maurizio de Lucia, ha coordinato l'indagine per la cattura del capomafia di Castelvetrano. "Questo - ha aggiunto Guido - è anche il frutto di un difficile e complesso lavoro di coordinamento tra le forze di polizia che in questo momento devono essere tutte ringraziate".

Messina Denaro era stato operato un anno fa

Il boss Messina Denaro un anno fa era stato operato alla clinica Maddalena e da allora stava facendo delle terapie in day hospital nella clinica privata, una delle più note di Palermo.

Le immagini dell'arresto di Messina Denaro (video)

Procuratore Palermo: "La cattura un debito verso i martiri della Repubblica"

"Come sempre in questi casi è un lavoro di squadra portato a termine dal Ros dei carabinieri in maniera eccezionale, ma che viene da lontano perché è un lavoro sostanzialmente congiunto nella ricerca del latitante tanto da parte della Polizia di Stato, che ha chiuso alcuni spazi, quanto dei carabinieri che poi hanno portato a termine l'operazione di stamattina". Così il procuratore di Palermo, Maurizio De Lucia, che ha coordinato con il procuratore aggiunto Paolo Guido l'operazione che ha portato all'arresto dell'ex primula rossa, su Rai Radio1 all'interno dello Speciale "Che giorno è". "Per noi è una cosa di estrema importanza - ha aggiunto -. Per la Repubblica che ha dei doveri da adempiere nei confronti dei suoi martiri la cattura di Matteo Messina Denaro ha un'importanza storica perché era l'unico stragista rimasto in libertà, un debito che abbiamo cercato di onorare e ci siamo riusciti".

Fratoianni: "Ora costituire una commissione antimafia"

"Una bella giornata per i siciliani e gli italiani onesti. Grazie alle forze dell'ordine e alla magistratura che non si sono mai rassegnati nel continuare a combattere la mafia". Lo scrive su Twitter il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni parlamentare dell'Alleanza Verdi Sinistra. "Ora tocca alla politica - prosegue il leader di SI - fare il proprio mestiere: recidere fino in fondo i rapporti opachi fra criminalità organizzata e mondo degli affari, ed esigere istituzioni trasparenti. E il Parlamento costituisca subito la commissione antimafia. La lotta alla mafia continua".

La cattura di uno dei fiancheggiatori di Messina Denaro (video)

Meloni oggi a Palermo, incontra pm e carabinieri del Ros

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a quanto si apprende, questa mattina sarà a Palermo. Incontrerà il procuratore distrettuale di Palermo, Maurizio de Lucia, i magistrati che hanno coordinato le indagini e i carabinieri del Ros che hanno eseguito l'arresto del boss della mafia.

Messina Denaro portato all'aeroporto Boccadifalco

Il boss Matteo Messina Denaro è stato trasferito dalla caserma San Lorenzo ed è diretto all'aeroporto di Boccadifalco per essere portato in una struttura carceraria di massima sicurezza. La stessa cosa accadde al boss Totò Riina, arrestato il 15 gennaio di 30 anni fa.

Alle 17:00 la conferenza stampa di pm e Ros

I particolari sull'arresto del boss Matteo Messina Denaro verranno forniti in una conferenza stampa della Procura di Palermo e del Ros dell'Arma nella caserma della Legione dei carabinieri di Palermo.

Il blitz del Ros nella clinica privata (video)

Messina Denaro ricoverato con il falso nome di "Andrea Bonafede"

Matteo Messina Denaro aveva il nome di Andrea Bonafede, nato il 23 ottobre 1963 e stamattina aveva l'appuntamento per il ciclo di chemioterapia. Lo si è appreso in ambienti sanitari della clinica Maddalena di Palermo dove era in cura per un tumore. Nella scheda di accettazione della clinica è scritto "Prestazioni multiple - infusione di sostanze chemioterapiche per tumore".

Durante il blitz clinica circondata da decine di carabinieri

Che ci fosse qualcosa di anomalo oggi in clinica i pazienti in fila per entrare l'hanno capito vedendo decine di carabinieri del Ros a volto coperto che presidiavano la struttura. Nessuno, per ore, è potuto entrare. Solo in mattinata si è scoperto che era in corso un blitz per la cattura del boss mafioso.

Cappello, occhiali scuri e ingrassato, così Denaro all'arresto

Cappellino, cappotto di montone da uomo e occhiali da vista scuri. È così che si presentava Matteo Messina Denaro al momento dell'arresto. Lo riporta l'Ansa. L'uomo, visibilmente ingrassato rispetto alle ultime foto conosciute su di lui che risalgono a diversi anni fa, tenuto sotto braccio dai carabinieri ha attraversato a piedi in manette per alcune centinaia di metri il viale della clinica dopo l'arresto arrivando in strada, prima di essere portato via su un mezzo dei carabinieri del Ros.

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Il medico della clinica: era in cura da almeno un anno

Matteo Messina Denaro era in cura alla Maddalena da un paio d'anni "o almeno uno", dice all'agenzia Agi un medico della clinica Maddalena che preferisce restare anonimo, per un tumore in zona addominale. Nella struttura sanitaria era andato per fare un tampone anti Covid, dovendo essere ricoverato in day hospital.

Piantedosi: "Grandissima soddisfazione" per l'arresto

"Grandissima soddisfazione per un risultato storico nella lotta alla mafia". Così il ministro dell'interno Matteo Piantedosi appena appresa la notizia. "Complimenti - ha aggiunto - alla Procura della Repubblica di Palermo e all'Arma dei Carabinieri che hanno assicurato alla giustizia un pericolosissimo latitante. Una giornata straordinaria per lo Stato e per tutti coloro che da sempre combattono contro le mafie".

I pazienti della clinica al Ros: "Bravi!"

"Bravi, bravi!". Urla di incoraggiamento e applausi nei confronti dei carabinieri del Ros, da parte di decine di pazienti e loro familiari, hanno accompagnato l'arresto del superlatitante Matteo Messina Denaro avvenuto questa mattina nella clinica privata "La Maddalena" di Palermo. Il boss sta per essere trasferito dai carabinieri in una caserma.

Cracolici: ora colpire i fiancheggiatori di Messina Denaro

"Matteo Messina Denaro finisce qui la sua storia criminale, adesso la Sicilia è più libera. Congratulazioni ai carabinieri del Ros, alla Procura di Palermo che ha diretto l'operazione ed agli apparati dello Stato che hanno permesso questo straordinario successo. Adesso si colpisca la rete dei fiancheggiatori che lo ha protetto nella sua lunghissima latitanza". Lo dice Antonello Cracolici presidente della commissione regionale Antimafia dopo l'arresto del boss.

Metsola: il mondo è un po' più sicuro oggi

"Il mondo è un po' più sicuro oggi". Lo ha scritto in un tweet la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, condividendo il tweet del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sull'arresto del boss della mafia, Matteo Messina Denaro.

Comandante del Ros: "Non si è opposto all'arresto"

Denaro trasferito in una località segreta

Dopo il blitz nella clinica a Palermo, l'ormai ex superlatitante Matteo Messina Denaro è stato trasferito in una località segreta. Denaro, a quanto si apprende da fonti investigative, faceva periodicamente controlli in quella struttura, che la scorsa notte durante il blitz del Ros era stata messa in sicurezza con diverse decine di uomini per tutelare tutti gli altri pazienti. Quando è stato arrestato, Messina Denaro non era allettato ma si stava facendo i controlli.

Casini: "È un bel giorno per lo Stato"

Letta: "La mafia alla fine perde sempre"

"Complimenti alle forze dell'ordine e alla magistratura e a tutti coloro che hanno reso possibile la cattura di Matteo Messina Denaro. La mafia alla fine perde sempre. Un messaggio fondamentale di questo storico 16 gennaio". È il commento di Enrico Letta.

Tajani: "Lo stato vince"

Meloni: "Una grande vittoria dello Stato"

"Una grande vittoria dello Stato che dimostra di non arrendersi di fronte alla mafia". Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, commenta la notizia dell'arresto di Matteo Messina Denaro. "All'indomani dell'anniversario dell'arresto di Totò Riina, un altro capo della criminalità organizzata viene assicurato alla giustizia. I miei più vivi ringraziamenti, assieme a quelli di tutto il governo, vanno alle forze di polizia, e in particolare al Ros dei Carabinieri, alla Procura nazionale antimafia e alla Procura di Palermo per la cattura dell'esponente più significativo della criminalità mafiosa. Il governo - prosegue il presidente Meloni - assicura che la lotta alla criminalità mafiosa proseguirà senza tregua, come dimostra il fatto che il primo provvedimento di questo esecutivo - la difesa del carcere ostativo - ha riguardato proprio questa materia".

Salvini: le istituzioni non mollano, grazie agli uomini dello Stato

"Dopo trent'anni di latitanza è finito in manette il superboss Matteo Messina Denaro. È con profonda emozione che ringrazio le donne e gli uomini dello Stato che non hanno mai mollato, confermando la regola che prima o poi anche i più grandi criminali in fuga vengono braccati e assicurati alla giustizia. È una bella giornata per l'Italia e che serve da ammonimento per i mafiosi: le istituzioni e inostri eroi in divisa non mollano mai". Lo dice il Vicepremier e Ministro Matteo Salvini commentando l'arresto del superlatitante.

Crosetto: "grazie ai ros e ai magistrati"

"Arrestato Matteo Messina Denaro! Complimenti alle forze dell'ordine, alla magistratura, alle migliaia di persone che ogni giorno, in silenzio, lavorano per difendere la giustizia. Grazie ai ROS ed ai magistrati per il loro lavoro!". Così su Twitter il ministro della Difesa Guido Crosetto.

L'arresto a 30 anni esatti dalla cattura di Riina

L'arresto di Matteo Messina Denaro è avvenuto a 30 anni esatti da quello di Totò Riina, che fu catturato il 15 gennaio del 1993, sempre a Palermo. Quel giorno si era appena insediato a capo della Procura di Palermo Giancarlo Caselli, e la notizia arrivò proprio mentre il magistrato stava incontrando i giornalisti a Palazzo di giustizia per un saluto.

Messina Denaro era in clinica privata per terapie

Secondo quanto si apprende, Matteo Messina Denaro sarebbe stato arrestato all'interno della clinica privata La Maddalena di Palermo. Il boss mafioso si era recato nella clinica privata dove è stato arrestato "per sottoporsi a terapie". Lo dice il comandante del Ros dei carabinieri Pasquale Angelosanto dopo l'arresto.

La notizia dell'arresto

Il boss mafioso Matteo Messina Denaro è stato arrestato dai carabinieri del Ros, dopo 30 anni di latitanza. L'inchiesta che ha portato alla cattura del capomafia di Castelvetrano (Tp) è stata coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dal procuratore aggiunto Paolo Guido. È quanto apprende l'Ansa da fonti qualificate.