La nuova guerra di Gaza, giorno 14

Forze Difesa Israele: "Da domani aumentano i bombardamenti su Gaza, ci prepariamo a invasione"

Meloni a Netanyahu: "Sicura che agirete nel modo migliore". Cinque agenzie Onu: "A Gaza situazione umanitaria ormai catastrofica". Nyt: pressione su Israele per evitare grande attacco su Hezbollah. Qatar: “Lavoriamo per il rilascio di altri ostaggi”
Forze Difesa Israele: "Da domani aumentano i bombardamenti su Gaza, ci prepariamo a invasione"
(AP Photo/Fatima Shbair
Camion di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza

"Sabato 7 ottobre è stata una catastrofe per Israele, il nostro 11 settembre"

Trudeau: per ostaggi continuiamo a lavorare con Qatar

Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha dichiarato oggi che il Canada continuera' a collaborare con il Qatar per garantire il rilascio degli ostaggi detenuti da Hamas. Ieri due donne americane, Judith e Natalie Raanan, sono state rilasciate.

 

Meloni a Netanyahu: "Combattere l'antisemitismo, oggi come ieri"

Israele critica esito vertice Cairo: “Un peccato che ci sia chi non condanna terrorismo”

Israele critica l'esito del vertice di pace al Cairo in cui i rappresentanti arabi e occidentali non sono riusciti a trovare un accordo per condannare Hamas per i suoi attacchi nel sud di Israele il 7 ottobre. "È un peccato che anche di fronte a queste orribili atrocità, ci siano stati alcuni partecipanti al Summit che abbiano avuto difficoltà a condannare il terrorismo", sottolinea il ministero degli Esteri israeliani in una dichiarazione secondo quanto riferisce 'The Times of Israel'. "Israele farà quello che deve fare e si aspetta che la comunità internazionale riconosca la sua legittima battaglia", aggiunge il ministero nella dichiarazione.

La missione di Meloni in Medio Oriente: "Evitare escalation, conseguenze inimmaginabili"

Israele "non risponderà" ad Hamas su ostaggi che avrebbe rifiutato di far liberare

L'ufficio del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha affermato che "non risponderà" alle affermazioni di Hamas, secondo cui Hamas avrebbe offerto di liberare due ostaggi, ma che Israele avrebbe rifiutato. Lo scrive il 'Times of Israel'.
Il portavoce dell'ala militare di Hamas, le Brigate Izz ad-Din al-Qassam, conosciuto con il nome di battaglia Abu Obeida, ha detto in precedenza che il gruppo terroristico aveva informato ieri il Qatar che avrebbe rilasciato due ostaggi detenuti nella Striscia di Gaza, ma che Israele ha rifiutato di accettarli. Abu Obeida ha detto che i due ostaggi sarebbero stati rilasciati per "motivi umanitari".

 

Hezbollah annuncia la morte di altri quattro suoi combattenti

Il movimento sciita libanese Hezbollah affermato che altri quattro suoi combattenti sono stati uccisi lungo il confine con Israele, portando a 17 il numero dei suoi miliziani morti dal 7 ottobre. Lo riferisce al Jazeera notando che in precedenza, il gruppo aveva affermato che un suo combattente era stato ucciso nella zona libanese di Hula, di fronte alla comunità israeliana di Margaliot. Il gruppo palestinese della Jihad islamica, presente anche nel sud del Libano, ha dichiarato separatamente che uno dei suoi combattenti è stato ucciso, riferisce la stessa fonte. 

 

Onu: situazione umanitaria a Gaza è catastrofica (2)

"Con così tante infrastrutture civili a Gaza danneggiate o distrutte in quasi due settimane di continui bombardamenti, inclusi rifugi, strutture sanitarie, acqua, servizi igienici ed impianti elettrici, il tempo stringe prima che i tassi di mortalità possano salire alle stelle a causa di epidemie e mancanza di assistenza sanitaria. Gli ospedali sono sopraffatti dalle vittime. I civili devono affrontare sfide crescenti per accedere alle forniture alimentari essenziali. Le strutture sanitarie non hanno più carburante e funzionano con piccole quantità assicurate localmente. Si prevede che questi finiranno nei prossimi giorni o giù di lì. La capacità di produzione dell'acqua è al 5% dei livelli normali. Le scorte umanitarie pre-posizionate sono già esaurite. Le persone vulnerabili corrono i rischi maggiori e i bambini muoiono a un ritmo allarmante e viene loro negato il diritto alla protezione, al cibo, all'acqua e all’assistenza sanitaria", scrivono ancora le agenzie Onu nella nota congiunta. "Chiediamo - insistono - un cessate il fuoco umanitario, insieme ad un accesso umanitario immediato e senza restrizioni in tutta Gaza per consentire agli operatori umanitari di raggiungere i civili bisognosi, salvare vite umane e prevenire ulteriori sofferenze umane. I flussi di aiuti umanitari devono essere su vasta scala e sostenuti e consentire a tutti gli abitanti di Gaza di preservare la propria dignità. Chiediamo un accesso sicuro e duraturo all'acqua, al cibo, alla salute - compresa la salute sessuale e riproduttiva - e al carburante, necessario per garantire i servizi essenziali. Chiediamo la protezione di tutti i civili e delle infrastrutture civili a Gaza, comprese le strutture sanitarie. Chiediamo la protezione degli operatori umanitari a Gaza che stanno rischiando la vita al servizio degli altri. E chiediamo il massimo rispetto del diritto internazionale umanitario da parte di tutte le parti".

 

Meloni sente Herzog: discusse prospettive future di pace

"Nel corso della sua visita a Tel Aviv, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto un colloquio telefonico con il Presidente dello Stato d'Israele, Isaac Herzog. La conversazione ha rappresentato un'occasione per ribadire la solidarietà al popolo israeliano a seguito dei brutali attacchi di Hamas e discutere di possibili prospettive future di pace per la regione". Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi. 

 

Summit al Cairo: ok a più protezione per i civili ma manca l'accordo per dichiarazione comune finale

Meloni sente Herzog: “Solidarietà a Israele per brutali attacchi di Hamas”

Nel corso della sua visita a Tel Aviv, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto un colloquio telefonico con il Presidente dello Stato d'Israele, Isaac Herzog. La conversazione, si legge in una nota di Palazzo Chigi, ha rappresentato un'occasione "per ribadire la solidarietà al popolo israeliano a seguito dei brutali attacchi di Hamas" e discutere di possibili prospettive future di pace per la regione.
 

 

Meloni a Netanyahu: garantire accesso umanitario a Gaza

"A seguito della partecipazione al Vertice per la Pace del Cairo, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è recato in Israele per portare un messaggio di solidarietà e vicinanza dell'Italia dopo il tragico attentato terroristico di Hamas contro civili inermi lo scorso 7 ottobre".
Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi. "Il colloquio con il Primo Ministro, Benjamin Netanyahu, è stato un'occasione per avere un aggiornamento sulla situazione e fare il punto alla luce della Conferenza del Cairo - viene spiegato -. Il Presidente del Consiglio, nel ribadire il pieno diritto di Israele a difendersi secondo il diritto internazionale e a vivere in pace, ha sottolineato l'importanza di garantire l'accesso umanitario a Gaza e una prospettiva di pace per la regione". 

 

Netanyahu a Meloni: "vinceremo battaglia contro barbarie"

"Dobbiamo sconfiggere questa barbarie: è una battaglia tra le forze di civiltà e barbari mostri che hanno ucciso, mutilato, violentato, decapitato, bruciato persone innocenti. Questo è un test, un test di civiltà. E lo vinceremo". Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu a Giorgia Meloni nel loro incontro a Tel Aviv, ringraziandola per essere "venuta in questi tempi bui". "Ci aspettiamo che tutti i Paesi che hanno combattuto l'Isis, combattano Hamas", ha concluso. 

 

Hamas: volevamo rilasciare altri due ostaggi, Israele ha rifiutato

Hamas intendeva rilasciare altri due ostaggi per "ragioni umanitarie", ma Israele "ha rifiutato di accoglierli". Lo ha sostenuto, come riporta il quotidiano israeliano Haaretz, il movimento integralista palestinese.

 

Meloni a Netanyahu: noi siamo diversi da questi terroristi

"Noi difendiamo il diritto di Israele a esistere, a difendere la sicurezza dei propri cittadini. Comprendiamo assolutamente che è un atto di terrorismo che deve essere combattuto. Pensiamo e crediamo che voi siate in grado di farlo nel migliori dei modi, perché noi siamo diversi da quei terroristi". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni rivolgendosi al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, dopo l'incontro a Tel Aviv.

 

Cinque agenzie Onu: "Situazione umanitaria a Gaza è ormai catastrofica"

La situazione umanitaria a Gaza è ormai "catastrofica", hanno avvertito sabato cinque agenzie delle Nazioni Unite, assicurando che gli ospedali sono "sopraffatti" di feriti e che i bambini "muoiono a un ritmo allarmante". "La situazione umanitaria a Gaza era disperata prima delle recenti ostilità. Oggi è catastrofica", hanno affermato le cinque agenzie, tra cui l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il Programma Alimentare Mondiale (WFP) e l'Unicef.

Erdogan parla con il leader di Hamas per un cessate il fuoco

Il presidente turco, Tayyip Erdogan, ha avuto oggi un colloquio telefonico con il leader del gruppo militante palestinese Hamas, Ismail Haniyeh.
Erdogan, secondo quanto si apprende, avrebbe parlato con Haniyeh degli sforzi di Ankara per un cessate il fuoco, per far arrivare gli aiuti umanitari a Gaza e per la possibile cura dei feriti in Turchia.

 

Russia: chiederemo nuova risoluzione Consiglio Sicurezza Onu su Medio Oriente

La Russia ha annunciato l'intenzione di convocare una nuova riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla situazione in Medio Oriente. Lunedì la Russia ha convocato una riunione sul conflitto, ma la sua risoluzione sul cessate-il-fuoco è fallita a causa dell'opposizione di quattro membri del consiglio, tra cui gli Stati Uniti, che hanno criticato il suo piano per non aver menzionato Hamas.
"Convocheremo sicuramente una nuova riunione del Consiglio di Sicurezza. Come ha dimostrato la pratica, nessuno tranne noi osa farlo", ha affermato il vice rappresentante permanente della Russia presso le Nazioni Unite, Dmitry Polyansky. Non ha specificato quando la Russia, uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, avrebbe voluto che si svolgesse un incontro del genere. "Per quanto riguarda la risoluzione, non so quando faremo il passo successivo per tentare di approvarla", ha aggiunto sul canale Soloviev Live.

 

Biden: "Usa impegnati per valico Rafah operativo, garantire aiuti ai civili di Gaza"

"Gli Stati Uniti rimangono impegnati a garantire che i civili a Gaza continuino ad avere accesso a cibo, acqua, cure mediche ed altra assistenza, senza interferenze di Hamas". Lo ha dichiarato Joe Biden nel giorno dell'arrivo del primo convoglio di aiuti umanitari grazie "all'apertura di un'essenziale via di rifornimento che è il risultato di giorni di impegno diplomatico al più alto livello". "Continueremo a lavorare con tutti i partner per mantenere il valico di Rafah operativo - ha aggiunto - per permettere il continuo movimento di aiuti che è essenziale per la popolazione di Gaza". Il presidente americano inoltre si impegna a "continuare a lavorare per proteggere i civili, nel rispetto degli obblighi della legge internazionale umanitaria". "Continuiamo anche a lavorare senza sosta, in partnership con Egitto e Israele, per facilitare rendere possibile per i cittadini americani ed i loro diretti familiari di uscire da Gaza e andare in Egitto", ha concluso, riferendosi alla situazione delle centinaia di palestinesi con cittadinanza americana, insieme ad altri palestinesi con doppia cittadinanza, che da giorni aspettano a Rafah di poter uscire.

 

Schlein: "Israele rispetti diritto internazionale, soluzione è due popoli e due Stati"

"Non vogliamo nessuna vittima innocente, il diritto internazionale dev'essere rispettato, anche da Israele": lo ha detto Elly Schlein, segretaria del Pd, parlando delle tensioni in Medio Oriente al congresso dei Giovani socialisti europei (Yes) a Barcellona. "Dobbiamo evitare una catastrofe umanitaria, fermare l'escalation di questo conflitto", ha aggiunto, dicendo poi anche che "dire che Hamas e la popolazione di Gaza sono la stessa cosa sarebbe un errore e un incredibile favore ad Hamas": A detta di Schlein, bisogna "isolare Hamas a Gaza e in tutta la regione". I socialisti europei continuano a "credere in una soluzione di pace, la soluzione di due popoli e due Stati".

 

In corso incontro tra Meloni e Netanyahu a Tel Aviv

È in corso a Tel Aviv l'incontro tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Lo riporta Haaretz, secondo cui, in seguito, si terrà un incontro allargato con le delegazioni di Italia e Israele.

 

Nyt: pressione Usa su Israele per evitare attacco importante contro Hezbollah

Il presidente Biden e gli altri esponenti della sua amministrazione stanno esortando Israele a non condurre nessun attacco importante contro Hezbollah, sviluppo che potrebbe far entrare la potente milizia libanese, nel conflitto in corso con Hamas. E' quanto scrive il New York Times, citando fonti americane e israeliane, spiegando che il timore di Washington è che falchi del governo di Benjamin Netanyahu possano spingere verso una mossa del genere.
Gli americani stanno insistendo con i loro alleati israeliani sulle difficoltà in cui si troverebbero a doversi scontrare contemporaneamente con Hamas a sud e con Hezbollah a nord. Senza contare la preoccupazione per il fatto che un allargamento del genere del conflitto potrebbe portare ad un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti e dell'Iran, il principale sponsor di Hezbollah.
Secondo il Times, gli americani temevano che Netanyahu potesse approvare un attacco preventivo ad Hezbollah subito dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre. Ma anche se ora questo allarme è rientrato, rimane la preoccupazione per due possibilità: una reazione eccessiva da parte israeliana per i lanci di razzi dal sud del Libano, oppure l'avvio di un'operazione terrestre in Gaza particolarmente aggressiva che spingerebbe Hezbollah ad entrare nel conflitto.
 

 

Forze Difesa Israele: da stasera più attacchi su Gaza

"Rafforzeremo i nostri attacchi per ridurre al minimo i pericoli per le nostre forze nelle prossime fasi della guerra. Aumenteremo gli attacchi, a partire da stasera" sulla Striscia di Gaza. È quanto ha annunciato il portavoce dell'esercito israeliano Daniel Hagari, parlando ai giornalisti e aggiornandoli sulla preparazione della prevista invasione di terra. Hagari ha ripetuto per questo l'invito ai residenti di Gaza City a dirigersi a sud per la loro sicurezza.

 

Forze Difesa Israele: bombardamenti più intensi per preparare la prossima fase

Israele ha intensificato i bombardamenti su Gaza per aumentare la pressione su Hamas. Lo ha sottolineato il portavoce dell'Idf, ammiraglio Daniel Hagari, in una conferenza stampa: "Dobbiamo entrare nella prossima fase della guerra nelle migliori condizioni e non secondo quel che ognuno ci dice di fare. Da oggi, stiamo incrementando i colpi e minimizzando il pericolo", ha spiegato. 

 

Israele: più di 2 mila ultraortodossi si arruolano

Oltre 2mila ultraortodossi hanno chiesto di arruolarsi come volontari nell'esercito israeliano. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Daniel Hagari, sottolineando che c'è una crescente richiesta da parte di 'haredim'. Lo riferisce Times of Israel.
Molte comunità ultraortodosse evitano il servizio militare, una questione che ha provocato una forte divisione nella società israeliana.

 

Star di Hollywood firmano appello per il cessate il fuoco a Gaza

Da Cate Blanchett a Florence Pugh, da Jessica Chastain a Joaquin Phoenix, fino a Kristen Stewart, Michael Moore, Oscar Isaac e Susan Sarandon: anche le star di Hollywood scendono in campo per chiedere un cessate il fuoco a Gaza. Con una lettera aperta, pubblica dall'organizzazione Artists 4 Ceasefire, esortano il presidente degli Stati Uniti Joe Biden a "chiedere un'immediata de-escalation e un cessate il fuoco a Gaza e in Israele prima che un'altra vita vada persa".
"Più di 5.000 persone sono state uccise nell'ultima settimana e mezzo - un numero che qualsiasi persona di coscienza sa essere catastrofico.
Crediamo che ogni vita sia sacra, indipendentemente dalla fede o dall'etnia, e condanniamo l'uccisione di civili palestinesi e israeliani", si legge nella lettera che reca una cinquantina di firme tra attori e musicisti, tra i quali figurano Andrew Garfield, Quinta Brunson, Ayo Edebiri, Hasan Minhaj, Dua Lipa, Sandra Oh, Jeremy Strong, Rachel Sennott e Ramy Youssef. L'appello esorta gli Stati Uniti e tutti i leader mondiali "a onorare tutte le vite in Terra Santa e a chiedere e facilitare un cessate il fuoco senza indugio, la fine dei bombardamenti su Gaza e il rilascio sicuro degli ostaggi.
Metà dei due milioni di abitanti di Gaza sono bambini e più di due terzi sono rifugiati e costretti a fuggire dalle loro case. Bisogna permettere agli aiuti umanitari di raggiungerli". "Riteniamo che gli Stati Uniti possano svolgere un ruolo diplomatico fondamentale per porre fine alle sofferenze e ci uniamo alle voci del Congresso degli Stati Uniti, dell'Unicef, di Medici senza frontiere, del Comitato internazionale della Croce Rossa e di molti altri. Salvare vite umane è un imperativo morale", si legge nell'appello.
 

 

Onu: “Domani forse altri aiuti a Gaza, imperativo che arrivi carburante”

"C'è la possibilità che domani possano arrivare altri aiuti". E' quanto ha dichiarato, in un'intervista a Al Jazeera, Martin Griffiths, coordinatore delle operazioni umanitarie dell'Onu, pur sottolineando che si tratta di aiuti molto inferiori a quelli di cui ha bisogno la popolazione di Gaza. "Speriamo che gli aiuti possano entrare ogni giorno - ha aggiunto - e speriamo che possa diventare un'operazione a larga scala efficiente ed affidabile". In particolare, Griffiths insiste sul fatto che gli aiuti debbano comprendere il carburante, invio a cui Israele si oppone sostenendo che potrebbe essere confiscato da Hamas ed usato per i combattimenti. "Abbiamo bisogno del carburante", afferma il coordinatore Onu, ricordando come questo sia essenziale per i bisogni dei civili, comprese le cure sanitarie. E spiegando che nei negoziati in corsi si sta cercando di sviluppare un sistema con cui si possa "in modo chiaro e trasparente monitorare che il carburante che entra non sia usato per la guerra ma solo per scopi pacifici".
 

 

Martedì probabile visita Emmanuel Macron in Israele

Il presidente francese Emmanuel Macron dovrebbe arrivare martedì in visita in Israele. Lo scrive il quotidiano israeliano Haaretz.

 

Blinken a Mikati (premier Libano): “Considerare effetti per popolazione se Libano viene trascinato nel conflitto”

In una conversazione telefonica con il premier libanese ad interim Najib Mikati, Antony Blinken "ha affermato il sostegno degli Usa al popolo libanese e sottolineato la crescente preoccupazione per le crescenti tensioni al confine sud del Libano". E' quanto riferisce oggi il portavoce del dipartimento di Stato, Matthew Miller, aggiungendo che nel colloquio, avvenuto ieri, il segretario di Stato ha "ribadito l'importanza di rispettare gli interessi del popolo libanese, che avrebbe delle conseguenze se il Libano fosse trascinato nel conflitto istigato dall'attacco terroristico di Hamas contro Israele". Infine, Blinken ha espresso le sue condoglianze "alle famiglie dei civili libanesi che hanno tragicamente perso la vita nel conflitto, e ribadito il continuo sostegno Usa alle forze armate libanesi e le forze di sicurezza interne, unici legittimi garanti della stabilità e integrità territoriale del Libano".

 

Hezbollah: siamo già in guerra per indebolire Israele

"Oggi siamo nel cuore della battaglia" tra Israele e Hamas. Lo ha detto il vice leader del gruppo libanese di Hezbollah, lo sceicco Naim Kassem. "Stiamo cercando di indebolire il nemico israeliano e di fargli sapere che siamo pronti", ha detto Kassem, commentando i razzi lanciati dal sud del Libano verso Israele. Kassem ha aggiunto che il suo gruppo, che è alleato di Hamas, sta già influenzando il corso del conflitto riscaldando il confine tra Libano e Israele e tenendo tre divisioni dell'esercito israeliano impegnate nel nord così che non possano combattere a Gaza. "Credete che, se cercate di schiacciare la resistenza palestinese, altri resistenti nella regione non agiranno?", ha continuato Kassem in un discorso tenuto oggi durante il funerale di un combattente di Hezbollah. Oggi il gruppo libanese ha fatto sapere che uno dei propri combattenti è stato ucciso, portando a 14 il totale dei suoi militanti uccisi dal 7 ottobre.

 

Capo esercito: “Entreremo a Gaza per distruggere Hamas”

"Entreremo a Gaza. Inizieremo una missione operativa e professionale per distruggere gli agenti di Hamas, le infrastrutture di Hamas, e terremo in mente anche le immagini, le scene e i caduti dello Shabbat di due settimane fa". Lo ha detto il capo di stato maggiore dell'esercito Herzi Halevi riferendosi all'attacco di sabato 7 ottobre.

 

Biden: successi Israele e Ucraina vitali per sicurezza

"So che questi conflitti possono sembrare lontani. E' naturale chiedersi: perché questo importa all'America? Il successo di Israele e dell'Ucraina è vitale per la nostra sicurezza nazionale. La storia ci ha insegnato che quando i terroristi e i dittatori non pagano un prezzo, causano più morte e distruzione". Lo scrive sui social il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden.

 

Meloni atterrata a Tel Aviv

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è giunta all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, accolta dall’ambasciatore d’Italia in Israele, Sergio Barbanti. Nell’agenda della premier ci sono gli incontri col primo ministro Benjamin Netanyahu e col presidente israeliano Isaac Herzog.

 

Abu Mazen a Meloni: "Pace si ottiene con la soluzione a 2 Stati"

Nell'incontro con la premier Giorgia Meloni, il presidente palestinese Abu Mazen ha sottolineato "che la pace e la sicurezza si ottengono attraverso l'attuazione della soluzione dei due Stati basata su risoluzioni di legittimità internazionale, che comprende l'intero territorio dello Stato di Palestina in Cisgiordania, comprese Gerusalemme Est e la Striscia di Gaza, e il riconoscimento dello Stato di Palestina". Lo riporta l'agenzia di stampa palestinese Wafa riferendo del colloquio a margine del summit del Cairo. Abu Mazen ha sottolineato "il rifiuto categorico dello Stato di Palestina allo sfollamento dei palestinesi dalla Striscia di Gaza, dalla Cisgiordania o da Gerusalemme" e ha ringraziato Meloni "per il continuo sostegno dell'Italia alla soluzione politica basata sulla soluzione dei due Stati" e "per gli aiuti allo sviluppo e al rafforzamento delle istituzioni".
Nell'incontro si è anche discusso "dell'importanza di introdurre materiali di soccorso medico e alimentare e di fornire acqua e elettricità" ai palestinesi.

 

Qatar: “Lavoriamo per il rilascio di altri ostaggi”

Il Qatar sta lavorando per il rilascio di altri ostaggi. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani, precisando, si legge su Sky news Uk, che c'è un coordinamento costante con gli Stati Uniti e gli altri partner internazionali per il rilascio degli ostaggi e per ridurre l'escalation a Gaza. Al Thani ha reso noto che oggi ha avuto un colloquio telefonico con Antony Blinken, all'indomani del rilascio, ottenuto con la mediazione del Qatar, di due cittadine americane prese in ostaggio da Hamas.
 

 

Medici senza Frontiere lancia allarme: sistema sanitario di Gaza a rischio collasso

Il sistema sanitario di Gaza "rischia il collasso". È l'allarme lanciato da Medici senza Frontiere (Msf). In una serie di post su X (l'ex Twitter), l'organizzazione ha affermato che gli ospedali di Gaza sono "sovraccarichi e privi di risorse". Di recente "abbiamo fatto una grande donazione di scorte mediche, tra cui medicinali, narcotici e attrezzature mediche all'ospedale al Shifa, la principale struttura chirurgica della Striscia" di Gaza, ha aggiunto l'organizzazione. "Abbiamo consegnato tutto quello che ci era rimasto, tutte le nostre forniture mediche, all'ospedale al Shifa di Gaza City, due giorni fa. Abbiamo visto centinaia di persone rifugiarsi ed era difficile camminare all'interno", ha dichiarato Loay Harb, infermiera di Msf a Gaza.

 

Tajani: "Sradicare Hamas dal territorio di Gaza"

"Hamas deve essere sradicato dal territorio di Gaza e l'organizzazione terroristica deve essere tolta da quel territorio": lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando con i giornalisti a Perugia dove ha partecipato ad un incontro organizzato da Forza Italia.
"Non bisogna confondere Hamas con il popolo palestinese che è un'altra cosa - ha detto Tajani - . Bene che si sia aperto oggi il corridoio di Rafah e che siano arrivati i primi aiuti umanitari. Ci auguriamo che presto possano essere liberati gli ostaggi e che possano tornare anche in Italia gli italiani che sono oggi nella Striscia di Gaza". "Noi siamo assolutamente convinti - ha proseguito il vice presidente del Consiglio - che nessuno può arrogarsi il diritto di togliere Israele dalla carta geografica ed è giusto che il popolo palestinese abbia un suo Stato. Due Stati che si riconoscano amichevolmente e che possano poi convivere. Il mutuo riconoscimento è il modo migliore per garantire pace e stabilità. Certo, ci sono quelli che non vogliono, e l'iniziativa di Hamas puntava proprio a interrompere il dialogo tra i Paesi arabi e Israele sperando in una reazione violenta da parte di quest'ultimo dopo la strage di innocenti. Noi dobbiamo fare l'esatto contrario di quello che fa Hamas e non dobbiamo assecondare il suo gioco". 

 

Attacco israeliano: incendio a Gaza sud

"Un "grande incendio" è scoppiato oggi pomeriggio nella zona di Bani Suhaila a Khan Younis in seguito ad un attacco aereo israeliano su una casa. Lo rende noto il ministero dell'Interno palestinese. La CNN ha ottenuto un filmato da Khan Younis che mostra un grande pennacchio di fumo che si innalza sopra l'orizzonte nella città meridionale della Striscia di Gaza. Le forze di difesa israeliane non avevano alcuna informazione immediata sulle circostanze dell'apparente attacco.

 

Israele e Hezbollah: ancora conflitti a fuoco in zona di confine

Esercito israeliano e combattenti libanesi di Hezbollah sono stati nuovamente coinvolti in conflitti a fuoco nella zona di confine. Sulle sue reti, le Idf hanno pubblicato questo pomeriggio diversi video che mostrano attacchi a postazioni strategiche di Hezbollah. Uno ha preso di mira "la cellula terroristica che ha lanciato un missile anticarro verso la regione di Margaliot", nel nord di Israele, secondo le Idf (Forze di difesa israeliane). L'altro è stato sparato contro un posto di osservazione di Hezbollah. Inoltre, un carro armato delle Idf ha colpito un altro posto di osservazione di Hezbollah. L'agenzia di stampa nazionale libanese (Nna) ha riferito di diversi bombardamenti israeliani nei pressi delle città di Hula, Dhayra e Alma al-Shaab. "Hezbollah ha deciso di partecipare alla lotta e ne sta pagando il prezzo", ha avvertito il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, durante una visita ai soldati di stanza nel nord del Paese, avvertendoli che li attendono "grandi sfide". Lo stesso giorno, il numero 2 di Hezbollah, sceicco Naim Qassem, ha nuovamente minacciato un'escalation: "A seconda degli eventi, se si presenterà qualcosa che richiederà un maggiore intervento da parte nostra, lo faremo", ha avvertito al funerale di un combattente di Hezbollah.

 

In 100.000 a manifestazione pro Palestina a Londra

Gaza: civili con doppio passaporto ancora bloccati al valico di Rafah

I palestinesi con doppia cittadinanza continuano ad essere bloccati al valico di Rafah, fra la Striscia di Gaza e l'Egitto. Molti di loro si erano precipitati sul posto alla notizia dell'apertura del confine per l'arrivo di 20 camion con aiuti umanitari, sperando di poter lasciare Gaza. Lo riferisce Times of Israel, secondo il quale non è chiaro se a impedire l'uscita dei palestinesi con doppio passaporto siano gli egiziani o le autorità di Hamas.

 

Tajani: fare di tutto per evitare escalation

"Bisogna fare di tutto per evitare una escalation come sta facendo il governo italiano che è tornato ad essere protagonista nell'area del mediterraneo e nelle aree del Medio Oriente". Così il vice presidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, a margine dell'incontro Forza Italia per l'Umbria e per l'Italia, che si sta svolgendo a Perugia. "Ci confrontiamo con Israele ma ci confrontiamo anche con i paesi Arabi con i paesi del G7, con tutti i Paesi dell'Unione europea," ha aggiunto Tajani, sottolineando che "lavoriamo perché non ci sia un allargamento della guerra perché la popolazione civile non debba soffrire, non debba accadere mai più quello che è successo al confine tra il territorio di Gaza e Israele dove i terroristi di Hamas hanno ammazzato come facevano i nazisti persone solo perché ebree. Questo è inaccettabile".

 

Polizia: 100mila a manifestazione Londra pro Palestina

Secondo le stime della polizia di Londra, 100.000 persone si sono unite oggi a una manifestazione filo-palestinese. "Alle 14 (ore 15 in Italia) stimiamo che il numero dei manifestanti sia di 100.000 persone", ha detto la polizia. Una foto pubblicata dalla polizia metropolitana sui social media mostra i manifestanti riuniti nella zona di Whitehall, dove si trovano numerosi edifici governativi. Questa settimana sono scoppiate proteste a livello globale, in particolare nel mondo arabo, con migliaia di manifestanti che sono scesi in piazza in Egitto, Giordania, Libano, Iraq, Yemen e Cisgiordania dopo la preghiera islamica del venerdi' per protestare contro le azioni di Israele nella sua guerra contro Hamas.

 

Salta la dichiarazione finale al vertice del Cairo

Il summit per la pace al Cairo si è concluso senza dichiarazione finale condivisa da tutti i partecipanti, ma solo con un comunicato della presidenza egiziana che ha promosso il vertice. Il motivo sono le divergenze fra le diplomazie del gruppo dei Paesi arabi con quello occidentale, spiega Sky News Arabia citando fonti diplomatiche di alto livello. "I rappresentanti occidentali - dicono le fonti - volevano che la dichiarazione includesse solo una condanna di Hamas, mentre si rifiutavano di condannare Israele per l'uccisione di migliaia di civili a Gaza o di chiedere un cessate il fuoco urgente e l'ingresso di aiuti nella Striscia". 

 

Medici Senza Frontiere: aiuti arrivati oggi a Gaza assolutamente insufficienti, "rispetto ai bisogni disperati della popolazione"

Il numero di camion autorizzati oggi a portare aiuti a Gaza attraverso il valico di Rafah è del tutto insufficiente rispetto ai bisogni disperati della popolazione, sotto assedio totale e bombardamenti incessanti da due settimane. Lo dichiara Medici Senza Frontiere (Msf) che ritiene essenziale l'arrivo di un maggior numero di aiuti a Gaza su base regolare e che sia garantito un passaggio sicuro per farli arrivare dove c'è più bisogno. Prima dell'assedio, si legge in una nota dell'organizzazione, ogni giorno centinaia di camion carichi di rifornimenti entravano a Gaza perché la popolazione nella Striscia dipende totalmente dagli aiuti esterni. Adesso cibo, acqua e medicine sono disperatamente necessari, oltre al carburante fondamentale per effettuare interventi ospedalieri salvavita e garantire la disponibilità di acqua pulita.
Guillemette Thomas, coordinatrice medico di Medici Senza Frontiere per la Palestina, basata a Gerusalemme, ha rilasciato la sua testimonianza. "Oggi un numero estremamente alto di feriti sta arrivando negli ospedali, si tratta di pazienti molto gravi che necessitano di cure complesse", ha detto, "Secondo i nostri colleghi che lavorano ancora all'ospedale al Shifa, presto l'ospedale rimarrà senza carburante e quindi senza elettricità. Questo significa che tutti i pazienti attualmente nei reparti di terapia intensiva collegati ai ventilatori e i bambini nelle incubatrici moriranno a causa della mancanza di elettricità. Le sale operatorie non potranno più funzionare, i pazienti non potranno più essere operati e il numero delle vittime aumenterà notevolmente nelle prossime ore".

Negoziatori: caute speranze che Hamas rilasci altri ostaggi

I negoziatori nutrono la cauta speranza che il rilascio di ieri delle due cittadine americane "possa portare alla liberazione di altri ostaggi" in mano ad Hamas. E' quanto riferisce una fonte diplomatica informata sui negoziati in corso, riporta oggi Nbcnews. "Gli israeliani sono chiari nel dire che non vogliono parlare fino a quando gli ostaggi non saranno rilasciati, quindi sarebbe meglio per Hamas rilasciarli velocemente - è il ragionamento del diplomatico - perché questo potrebbe portare ad un dialogo più ampio o a una mediazione".
I negoziati, che vedono il Qatar impegnato in prima linea, sulla sorta degli ostaggi hanno avuto "degli alti e dei bassi", con un momento positivo dopo la visita a Doha di Antony Blinken, con una battuta d'arresto dopo l'esplosione nell'ospedale di Gaza.
Ora con il rilascio di Judith Tai Raanan e Natalie Shoshana Raanan, "la speranza è che questo venga visto come un ramoscello d'ulivo", spiegano ancora le fonti. C'è poi anche l'inizio "dell'arrivo degli aiuti" a Gaza, "per quanto non sia parte di uno scambio o di un accordo: questi costituiscono passi positivi che si spera possano condurre ad altri passi positivi e disponibilità", concludono le fonti.

 

Egitto: palestinesi devono godere di stessi diritti di tutti

"Le vite perse ogni giorno durante l'attuale crisi e le donne e i bambini che tremano terrorizzati sotto gli attacchi aerei 24 ore su 24 impongono che la risposta della comunità internazionale sia commisurata alla gravità dell'evento". È quanto scrive in una nota la presidenza egiziana al termine del vertice al Cairo sul conflitto tra Israele e Hamas. "Il popolo palestinese deve godere di tutti i diritti di cui godono gli altri popoli, a cominciare dal diritto supremo, che è quello alla vita", continua la nota, "e il diritto a trovare un alloggio sicuro, un’assistenza sanitaria dignitosa e un’istruzione per i propri figli e soprattutto deve avere un Stato che incarna la loro identità e al quale sono orgogliosi di appartenere".

 

Hamas: finché Israele bombarda i militari ostaggi restano tali

"La nostra posizione nei confronti dei prigionieri dell'esercito israeliano è chiara: si tratta di un possibile scambio di prigionieri, ma non ne discuteremo finché Israele non porrà fine alla sua aggressione a Gaza e ai palestinesi". Lo afferma l'esponente di Hamas, Osama Hamdan, in una conferenza televisiva.

 

Fonti esercito: le case usate da Hamas sono obiettivi legittimi

Per Israele è cambiata la definizione di ciò che costituisce "un obiettivo legittimo" a causa dell'uso delle strutture civili fatto da Hamas. Lo ha detto una fonte militare spiegando che Hamas "ha cambiato una casa privata in un obiettivo legittimo. Chiunque  sostenga quella casa, è un obiettivo legittimo".
La stessa fonte ha poi detto che l'esercito non colpirà le zone a Gaza dove viene distribuito l'aiuto umanitario a meno che da quelle stesse zone non siano lanciati razzi verso il territorio dello stato ebraico. "Sono - ha specificato - zone sicure. Abbiamo un sistema con cui se una area è una zona sicura, dichiariamo quella stessa zona 'sicura'. E non le attaccheremo". 

 

Ucciso a Gaza uno dei comandanti dell'ala militare di Hamas

Un comandante delle  Brigate al Qassam, ala militare di Hamas, Talal Al Hindi è stato ucciso a Gaza in una attacco di Israele. Lo riferiscono i media secondo Al Hindi è stato ucciso a casa sua con la moglie e alcuni membri della sua famiglia. Per ora non c'è conferma da parte dell'esercito.

 

Netanyahu è stato contestato dai cittadini di Beersheva

Il premier Benyamin Netanyahu, in visita insieme ad altri membri del governo di guerra nella città meridionale di Beersheva è stato contestato da diversi israeliani che gli hanno gridato di dimettersi. Lo ha riferito il Times of Israel secondo cui uno dei manifestanti - di quelli accorsi appena saputo la notizia del suo arrivo - gli ha detto "questi sono gli ultimi giorni del tuo corrotto regime". Insieme a Netanyahu c'erano i ministri Yoav Gallant e Benny Gantz. A Beersheva c'è la sede del comando del fronte sud dove si sta preparando l'offensiva di terra a Gaza.

Hezbollah: un nostro soldato ucciso da Israele, è il primo

Hezbollah ha annunciato l'uccisione del primo soldato dell'organizzazione a seguito dell'intenso scambio di fuoco con Israele avvenuto verso il villaggio di Houla, nel settore orientale del sud del Libano, nei pressi della Linea Blu. Lo riferiscono Haaretz e Al Jazeera. 

Palazzo Chigi: necessità di evitare un'espansione del conflitto al centro del colloquio tra Meloni e al-Sisi

A margine del vertice per la pace del Cairo, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto un incontro con il presidente della Repubblica araba d'Egitto, Abdel Fattah al-Sisi. Il colloquio si è incentrato sul grave conflitto in corso in Medio Oriente e sulla necessità di sostenere un'urgente e coordinata azione diplomatica volta a contenere la sua ulteriore espansione. In questo senso, il presidente Meloni ha sottolineato l'importanza del vertice organizzato dal Cairo e il confronto tra tutti gli Stati partecipanti. L'incontro è stata anche un'occasione per approfondire le urgenti necessità umanitarie a Gaza. Italia ed Egitto continueranno a lavorare nelle prossime settimane in uno spirito di rafforzata collaborazione". Lo comunica palazzo Chigi.

Forze di difesa israeliane: i miliziani di Hamas hanno inviato foto degli israeliani uccisi ai loro parenti

Hamas avrebbe rubato i telefonini degli israeliani uccisi nell'attacco ai kibbutz dello scorso 7 ottobre ed ha inviato le immagini dei loro corpi ai parenti. Lo ha scritto su X l'esercito israeliano che pubblica anche uno scatto al riguardo con la scritta "immaginate di ricevere questa foto di uno dei vostri familiari". 

Forze di difesa israeliane: le case civili sono un obiettivo legittimo se usate da Hamas

La definizione di "obiettivo legittimo" è cambiata, perché l'uso di infrastrutture civili da parte di Hamas "trasforma una casa privata in un obiettivo legittimo. E chiunque sostenga quella casa è un obiettivo legittimo". È quanto ha affermato un alto funzionario delle Forze di difesa israeliane (Idf) parlando ai giornalisti e riconoscendo che l'Idf ha attaccato case nella Striscia di Gaza in cui tra i civili abiterebbero anche militanti. Ha invece assicurato che l'esercito evita di colpire zone di Gaza dove vengono distribuiti gli aiuti umanitari, a meno che non vengano lanciati razzi dall'area. "Abbiamo un sistema per cui ogni volta che decidiamo che un'area è una zona sicura, dichiariamo di non attaccare in quest'area", ha spiegato.

Riprendono gli scambi di fuoco al confine tra Israele e Libano

Dopo un nuovo lancio dal Libano di un missile anti tank verso il kibbutz di Baram nel nord di Israele, l'esercito israeliano sta ora colpendo oltre confine. Lo ha detto il portavoce militare.

Hamas: sugli ostaggi militari trattiamo solo dopo la fine dei raid. Se Israele invade, "il 7 ottobre non sarà nulla a confronto di quel che subiranno"

Hamas non discuterà della sorte degli ostaggi militari fino a quando Israele non avrà smesso di bombardare la Striscia di Gaza. Lo ha detto Osama Hamdan, il rappresentante di Hamas in Libano, durante una conferenza stampa a Beirut. "Fino a quando sarà in corso l'aggressione nemica di questo non trattiamo", ha detto Hamdan. Se Israele dovesse lanciare l'offensiva terrestre dentro la Striscia di Gaza, ha aggiunto Hamdan parlando all'Ansa, "quello che hanno subìto il 7 ottobre non sarà nulla a confronto a quello che subiranno. La resistenza è pronta a ogni scenario", ha aggiunto

Londra, centomila in piazza per la Palestina (Video)

Hamas: vogliamo chiudere sugli ostaggi civili appena possibile

Vogliamo chiudere il dossier degli ostaggi civili appena possibile: lo ha detto all'Ansa a Beirut Osama Hamdan, rappresentante di Hamas in Libano a margine di una conferenza stampa. "Lavoriamo con tutti i mediatori per chiudere il dossier dei civili appena le condizioni di sicurezza saranno opportune", ha detto Hamdan. Hamas, Israele è responsabile dell'incolumità degli ostaggi. "Riteniamo l'occupazione (israeliana) responsabile dell'incolumità dei civili alla luce dell'incessante bombardamento fascista sulla Striscia di Gaza", ha aggiunto.

Bilaterale tra Giorgia Meloni e Abdel Fattah al-Sisi

A margine del vertice del Cairo per la pace, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto un incontro bilaterale con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. La premier ha lasciato il summit per dirigersi all'aeroporto da dove volerà a Tel Aviv. 

Hamas: contatti in corso per la liberazione degli ostaggi civili

"Ci sono contatti in corso" tra Hamas e i mediatori arabi, "Egitto e Qatar", per la liberazione di altri ostaggi civili presi dal movimento islamico palestinese il 7 ottobre scorso. Lo ha detto all'ANSA Osama Hamdan, rappresentante di Hamas a Beirut a margine di una conferenza stampa.

Meloni ad Abbas: l'Italia sostiene l'Autorità nazionale palestinese

"A margine del Vertice del Cairo per la Pace, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto un lungo e cordiale incontro bilaterale con il presidente Mahmud Abbas". Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi, spiegando che "nel corso del colloquio, è stato confermato il sostegno dell'Italia alla legittima Autorità rappresentativa del popolo palestinese, il quale certamente non si identifica con Hamas. Ribadito inoltre il sostegno alla prospettiva dei due Stati".

Le forze di difesa israeliane hanno fatto irruzione in casa del numero due di Hamas, in Cisgiordania

Le truppe israeliane hanno fatto irruzione nella casa del leader di Hamas in Cisgiordania e hanno arrestato membri della sua famiglia. Lo riporta Haaretz, citando testimoni oculati. Saleh al-Aruri, tra i fondatori dell'ala militare di Hamas - le Brigate Ezzedin al-Qassam - è considerato il vice del capo di Hamas Ismail Haniyeh e uno dei fondatori dell'ala militare del gruppo estremista islamico palestinese. Al-Aruri ha la sua base in Libano ed è considerato un obiettivo chiave per Israele in seguito agli attacchi del 7 ottobre.

Centomila manifestanti a Londra a sostegno dei palestinesi

A Londra centomila manifestanti, secondo quanto riferito dalla polizia metropolitana, hanno marciato oggi nel centro di Londra per mostrare sostegno ai palestinesi. I co-organizzatori, Palestine Solidarity Campaign, chiedono un cessate il fuoco immediato a Gaza e l'invio di "tutti gli aiuti umanitari". 

Manifestazione per la Palestina a Londra Stefan Rousseau/PA Images via Getty Images
Manifestazione per la Palestina a Londra

In migliaia a una nuova manifestazione pro Palestina a Tunisi

- Anche oggi il centro di Tunisi è stato attraversato da un corteo di migliaia di persone in segno di solidarietà con il popolo palestinese. Organizzata dal Comitato di sostegno alla resistenza palestinese, la manifestazione ha raccolto adesioni dalle varie organizzazioni della società civile, da diversi esponenti sindacali e della sinistra tunisina. Il corteo è partito dalla Piazza dei Diritti Umani in avenue Mohamed V per arrivare sull'avenue Habib Bourguiba accompagnato da slogan contro "l'occupazione israeliana" e appelli alle autorità tunisine affinché accelerino l'adozione di una legge per la criminalizzazione della normalizzazione dei rapporti con lo stato di Israele. Tra le fila dei manifestanti il sindacato Ugtt, la Lega tunisina per i diritti umani, l'Associazione delle donne democratiche, l'Ordine degli avvocati, l'Unione nazionale delle donne e molte altre organizzazioni della società civile, ma anche partiti di sinistra, in particolare Al Watad e il Partito dei Lavoratori. Molte le bandiere palestinesi sventolate dai manifestanti, mentre una bandiera israeliana è stata bruciata davanti al Teatro Municipale, riferiscono fonti locali.

Manifestazione a Tunisi FETHI BELAID / AFP
Manifestazione a Tunisi

Blinken: mantenere aperto il valico di Rafah

Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha esortato "tutte le parti a mantenere aperto il valico di Rafah per consentire il continuo movimento di aiuti che sono indispensabili per il benessere della popolazione di Gaza". Ha poi ringraziato Egitto, Israele e le Nazioni Unite per aver facilitato il passaggio del primo convoglio di aiuti umanitari a Gaza: "Un convoglio ha attraversato questa mattina il confine di Rafah verso Gaza nell'ambito di una crisi umanitaria che cresce di giorno in giorno", ha scritto su X il segretario di Stato Usa. "Ringraziamo i nostri partner in Egitto e Israele e le Nazioni Unite per aver facilitato il passaggio sicuro di questi aiuti salvavita".

Meloni: Hamas non difende la Palestina, fa jihad

"La mia idea è che, per le modalità con cui Hamas ha attaccato Israele, è che la causa palestinese non c'entri nulla. Quello che si sta perseguendo è una jihad islamica. Si sta perseguendo il tentativo di impedire un processo di normalizzazione nel Medio Oriente". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni incontrando la stampa al Cairo, al margine del vertice internazionale. “C'è e ci sarà una strategia di divisione, per creare uno scontro di civiltà e una guerra di religione. Ma non lo deve diventare, perché non lo è”, ha spiegato la premier." A Netanyahu voglio fare questo ragionamento - ha proseguito -  sapete come noi difendiamo il diritto di Israele a esistere e difendersi di fronte a scene di totale disumanizzazione del popolo ebraico. Non è stato pienamente colto che in quelle immagini” degli attentati di Hamas "c'era un antisemitismo che viene molto prima della questione israelo-palestinese. Noi difendiamo il diritto di Israele a esistere, difendersi, a garantire la sicurezza dei propri cittadini, ma anche qui credo che il modo migliore, anche per difendere Israele sia non consentire l'isolamento di Israele dalle nazioni che hanno lavorato per un processo di normalizzazione, quindi impedire che il conflitto si propaghi. Questo è il disegno di alcuni che hanno mosso il primo attacco di Hamas". Quanto alla diplomazia, Meloni ha affermato: "Dall'inizio ho parlato soprattutto con i paesi del Nord Africa, con quelli arabi e del Golfo. È fondamentale portare avanti questa strategia è la cosa più preziosa che abbiamo, e quindi la presenza anche a livello di leader per l'Italia. Io ho fatto volutamente la scelta di venire a questo vertice. Secondo me i leader devono esserci in questi momentii leadar devono esserci in questi momenti. Già l'apertura del varco di Rafah è un risultato concreto. Piccoli passi a piccoli passi".

Guterres: a Gaza serve molto di più di 20 camion di aiuti

 "Un convoglio di 20 camion della Mezzaluna Rossa egiziana si è mossa oggi verso Gaza. La popolazione di Gaza ha bisogno di un impegno per molto di più: una fornitura continua di aiuti nella misura necessaria. Stiamo lavorando senza sosta con tutte le parti interessate per realizzarlo". Lo scrive su X il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres.

Sirene di allarme per razzi da Gaza a Tel Aviv

Sono risuonate da poco a Tel Aviv e nel centro di Israele le sirene di allarme per l'arrivo dei razzi da Gaza. Lo ha constatato l'Ansa sul posto.

Unicef: 44 mila bottiglie d'acqua con i primi aiuti a Gaza

Oltre 44.000 bottiglie di acqua potabile fornite dall'Unicef - sufficienti per 22.000 persone per un giorno - hanno attraverso oggi il valico di Rafah, parte di un convoglio di 20 camion con la Mezzaluna Rossa egiziana, l'Organizzazione Mondiale della Sanità e il Programma Alimentare Mondiale. Lo rende noto l'Unicef, in una nota. "Con un milione di bambini a Gaza che stanno affrontando una grave crisi umanitaria e di protezione, la fornitura di acqua è una questione di vita o di morte. Ogni minuto è importante", ha dichiarato il direttore generale dell'Unicef Catherine Russell. "Questa prima, limitata quantità di acqua salverà delle vite, ma i bisogni sono immediati e immensi: non solo di acqua, ma anche di cibo, carburante, medicine e beni e servizi essenziali. Se non saremo in grado di fornire forniture umanitarie costanti, ci troveremo di fronte alla minaccia reale di epidemie pericolose per la vita", ha aggiunto. 

Turchia: Israele smetta essere ostile con i palestinesi

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, presente al vertice della pace al Cairo  ha affermato che "la Palestina sta vivendo una grande tragedia" e che "non vi sono scuse per applicare questa punizione collettiva al popolo palestinese". Fidan ha aggiunto che "la comunità internazionale deve cooperare con noi e inviare un messaggio chiaro in questo momento pericoloso", mentre "Israele deve smettere di lanciare le sue operazioni ostili contro il popolo palestinese". Il ministro degli Esteri turco ha poi messo sottolineato che "non permetteremo ulteriori offese contro il popolo palestinese, perché se questa crisi continuerà, potrebbe estendersi all'intera regione. Pertanto, deve esserci una soluzione giusta e di pace globale per questa regione". Fidan ha spiegato che "dobbiamo trarre vantaggio da tutti gli sforzi per ritornare sulla via della pace basata su due Stati, affinché ci sia uno Stato palestinese indipendente prima dei confini del 1967, con Gerusalemme Est come capitale".

Bilaterale Sánchez-Abbas: dalla Spagna più aiuti alla Palestina

"Nel corso del summit del Cairo ho incontrato il presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas, e gli ho espresso il nostro sostegno e la nostra solidarietà con la sofferenza della popolazione di Gaza. La Spagna aumenterà gli aiuti umanitari e la cooperazione alla Palestina": lo ha scritto su X il premier spagnolo, Pedro Sánchez.

Forze di difesa israeliane: approvati i piani per l'operazione di terra

Le forze di difesa israeliane stanno continuando i suoi preparativi per la "prossima fase della guerra, inclusa l'operazione di terra". Lo ha detto il portavoce militare aggiungendo che in questi giorni "sono stati approvati piani per espandere le attività operazionali". "Le truppe, sia quelle in servizio sia i riservisti, sono schierati sul campo e si stanno addestrando in accordo con i piani operativi approvati".

Hamas: "Serve carburante, facciamo appello alla comunità internazionale"

"Facciamo appello alla comunità internazionale e all'Egitto affinché lavorino immediatamente per portare carburante e bisogni sanitari di emergenza prima che altre vittime si perdano negli ospedali". È quanto si legge in una nota del  ministero della Salute di Gaza, controllato da Hamas. La nota sottolinea che l’esclusione del carburante dagli aiuti umanitari che stanno raggiungendo la Striscia dall'Egitto metterà in pericolo la vita dei malati e dei feriti.

Cleverly: dobbiamo garantire che Hamas non vinca

"Stiamo vedendo tutti sui social media e nelle nostre comunità quanto la situazione attuale sia diventata divisiva e polarizzante. Abbiamo il dovere di lavorare insieme per evitare che l'instabilità travolga la regione e mieti ulteriori vittime. Dobbiamo garantire che Hamas non vinca. Dobbiamo garantire che la coesistenza pacifica vinca". Lo ha detto il ministro degli Esteri britannico James Cleverly al summit del Cairo, secondo quanto riportato dal Guardian. Cleverly ha invitato Israele ad "alleviare le sofferenze del popolo di Gaza" e ha affermato che il Regno Unito ha parlato direttamente al governo israeliano della necessità di osservare il diritto internazionale e preservare le vite civili a Gaza, sollecitando "professionalità e moderazione" da parte dell'esercito dello Stato ebraico. Londra "crede ancora nel potere della diplomazia" e che una soluzione a due Stati sia possibile, ha aggiunto. 

Colonna: Israele ha diritto a difendersi ma la risposta sia giusta

"Israele ha il diritto di difendersi" ma la risposta deve essere "giusta" e "coerente con il diritto internazionale". Lo ha dichiarato la ministra degli Esteri francese Catherine Colonna al summit del Cairo, secondo quanto riportato dal Guardian. Colonna ha sottolineato che Hamas "non rappresenta la causa palestinese", aggiungendo che i civili "non sono responsabili delle azioni del gruppo. Respingiamo le azioni di Hamas e invitiamo tutte le parti internazionali a condannare queste azioni". Secondo la ministra francese, è necessario raggiungere un consenso su come fornire aiuti alla Palestina in modo sostenibile. Gli aiuti umanitari dovrebbero "concentrarsi sui settori più vulnerabili" e deve esserci un cessate il fuoco, affinché coloro che desiderano uscire dalla Striscia di Gaza possano farlo "senza alcun impedimento".

Baerbock: i terroristi non parlano per i palestinesi

In tutta la regione" mediorientale "vediamo dolore e paura. Non c'è dubbio: tutte le vite dei civili contano allo stesso modo". Lo ha detto la ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock nel suo intervento al vertice al Cairo, sottolineando che la causa delle sofferenze è Hamas e i suoi "crimini atroci". Baerbock ha poi ribadito che il governo tedesco è solidale con Israele , la cui sicurezza "non è negoziabile" e che che gli autori del terrorismo "non parlano per il popolo palestinese, ma parlano solo per se stessi". 

La premier Meloni al summit per la pace al Cairo:"Colpiti civili inermi. Condannare senza ambiguità" (Video)

Unrwa: fondamentale che carburante arrivi a Gaza

Juliette Touma, direttrice delle comunicazioni dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa), ha detto ad Al Jazeera che è "assolutamente fondamentale" che il carburante arrivi a Gaza. "È fondamentale per le nostre operazioni all'Unrwa e il carburante è importante anche per pompare l'acqua nei rubinetti della gente", ha aggiunto. Touma ha anche accolto con favore l'apertura del valico di Rafah, che ha permesso ai convogli di aiuti di entrare a Gaza. Ma ha sottolineato che deve continuare e non può essere una consegna di aiuti "una tantum".

Reuters: arrivati a destinazione i camion passati dal varco di Rafah

I camion che trasportavano aiuti per Gaza sono usciti dal valico di Rafah e sono arrivati nella parte meridionale dell'enclave sabato, ha detto a Reuters un funzionario palestinese della frontiera. Almeno 20 camion che dovrebbero entrare nella Striscia di Gaza "costituiscono solo il 3% di ciò che entrava quotidianamente nella Striscia di Gaza in termini di bisogni sanitari e umanitari prima dell'aggressione", si legge in una dichiarazione del ministero della Sanità palestinese.

Forze di difesa israeliane: arrestati 450 affiliati di Hamas in Cisgiordania

Sono stati 450 i palestinesi affiliati di Hamas arrestati in Cisgiordania dall'esercito israeliano dall'inizio della guerra. Solo la notte scorsa sono stati 68, secondo quanto annunciato dall'esercito. Sempre la notte scorsa è stata demolita la casa di Maher Shalloun, un militante di Hamas - accusato di aver ucciso il cittadino israeliano - anche con passaporto americano - Elan Ganeles.

Forze di difesa israeliane: nuovi lanci dal Libano verso il nord di Israele

"Poco fa, sono stati individuati un certo numero di lanci verso l'area di Har Dov nel nord di Israele al confine con il Libano". Lo riferisce il portavoce militare aggiungendo che i soldati israeliani stanno rispondendo al fuoco verso l'origine degli spari.

Iraq: il conflitto a Gaza potrebbe estendersi nella regione

Il primo ministro iracheno Muhammad Shiaa al Sudani nel suo discorso al Vertice per la pace del Cairo, ha sottolineato che "ciò che sta accadendo oggi a Gaza è inaccettabile" e che questo "conflitto potrebbe diffondersi a livello regionale in modo tale da minacciare le forniture energetiche globali". Lo riporta al Jazeera. L'Iraq "respinge fermamente qualsiasi spostamento dei palestinesi dalla Striscia di Gaza e qualsiasi richiesta di sfollamento - ha aggiunto -. Chiediamo il cessate il fuoco e l'apertura dei valichi umanitari a Gaza, poi lavoriamo sullo scambio di prigionieri e detenuti". Secondo al Sudani "nessuno ha il diritto di riconciliarsi o di scendere a compromessi a nome del popolo palestinese, che è l'unico a farlo". 

L'Algeria non partecipa al vertice di pace del Cairo

 L'Algeria ha deciso di non partecipare al vertice di pace del Cairo sulla Palestina, che si tiene oggi nella capitale egiziana. Lo riferiscono i media algerini, in particolare il sito di notizie Echorouk Online, senza fornire ulteriori dettagli. Le stesse fonti hanno indicato che qualche giorno fa il presidente Abdelmadjid Tebboune ha ricevuto un invito dal suo omologo egiziano, Abdel Fattah Al-Sisi, a prendere parte a questo vertice, al fine di discutere gli sviluppi e il futuro della questione palestinese e del processo di pace. Il 7 ottobre, l'Algeria aveva definito le operazioni israeliane nella Striscia di Gaza "attacchi brutali" e aveva chiesto alla comunità internazionale di intervenire con urgenza per porvi fine. In solidarietà con la Palestina, le autorità del Paese nordafricano hanno sospeso tutte le attività culturali festive e le partite di calcio fino a nuovo ordine. La Federcalcio algerina ha inoltre deciso di ospitare tutte le partite di qualificazione della squadra palestinese per la Coppa del Mondo e la Coppa d'Asia del 2026, a partire da quella contro l'Australia del 21 novembre. Giovedì, centinaia di migliaia di algerini hanno manifestato nelle 58 province del Paese, esprimendo la loro solidarietà e il loro sostegno alla Palestina, contro quella che hanno definito "l'aggressione sionista contro Gaza". Come è noto, l'Algeria non riconosce Israele e non ha relazioni diplomatiche o commerciali con lo Stato ebraico. Algeri chiede a Tel Aviv di conformarsi alla risoluzione della Lega araba di Beirut del 2002, che prevede il ritiro completo dei territori occupati nel 1967 per poter normalizzare le relazioni, cosa che finora non è avvenuta. 

Associated Press: l'esplosione all'ospedale di Gaza causata probabilmente da un razzo lanciato dalla Striscia

Associated Press, principale agenzia di stampa statunitense nota in tutto il mondo per gli elevati standard giornalistici, "ha analizzato più di una dozzina di video dei momenti prima, durante e dopo l'esplosione dell'ospedale" di Gaza "oltre a immagini e foto satellitari". L'analisi "mostra che il razzo che si è spezzato in aria è stato lanciato dall'interno del territorio palestinese e che l'esplosione dell'ospedale è stata molto probabilmente causata dallo schianto di una parte del razzo al suolo". Lo riporta il media sul proprio sito web, sottolineando tuttavia che la "mancanza di prove forensi e la difficoltà di raccogliere il materiale sul terreno nel bel mezzo di una guerra fanno sì che non esistano prove definitive che la rottura del razzo e l'esplosione nell'ospedale siano collegate". La valutazione di Ap "è supportata da una serie di esperti specializzati in intelligence open source, geolocalizzazione e missilistica", afferma l'agenzia. "Poco prima delle 19:00 di martedì, una raffica di razzi ha illuminato il cielo oscurato sopra Gaza. I video analizzati dall'Associated Press mostrano che uno vira fuori rotta, rompendosi in aria prima di schiantarsi al suolo. Pochi secondi dopo, i video mostrano una grande esplosione nella stessa area, il sito dell'ospedale arabo al-Ahli di Gaza", spiega Ap, che "ha eseguito la sua analisi visiva con una mezza dozzina di esperti che erano tutti d'accordo che lo scenario più probabile sia un razzo proveniente dall'interno di Gaza che ha virato e si è disintegrato pochi secondi prima dell'esplosione" all'ospedale. Inoltre, "le foto dell'Ap scattate la mattina dopo l'esplosione non hanno mostrato alcuna prova di un grande cratere nel luogo dell'impatto coerente con una bomba come quelle sganciate dagli aerei israeliani in altri recenti attacchi".

Idf: 68 membri di Hamas arrestati nella notte in Cisgiordania

Le forze di difesa israeliane (Idf) hanno affermato di aver arrestato 68 membri di Hamas nella notte in Cisgiordania. Lo riporta The Times of Israel. In totale sono 450 i palestinesi affiliati ad Hamas e arrestati dall'esercito israeliano dall'inizio del conflitto. Sempre durante la notte, l'Idf afferma che le truppe hanno demolito la casa del terrorista di Hamas Maher Shalloun, nel campo profughi di Aqabat Jabr, accusato di aver ucciso a febbraio Elan Ganeles, cittadino americano-israeliano, sull'autostrada Route 90.

Hamas: nella Striscia 4385 morti, 13.561 feriti

Sarebbe salito a 4.385 il numero dei morti a Gaza, di cui 1756 minori e 976 donne, secondo quanto riferisce  il ministero della sanità di Gaza, controllato da Hamas. I feriti sarebero 13.561. Non è possibile una verifica indipendente di questi numeri.

Bilaterale tra Giorgia Meloni e Mahmud Abbas

C'è stato un colloquio bilaterale tra la presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni e il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Mahmud Abbas. Ne ha dato notizia RaiNews24.

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Forze di difesa israeliane: "Il carburante non entrerà" a Gaza

Il portavoce dell'esercito israeliano, Daniel Hagari, ha dichiarato che dal valico di Rafah arriveranno nel sud della Striscia di Gaza cibo, acqua e medicinali. "Il carburante non entrerà a Gaza", ha precisato in una conferenza stampa riportata dal Times of Israel. Hagari ha poi aggiunto che l'esercito "continuerà gli attacchi contro le roccaforti di Hamas nel nord di Gaza". Nelle scorse ore, tuttavia, l'emittente saudita Al Arabiya aveva riferito che un carico di carburante sarebbe arrivato all'ospedale Nasser di Khan Yunis.

Meloni: uno Stato non deve mai reagire per vendetta

"Di fronte ad azioni", come quelle di Hamas, "uno Stato è pienamente legittimato a rivendicare il proprio diritto alla difesa, all'esistenza, alla sicurezza dei propri cittadini e confini. Ma la reazione di uno stato non può e non deve mai essere motivata da sentimenti di vendetta. Uno Stato fonda la sua reazione su precise ragioni di sicurezza, commisurando la sua forza alle ragioni di sicurezza e alla difesa della popolazione civile. Questa deve rimanere la reazione di uno Stato di fronte al terrorismo. Sono fiduciosa che sia anche la volontà dello Stato di Israele". Così la premier Giorgia Meloni al summit per la pace al Cairo. 

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Iran: identificare il regime sionista come un'entità terrorista

Il regime sionista dovrebbe essere identificato come "entità terroristica" e i suoi leader dovrebbero essere perseguiti per crimini di guerra, considerando tutta una serie di atrocità commesse contro Gaza in due settimane. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Nasser Kanaani. Denunciando l'attacco aereo israeliano contro una chiesa a Gaza City, il portavoce ha aggiunto: "Il regime sionista ha oltrepassato il confine della follia. Le atrocità israeliane costituiscono un vergognoso scandalo morale per i governi che hanno fornito sostegno incondizionato al regime sionista ma, allo stesso tempo, danno lezioni sui diritti umani ad altri".

Circa mille persone in corteo a Roma: "Palestina libera!"

Sono circa 1000 i manifestanti partiti da piazza Vittorio per il corteo non autorizzato pro Palestina che, secondo quanto si apprende, arriverà fuori dall'Università La Sapienza di Roma. A presidiare il perimetro i blindati della polizia e agenti della Digos in borghese. Al momento, i manifestanti sono all'altezza di piazzale Tiburtino, nel quartiere San Lorenzo. "Palestina libera", è il coro dei manifestanti che si muovono lentamente verso piazzale Aldo Moro e che hanno cantato anche “Bella ciao”. A dare appuntamento in piazza era stata infatti una lunga lista di associazioni e partiti della sinistra radicale, tuttavia ieri Giuliano Castellino, ex forzanovista e oggi leader di "Italia Libera" aveva annunciato la partecipazione, ma è costretto a casa da un provvedimento della questura di Roma. Si è presentato però in piazza un altro esponente della formazione di Castellino, Giulio Saraceni. “Siamo antifascisti e antisionisti”, mettono in chiaro i promotori della manifestazione, "sappiamo che qualche fascista voleva essere qui oggi, ma noi lo ribadiamo: voglio sia chiaro che questa piazza è antifascista", con i gruppi di estrema destra “non ci mischiamo”. Due nuove manifestazioni nella Capitale a sostegno della Palestina sono state annunciate per il 28 ottobre e per il 4 novembre.

 Manifestazione Palestina Libera, Roma Diego Nangano Cappello / IPA
Manifestazione Palestina Libera, Roma

Gallant: Hezbollah sta pagando attacchi nel nord di Israele

Il gruppo libanese Hezbollah sta pagando "a caro prezzo" gli attacchi lanciati nel nord di Israele negli ultimi giorni. Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, visitando una base al confine con il Libano. Come precisato da Times of Israel, sono oltre 13 i membri dell'organizzazione libanese rimasti uccisi nel sud del Libano nelle rappresaglie israeliane delle ultime due settimane.

Bbc: uno dei 20 camion entrati a Gaza era carico di bare

Era carico di bare uno dei camion entrato oggi nella Striscia di Gaza: lo ha riferito un giornalista della Bbc presente sul posto. A Gaza sono entrati stamane 20 camion, quanti permessi da Israele; e, secondo l'Onu, a bordo c'erano c'erano medicine, acqua e cibo. Secondo fonti palestinesi, al momento sono 4.137 le persone morte a Gaza da quando Hamas ha attaccato Israele, due settimane fa, e lo Stato ebraico ha cominciato a bombardare l'enclave palestinese.

Sirene di allarme per i razzi da Gaza nel centro e nel sud di Israele

Le sirene di allarme per i razzi da Gaza stanno risuonando nella parte centrale di Israele e nel sud a ridosso della Striscia. Lo fanno sapere le forze di difesa

Meloni: siamo tutti bersaglio di Hamas, non cadiamo in trappola

"L'impressione che ho, per le modalità con cui si è svolto l'attacco", è che l'obiettivo di Hamas "fosse costringere Israele a una reazione contro Gaza che creasse un solco incolmabile fra Paesi arabi, Israele e Occidente, compromettendo la pace per tutti i cittadini coinvolti, compresi quelli che si dice di voler difendere". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al summit per la pace al Cairo. "Il bersaglio - ha aggiunto - siamo tutti noi, e cadere in questa trappola sarebbe molto, molto stupido".

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Giorgia Meloni al vertice del Cairo RaiNews
Giorgia Meloni al vertice del Cairo

Meloni: efferatezza di Hamas da condannare senza ambiguità

"Il terribile attacco di Hamas si è abbattuto contro civili inermi con una efferatezza senza precedenti che lascia allibiti e che dal nostro punto di vista è giusto condannare senza ambiguità". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al summit per la pace al Cairo. “È interesse di tutti leader a questo tavolo che quello che sta accadendo a Gaza non si trasformi in conflitto più ampio, in una guerra di religione, di civiltà, rendendo vani gli sforzi di questi anni per normalizzare i rapporti”, ha proseguito.

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Forze di difesa israeliane: 550 razzi lanciati da Gaza caduti all'interno della Striscia

Il portavoce dell'esercito israeliano, il contrammiraglio Daniel Hagari, afferma che ieri un quinto dei razzi che gli islamisti hanno lanciato da Gaza non sono riusciti a raggiungere Israele. "Più di 550 razzi lanciati da Hamas e dalla Jihad islamica palestinese sono falliti, uccidendo civili innocenti a Gaza. Stanno uccidendo i loro stessi civili", ha spiegato.

Sanchez: dal Cairo arrivi un passo verso la soluzione a due stati

"Quello che serve oggi è proteggere tutti i civili, quelli presi in ostaggio e quelli a Gaza" e "questa conferenza deve essere il primo passo verso una soluzione storica, con due Stati, Israele e Palestina, che si rispettano e vivano in pace". Sono i due concetti su cui ha puntato Pedro Sanchez, primo ministro della Spagna, nel suo intervento al summit sulla pace al Cairo. "A questo punto dobbiamo concentrarsi su cosa è urgente e importante. E ci sono tre priorità - ha spiegato il primo ministro della Spagna,  che ha la presidenza di turno dell'Ue -: dobbiamo proteggere la popolazione civile e garantire gli aiuti umanitari a Gaza, e per questo sono d'accordo con segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, serve cessate il fuoco umanitario, Hamas deve rilasciare tutti gli ostaggi, e infine non possiamo permettere che il conflitto si trasformi in una crisi regionale. Dobbiamo usare tutta la nostra influenza politica per evitare una escalation". 

Libia: stop all'operazione militare israeliana, soluzione a 2 Stati

"I civili palestinesi vengono presi di mira da Israele che continua l'aggressione. Dobbiamo fare in modo che si rispettino le risoluzioni dell'Onu e il diritto umanitario". Così Mohamed al-Manfi, presidente del Consiglio presidenziale della Libia, nel suo intervento al vertice al Cairo. "Chiediamo la fine dell'operazione militare israeliana a Gaza e una soluzione a due Stati", ha aggiunto.

Croce Rossa: gli aiuti entrati nella Striscia destinati agli ospedali, non comprendo l'acqua

Gli aiuti umanitari entrati oggi nella Striscia di Gaza saranno consegnati solo agli ospedali dell'enclave e non comprendono l'acqua: lo ha riferito una fonte della Croce Rossa. La fonte ha riferito che gli aiuti umanitari -entrati a bordo di 20 camion attraverso il valico di Rafah- comprendono solo cibo in scatola, medicine, coperte e materassi. La fonte della Croce Rossa ha precisato che gli aiuti verranno portati ai magazzini dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa), che si occuperà della distribuzione. 

Israele: quattro ospedali nel nord della Striscia si rifiutano di evacuare

Quattro ospedali nel nord della Striscia di Gaza si rifiutano di evacuare come chiesto dall'esercito israeliano. Lo ha riferito un funzionario della sicurezza, precisando che nella zona settentrionale dell'enclave palestinese "ci sono 20 ospedali, al momento sei sono già stati liberati, 10 non lo hanno ancora fatto e quattro si stanno rifiutando".
Spostare pazienti gravemente feriti e malati è difficile, ha riconosciuto, ma i militari hanno "un rapporto diretto con quasi tutti i dirigenti ospedalieri e li incoraggiamo a evacuare". Il funzionario ha accusato Hamas di utilizzare alcuni ospedali come rifugi, "perché sa che si tratta di un sito sensibile che eviteremo di attaccare".

Times of Israel: pressioni da Usa e paesi europei per rinviare l'invasione

Gli Stati Uniti e diversi governi europei stanno "discretamente" premendo su Israele affinché rinvii l'invasione di terra nella Striscia di Gaza, dopo il rilascio di due americane ieri sera da parte di Hamas, nel timore che l'operazione possa vanificare gli sforzi per la liberazione di altri ostaggi in un prossimo futuro. Lo ha detto un alto funzionario diplomatico israeliano a Times of Israel. I governi occidentali in questione, ha aggiunto la fonte, hanno tutti dei propri cittadini tra i dispersi nell'attacco del 7 ottobre e temono che, più tempo passa, più sarà difficile garantirne il rilascio. L'alto funzionario diplomatico ha inoltre precisato che questi paesi non stanno chiedendo a Israele di non lanciare affatto l'invasione di terra, ma di aspettare per vedere se ulteriori sforzi diplomatici per gli ostaggi possano avere successo.

Guterres invoca un cessate il fuoco umanitario

"Bisogna mettere fine a questo incubo" e lancio un "appello per un cessate il fuoco umanitario". Lo ha detto il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, al summit del Cairo. "Ieri - ha aggiunto - sono stato al valico di Rafah e ho assistito a un paradosso: da una parte camion pieni, dall'altra stomaci vuoti. Voglio esprimere gratitudine all'Egitto per il prezioso ruolo che sta giocando". Per Guterres, non è possibile "giustificare il terrorismo di Hamas, né la punizione collettiva della popolazione palestinese", occorre applicare "la legge umanitaria e la convenzione di Ginevra". Per questo Guterres ha chiesto "l'immediato ingresso di aiuti a Gaza e il rilascio degli ostaggi".

Abbas: i palestinesi non lasceranno mai la loro terra

"I palestinesi affrontano l'aggressione e l'ostilità dell'esercito di Israele, che viola i principi della legge internazionale, mirando a ospedali, scuole, centri di rifugio per i civili, case. Denunciamo il pericolo di fare evacuare civili dalle case, dalla West Bank e da Gerusalemme, non l'accetteremo mai. Dal primo giorno abbiamo chiesto che sia fermata questa barbara aggressione e che ci sia l'apertura di corridori umanitari per consentire agli aiuti di entrare nella Striscia di Gaza, ma il governo di Israele non lo ha consentito. Vogliamo affermare che siamo contro, e denunciamo, l'uccisione di civili da entrambe le parti e invochiamo il rilascio degli ostaggi da entrambe le parti. Non lasceremo mai la nostra terra, non lasceremo mai la nostra terra". Lo ha detto il presidente palestinese Mahmud Abbas nel suo intervento al summit per la pace al Cairo.

Michel: fondamentale evitare un'escalation

"Arrivato in Egitto per il Summit per la Pace del Cairo su iniziativa del presidente al-Sisi. L'evolversi della situazione in Medio Oriente richiede azioni unite. È fondamentale impegnarsi con tutti i nostri partner chiave nella regione per prevenire un'escalation regionale e garantire un flusso costante di assistenza umanitaria e servizi essenziali a Gaza". Lo dichiara su X il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. 

 

Forze di difesa israeliane: gli ostaggi sono 210

Sono 210 al momento le famiglie degli ostaggi che l'esercito ha informato, aggiungendo e depennando le persone sulla base "di informazioni di intelligence". Lo ha detto il portavoce militare Daniel Hagari confermando che l'obiettivo prioritario di Israele è di riportarli tutti a casa. Secondo Hagari sono finora 307 i soldati isaraeliani caduti dall'inizio dell'attacco di Hamas.

Borrell: aiuti da Rafah ancora di salvezza per persone innocenti

"In vista del vertice di pace del Cairo, il primo convoglio di aiuti umanitari è arrivato a Gaza attraverso il valico di Rafah. La fornitura costante di assistenza umanitaria ai civili è fondamentale per fornire un'ancora di salvezza alle persone innocenti". Lo dichiara su X l'alto rappresentante per la politica estera dell'Ue Josep Borrell. 

Esplode un piccolo ordigno vicino all'ambasciata di Israele a Cipro

Un rudimentale ordigno artigianale è esploso nelle prime ore della mattina vicino all'ambasciata israeliana a Cipro, senza causare particolari danni o feriti. Secondo la stampa locale, la polizia ha arrestato quattro giovani di origine siriana, tra i 17 ei 21 anni, sospettati di coinvolgimento nell'incidente. L'ordigno esplosivo improvvisato a bassa intensità è stato fatto esplodere a circa 30 metri dall'ingresso dell'ambasciata a Nicosia. 

Re Abdullah di Giordania: Israele assedia Gaza nel silenzio globale

Serve "l'immediata fine della guerra a Gaza". Lo ha detto il re Abdullah II di Giordania nel suo intervento al summit per la pace al Cairo, affermando che il conflitto in Medio Oriente "non è iniziato due settimane fa, e non si concluderà se continuiamo di questo passo: oggi Israele sta affamando civili a Gaza". Parlando delle azioni di Israele, il sovrano giordano le ha definite "una campagna feroce, una punizione collettiva di tutti, una violazione della legge internazionale, crimini di guerra. Da due settimane - ha continuato - Israele assedia completamente la Striscia di Gaza nel silenzio globale. Il messaggio che il mondo arabo sente è forte e chiaro: le vite palestinesi valgono meno di quelle israeliane, l'applicazione della legge internazionale è opzionale, e i diritti umani si fermano al confine, alle razze, alle religioni. È un messaggio molto, molto pericoloso".

Haaretz: 700 mila sfollati nel sud della Striscia

Circa 700.000 abitanti della Striscia di Gaza si sono trasferite nel sud dell'enclave palestinese, mentre circa 350.000 rimangono nel Nord, soprattutto a Gaza City. Lo ha detto un funzionario della sicurezza israeliana, citato da Haaretz. Secondo il funzionario, ha aggiunto Haaretz, non c'è alcuna crisi umanitaria nella Striscia, dove ci sarebbe abbastanza acqua per altre due settimane.

Forze di difesa israeliane alla Cnn: con l'offensiva di terar inevitabili vittime civili

"Ci saranno vittime civili, sono inevitabili con la guerriglia urbana": lo ha detto un portavoce dell'esercito israeliano alla Cnn. "Continueremo a cercare di ridurre al minimo le vittime civili", ha assicurato il tenente colonnello Peter Lerner, "ma ci saranno vittime civili, perché è quello che accade quando si fa la guerra nelle aree urbane". 

Al via summit Cairo, improbabile nota finale congiunta

Occhi puntati sul Cairo dove ha preso il via il vertice organizzato dal presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi per analizzare la situazione nella regione e la crisi umanitaria a Gaza, nonche' il futuro della causa palestinese e del processo di pace. Al vertice partecipano capi di Stato e di governo ma anche vertici di organizzazioni internazionali.
Tuttavia, due diplomatici hanno riferito alla Reuters che e' improbabile si trovi un accordo per un comunicato congiunto data la delicatezza del tema e le posizioni contrastanti. A limitare le aspettative, inoltre, la presenza 'ridotta' degli Stati Uniti che sono rappresentanti dall'incaricato d'affari dell'ambasciata.
Tra i partecipanti, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il premier spagnolo Pedro Sanchez, che presiede il Consiglio Ue questo semestre, i ministri degli Esteri di Francia, Germania e Regno Unito, Catherine Colonna, Annalena Baerbock e James Claverly, il premier canadese, Justin Trudeau, insieme al segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, e l'alto rappresentante per la Politica estera Ue, Josep Borrell.
Presenti anche il leader dell'Autorita' nazionale palestinese Abu Mazen, il re giordano Abdallah, il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, l'emiro del Qatar Tamim bin Hamad al-Thani, il presidente degli Emirati, Mohammed bin Zayed, e il re del Bahrein, Hamad bin Isa Al Khalifa. Invitati al summit anche Russia e Cina, rappresentanti rispettivamente da vice ministro degli Esteri Mikhail Bogdanov e l'inviato di Pechino per il Medio Oriente, Zhai Jun.  

 

Al Sisi, errore pensare che i palestinesi lascino la loro terra

"Condanniamo con assoluta fermezza il prendere di mira, l'uccisione o l'intimidazione di tutti i civili". Lo ha detto il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi aprendo il summit per la pace al Cairo. Rinnoviamo il nostro rifiuto allo spostamento forzato dei palestinesi - ha aggiunto-. Chi pensa che il popolo palestinese voglia lasciare la propria terra si sta sbagliando"  

Al-Sisi ai leader, apriamo via a una soluzione a due Stati

"Ci troviamo davanti a una crisi senza precedenti che richiede attenzione totale. Per questo vi ho chiamati a lavorare insieme su una nuova road map che metta fine alla crisi umanitaria". Lo ha detto il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi rivolgendosi ai leader nell'apertura dei lavori del vertice internazionale per la pace, al Cairo. Al-Sisi ha sottolineato la necessità di "stabilire negoziati che aprano la via a una soluzione a due Stati". 

 

Almeno 1700 palestinesi arrestati da Israele da avvio guerra

Sono almeno 1.700 i palestinesi arrestati da Israele dall'inizio dell'attacco di Hamas. Lo ha riferito il Centro dei prigionieri palestinesi, citato dai media. 

 

Esplode ordigno vicino ambasciata israeliana a Cipro

Una piccola bomba artigianale è esplosa questa mattina nei pressi dell'ambasciata israeliana a Nicosia, Cipro, senza causare danni. Lo riporta Haaretz, citando i media locali. Le autorità hanno arrestato quattro uomini di età compresa tra i 17 e i 21 anni.

Manifestanti a Roma in sit in pro Palestina annunciano corteo non autorizzato

Un corteo non autorizzato è stato  annunciato ora dagli organizzatori del sit-in in corso a piazza  Vittorio, a Roma, a favore della Palestina al grido di 'Palestina  Libera'. "Adesso partirà un corteo", ha detto dal camioncino un  ragazzo di circa 30 anni. Presenti sul posto le forze dell'ordine.    

Federazione giornalisti, morti 16 reporter a Gaza

La Federazione internazionale dei giornalisti (IFJ) ha reso noto che 16 giornalisti hanno perso la vita a Gaza in queste due settimane di conflitto tra Israele ed Hamas.
L'organizzazione lancia anche un appello ad altri giornalisti a evitare di recarsi nell'area oggetto di scontri "senza adeguata attrezzatura, tutte le precauzioni del caso e un equipaggiamento che garantisca la sicurezza" I reporter, in gran parte fotogiornalisti, sono stati vittima degli scontri nella Striscia di Gaza.
Oltre ai 16 inseriti nella lista di IFJ non va dimenticata la morte di Issam Abdallah, fotografo e operatore dell'agenzia Reuters morto al confine tra Israele e Libano.  

Tajani alla Camera in una foto di archivio Ansa
Tajani alla Camera in una foto di archivio

Tajani, aiuti Rafah per Gaza primo importante risultato

"Stanno entrando attraverso il valico di  Rafah i convogli per gli aiuti a Gaza. Sono i primi importanti  risultati dell'azione diplomatica del Governo a tutela dei civili  palestinesi. Continuiamo a lavorare per mettere in salvo più persone  possibile e liberare gli ostaggi". Lo scrive in un post sul social X  il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani

Il primo convoglio di aiuti inizia ad entrare nella Striscia di Gaza dal lato egiziano del valico di Rafah Reuters
Il primo convoglio di aiuti inizia ad entrare nella Striscia di Gaza dal lato egiziano del valico di Rafah

Israele, con la guerra si moltiplicano le truffe sul web

Con la guerra in Israele si moltiplicano anche in Italia i tentativi di truffe informatiche a danno dei cittadini, e cresce il rischio di attacchi hacker verso obiettivi sensibili del nostro Paese. L'allarme viene lanciato oggi da alcuni esperti di cyber security in collaborazione con l'associazione dei consumatori "Consumerismo No Profit". "La guerra in Israele potrebbe rappresentare un rischio per tutte quelle strutture italiane, anche di servizi primari, connesse alla rete - spiega Marco Menichelli, founder dell'azienda tech "Nevil" e creatore di software anti-hacker - Già in occasione dello scoppio della guerra in Ucraina abbiamo assistito in Italia ad un aumento preoccupante degli attacchi di natura informatica verso obiettivi sensibili, raddoppiati in numero rispetto al periodo pre-conflitto. Una situazione che potrebbe ripetersi ora con la delicata situazione in Israele".
“Si sta registrando in questi giorni una impennata di tentativi di frodi informatiche”

 

Abu Mazen al summit per la pace, abbraccio con al-Sisi

Il presidente dell'Autorità palestinese Abu Mazen è giunto al summit per la pace promosso dal presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Arrivando nel lussuoso hotel del Cairo che ospita il vertice internazionale, il leader palestinese è stato accolto con una stretta di mano e un abbraccio dal presidente egiziano, con cui ha avuto un breve scambio di battute. 

 

Intensi sorvoli di droni israeliani nel sud del Libano

Una serie di droni israeliani sono stati avvistati stamani nei cieli del sud del Libano nelle aree più vicine alla linea del fronte tra Hezbollah e Israele. Lo riferiscono all'ANSA testimoni oculari nell'area della Linea Blu di demarcazione tra i due paesi.
Dopo lo scambio di fuoco di ieri, gli ultimi botta e risposta tra Israele e Hezbollah si sono verificati attorno alle 3 (le 2 in Italia) del mattino. Attualmente, riferiscono le fonti, la situazione è relativamente calma nel sud del Libano
 

 

Direttore Oms, chiediamo accesso umanitario duraturo

"L'Organizzazione mondiale della  sanità chiede protezione delle squadre umanitarie a Gaza e accesso  umanitario duraturo". Lo ha scritto su X (ex Twitter) il direttore  generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, prima che il valico di  Rafah tra Egitto e Striscia di Gaza venisse aperto per consentire il  passaggio di alcuni aiuti. Secondo quanto ha reso noto la Cnn citando  un suo stringher sul lato egiziano del confine, il passaggio è stato  subito richiuso, dopo il transito di 20 camion sugli oltre 50 in  attesa. La forniture sanitarie che aspettavano di entrare a Gaza  includevano "farmaci per traumi e malattie croniche e medicinali  essenziali di base", ricorda il Dg Oms.

 

 

 

Hamas, 20 camion aiuti con cibo e farmaci, poco cibo

E' un convoglio di 20 camion quello passato nella Striscia di Gaza, oggi, attraversando il valico di Rafah e trasportava medicine e "una quantita' limitata" di cibo: lo ha fatto sapere Hamas. "Il convoglio di aiuti umanitari comprende 20 camion che trasportano medicine, forniture mediche e una quantita' limitata di forniture alimentari (prodotti in scatola)", ha fatto sapere l'ufficio stampa dell'organizzazione. 

 

Cleverly, Gb: "Bene aiuti a Gaza, ma serve accesso umanitario"

Questi aiuti sono un'ancora di salvezza per chi soffre. Ma non può essere una tantum. Il Regno Unito continua a insistere per l'accesso umanitario a Gaza". Ha scritto così in un messaggio sul social X il ministro degli Esteri britannico, James Cleverly, riferendosi ai "camion che trasportano aiuti salvavita" per Gaza.
 

Al-Sisi giunto al vertice pace del Cairo, a breve l'inizio

Il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi e' arrivato nel centro congressi, al Cairo, dove si tiene oggi il vertice della pace, che a breve comincera'. Lo riferisce la stampa egiziana. 

 

 

Al valico Rafah anche palestinesi con doppia cittadinanza

Dopo aver appreso dell'ingresso di aiuti umanitari a Gaza dall'Egitto, una cinquantina di palestinesi con doppia cittadinanza (in particolare egiziana) sono sopraggiunti al valico di Rafah nella speranza di passare nel Sinai. Ma, come ha constatato l'ANSA sul posto, gli uffici del terminal passeggeri del valico restano chiusi e questi palestinesi (fra cui molti bambini) non trovano interlocutori. 

 

Cnn, valico di Rafah chiuso di nuovo

Il Valico di Rafah, fra Egitto e  Striscia di Gaza è stato subito richiuso, dopo il passaggio di soli 20 camion con aiuti, rende noto Cnn, citando un suo stringher sul lato  egiziano del confine. Ieri, in attesa di passare, c'erano più di 50  camion.

Al Arabiya, un carico carburante è arrivato a ospedale Khan Younis

Un carico di carburante, entrato all'interno di Striscia di Gaza, e' arrivato all'ospedale Nasser di Khan Yunis nel sud dell'enclave palestinese. Lo ha riferito un corrispondente di Al Arabiya. 
 

Medio Oriente, riaperto il Valico di Rafah rainews
Medio Oriente, riaperto il Valico di Rafah

Gaza, aperto valico Rafah, Hamas: “Convoglio di 20 camion”

Le tv egiziane hanno mostrato le immagini di camion carichi di aiuti umanitari entrati nella Striscia di Gaza. L'ufficio stampa di Hamas ha precisato in una nota riportata da Al Jazeera che "il convoglio di aiuti umanitari che dovrebbe entrare oggi comprende 20 camion che trasportano medicinali, forniture mediche e una quantità limitata di scorte alimentari (prodotti in scatola)"

Aperto valico Rafah, passano i primi camion

Il valico di Rafah fra Egitto e Gaza è stato da poco aperto al transito degli aiuti umanitari. Lo ha constatato l'ANSA sul posto, dove stanno transitando i primi camion per la popolazione della Striscia. 

Unicef, a Gaza 1.600 bambini morti in due settimane

"Oltre 1.600 bambini sarebbero stati uccisi in due settimane di bombardamenti a Gaza. Più di 4.200 altri sarebbero stati feriti". Lo ha dichiarato Adele Khodr, direttore regionale Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa. "L’uccisione e la mutilazione di bambini, gli attacchi su ospedali e scuole e la negazione dell’accesso umanitario costituiscono gravi violazioni dei diritti dei bambini. L’umanità deve prevalere", aggiunge.

 

Almeno 17 dipendenti Onu uccisi da inizio guerra a Gaza

Almeno 17 dipendenti dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) sono stati uccisi nella Striscia di Gaza dall'inizio della guerra tra Israele e il movimento islamico palestinese Hamas. Lo ha reso noto oggi il commissario generale dell'Unrwa Philippe Lazzarini. "Finora è stata confermata la morte di 17 nostri colleghi in questa guerra brutale. Ma con tutta probabilità la cifra reale è ancora più alta", ha precisato. 

Israele, alzata allerta per Egitto, Giordania e Marocco

Israele ha alzato il livello di allerta a 4 per Egitto e Giordania, esortando i suoi cittadini a lasciare il prima possibile i due Paesi, mentre per il Marocco l'allarme e' arrivato a livello 3 ed e' consigliato di evitare i viaggi non essenziali.    "A causa del protrarsi della guerra, negli ultimi giorni si e' constatato un ulteriore e significativo inasprimento delle proteste contro Israele in vari Paesi del mondo, con particolare attenzione ai Paesi arabi del Medio Oriente, insieme a manifestazioni di ostilita' e violenza contro simboli israeliani ed ebraici", ha fatto sapere il ministero degli Esteri in una nota.    Sconsigliato inoltre di soggiornare in tutti i Paesi del Medio Oriente - tra cui Turchia, Emirati e Bahrein - e di viaggiare in posti come Malesia, Bangladesh, Indonesia e Maldive. 

Israele a suoi cittadini, non andate nei Paesi del Medio Oriente

"Fino a nuovo avviso" il ministero degli Esteri israeliano, d'intesa con il Consiglio della sicurezza nazionale dell'ufficio del premier, ha raccomandato agli israeliani "di astenersi dal soggiornare in tutti i Paesi arabi del Medio Oriente, inclusi Turchia, Egitto (compreso il Sinai), Giordania, Emirati Arabi Uniti, Bahrain e Marocco". Le stesse autorità hanno ricordato la raccomandazione di non raggiungere "i Paesi musulmani che hanno già avuto avvisi in tal senso come Malesia, Bangladesh, Indonesia" e anche quelli senza divieto come le Maldive.  

 

Media palestinesi, almeno 30 vittime in attacco Israele a Gaza

È di almeno 30 morti il bilancio delle vittime dell'attacco israeliano sulla Striscia di gaza, avvenuto nella notte. Lo riporta l'agenzia di stampa palestinese Wafa.Fonti locali hanno riferito che gli attacchi hanno colpito diverse zone di Rafah, a sud della Striscia di Gaza, provocando la morte di almeno sette persone e il ferimento di numerose altre. Altre due persone sono state uccise in un attacco che ha preso di mira un edificio di tre piani nel quartiere di al-Salam a Rafah, e sette persone risultano disperse, mentre cinque persone, tra cui tre bambini, sono state uccise e altre sono rimaste ferite in un attentato che ha preso di mira un casa a due piani a ovest di Rafah.Nella città di Jabaliya, a nord della Striscia di Gaza, 14 persone sono state uccise quando un aereo israeliano ha bombardato una casa della città.

Media, 17enne palestinese morto in attacco Israele a Gerico

Un ragazzo palestinese di 17 anni è morto in un attacco israeliano nella città di Gerico, est della Cisgiordania. Lo riporta l'agenzia di stampa palestinese Wafa, citando il ministero della Salute. Il 17enne, Mohammad Suleiman Nawaja è stato colpito da diversi proiettili durante gli scontri con i soldati che hanno fatto irruzione a Gerico e nei suoi due campi profughi, Aqbat Jabr e Ein al-Sultan, dove le forze di occupazione israeliane hanno demolito una casa per la famiglia Shaloon il cui figlio è presumibilmente coinvolto in un attacco contro israeliani, secondo fonti locali.

 

Nuove sirene di allarme per razzi da Gaza ad Ashkelon

Le sirene di allarme per i razzi da Gaza stanno risuonando ad Ashkelon, città costiera del sud di Israele. Lo ha riferito l'esercito

 

 

Ambasciata Usa: “Valico di Rafah aprirà oggi alle 10”

Secondo informazioni dell'Ambasciata Usa in Israele, "il valico di Rafah tra Gaza e l'Egitto aprirà oggi sabato 21 ottobre alle 10.00 ora locale (le 9.00 in Italia). Se il confine sarà aperto, non sappiamo per quanto tempo lo resterà affinché i cittadini stranieri lascino Gaza". Lo riferisce una nota della sede diplomatica americana avvertendo che "molte persone cercheranno di attraversare il confine, e i cittadini Usa che vorranno entrare in Egitto devono aspettarsi una situazione di caos e disordine da entrambi i lati".  

Appello di 86 Nobel Pace, Hamas rilasci i bimbi in ostaggio

Una petizione firmata da 86 premi Nobel per la pace chiede che Hamas rilasci tutti i bambini presi in ostaggio, affermando che tenerli prigionieri "costituisce un crimine di guerra, un grave reato contro l'umanità stessa". La petizione rileva che la Convenzione di Ginevra sulla tutela dei civili in guerra menziona i bambini 19 volte, sottolineando che "l'attuale situazione dei bambini rapiti supera di gran lunga qualsiasi scenario previsto dall'accordo".
"I bambini non dovrebbero mai essere considerati pedine nel teatro di guerra - si legge - È nostro sacro dovere proteggere gli innocenti e proteggere i vulnerabili".

 

Esercito, quasi 7 mila i razzi lanciati da Gaza su Israele

Sono stati quasi 7 mila i razzi lanciati da Gaza contro Israele dall'attacco di Hamas dello scorso 7 ottobre.  Lo ha fatto sapere l'esercito israeliano spiegando che circa 450 di questi sono ricaduti all'interno della Striscia. Secondo la stessa fonte - a due settimane dall'attacco - sono stati oltre 1.000 "i terroristi neutralizzati, molti di loro dopo essersi infiltrati in Israele". "Decine - ha aggiunto - i capi terroristi di Hamas eliminati".  

 

Fratello della giovane liberata: "Abbraccio più grande delle parole"

"Quando la rivedro', penso che non ci saranno parole per esprimere quello che sta succedendo. Ci sara' un abbraccio intenso, piu' grande delle parole". Sono le parole di Ben Raanan, il fratello di Natalie, 17enne israelo-americana rilasciata insieme alla madre Judith dopo due settimane di prigionia nelle mani di Hamas. Sono i primi ostaggi a essere liberati e hanno riacceso le speranze per gli oltre 200 che ancora restano nelle mani del gruppo islamista. 

 

 

Israele: "Rilascio 2 ostaggi non modificherà piani"

Il rilascio di due americani, madre e figlia, da parte di Hamas non influenzera' i piani di Israele per un'operazione militare contro il Movimento islamico che governa Gaza. Lo ha riferito Yedioth Ahronoth citando alti funzionari israeliani. 

 

 

L'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone Ansa
L'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone

Ammiraglio Cavo Dragone: "Israele tuteli i civili"

Israele "non dovrebbe abboccare alla trappola di agire indiscriminatamente e valuto che non lo farà. La ricerca dei colpevoli è doverosa, giusta, è un diritto di Israele. Però bisogna fare attenzione ai civili, evitando al massimo i danni collaterali. Altrimenti si cade nel tranello di Hamas, che vuole criminalizzare Israele. Per ora comunque stanno colpendo obbiettivi terroristici". Lo dice in una intervista al Corriere della Sera l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, che fra più di un anno terminerà il suo incarico di capo di Stato maggiore della Difesa a Roma in vista di assumere il nuovo ruolo ai vertici della Nato a gennaio 2025.
Hamas è "un’organizzazione terroristica, come ha appena confermato con le stragi. Non è l’unica responsabile della lunga storia del conflitto israelo-palestinese, ma certo lo è dell’innesco di questo nuovo scontro armato con oltre 2.000 terroristi che si sono macchiati del sangue di innocenti". 

 

Missile anticarro da Libano, morto soldato israeliano

Un soldato israeliano e' stato ucciso in un attacco con un missile anticarro lanciato dal Libano. Lo hanno riferito le forze armate precisando che la vittima del raid avvenuto ieri e' il riservista 22enne Omer Balva. 

 

 

Biden, attacco Hamas contro rapporti Israele-Stati Arabi

Hamas ha attaccato Israele anche per impedire la normalizzazione dei rapporti con gli Stati arabi. Lo ha detto Joe Biden ad un evento elettorale a Washington. "Una delle ragioni per cui lo hanno fatto è perche' sapevano che mi sarei seduto al tavolo dei negoziati con l'Arabia Saudita", ha sottolineato il presidente americano. "Perche' i sauditi volevano riconoscere Israele e questo avrebbe reso più unito il Medio Oriente", ha aggiunto Biden. 

 

Media palestinesi, “Raid israeliani su Gaza, molte vittime”

L'agenzia di stampa palestinese Wafa riporta sulla sua edizione online che aerei da combattimento israeliani hanno attaccato di nuovo la Striscia di Gaza ieri sera, uccidendo e ferendo numerose persone.  La parte orientale del campo profughi di al-Bureij, nel centro di Gaza, è stata bombardata, precisa Wafa aggiungendo chei  caccia israeliani hanno anche bombardato case nella zona di Sheikh Radwan, a est di Gaza City, così come nelle parti orientali e settentrionali di Beit Lahia. Case sono state bombardate anche nella parte meridionale di Khan Yunis, nel sud della Striscia, così come nella zona di Jabalia, nel nord. 

Onu oltre mezzo milione di rifugiati a Gaza, condizioni terribili

Sono oltre mezzo milione i rifugiati a Gaza, riparati in 147 ricoveri di emergenza che sono "in condizioni sempre piu' terribili". Lo sottolinea l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), secondo quanto riportato dalla CNN. Il numero degli sfollati costituisce oltre il 60% della popolazione di Gaza, che ammonta a circa 2 milioni di persone. L'OCHA ha sottolineato che il blackout elettrico e il divieto di importazione di carburante nella Striscia hanno "conseguenze devastanti" sul sistema sanitario e sull'accesso all'acqua pulita. "L'aumento del consumo di acqua da fonti non sicure aumenta la minaccia di epidemie di malattie infettive", ha affermato l'ufficio dell'Onu. 

Due droni hanno attaccato una base militare Usa nel Kurdistan iracheno. La Resistenza islamica ha rivendicato l'offensiva

Due droni hanno attaccato una base militare statunitense nel Kurdistan iracheno. E' quanto riporta il canale panarabo, Al Mayadeen. La resistenza islamica dell'Iraq ha rivendicato la responsabilità dell'attacco. La base di trova nell'aeroporto di Harir, a 425 chilometri da Baghdad. 

Usa avvertono Israele, evitare attacchi contro Hezbollah

Joe Biden e il Segretario di Stato usa Antony Blinken hanno “privatamente” esortato Israele ad evitare attacchi pesanti contro Hezbollah. Lo riferisce il New York Times citando fonti informate. Il timore di Washington è che alcuni dei falchi del gabinetto di guerra israeliano vogliano un attacco preventivo contro che porterebbe Israele a combattere su due fronti: Hamas nel sud ed Hezbollah nel nord con il rischio di coinvolgere nel conflitto Stati Uniti e Iran. 

Bin Salman, evitare che conflitto in Medio Oriente si espanda

Non si può permettere che i combattimenti tra Israele e palestinesi si espandano e portino a gravi conseguenze per la sicurezza e la stabilità nella regione del Medio Oriente. Lo ha detto il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, al presidente francese Emmanuel Macron. Inoltre, riporta il quotidiano israeliano Haaretz, bin Salman ha sottolineato la necessità di evitare di danneggiare i civili e di mantenere il diritto internazionale.

 

Unicef, garantire accesso umanitario a bambini Striscia di Gaza

Il direttore esecutivo del Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (Unicef), Catherine Russell, ha chiesto di garantire accesso umanitario immediato ai bambini nella Striscia di Gaza. "La guerra ha le sue regole. Il diritto internazionale umanitario si applica a tutte le parti. Chiediamo un cessate il fuoco immediato nella Striscia di Gaza, la protezione di tutti i bambini e un accesso umanitario libero, completo e sicuro ai bambini, ovunque si trovino", ha scritto Russell sul suo account sul social network X, l'ex Twitter. Il 7 ottobre, il movimento integralista palestinese Hamas ha lanciato migliaia di razzi dalla Striscia di Gaza in un attacco senza precedenti e ha effettuato un'incursione armata nelle zone di confine meridionali di Israele, per la quale il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che il Paese "è in guerra".
 

Forze difesa israeliane hanno ucciso esponente di Hamas

Le forze di difesa israeliane (Idf) hanno affermato di aver ucciso Mahmoud Sabih, alto funzionario dell'unità di "sviluppo di armi strategiche" del movimento integralista islamico palestinese Hamas. "Le Idf hanno eliminato un membro di alto rango dell'unità di Hamas per lo sviluppo di armi strategiche", ha riferito l'esercito israeliano sul suo canale Telegram. Ha precisato che Sabih era a capo di un'unità nel dipartimento progetti e sviluppo e ha contribuito a trasmettere informazioni sulla produzione di armi e veicoli aerei senza pilota. Il 7 ottobre, il movimento palestinese Hamas ha lanciato migliaia di razzi dalla Striscia di Gaza in un attacco senza precedenti e ha effettuato un'incursione armata nelle zone di confine meridionali di Israele, per la quale il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che lo stato ebraico "è in guerra".
 

Trudeau a colloquio con Bin Salman su Gaza

Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha parlato con il primo ministro saudita e principe ereditario Mohammed bin Salman e i due hanno espresso la loro "profonda preoccupazione per l'impatto umanitario del conflitto a Gaza e hanno sottolineato l'importanza che tutte le parti proteggano i civili e garantiscano l'accesso umanitario alle aree colpite". Lo ha annunciato l'ufficio di Trudeau. I leader hanno anche discusso delle implicazioni del conflitto per la sicurezza regionale e degli "sforzi volti a ridurre l'escalation per prevenire ulteriori morti di civili innocenti", ha affermato l'ufficio in una dichiarazione pubblicata su X, l'ex Twitter. Trudeau "ha condannato il terribile attacco contro i civili israeliani, così come il bombardamento dell'ospedale al Ahli a Gaza e la situazione degli ostaggi in corso", ha detto. Ha inoltre "ribadito il sostegno di lunga data del Canada a una soluzione a due Stati.

 

Biden, Israele dovrebbe ritardare invasione di terra

Israele dovrebbe ritardare un'invasione di terra. Lo ha detto il presidente Usa Joe Biden, che salendo sull'Air Force One per recarsi nel Delaware per il weekend - riferisce la CNN - ha risposto “sì” ai cronisti che gli chiedevano se fosse opportuno che Israele aspettasse per l'invasione di Gaza al fine di guadagnare tempo nelle trattative per la liberazione degli ostaggi. Poco dopo le parole pronunciate da Biden, la Casa Bianca ha rettificato che il “sì” detto dal Presidente era rivolto alla necessità che Hamas liberi altri ostaggi e non a un rinvio dell'invasione di terra. 

Allarme antiaereo in comunità vicino confine con Gaza

Le sirene di allarme antiaereo sono risuonate in nottata in diverse comunità israeliane vicino al confine con Gaza. Lo riferisce il sito del Times of Israel.

Biden, Hamas voleva far saltare accordo Israele- Arabia Saudita

Il presidente Joe Biden ha definito l'attacco a Israele da parte di Hamas un tentativo per far saltare il processo di normalizzazione tra israeliani e sauditi. "Una delle ragioni per cui Hamas ha attaccato Israele - ha dichiarato durante una raccolta fondi per la sua campagna -  è che sapevano che io stavo per mettermi d'accordo con i sauditi".
 

Onu, manca spazio refrigerato, corpi a Gazi sepolti in fosse comuni

L'ufficio delle Nazioni Unite che coordina gli affari umanitari ha riferito che i palestinesi di Gaza sono stati costretti a ricorrere alla sepoltura dei morti in fosse comuni per necessità. "Il 15 ottobre, circa 100 corpi non identificati sono stati sepolti in una fossa comune a Rafah a causa della mancanza di spazio refrigerato per conservarli fino a quando non saranno condotte le procedure di riconoscimento. Questa misura ha fatto seguito a preoccupazioni ambientali e di indegnità umana legate alla decomposizione dei corpi", ha dichiarato l'Ohca (Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari).

 

Hamas pubblica video rilascio americane

Hamas ha pubblica un video che mostra il rilascio delle cittadine americane Judith e Natalie Raanan, tenute ostaggio a Gaza dal giorno degli attacchi del 7 ottobre. Nel video si vedono i membri dell'organizzazione palestinese, i cui corpi e volti sono sfocati, mentre fanno uscire madre e figlia da un'auto, per poi consegnarle alla Croce Rossa.

Msf, "non c'è posto sicuro, mancano cibo, luce e acqua"

A Gaza mancano elettricità e internet e le persone sono rimaste senza cibo né acqua potabile. All'ospedale di al Shifa due giorni fa un team di Medici Senza Frontiere (Msf) è riuscito a consegnare delle forniture mediche con enorme difficoltà. Nell'ospedale sono assiepate centinaia di persone in fuga dai bombardamenti ma in questo momento non esiste un luogo sicuro a Gaza. La stessa organizzazione ha diffuso la testimonianza di Loay Harb, infermiere impegnato da 15 anni con Msf a Gaza. Attualmente Loay si sta rifugiando con la sua famiglia e i suoi figli nella sua casa vicino all'ufficio di Msf a Gaza. "La situazione qui è molto difficile. Non abbiamo elettricità, acqua o internet. Non c'è un luogo sicuro e la situazione è estremamente complessa: dall'inizio della guerra non c'è sicurezza né cibo, acqua o elettricità. Dio ci salvi in questo momento così difficile". 

Vertice pace al Cairo: intervengono una ventina di paesi, Italia compresa

 La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è stata invitata dal presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi al vertice della pace di oggi al Cairo, convocato per cercare di trovare una soluzione al confitto a Gaza. Lo ha indicato la portavoce della presidente della Commissione europea. Von der Leyen ha deciso di inviare nella capitale egiziana, in sua rappresentanza, Margaritis Schinas, vicepresidente della Commissione per la "European way of life". Al Cairo ci saranno anche Charles Michel e Josep Borrell, nell'ordine presidente del Consiglio europeo e Alto rappresentante dell'Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Al "vertice della pace" del Cairo dovrebbero intervenire una ventina di Paesi, tra cui l'Italia, per discutere "sviluppi e futuro della causa palestinese e il processo di pace" nel pieno della guerra tra Israele e Hamas.
 

22 i giornalisti uccisi da inizio conflitto

Ventidue giornalisti - 18 palestinesi, 3 israeliani e un libanese - sono morti negli ultimi quattordici giorni di combattimenti. Lo ha indicato la Commissione per la protezione dei giornalisti. Otto reporter sono rimasti feriti, mentre tre risultano dispersi o arrestati.

 

Presidente Cile esprime ad Abu Mazen preoccupazione per Gaza

Il presidente del Cile, Gabriel Boric, ha parlato con il suo omologo palestinese, Abu Mazen, al quale ha espresso preoccupazione per la situazione umanitaria a Gaza. "Ho parlato con il presidente dello stato della Palestina, Mahmoud Abbas. Ho potuto trasmettergli la nostra profonda preoccupazione per la situazione umanitaria a Gaza, per gli attacchi indiscriminati contro civili innocenti, sia da parte di Hamas sia dello stato di Israele", ha scritto il leader cileno sul sito di social network. Boric ha aggiunto che "gli aiuti umanitari a Gaza devono essere immediati". A questo proposito ha dichiarato che il Cile, attraverso le Nazioni Unite, "invierà donazioni e metterà a disposizione aiuti umanitari".

 

Ministero sanità Hamas, in Striscia Gaza uccise 4.137 persone

Da parte palestinese, nella Striscia di Gaza sono state uccise 4.137 persone. Lo ha indicato il Ministero della Sanità di Hamas, che controlla il territorio dal 2007. Tra le macerie lasciate dai bombardamenti, i 2,4 milioni di abitanti non hanno a disposizione acqua, cibo, medicine ed elettricità e oltre un milione di loro sono stati sfollati.

 

Netanyahu: due ostaggi a casa, continua lotta per altri

"Due dei nostri ostaggi sono a casa. Non allenteremo i nostri sforzi per restituire tutti i rapiti e i dispersi. Allo stesso tempo, continuiamo a lottare fino alla vittoria". E' quanto dichiara il premier israeliano Benjamin Netanyahu, annunciando il ritorno in israele delle due donne americane, madre e figlia, rilasciate in serata da Hamas. 

Padre ostaggio, "ho parlato con Natalie, sta bene"

Il padre di Natalie Raanan, la giovane americana rapita da Hamas e rilasciata in serata, ha parlato al telefono con la figlia: "Sta bene, sta andando tutto bene", ha detto all'Associated Press. "Sono in lacrime", ha confessato Uri Raanan. "Sapere che Natalie potrà festeggiare a casa il suo 18esimo compleanno con la famiglia e gli amici è meraviglioso. La notizia più bella". La giovane, insieme alla madre Judith, sarebbero ora dirette a Tel Aviv, per tornare negli Usa all'inizio della prossima settimana. 

Biden a ex ostaggi, "vi aiuteremo a uscire da questo terribile calvario"

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha parlato con le due donne americane liberate da Hamas, dopo quasi due settimane di prigionia. Lo riporta la Casa Bianca. Dopo la telefonata con la famiglia dei due ex ostaggi, Biden ha voluto rassicurare direttamente Judith Tai Raanan e la figlia Natalie Shoshana, residenti a Chicago, dicendo loro che "avranno tutto il sostegno del governo degli Stati Uniti per uscire da questo terribile calvario".
 

Hamas, al lavoro per liberare altri ostaggi stranieri

Hamas si dice "al lavoro con mediatori di Egitto, Qatar e altri paesi amici", per arrivare alla liberazione di altri ostaggi "stranieri". "Questo impegno rimane risoluto - ha reso noto  l'organizzazione palestinese in un comunicato, poco dopo il rilascio delle due donne americane - mentre cerchiamo di attuare la nostra decisione di rilasciare individui di nazionalità straniera sotto custodia temporanea, come e quando le circostanze di sicurezza lo consentiranno".

Onu, "evacuare scuole, ricevuto alert da Israele"

L'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA) ha invitato a evacuare molte delle sue scuole dove i palestinesi si sono rifugiati nella città di Gaza, ritenendo  che i luoghi "non siano più sicuri" dopo aver ricevuto un alert israeliano. "Abbiamo fatto quello che potevamo per protestare e respingere questa decisione, ma la conclusione è che d'ora in poi le nostre infrastrutture non saranno più sicure", si è rammaricata l'agenzia in un comunicato stampa, chiedendo un'evacuazione "immediata". Allo stesso  tempo, la Mezzaluna Rossa palestinese ha affermato di aver ricevuto "una minaccia da parte delle autorità di occupazione (Israele) di colpire l'ospedale Al-Quds" a Gaza City.  "Più di 400 pazienti sono ricoverati nell'ospedale e circa 12.000 civili sfollati hanno trovato rifugio lì, oltre al personale medico", ha affermato la fonte in una nota, invitando "la comunità internazionale ad agire immediatamente e con urgenza".

Esercito Israele, in 2 settimane 1.400 vittime di guerra

"Riepilogo di 2 settimane di Guerra con Hamas: oltre 6.900 razzi lanciati da Gaza contro Israele (oltre 450 lanci falliti all'interno di Gaza). Oltre 1.400 vittime. Oltre 4.600 feriti.  Piu' di 200 ostaggi presi. Neutralizzati più di 1.000 terroristi di Hamas, molti dei quali dopo essersi infiltrati in Israele. Eliminati decine di alti leader terroristici di Hamas". E' il bilancio a due settimane dall'inizio del conflitto pubblicato sul profilo su X delle Forze armate israeliane.