Il tragico naufragio di Crotone

La strage dei migranti, fermati quattro scafisti. Piantedosi: "La disperazione non giustifica"

Le vittime sono 63: tra loro, 15 minori e 21 donne. Le persone salvate sono 81, ancora decine di dispersi: le ricerche andate avanti tutta la notte. I sommozzatori recuperano zaini e vestiti. Un uomo ha perso moglie e tre figli sotto i 12 anni
La strage dei migranti, fermati quattro scafisti. Piantedosi: "La disperazione non giustifica"
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Naufragio barcone migranti a Cutro nel crotonese con morti e dispersi

Il racconto dei superstiti: "Il motore ha cominciato a fare fumo e gli scafisti sono scappati"

“Circa 4 ore prima dell'urto della barca, è sceso nella stiva uno dei due pakistani e ci ha detto che dopo tre ore saremmo arrivati a destinazione. Lui si è ripresentato un'ora prima dello schianto, dicendoci di prendere i bagagli e prepararci a scendere che eravamo quasi arrivati. All'improvviso, il motore ha iniziato a fare fumo, c'era tanto fumo e puzza di olio bruciato” racconta agli inquirenti uno dei sopravvissuti al naufragio. “Ho visto che il siriano e due turchi  hanno gonfiato un gommone e sono scappati”.

Procura di Crotone, dagli scafisti chiesti 8mila euro a passeggero

I quattro presunti scafisti, che avrebbero condotto il barcone dalla Turchia all'Italia nonostante le condizioni proibitive del mare, approdando sulle coste calabre e causando il naufragio di Steccato di Cutro, sono stati individuati dalla Squadra Mobile di Crotone e dai Carabinieri, comunica la Procura di Crotone in una nota.

Secondo i primi accertamenti, avrebbero richiesto ai migranti per il viaggio circa 8mila euro ciascuno, rende noto la Procura di Crotone.

La Russa: "Impegno contro i trafficanti"

Il naufragio dei migranti a largo delle coste calabresi, “credo debba impegnare tutti, nessuno escluso, a trovare i modi per non lasciare che i trafficanti di vite umane abbiano la meglio”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a margine di un evento a Palazzo Lombardia, a Milano.

Lucano: "Dall'Europa solo muri e fili spinati"

“L'Occidente, con le sue politiche, obbliga migliaia di esseri umani ad avere come unica soluzione quella di intraprendere viaggi della speranza che poi sono viaggi della tragedia. Sono tragedie fisiologiche in un'Europa che alza muri e fili spinati e poi fa a scaricabarile sulle responsabilità”. Lo ha detto l'ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano, antesignano dell'accoglienza ai migranti, parlando con i giornalisti a Crotone a margine della fiaccolata in memoria delle vittime.

Calenda: "Piantedosi agghiacciante"

“Il ministro Piantedosi dice delle cose che sono agghiaccianti. Non fa il burocrate, è un ministro della Repubblica italiana e rappresenta tutti gli italiani. Il suo modo di fare davanti al dramma è insopportabile: si esprime con un linguaggio inumano e il tono con cui parla è inaccettabile da un punto di vista etico, morale e umano”.

Darmanin riceve Piantedosi: "Controllare i flussi"

“È essenziale che le discussioni europee si accelerino affinché i flussi migratori siano controllati meglio”: è il contenuto di un tweet del ministro dell'Interno francese, Gérald Darmanin, dopo l'incontro di oggi a Parigi con l'omologo italiano, Matteo Piantedosi.   Rendendo conto del bilaterale di oggi, Darmanin aggiunge che “il dramma avvenuto domenica al largo dell'Italia sottolinea l'urgenza” di una soluzione.

Piantedosi: "Vergognoso strumentalizzare"

“Credo che tragedie come queste impongano un grande rispetto nei confronti delle vittime, una postura e scelte verbali adeguate da parte di chiunque, da parte soprattutto di chi ha incarichi di governo a partire dal sottoscritto. Però trovo vergognoso che esista un livello così alto di strumentalizzazione di tragedie così grandi, per mettere in discussione quelli che sono poi dei principi di cui si potrebbe poter discutere liberamente” dice il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, commentando da Parigi le polemiche seguite alle sue parole sul terribile naufragio di domenica.

Domani la camera ardente nel palazzetto dello sport di Crotone

Domani, martedì, sarà allestita nel palasport di Crotone la camera ardente delle vittime del naufragio. Ne dà notizia la Prefettura.

Piantedosi: "Verso missioni congiunte con la Francia"

Con il ministro dell'Interno francese, Gérald Darmanin, “abbiamo condiviso propositi e progetti di lavoro congiunto molto interessanti, molto importanti. Addirittura, fino a immaginare - ed è un proposito che riteniamo di poter attuare entro il mese di marzo - di poter anche svolgere missioni congiunte, io e il mio collega francese Darmanin, in Paesi che sono di fondamentale importanza come Tunisia e Libia”: lo annuncia il ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, rispondendo ai cronisti all'ambasciata d'Italia a Parigi, dopo l'incontro con il suo omologo francese. “Questo proprio per dare anche la visibilità di un'azione e quindi di posizioni comuni: noi come Italia e Francia ma nel caso condividendo questa progettualità anche con altre componenti importanti nel contesto europeo”.

Tajani: "Ingiusto incolpare il governo, impegnati nei soccorsi"

“Inutile dare la colpa al governo, alla Guardia di finanza e alla Guardia costiera. Inutile ribaltare le responsabilità, la responsabilità è del criminale” che traffica in esseri umani. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg4 dopo il naufragio di Cutro. Tajani ha difeso anche il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi: “Ha dato sempre disposizione di salvare le vite in mare” mentre Guardia costiera e Guardia di finanza hanno “salvato migliaia di vite” in mare, quindi gli attacchi sono “ingiusti”.

Meloni scrive alla Ue: agire immediatamente

"L'unico modo per affrontare seriamente con umanità questa materia è fermare le partenze e su questo sì serve un'Europa che oltre a dichiarare la sua disponibilità agisca e in fretta ed è la ragione per la quale oggi stesso ho inviato una lettera al Consiglio europeo e alla commissione europea per chiedere che venga immediatamente reso concreto quello che abbiamo discusso all'ultimo consiglio europeo". Così la premier Giorgia Meloni a "Cinque minuti" di Bruno Vespa in onda questa sera parlando del naufragio dei migranti a Crotone.

Save The Children: "Uno su 50 dal 2019 disperso o morto"

Dal 2019 un migrante o rifugiato su 50 morto o disperso nel tentativo di raggiungere l'Europa in assenza di vie legali e sicure. Più di 8.000 persone su circa mezzo milione sono morte o rimaste disperse sulle rotte del Mediterraneo verso l'Europa, e tra coloro che sono arrivati in Europa, il 20% era costituito da bambini”. Lo afferma Save The Children, aggiungendo che in Italia “il decreto in materia di gestione dei flussi migratori, convertito in legge qualche giorno fa al Senato, limita ulteriormente le capacità di ricerca e soccorso nel Mediterraneo; la linea restrittiva adottata dall'UE e dagli Stati membri rispetto agli ingressi dei migranti, uomini, donne, famiglie e bambini, li espone continuamente al rischio di perdere la vita solo perché cercano protezione o un futuro, come è purtroppo successo ieri di fronte alle coste italiane”.

Salgono a quattro gli scafisti fermati

Gli agenti della Squadra mobile di Crotone hanno fermato tre persone con l'accusa di essere gli scafisti del barcone di migranti naufragato all'alba di ieri sulle coste del crotonese. I tre uomini erano stati portati al Centro per richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto insieme ai sopravvissuti del naufragio.

Le indagini della Polizia, che hanno sentito le testimonianze di alcuni migranti a bordo del barcone, hanno permesso di individuarli. Un altro scafista, di nazionalità turca, era già stato fermato ieri e si trova attualmente ricoverato all'ospedale civile di Crotone perchè colpito dal Covid.

Recuperato un altro corpo, è di un'adolescente di circa 14 anni

Il corpo di un'adolescente è stato appena recuperato dai sommozzatori dei Vigili del fuoco nelle acque di Steccato di Cutro. Dopo la segnalazione dell'avvistamento, i sub sono subito intervenuti, a poche centinaia di metri dal luogo del naufragio di domenica mattina. I vigili, dopo alcuni minuti di osservazione, hanno notato il corpo e sono riusciti a portarlo a riva. Il cadavere della giovane, di circa 14 anni, con capelli neri e ricci, è stato quindi adagiato su un telo bianco e trasportato via con un mezzo della Capitaneria di porto. Con quest'ultimo ritrovamento salgono a 63 le vittime accertate del naufragio.

Sos Méditerrané: la rotta del Mediterraneo è tra le più mortali

"Qual è la rotta più rischiosa? Nella misura in cui le rotte sono mortali, ogni rotta è difficile e quella del Mediterraneo è tra le più mortali". Lo ha detto Stefano Bertoldi di Sos Mediterranee, a margine di un incontro all'università di Parma.

"Il mare Mediterraneo è un mare difficile, rispetto all'Atlantico, con onde molto lunghe - ha aggiunto Bertoldi -. Le imbarcazioni utilizzate non sono attrezzate, per non palare dei gommoni usa e getta, che sono gommoni di una decina di metri, non fatti per lunghe navigazioni. Ci sono persone che non hanno mai visto il mare, non sanno a che cosa vanno incontro, li mettono sopra la barra del motore e dicono loro semplicemente di andare con la bussola in quella direzione".

Secondo Bertoldi "la rotta (del Mediterraneo, ndr), è pericolosa proprio perché sono imbarcazioni riempite in maniera inconcepibile per la sicurezza, quindi dalle 100 alle 120 persone su barche di 10 metri, il che significa riempire ogni centimetro quadrato".

Crotone, l'abbraccio tra il vescovo e l'imam davanti alle bare

Si sono abbracciati davanti al palazzetto dello sport, dove sono collocate le bare delle 62 persone morte nel naufragio di Steccato di Cutro, il vescovo Francesco Savino, vicepresidente della Cei, e l'imam Bashar che guida la comunità musulmana di Crotone. Lo hanno fatto dopo un momento di preghiera che i musulmani residenti in città hanno rivolto ad Allah per ricordare le vittime della nuova tragedia del mare, mentre tanti crotonesi li ascoltavano in silenzio, deponendo fiori davanti alla cancellata del palazzetto.

"Diciamolo chiaramente, Crotone, la Calabria - ha detto monsignor Savino - sta dimostrando di essere una regione solidale accogliente, ospitale, ma ci sono evidenti pregiudizi che vengono da altre parti e che non ci consentono molto spesso di accompagnare questi nostri fratelli in un processo di integrazione che è possibile. Davanti a queste bare mi permetto di dire che l'umanità è sconfitta. Anche io come credente mi sento uno sconfitto perché mi chiedo, perché tutto questo? Non potevano essere aiutati, accolti per un processo di integrazione nei nostri territori?

Questa - ha aggiunto monsignor Savino che era accompagnato dal vescovo di Crotone, Angelo Raffaele Panzetta - è il momento della preghiera e del raccoglimento,  della meditazione profonda. E' l'ora in cui dobbiamo anche lasciarci interrogare responsabilmente da questa ennesima tragedia rispetto alla quale rischiamo diventare tutti complici nel momento in cui non attiviamo politiche europee e politiche nazionali alte e altre".

Nel pomeriggio il trasferimento dei due scafisti arrestati dal Cara al carcere

Avverrà nel pomeriggio il trasferimento di due dei tre presunti scafisti arrestati nella notte con l'accusa di avere guidato la barca che si è spezzata davanti alle coste di Cutro (Crotone) dal Cara di Capo Rizzuto al carcere. Il terzo scafista, di nazionalità turca, si trova in ospedale, dove è piantonato, per alcuni accertamenti e sempre oggi verrà trasferito in carcere.

Salvini: “Galera a vita per responsabili”

"Criminali quelli che mettono a bordo di barchini, che sanno non essere sicuri, decine di persone con il mare in quelle condizioni, condannandole a morte". Lo ha detto oggi a Venezia il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in merito al naufragio costato la vita a più di 50 migranti a largo di Crotone. Per Salvini "questi sono assassini, non sono scafisti o trafficanti. Se sono stati identificati, per quanto mi riguarda devono stare in galera per il resto dei loro giorni. Ora conto che da Bruxelles arrivino fatti, perché Turchia, Tunisia, Egitto e Libia non siano più punti di partenza di morte. L'Europa è la grande assente, perché l'Italia è da anni che sta combattendo da sola", ha concluso. 

Medici senza frontiere: "A Crotone quasi tutti nuclei familiari, ogni persona ha avuto una perdita di un parente vicino"

"Ieri abbiamo iniziato a incontrare le persone e a dare una risposta a un bisogno fondamentale, quello di informare i familiari di essere sopravvissuti e, per la maggior parte delle persone, anche di dare l'informazione dei decessi di familiari". Lo ha detto Sergio Di Dato, responsabile dell'intervento di MSF a Crotone, in una conferenza stampa online organizzata da Medici Senza Frontiere per condividere il lavoro del team che sta offrendo supporto psicologico ai sopravvissuti al naufragio di Crotone. Di Dato ha spiegato che a Crotone "ci sono 60 persone. Sono quasi tutti nuclei familiari - ha continuato -, quindi ogni persona ha avuto una perdita di un parente vicino. Ci sono casi che abbiamo iniziato ad attenzionare in maniera profonda, come quello di un ragazzo di 16 anni che era in viaggio con la sorella, partiti dall'Afghanistan perché per la sorella le condizioni di vita nel paese d'origine erano divenute inaccettabili. Il ragazzo - ha proseguito Di Dato - ha raccontato che, quando sono arrivati a circa 150 metri dalla costa, l'imbarcazione è esplosa. In realtà sembrerebbe che abbia urtato uno scoglio o che la condizione di questo peschereccio di legno non abbia retto il peso delle persone a bordo".

Medici senza frontiere: “Per Piantedosi non bisogna farli partire? Garantire a chi scappa canali di flusso”

"Il ministro Piantedosi dice che non bisogna fare partire i migranti? Beh, a queste persone dovrebbe essere garantito di non mettere a rischio la propria vita e la vita dei propri figli. Il discorso è che a monte bisognerebbe creare dei canali di flusso chiediamo la possibilità alle persone di potersi spostare in Europa in maniera sicura". Lo ha detto Sergio Di Dato, responsabile dell'intervento di Msf a Crotone che da ieri assiste i superstiti del naufragio, tra cui molti minori. Parlando poi delle parole del ministro dell'Interno, secondo cui sarebbe da "irresponsabili" partire, l'esponente di Msf dice: "A mio avviso potrebbe essere da irresponsabile lasciare un proprio figlio in una casa quando c'è un terremoto. Io sono padre di due bambine e se c'è un terremoto e la casa sta crollando, io abbandono la casa".

Sosmed: “Insensibile chi fa processi a disperazione, Italia salvi senza cercare alibi”

"Per noi sono gravemente insensibili e inopportune quelle di chi, davanti ai corpi di uomini, donne e bambini, si permette il lusso di fare addirittura processi alle intenzioni, processi alla disperazione. Chi scappa lo fa perché è costretto, con qualsiasi tempo e con qualsiasi mezzo. Agli Stati europei, Italia inclusa, toccherebbe solo di salvare queste persone, senza cercare alibi o foglie di fico". A dirlo è Sos Mediterranee Italia dopo le parole del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, che, parlando dell'ennesima strage di migranti avvenuta a largo delle coste di Crotone, ha detto: "La disperazione non può mai  giustificare condizioni di viaggio che mettono in pericolo la vita dei propri figli".

Sindaco Crotone: “Bimba salva è un miracolo”

"Stamattina visitando il reparto di pediatria in ospedale ho visto una bambina di 4 anni che stava bene. Un corpicino solo con qualche graffio, ho visto un miracolo. Una luce nel buio in questa immensa tragedia" ha affermato il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce. "Tanta è stata la solidarietà in queste ore anche da diversi comuni delle province di Crotone e Catanzaro che hanno messo a disposizione i loro loculi in caso di necessità", ha concluso.

Save the Children: “È una situazione di grandissima sofferenza”

"Sono pochissimi i minori non accompagnati qui al Cara di Crotone, per lo più afgani. È un dramma immenso, molti di loro pur avendo degli adulti di riferimento hanno perso molte persone. È una situazione di grandissima sofferenza". Così Giovanna Di Bendetto di Save the Children."Siamo intervenuti subito a supporto dei sopravvissuti - continua Di Bendetto - per dare una risposta ai minori che abbiamo incontrato. Ci hanno raccontato di essere partiti quattro giorni fa dalla Turchia, molti di loro sono in una sofferenza emotiva, di grande shock perché hanno visto le persone sparire tra le onde. Ora seguiranno il percorso dei nuclei familiari, mentre i pochissimi minori che non sono accompagnati andranno nelle strutture loro dedicate".

Emergency: “Tragedia attesa e che si può ripetere”

"Le rotte migratorie sono sempre esistite, non si possono fermare ma solo gestire in maniera intelligente, mettendo la vita delle persone in primo piano". Emanuele Nannini, responsabile Sar di Emergency, non usa giri di parole. La strage di ieri a largo delle coste di Crotone costata la vita, secondo una stima ancora provvisoria, a 62 persone, tra cui decine di donne e bimbi era una "tragedia attesa". "Se si innalzano muri la gente cercherà di scavalcarli e affronterà sempre più rischi per farlo. L'accordo Europa-Turchia è un chiaro esempio di come intercettazioni e restringimenti non solo non fermano i flussi ma li rendono molto più pericolosi. Così, invece, di fare poche miglia, dalla Turchia alla Grecia, sapendo che una volta arrivati vengono respinti affrontano oltre mille miglia di navigazione, cinque-sei giorni in mare per raggiungere l'Italia". La soluzione per il responsabile Sar di Emergency è avere "canali sicuri, combattere le cause per cui queste persone migrano e oggi, in maniera emergenziale, fare in modo che ci sia un sistema di ricerca e soccorso per evitare che simili tragedie possano accadere". Così nelle stesse ore in cui si moltiplicano le reazioni di "indignazione e cordoglio" per le vittime della strage di Cutro, ricorda Nannini, "nella frontiera più letale", il Mediterraneo centrale, "non c'è nessuna nave di ricerca e soccorso". "Quello che è accaduto in Calabria si potrebbe ripetere tra qualche ora. Assistiamo sempre alla stessa indignazione davanti a ogni tragedia ma non cambia mai nulla. Anzi, una grande nave, come la Geo Barents di Msf è bloccata, ferma in porto ad Augusta per 20 giorni per un cavillo". 

Mancuso: “Dolore profondo per vite spezzate”

"Un dolore profondo per tutte le vite spezzate, di donne, uomini e bambini, che sfidando le avversità per una prospettiva di futuro, si sono imbattuti in una morte così tragica". Ad affermarlo è il presidente del consiglio regionale della Calabria, Filippo Mancuso che stamattina ha espresso il cordoglio del Consiglio regionale per le vittime allineate nelle bare del "PalaMilone", dove si è recato con il sindaco di Crotone Vincenzo Voce e il presidente della Provincia Sergio Ferrari. Prima di giungere a Crotone, Mancuso ha incontrato il sindaco di Cutro Antonio Ceraso e il sindaco di Isola Capo Rizzuto Maria Grazia Vittimberga, ai quali ha assicurato "la disponibilità del Consiglio a collaborare per ogni iniziativa volta a fronteggiare le problematiche del momento". Agli amministratori locali e ai tanti soggetti che intervengono nelle azioni di aiuto, il presidente Mancuso ha detto: "Sono qui per esprimere i ringraziamenti più sinceri del  Consiglio regionale a Sindaci, Guardia costiera, Vigili del fuoco, Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, al personale sanitario e della Protezione civile, ai volontari e a tutti i soccorritori che, prontamente, sono intervenuti per assicurare sostegno ai naufraghi dell'ennesima tragedia nel Mediterraneo che registra innumerevoli vittime tra adulti e minori". 

Croce rossa italiana: "Tante situazioni drammatiche tra i sopravvissuti"

"Ci sono tante situazioni drammatiche: bambini che hanno perso i genitori, genitori che hanno perso i figli, mariti che hanno perso le mogli". Ad affermarlo è Ignazio Mangione, volontario di Croce rossa italiana e direttore del Cara di Crotone. "Stanno bene, - continua Mangione - ma hanno subito forti traumi a livello psicologico. I circa 60 sopravvissuti accolti qui sono seguiti da un'équipe specializzata composta da psicologi, assistenti sociali e mediatori culturali linguistici. Abbiamo subito attivato il servizio Restoring Family Links di Croce Rossa Italiana che si sta occupando ricostruire i legami familiari dei sopravvissuti e di rispondere alle varie richieste che stanno arrivando dai Paesi d'origine".

"C'è stata una risposta eccellente da parte della Prefettura di Crotone, - conclude Mangione - c'è stata particolare sensibilità da parte del territorio. Ora siamo in attesa di indicazioni riguardo al riconoscimento delle salme. Appena sarà possibile si attiverà il trasferimento in strutture Sai".

"Il silenzio dei sopravvissuti"

A Crotone nuova riunione Centro soccorsi

Nuova riunione stamane del Centro coordinamento soccorsi istituito nella Prefettura di Crotone nell'immediatezza del naufragio di ieri. Aggiornato il numero dei migranti deceduti che è salito a 62, con i 3 cadaveri recuperati nelle ultime ore. Le ricerche proseguono e si avvalgono del dispositivo aeronavale che comprende, a mare, due unità della Guardia Costiera della classe "Ogni tempo" supportate da un'imbarcazione e da un velivolo della Guardia di Finanza con quest'ultimo che si alterna con altro della Polizia di Stato. Sono operativi nuclei di sommozzatori della Guardia Costiera e dei Vigili del Fuoco a cui si unisce il pattugliamento a terra delle colonne mobili della Protezione civile regionale oltre che dei reparti dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Crotone.   Particolarmente complesse si presentano le attività identificative curate direttamente dalla Polizia scientifica che recepisce ogni utile elemento riferito dai superstiti che possa consentire di risalire alle nazionalità ed alle generalità delle vittime. E' stata istituita anche una casella di posta elettronica info.emergenzacrotone@poliziadistato.it cui potranno essere indirizzate le richieste di informazioni, corredate di ogni dato utile che possa favorire l'identificazione (foto ma pure segni distintivi, colore occhi e capelli, eventuali tatuaggi etc).La Prefettura di Crotone, allo scopo di consentire di rendere omaggio alle vittime secondo il rito religioso di presumibile appartenenza dei migranti deceduti,  ha contattato una delegazione di Imam che da Caccuri (Crotone), Sellia Marina e Lamezia Terme (Catanzaro) si recherà nel Palamilone di Crotone per porgere l'estremo saluto. I lavori del Centro coordinamento Soccorsi sono aggiornati alle 19.

Piantedosi: "Problema internazionale il contrasto agli scafisti"

"Ci stiamo lavorando, è un problema internazionale". Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi rispondendo a margine di un convegno dell'Anci sulle polizie locali. "L'Europa? - ha aggiunto - Sto andando in Francia". Il ministro andrà oggi pomeriggio in Francia per un incontro bilaterale con l'omologo francese.

Piantedosi: "La disperazione non può mai giustificare viaggi che mettono in pericolo i propri figli"

Naufragio migranti: non è morto il ricoverato in rianimazione

Non è morto il migrante ricoverato in rianimazione nell'ospedale di Crotone. La notizia del decesso era giunta anche ai partecipanti della riunione del Centro di coordinamento dei soccorsi aperto in Prefettura, alcuni dei quali ne hanno parlato all'esterno. Un successivo controllo effettuato dallo stesso organismo ha poi portato alla smentita della notizia.

Msf: 16enne afgano ha perso sorella. Un uomo ha perso moglie e tre figli di 11, 9 e 5 anni

"Ieri pomeriggio abbiamo iniziato a dare una risposta a un bisogno fondamentale, l'informazione ai familiari di chi era sopravvissuto e chi era deceduto. Ci sono 60 persone, ognuno ha avuto una perdita. Un ragazzo afghano di16 anni che era in viaggio con la sorella perché le condizioni del loro Paese erano inaccettabili. Il ragazzo è molto provato e ci ha raccontato che quando l'imbarcazione è arrivata a 150metri dalla costa è esplosa, ma in realtà forse avrebbe urtato uno scoglio o non ha retto il peso. Hanno cominciato a nuotare equando sono arrivati in spiaggia si è reso conto che la sorella era morta. Il 16enne ha parlato con i familiari ma non ha avuto il coraggio di dire alla famiglia che la sorella non ce l'aveva fatta". 

"C'è poi la tragedia di un nucleo familiare, sono sopravvissuti un padre e il figlio di 14 anni, sono anche loro afgani, scappati a causa del regime dei talebani. La loro vita era in grave pericolo e quindi hanno deciso di intraprendere questo viaggio. L'uomo ci ha raccontato di sentirsi in colpa perché per salvare la propria vita ha perso tre figli, di 11, 9 e 5 anni e la moglie". Lo ha detto Sergio Di Dato, responsabile dell'intervento di MSF a Crotone durante la conferenza stampa sul naufragio.

Morto l'uomo ricoverato in rianimazione, le vittime accertate salgono a 64

Morto l'uomo ricoverato in gravi condizioni nell'ospedale di Crotone per le ferite riportate nel naufragio del barcone carico di migranti davanti alla spiaggia di Steccato di Cutro. Subito dopo l'arrivo nella struttura era stato portato in terapia intensiva ma dopo mezzogiorno è deceduto. Le vittime accertate sono quindi 64.

Msf: La barca era fatiscente e non ha retto al peso delle onde

"Le persone non ci hanno parlato di navi di Guardia di Finanza e guardia costiera nei paraggi, ma solo di aver sentito un'esplosione ma nessuno dei feriti ha ustioni. Quindi è la barca fatiscente che non ha retto il peso delle persone e le onde alte". Lo ha detto Sergio Di Dato, responsabile dell'intervento di Msf a Crotone durante la conferenza stampa sul naufragio.

Uno degli scafisti arrestati è piantonato in ospedale

Uno dei tre presunti scafisti fermati la notte scorsa con l'accusa di avere guidato l'imbarcazione naufragata davanti alle coste di Steccato di Cutro (Crotone) si trova piantonato dai carabinieri all'ospedale San Giovanni di Dio di Crotone. L'uomo, di nazionalità turca, da ieri lamenta dei malori, da qui la decisione di portarlo in ospedale. Ma, come apprende l'Adnkronos, oggi sarà dimesso e portato in carcere. Dovrebbe essere interrogato nelle prossime ore dal magistrato.

La Polizia attiva infoline su dispersi

Dopo il naufragio di migranti a Crotone, la Polizia di Stato ha attivato un servizio per fornire informazioni a familiari e amici che cercano notizie sui dispersi. Le richieste potranno essere inoltrate alla casella di posta elettronica info.immigrazione.crotone@gmail.com e al numero di telefono 0962/6636509. Alla richiesta va allegata eventuale foto della persona di cui si richiedono informazioni e/o copia dei documenti di identità e qualsiasi altro dato utile per favorire l'identificazione, ad eesempio generalità, segni distintivi, colore di occhi e capelli, eventuali tatuaggi.

Occhiuto: "Domani lutto regionale"

Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, "interpretando il dolore e la profonda commozione dell'intera regione, suscitati dagli esiti tragici del naufragio avvenuto nella giornata del 26 febbraio 2023, davanti alle coste calabresi, che ha causato la drammatica morte di numerosi migranti. Dato atto che l'Amministrazione regionale intende manifestare, in modo solenne, il proprio cordoglio e la propria vicinanza per le vite umane spezzate", ha deciso di proclamare, in segno di cordoglio e solidarietà, “il lutto su tutto il territorio regionale nella giornata del 28 febbraio 2023. Si dispone, pertanto, l'esposizione a mezz'asta delle bandiere sugli edifici pubblici della Regione Calabria, e si invitano gli Enti pubblici del territorio regionale, ad associarsi alla manifestazione di cordoglio. Il decreto del presidente della Giunta regionale verrà trasmesso ai Prefetti, ai Sindaci dei Comuni, ai Presidenti delle Province ed al Sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria”.

Le vittime minorenni hanno un'età compresa tra i 13anni e gli otto mesi

Il racconto Ansa. Una distesa di teli bianchi e poco lontano sagome accovacciate sotto teli termici gialli alla ricerca di un po' di calore. È quello che resta dell'ennesimo viaggio della speranza sulla rotta che dalla Turchia porta alle coste calabresi. Un viaggio concluso domenica in tragedia su un tratto di spiaggia della frazione Steccato di Cutro, nel crotonese, in Calabria. Un 'caicco' salpato dalla Turchia e carico di migranti, cittadini iracheni, iraniani, afghani e siriani, si è spezzato come un fuscello, scagliato dal mare agitato contro gli scogli a un centinaio di metri metri dalla riva, ed è stata una strage. Stamani sono stati recuperati tre nuovi corpi che portano il totale dei morti accertati e recuperati finora a 62, mentre è ancora indefinibile  il numero di vittime ancora da recuperare, che si stima siano almeno 40. E tra loro bambini, tanti bambini. Quattordici sono quelli recuperati tra cui due gemellini di pochi anni ed un piccolo di pochi mesi. Le vittime minorenni hanno un'età compresa tra i 13 anni e gli otto mesi. E poi 21 donne e 26 uomini. Intere famiglie spazzate via dalle onde. Solo in 82 si sono salvati. Per 22 di loro si è reso necessario il trasporto in ospedale e uno è in terapia intensiva.   "Quando siamo arrivati nel punto del naufragio - ha raccontato Laura De Paoli, medico della Fondazione Cisom Cavalieri di Malta - abbiamo visto decine di cadaveri che galleggiavano ovunque. Ad un certo punto abbiamo visto due uomini che tenevano in alto un bambino. Siamo riusciti a recuperali, erano il fratello e lo zio del bambino che, però, era senza vita. Abbiamo provato a rianimarlo, ma aveva i polmoni pieni d'acqua e non ce l'ha fatta. Abbiamo saputo poi che aveva appena 7 anni". E in questo scenario di morte c'erano i sopravvissuti che si aggiravano spaesati e terrorizzati sulla spiaggia, gridando alla ricerca di un parente, un amico, un figlio che non riuscivano a trovare.   I soccorritori non hanno notizie certe su quante fossero le persone a bordo alla partenza. Col passare delle ore si è fatta strada la convinzione che i migranti fossero circa 180. Il che significa che mancano all'appello almeno una quarantina di persone, e le speranze di trovarle in vita, a questo punto, sono praticamente nulle. La tragedia è avvenuta in un tratto di costa isolata, con poche case, tutte distanti e disabitate in inverno, e su una spiaggia in cui sabbia e arbusti si contendono lo spazio.   Il barcone, partito quattro giorni fa da Izmir, in Turchia, era stato individuato nella serata di ieri da un aereo del servizio Frontex. Dal porto di Crotone hanno preso il mare due unità della Guardia di finanza, ma le pessime condizioni - con mare forza 3-4 - hanno obbligato gli equipaggi a rientrare. Il barcone, partito quattro giorni fa da Izmir, in Turchia, era stato individuato nella serata di sabato da un aereo del servizio Frontex. Dal porto di Crotone hanno preso il mare due unità della Guardia di finanza, ma le pessime condizioni -con mare forza 3-4 - hanno obbligato gli equipaggi a rientrare.   Carabinieri e Guardia di finanza, intanto, hanno fermato un cittadino egiziano sospettato di essere uno scafista. E sono ipossesso dei documenti di un'altra persona che potrebbe averefatto parte dell'equipaggio. Al momento è irrintracciabile.

Davanti all'obitorio l'abbraccio tra l'Imam e il vescovo Savino

Un lungo abbraccio tra l'imam di Crotone e Monsignor Francesco Savino della Cei venuto a Crotone a nome del Presidente Zuppi, davanti al palasport di Crotone dove sono state  disposte le bare dei 62 morti finora recuperati dopo il naufragio di  ieri. L'imam Bashar Md Abul si è fermato a pregare e poco dopo ha pregato anche monsignor Savino.

Crotone, MSF: 12enne afghano ha perso tutta la famiglia

C'è anche un minore afghano di 12 anni che ha perso tutta la sua famiglia fra le 81 persone sopravvissute al naufragio di una barca partita dalla Turchia che è avvenuto ieri a 100 metri dalle coste della Calabria e nel quale sono morte almeno 61 persone, stando al bilancio provvisorio delle autorità italiane. A riferirlo in un messaggio inviato alla stampa è Sergio di Dato, capo progetto della ong Medici senza frontiere (Msf) intervenuta nel primo soccorso alle persone migranti sopravvissute.  "La nostra equipe composta da un mediatore e da una psicologa ha da poco poco terminato il primo intervento di supporto psicologico nel centro di Crotone", spiega di Dato, che poi fornisce alcuni dettagli sulle condizioni delle persone che sono riuscite ad arrivare sulle spiagge calabresi, presso la località di Steccato di Cutro, in provincia di Crotone. "Fra le persone sopravvissute c'è una donna afghana molto provata dalla morte del marito e poi un ragazzo afghano di 16 anni che ha perso la sorella di 28. Entrambi hanno nuotato verso la riva ma lei purtroppo non ce l'ha fatta", ricostruisce il capo progetto. "Abbiamo avviato il 'family link' per avvisare i genitori della donna ma il fratello non ha trovato la forza di avvisarli. Nei prossimi giorni sosterremmo il giovane con il supporto della psicologa e della nostra mediazione per far sì che le comunicazioni arrivino nel modo giusto alla famiglia", aggiunge di Dato. "Tra le persone sopravvissute c'è anche un signore afghano e il figlio di 14 anni che hanno perso tre figli e fratelli e la madre", riferisce il capo progetto. "C'è anche il caso di un bambino che è l'unico superstite di tutta la sua famiglia; nel naufragio sono morti nove persone: quattro fratelli, i genitori e altri parenti stretti". 

Guterres: "Servono rotte sicure e legali per i migranti"

"Proprio ieri, l'ennesimo terribile naufragio nel Mediterraneo ha causato la morte di decine di persone in cerca di un futuro migliore per sé e per i propri figli", ma finché " bande criminali controlleranno le rotte migratorie, le persone continueranno a morire. Abbiamo bisogno di percorsi sicuri, ordinati e legali per migranti e rifugiati. E dobbiamo fare tutto il possibile per prevenire la perdita di vite umane fornendo ricerca, soccorso e assistenza medica, come imperativo umanitario e come obbligo morale e legale", lo ha detto Ginevra  il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

Occhiuto: "Da anni rotta Turchia-Calabria sottovalutata anche da Europa"

"Le ricerche stanno continuando. Al momento i cadaveri sono 60. Credo che le vittime arriveranno intorno a 100. Testimonianze di chi era a bordo parlano di 180/200 migranti sul balcone. Siamo dispiaciuti del fatto che questa nuova rotta dell'immigrazione, tra la Turchia e la Calabria, sia stata poco raccontata nel corso degli anni, sia stata quasi  considerata una rotta di serie B. E invece noi abbiamo visto sbarcare  migliaia di migranti, nel crotonese, e soprattutto a Roccella Jonica". Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, intervenendo a Rtl 102.5 in merito al naufragio di Steccato di Cutro.       

"Questa è una rotta che si è consolidata nel corso degli ultimi anni  tra l'indifferenza generale - ha osservato - persino le Ong non hanno presidiato questa rotta. La Turchia è un Paese che ha 5 milioni di profughi, e diventa difficile arginare gli imbarchi, soprattutto dopo  il devastante terremoto di qualche settimana fa. Ma in questi anni si  è parlato molto delle rotte provenienti dal Nord Africa, e la Calabria è interessata anche da questi flussi, ma quasi mai della rotta dalla  Turchia. C'è stata una generale sottovalutazione, anche da parte  dell'Europa. E questo deve essere motivo di riflessione per tutti:  tragedie di questo tipo vanno evitate il giorno prima, non commentate il giorno dopo".

 

 

Il capo dei sommozzatori vigili fuoco a AdnKronos: “Strazio vedere corpi bimbi sott'acqua”

"Sa qual è la verità? Che non ci si abitua mai. Eppure, in quasi 25 anni di lavoro presso i sommozzatori dei Vigili  del fuoco ho visto tante tragedie. Ma quando vedi quei corpicini senza vita di bimbi così piccoli... Sono immagini che ti colpiscono sempre  al cuore. Anche ieri è stato così. Tanti bambini morti, come quei  gemellini, neonati. Una tragedia". David Morabito è il capo del Nucleo Sommozzatori dei Vigili del fuoco della Calabria. Da ieri non si ferma un momento per la ricerca di dispersi o eventuali superstiti in mare.  "Ma ormai è davvero difficile...", dice con un soffio di voce. Da  questa mattina alle sette, Morabito è di nuovo sul posto, sulla  spiaggia di Steccato di Cutro, nel crotonese, dove ieri mattina una  imbarcazione con almeno 180 migranti a bordo si è letteralmente  spezzata in due, facendo cadere in acqua, a poco meno di un centinaio  di metri dalla riva, tutti i migranti a bordo.  Sono finora 59 i corpi recuperati, tra cui 13 bambini e 33 donne. La  Procura di Crotone ha aperto un'inchiesta, con le ipotesi di omicidio  e disastro colposi e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. I  sopravvissuti sono 79, 28 sono afghani, 16 arrivano dal Pakistan,  altri da Iran, Somalia e Palestina. I migranti che non sono stati  portati in ospedale sono stati trasferiti ieri sera nel centro di  accoglienza di Isola Capo Rizzuto, con l'assistenza di un team di  psicologi. Secondo una prima ricostruzione, l'imbarcazione era partita giovedì mattina, 23 febbraio, da Izmir, in Turchia, con un carico di  cittadini iracheni, iraniani, afghani e siriani. A bordo almeno 180  persone che per questo viaggio avevano pagato circa 2.500 euro.  Arrivati sulle rive di Crotone, la nave si è imbattuta su una secca e  si è spezzata in due. Le ricerche in mare sono proseguite per tutta la notte, ma invano".

David Morabito era anche a Lampedusa, quel 3 ottobre del  2013, quando un'altra imbarcazione colò a picco davanti alle coste.  Quella volta i morti furono 368. "Ma ogni volta è come se fosse la  prima volta - dice all'Adnkronos - sono tragedie umane. Io sono padre  e vedere quei corpi di bambini senza vita è ogni volta un colpo al  cuore". Morabito era anche sulla nave Costa Concordia. Altri morti,  altre tragedie. Altri bambini senza vita. Tra i corpicini recuperati ieri a Cutro anche quello di un neonato. Il volto del capo dei sommozzatori dei Vigili del fuoco si rabbuia. "Sono tragedie che non possono non toccare anche noi soccorritori". Al momento è per i sommozzatori impossibile immergersi sott'acqua, perché le condizioni del tempo sono proibitive qui a Steccato di  Cutro. David Morabito è di nuovo sul campo base. "Poi, alle 12 ci sarà l'avvicendamento con i colleghi di Taranto", dice. Ieri, per tutta la  giornata, sono andati avanti le ricerche nella speranza di trovare  ancora qualche superstite. "Purtroppo - racconta Morabito - abbiamo  trovato solo corpi senza vita, o spiaggiate o in mare. Li abbiamo  issati dall'acqua con le moto d'acqua e poi portati sulla imbarcazione Sar". C'era anche un elicottero che ha avvistato diversi corpi in  mare. I sommozzatori sperano che il tempo migliori, così potranno fare immersioni e provare a trovare qualche disperso sul fondo del mare. La giornata è ancora lunga, ma le speranze di trovare qualche superstite  sono sempre più affievolite.

Le bandiere a mezz'asta Consiglio Calabria. Mancuso: grazie ai soccorritori, Ue governi i flussi

Il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Filippo Mancuso, ha disposto di far abbassare a mezz'asta le bandiere sulla facciata di Palazzo Campanella, sede dell'Assemblea calabrese in segno di lutto per l'ennesima tragedia dei migranti nel Mediterraneo che ha provocato decine di morti tra cui anche donne e bambini. "Nell'esprimere il cordoglio del Consiglio regionale per le vittime e nel ringraziare i soccorritori per l'impegno solerte che hanno immediatamente dispiegato, auspico - sottolinea il presidente Mancuso - che l'Unione Europea e la comunità internazionale assumano finalmente la responsabilità di governare i flussi epocali di migranti, perché tragedie come quella davanti le coste crotonesi non abbiano più a ripetersi".

Sono stati recuperati altri 3 corpi, il bilancio delle vittime sale a 62

Altri tre corpi sono stati recuperati stamani nel corso delle ricerche dei dispersi del naufragio del barcone carico di migranti avvenuto ieri sulla spiaggia di Steccato di  Cutro. Il corpo di un uomo è stato trovato sulla spiaggia ad alcune centinaia di metri dal luogo del disastro. Un altro corpo è stato recuperato in mare, a circa400 metri dalla riva, da una motovedetta della Guardia costiera ed il terzo a Le Castella, a 3,5 miglia marine dal luogo dell'incidente. Il totale delle vittime accertate sale così a 62.

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Naufragio migranti: fermati altri due presunti scafisti

Altre due persone sarebbero state fermate, secondo indiscrezioni raccolte in ambienti giudiziari, con l'accusa di essere stati gli scafisti dell'imbarcazione che ieri mattina si è infranta contro una secca davanti la costa di Cutro, nel Crotonese, con la conseguente caduta in mare dei migranti che si trovavano a bordo. Le vittime accertate del naufragio, al momento, sono 59, tra cui molti bambini, e sono decine i dispersi. Ottanta le persone che si sono salvate. Le due persone che sarebbero in stato di fermo si aggiungono a quella di nazionalità turca già bloccata, con la stessa accusa, nella giornata di ieri.

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Premier Pakistan: "Molti connazionali annegati"

"Le notizie sull'annegamento di oltre due decine di pakistani in una tragedia in barca in Italia sono profondamente angoscianti e preoccupanti. Ho ordinato al Ministero degli Esteri di accertare i fatti il prima possibile e dare fiducia alla nazione": così il premier pachistano Muhammad Shehbaz Sharif commentando la presenza di numerosi pachistani tra le vittime del naufragio di Cutro (Crotone).

Il naufragio dei migranti in Calabria, le immagini dal drone (Video)

Naufragio migranti: le ricerche sono andate avanti tutta la notte

Sono proseguite per tutta la notte le ricerche in mare dei dispersi del naufragio del barcone di migranti avvenuto ieri a Steccato di Cutro che ha provocato, al momento, 59 vittime. Le ricerche sono condotte dalla Capitaneria di porto di Crotone con l'ausilio di unità del reparto aeronavale della Guardia di finanza e dei vigili del fuoco. Dalle 6 sono entrati in azione i sommozzatori della Guardia costiera e da poco è entrato in azione anche l'elicottero della Capitaneria di porto.