La nuova guerra di Gaza, giorno 13

Hamas libera 2 cittadine americane. Biden, intesa con Israele-Egitto: aiuti da Rafah in 24-48 ore

Bloomberg: Usa e Ue hanno fatto pressione su Israele per ritardare invasione e trattare con Qatar per gli ostaggi. Attacco aereo su una chiesa greco-ortodossa di Gaza, 18 morti. Domani al Cairo, summit internazionale per la pace, attesa anche Meloni
Hamas libera 2 cittadine americane. Biden, intesa con Israele-Egitto: aiuti da Rafah in 24-48 ore
Mustafa Hassona/Anadolu via Getty Images
Una donna cammina tra le macerie nel quartiere al-Zahra di Gaza

Il ministro della Difesa israeliano Gallant arriva vicino a confine con Gaza per incontrare i soldati della Idf

Il Ministro della Difesa di Israele, Yoav Gallant, è arrivato vicino al confine con Gaza questa sera per incontrare gli ufficiali delle Forze di difesa israeliane (Idf).
Gallant ha voluto monitorare da vicino la preparazione delle forze israeliane per un'eventuale invasione di terra di Gaza.

 

A Sasa, al confine con il Libano, l'allerta è 24 ore su 24

I parenti degli ostaggi di Hamas invocano l'aiuto della Croce Rossa per liberarli

I familiari di alcuni dei 200 ostaggi del gruppo islamico Hamas hanno chiesto aiuto alla Croce Rossa dicendo che occorre fare di più per liberarli. Hanno lanciato l'Sos poche ore prima che il Comitato internazionale della croce rossa confermasse in una nota di aver avuto un ruolo determinante nel coordinare la logistica per il rilascio dei due ostaggi statunitensi. "SOS!! Qualcuno deve esserci a prendersi cura", ha detto Doris Liber, madre di Guy Iluz, 26 anni, di cui non ha più saputo nulla dall'assalto nel quale secondo Israele sono state uccise circa 1.400 persone. Suo figlio era al rave musicale vicino al confine con Gaza e nel punto focale della carneficina.
Liber si è unita ai parenti di altre persone scomparse che si presume siano tra gli ostaggi per incontrare la presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa, Mirjana Spoljaric Egger, e il responsabile dei diritti umani dell'Onu Volker Turk. Insistono sul fatto che occorre fare molto di più per cercare di ottenere il rilascio delle persone sequestrate e per ottenere maggiori informazioni. 

 

Guterres: Israele e Usa hanno annunciato che aiuti entreranno a Gaza

Israele e gli Stati Uniti hanno annunciato che gli aiuti umanitari potranno entrare nella Striscia di Gaza. Lo ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. "Israele e gli Stati Uniti hanno annunciato che gli aiuti umanitari potranno entrare nella Striscia di Gaza", ha dichiarato Guterres durante la sua visita al valico di Rafah, al confine tra Egitto e Gaza. Secondo il segretario generale delle Nazioni Unite, esiste un accordo tra Egitto e Israele che lo rende possibile, ma con alcune condizioni e restrizioni. Ha aggiunto che si sta lavorando per chiarire queste condizioni in modo che gli aiuti umanitari possano essere consegnati il prima possibile. "Da questa parte (dell'Egitto) abbiamo visto molti camion con acqua, carburante, medicine, cibo. Questo è ciò che serve dall'altra parte del muro. Dobbiamo farli muovere, portarli dall'altra parte, il più velocemente possibile e il più possibile", ha aggiunto.

 

Israele: elimineremo Hamas e non ci saranno pause

'Un portavoce delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) ha detto che "non ci sarà alcuna interruzione" negli sforzi di Israele per distruggere Hamas. Parlando con la Cnn dopo il rilascio dei due ostaggi americani, il portavoce, maggiore Dorion Spielman, ha affermato che "adesso Hamas sta cercando di presentarsi come un'organizzazione per i diritti umani", ma ancora "piovono razzi su Israele. Riprendiamo tutti gli ostaggi e poi potremo iniziare a parlare con loro". "Non ci sarà alcuna pausa. Li elimineremo. Questa è solo un'altra tattica per cercare di farci fermare. Ma si sbagliano. Hamas è un male che deve essere fermato completamente. Ed è quello che faremo", ha detto ancora, come riferisce il Guardian online. 

 

Erdogan parla con Al Sisi: fornire aiuti a Gaza, soluzione conflitto su base di due Stati

Il presidente egiziano Abdel-Fattah al-Sisi e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan hanno sottolineato la necessità di fornire aiuti umanitari in modo sostenibile alla Striscia di Gaza, devastata dalla guerra. Nel corso di una conversazione telefonica, i due presidenti hanno contestato lo sfollamento forzato dei palestinesi dalle loro terre, sottolineando l'importanza della solidarietà della comunità internazionale per porre fine definitivamente al conflitto israelo-palestinese, sulla base della soluzione dei due Stati e in conformità con le risoluzioni internazionali. Il presidente turco ha espresso il suo apprezzamento per il ruolo dell'Egitto nel coordinare gli sforzi umanitari e nel promuovere la pace.
 

 

Macron: inviati messaggi a Hezbollah per de-escalation

La Francia ha trasmesso "molto direttamente" messaggi di moderazione e di de-escalation a Hezbollah per dissuaderlo dall'entrare nel conflitto tra Israele e Hamas. Lo ha detto ad alcuni giornalisti il presidente francese Emmanuel Macron. "Ci sono stati lanci di razzi, ma oggi non c'è stata un'escalation in materia. Ma rimaniamo molto prudenti. Passiamo quotidianamente questi messaggi di moderazione", ha aggiunto Macron.

 

Blinken: ostaggi Usa sono al sicuro in Israele in mani autorità

Gli ostaggi americani che Hamas ha accettato di liberare, Judith e Natalie Raanan, sono "al sicuro nelle mani delle autorità israeliane in Israele". Lo ha confermato il segretario di stato americano Antony Blinken, che ha parlato con i giornalisti a Washington Dc. Il capo della diplomazia americana ha detto che il personale degli Stati Uniti le vedrà presto e che "riceveranno il sostegno e l'assistenza di cui hanno bisogno". Ha inoltre promesso che gli Stati Uniti faranno ogni sforzo per liberare gli altri cittadini statunitensi attualmente detenuti a Gaza. "Ci sono ancora altri dieci americani che non sono stati rintracciati in questo conflitto", ha aggiunto Blinken, "Sappiamo che alcuni di loro sono tenuti in ostaggio da Hamas, insieme a circa 200 altri ostaggi detenuti a Gaza. Si tratta di uomini, donne, ragazzi, ragazze, anziani, provenienti da molte nazioni. È impossibile esprimere a parole l'agonia, la sensazione di non conoscere il destino dei propri cari". Blinken ha detto di non poter entrare nei dettagli sulla natura degli sforzi per liberarli. "Per quanto riguarda il Qatar, posso solo dire che in questo caso abbiamo apprezzato molto la loro assistenza", ha ammesso. "Non posso dire altro, perché vogliamo concentrarci sull'obiettivo di riportare a casa e dai loro cari coloro che sono rimasti in ostaggio".

Il segretario di stato americano ha inoltre espresso la fiducia che un convoglio di aiuti umanitari bloccato al valico di Rafah, chiuso tra Egitto e Gaza, possa entrare a breve a Gaza. "Quando alcuni di noi hanno viaggiato insieme nella regione durante la scorsa settimana, far circolare gli aiuti è stata una delle mie principali priorità", ha dichiarato, "Abbiamo lavorato molto duramente con il governo di Israele e con il governo egiziano per fare proprio questo. E abbiamo raggiunto un'intesa per sviluppare un piano di assistenza". Questa intesa, ha proseguito, "è stata consolidata dal presidente [Joe] Biden quando si è recato in Israele e ha parlato anche con il presidente egiziano [Abdel Fattah] al Sisi. Abbiamo lavorato senza sosta con l'ambasciatore David Satterfield sul campo, lavorando con le Nazioni Unite, con l'Egitto e con Israele per mettere in moto questo piano. Mi aspetto che questo avvenga in tempi brevi".

 

La prima immagine delle due donne americane rilasciate questa sera da Hamas

Blinken: Hamas liberi tutti gli ostaggi americani

Antony Blinken ha chiesto ad Hamas a "liberare tutti gli ostaggi Usa" dopo il rilascio di due americani. In un briefing con la stampa il segretario di Stato Usa ha confermato che le due persone sono ora "in una base militare americana in Israele". 

 

Turchia: Con visita in Israele, Biden ha approvato distruzione Gaza

La visita del presidente degli Stati Uniti Joe Biden in Israele questa settimana equivale all'approvazione da parte degli Stati Uniti della distruzione di Gaza. Lo ha denunciato il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, che ha aggiunto che questo è stato "notato dalla storia".
Parlando all'emittente statale Trt Haber, Fidan ha detto che Israele ha "cambiato la narrativa" sul suo coinvolgimento nell'esplosione di un ospedale di Gaza martedì scorso, e ha aggiunto di auspicare che il vertice di domani al Cairo porti a un accordo per fermare l'offensiva israeliana.
"Naturalmente, il fatto che Biden sia venuto lì in queste circostanze e si sia trovato nella posizione di approvare, in un certo senso, la distruzione di Gaza, è stato notato dalla storia", ha detto Fidan, "Per molti non è una sorpresa, ma crea una percezione che può causare molti risultati diversi per l'America". Ha inoltre sottolineato che la Turchia sta proponendo un sistema di garanzia alle controparti per trovare una soluzione duratura al conflitto, aggiungendo che Ankara è pronta a fare da garante per la parte palestinese. Ha inoltre invitato gli altri Paesi della regione a partecipare a questa iniziativa.

 

Croce Rossa: abbiamo contribuito a facilitare rilascio ostaggi

Il Comitato internazionale della Croce Rossa ha affermato di aver contribuito alla liberazione di due prigionieri da parte di Hamas. "Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr) ha contribuito a facilitare questo rilascio trasportando gli ostaggi da Gaza a Israele, sottolineando l'impatto sulla vita reale del nostro ruolo di attore neutrale tra le parti in guerra", ha affermato l'organizzazione in una nota di cui riferisce al Jazeera online.
 

 

Medioriente: Qatar, al lavoro per rilascio di tutti gli ostaggi

Un portavoce del ministero degli Esteri del Qatar ha affermato che i colloqui di Doha con Israele e Hamas continueranno nella speranza che portino al "rilascio di tutti gli ostaggi civili di ogni nazionalità". Lo riporta The Times of Israel. Secondo il funzionario, il rilascio delle due donne americane, madre e figlia, da parte di Hamas è avvenuto stasera dopo "molti giorni di continua comunicazione con tutte le parti".

 

Ospedale Gaza, Francia: niente lascia pensare ad attacco Israele

"Non c'è nulla che faccia pensare" a un "attacco israeliano" contro l'ospedale di Gaza. Lo ha dichiarato questa sera la direzione dell'intelligence militare francese (Drm, Direction du renseignement militaire), come riporta il quotidiano Le Figaro.
"L'ipotesi più probabile è quella di un razzo palestinese esploso con una carica di circa cinque chili", ha dichiarato il Drm alla stampa, secondo le proprie analisi rese pubbliche su richiesta della presidenza francese per motivi di trasparenza.

 

Onu: 'evacuare subito scuole con rifugiati palestinesi'

L'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha chiesto di evacuare molte delle sue scuole dove i palestinesi si sono rifugiati a Gaza City, ritenendo che i luoghi "non siano più sicuri" dopo aver ricevuto un avvertimento israeliano."Siamo stati informati da Israele della necessità di evacuare queste infrastrutture il più rapidamente possibile", ha affermato l'Unrwa in una nota.
"Abbiamo fatto quello che potevamo per protestare e respingere questa decisione, ma la conclusione è che d'ora in poi le nostre infrastrutture non saranno più sicure", ha scritto l'agenzia in una nota. 

 

Biden sente Netanyahu: confronto su ostaggi e aiuti umanitari

Joe Biden ha parlato con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Lo rende noto la Casa Bianca, sottolineando che i due leader hanno discusso gli sforzi in atto per assicurare il rilascio degli ostaggi presi da Hamas e per offrire un passaggio sicuro ai cittadini americani e agli altri civili a Gaza. Biden ha riaffermato il sostegno degli Stati Uniti al diritto di Israele di difendersi e proteggere i suoi cittadini, mettendo in evidenza l'importanza di operare in linea con le leggi di guerra che includono la protezione dei civili di Gaza. I due leader hanno anche discusso i piani per lo spostamento dell'assistenza sanitaria a Gaza dall'Egitto.

 

"Non entreremo a Gaza per restare", dice il ministro della Difesa israeliano

Summit Usa-Ue, Biden riceve von der Leyen e Michel: uniti con Israele dopo attacco Hamas

Siamo stati uniti per sostenere il grande popolo dell'Ucraina, e siamo stati uniti per affrontare le sfide economiche. E ora i leader si uniranno per sostenere Israele dopo l'attacco di Hamas e stabilire standard nel commercio con la Cina". Lo ha detto il presidente Usa Joe Biden, dopo un summit Usa Ue alla Casa Bianca.
Biden ha accolto i leader dell’Unione europea alla Casa Bianca con la promessa che gli Stati Uniti potranno comunque fornire decine di miliardi di dollari di aiuti all’Ucraina e a Israele in tempo di guerra. Biden ha salutato il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sottolineando la loro unità.

 

Staff dell'ospedale Al-Quds: impossibile evacuarlo

L'amministrazione e lo staff medico dell'ospedale Al-Quds di Gaza City si rifiutano di evacuare la struttura a causa delle difficoltà del trasporto dei pazienti. Lo riporta l'Anadolu. 

Biden: due ostaggi rilasciati, lavoriamo per gli altri

"Oggi abbiamo assicurato il rilascio di due americani presi in ostaggio da Hamas", che saranno ora presto con le loro famiglie. Lo afferma Joe Biden sottolineando che fin dai primi momento dell'attacco l'amministrazione lavora senza sosta per liberare i cittadini americani in ostaggio di Hamas. "Ringrazio il governo del Qatar e quello di Israele per la loro partnership in questo lavoro", aggiunge Biden precisando che gli sforzi dell'amminsitrazione andranno avanti per assicurare il rilascio degli altri ostaggi.
 

 

I due ostaggi Usa sono ora in una base militare in Israele

"I due ostaggi americani sono al momento in una base militare israeliana nel centro del Paese". Lo ha detto l'ufficio del premier Benyamin Netanyahu. Yeudit Raanan e la figlia Natalie sono "state accolte al confine con la Striscia ed ora sono attese nella base militare dai loro congiunti". Le due donne sono state prese in consegna dal generale Gali Hirsch, responsabile degli ostaggi e dei dispersi, e dalle forze di sicurezza. L'ufficio del premier ha poi ricordato che le due sono state rapite dall'organizzazione terroristica di Hamas "con un attacco improvviso e micidiale lo scorso 7 ottobe mentre erano ospiti nel kibbutz di Nahal Oz". "Il governo e l'esercito - ha concluso l'ufficio di Netanyahu -continueranno ad agire al meglio delle loro capacità per recuperare tutti i dispersi e riportare a casa gli ostaggi".

 

Media Israele: “A forze sicurezza il 7 ottobre arrivati ‘segnali indicatori’ di imminente attacco"

I vertici dei servizi di sicurezza israeliani avevano ricevuto "segnali indicatori" di un imminente attacco - anche se su scala molto minore - più di due ore prima del devastante assalto di Hamas, la mattina di sabato 7 ottobre. A riferirne è stata l'emittente israeliana Channel 12. Le indicazioni "concrete", prosegue l'emittente, citata da Times of Israel, indicavano una probabile 'battaglia' quel giorno, in cui una 'forza' di terroristi avrebbe tentato di infiltrarsi oltre il confine, prendere il controllo di una o due comunità e/o tentare di effettuare dei rapimenti. Le indicazioni sono state discusse durante una consultazione - di cui era stata data precedentemente notizia - che ha coinvolto alti funzionari militari e lo Shin Bet, oltre al capo di stato maggiore delle Forze di difesa Herzi Halevi. Non è stato però diramato alcun allarme. La consultazione ha avuto luogo intorno alle 4 del mattino, secondo l'emittente. L'assalto è iniziato alle 6:29. 

 

Summit Usa-Ue: "Preoccupati per situazione umanitaria a Gaza"

"Condanniamo con la massima fermezza Hamas e i suoi brutali attacchi terroristici in tutto Israele. Non esiste alcuna giustificazione per il terrorismo. Affermiamo il diritto di Israele a difendersi da questi attacchi atroci, in linea con il diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario. Lavoreremo a stretto contatto con i partner nella regione per sottolineare l'importanza di proteggere i civili, sostenere coloro che stanno cercando di mettersi in salvo o fornire assistenza e facilitare l'accesso al cibo, all'acqua, alle cure mediche e ai ripari. Siamo preoccupati per il peggioramento della crisi umanitaria a Gaza". E' quanto si legge nella dichiarazione finale del summit Ue-Usa che è si tenuto alla Casa Bianca.
"E' fondamentale prevenire l'escalation regionale. Chiediamo il rilascio immediato di tutti gli ostaggi e sottolineiamo la nostra visione condivisa secondo cui la soluzione a due Stati resta la strada percorribile verso una pace duratura", si legge ancora. 

 

Cnn: americane liberate dopo peggioramento salute della madre

Secondo quanto riferito da una fonte alla Cnn, le due donne americane, madre e figlia, ostaggio di Hamas sono state liberate dopo il peggioramento delle condizioni di salute della madre. Hamas aveva riferito solo di una decisione presa "per motivi umanitari". Le due cittadine israelo-statunitensi sono state consegnate alla Croce rossa e sono arrivate in Egitto.

 

Bloomberg: "Pressing Usa-Ue su Israele: ritardare invasione per trattare sugli ostaggi'

I governi americano ed europei hanno fatto pressione su Israele affinché ritardasse l'invasione via terra di Gaza così da  guadagnare tempo per le trattative segrete in corso tramite il Qatar per il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando alcune fonti, secondo le quali Israele avrebbe resistito a ritardare l'operazione ma poi avrebbe ceduto alla pressione americana. 

 

Famiglie rapiti: "Bene americane, Paesi arabi premano su Hamas"

Il Forum delle famiglie degli ostaggi e dei dispersi dopo l'attacco di Hamas in Israele si felicita in una nota per il rilascio delle due donne rapite. "Centinaia di famiglie aspettano l'aiuto dei leader degli Stati arabi dopo che le azioni di Hamas hanno scioccato il mondo intero", si legge nel comunicato del quartier generale del Forum.
"Hamas ha commesso crimini di guerra. Molti leader degli Stati arabi hanno un'enorme influenza sui suoi capi e devono agire per il rilascio immediato di tutti gli ostaggi tenuti a Gaza", aggiunge il Forum rilanciando l'appello alla comunità internazionale per fare tutto quanto in loro potere per il rilascio di tutti i rapiti da Hamas.

 

Missili anti-tank dal Libano contro forze difesa israeliane a Biranit

Le forze di difesa israeliane hanno riferito del lancio di un certo numero di missili anti-tank dal Libano contro i militari presenti nell'area di Biranit, nel nord di Israele.
A riportarlo è 'Ha'aretz': le forze israeliane - aggiunge - stanno rispondendo aprendo il fuoco in direzione del Libano.

 

Media: "Yehudit e Natalie Raanan, le due americane rilasciate, sono arrivate in Egitto"

Le due americane, madre e figlia, rilasciate da Hamas dopo averle tenute in ostaggio nella Striscia di Gaza sono già arrivate in Egitto. Lo riferisce Channel 12 secondo cui entrambe avrebbero anche la nazionalità israeliana.

Secondo i media palestinesi, gli ostaggi liberati da Hamas sono Judith Raanan e sua figlia Natalie Timesofisrael
Secondo i media palestinesi, gli ostaggi liberati da Hamas sono Judith Raanan e sua figlia Natalie

Colloquio telefonico Lula-Macron: focus su crisi in Medio Oriente

L'escalation della tensione in Medio Oriente e la possibilità di istituire un corridoio umanitario a Gaza sono stati i principali temi al centro del colloquio telefonico tenuto oggi tra il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva e il suo omologo francese, Emmanuel Macron. Lula, si legge in una nota di Brasilia, ha ringraziato il presidente francese per il voto del suo Paese a favore della risoluzione brasiliana al Consiglio di Sicurezza dell'Onu ed entrambi hanno concordato sull'importanza di istituire un corridoio umanitario per l'uscita degli stranieri e l'ingresso di acqua potabile, cibo e medicinali nella Striscia di Gaza. I due presidenti hanno coincordato anche sulla necessità dell'immediato rilascio degli ostaggi da parte di Hamas e sul terribile impatto del conflitto sui bambini palestinesi e israeliani esprimendo la loro preoccupazione per i rischi di un'escalation del conflitto. Nel colloquio è stata sottolineata anche la necessità di dare maggiore rappresentanza e forza alle Nazioni Unite e che Brasile e Francia continueranno i contatti per cercare una soluzione alla pace e alle questioni umanitarie nella regione del Medio Oriente.
Il presidente francese ha quindi ribadito l'interesse del suo Paese a cooperare con l'Organizzazione del Trattato di Cooperazione Amazzonica (Acto) e ha confermato che effettuerà la sua prima visita ufficiale in Brasile nella prima metà del prossimo anno.

 

Media: le due donne liberate da Hamas sono Yehudit e Natalie Raanan di Chicago

Sono Yehudit Raanan, di 59 anni, e la figlia Natalie Raanan, 18 anni, le cittadine americane rilasciate da Hamas. Secondo il New York Times, le due donne erano arrivate in Israele da Chicago per celebrare la festa ebraica di Sukkot con la famiglia. Nomi e foto sono comparsi sulla tv di Hamas al-Aqsa.

 

Lula: solidarietà ai 'bambini di Gaza vittime della follia'

"I bambini di Gaza non hanno chiesto ad Hamas di attaccare". Così si è espresso oggi il presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, condannando le morti di migliaia di bambini per la "follia" delle guerre sia in Ucraina che in Medio Oriente. "Volevo esprimere solidarietà ai bambini che sono già morti nella guerra tra Russia e Ucraina e che stanno morendo ora in questa folle lotta tra Hamas e lo Stato di Israele", ha affermato il capo dello Stato nella sua prima apparizione pubblica dopo l'operazione all'anca e il ritocco agli occhi. "Non è possibile tanta follia, che si facciano guerre senza tenere conto delle persone che muoiono: sono donne, anziani, bambini. Dobbiamo proporre la pace, la razionalità, affinché l'amore possa superare l'odio", ha aggiunto durante la celebrazione dei 20 anni del programma di aiuti alle famiglie povere 'Bolsa Familia'. "Nella Striscia di Gaza sono già morti 1.500 bambini che non hanno chiesto ad Hamas di compiere l'atto terroristico contro Israele, e non hanno nemmeno chiesto a Israele di reagire in modo così folle da uccidere quelli che vogliono solo vivere e giocare e che non avevano il diritto di essere bambini", ha concluso. 

 

Esercito Israele chiede lo sgombero dell'ospedale al-Quds

La Mezzaluna Rossa palestinese (Pcrs) ha reso noto che l'esercito israeliano ha chiesto lo sgombero dell'ospedale Al-Quds di Gaza: è quanto riporta il quotidiano britannico The Guardian. Secondo la Pcrs l'ospedale ospita attualmente oltre 400 pazienti e 12mila civili sfollati: "Chiediamo alla comunità internazionale di agire con urgenza e per evitare un'altra catastrofe come quella dell'ospedale al-Ahli".

 

Esercito Israele: ucciso responsabile sviluppo armi Hamas

Le forze di difesa israeliane (Idf) hanno ucciso Muhammad Tzviach, un ingegnere senior di Hamas che supervisionava il dipartimento progetti. Lo riporta Haaretz. Tviach era responsabile del miglioramento delle armi di Hamas e dello scambio di informazioni con altre organizzazioni terroristiche in Medioriente.

 

Von der Leyen a Biden: grazie per la lodevole visita di Israele

"Caro presidente grazie per la sua lodevole visita a Israele, che ha subito il peggior attacco dalla Shoah". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante il summit Ue-Usa alla Casa Bianca con il presidente americano, Joe Biden. 

 

Israele: nulla in cambio ad Hamas per rilascio americane

Funzionari israeliani hanno chiarito ai media ebraici che la decisione di Hamas di rilasciare le due cittadine americane tenute ostaggio, madre e figlia, è stata presa unilateralmente e che il governo di Tel Aviv non ha offerto nulla in cambio. Le due donne saranno rilasciate "per motivi umanitari", ha fatto sapere Hamas. Secondo i media, verranno consegnate alla Croce rossa internazionale che le porterà in Egitto e, da lì, in Israele.

 

Due cittadine americane consegnate da Hamas alla Croce rossa

Le due cittadine americane tenute da due settimane in ostaggio a Gaza sono state consegnate da Hamas alla Croce rossa. Lo ha appreso la televisione pubblica israeliana Kan secondo cui è possibile che esse saranno rimessa in libertà attraverso il valico di Rafah, fra Gaza ed Egitto. Queste informazioni seguono l'annuncio dell'ala militare di Hamas, Brigate Ezzedin al-Kassam, sulla liberazione di madre e figlia con cittadinanza statunitense.

 

Tajani: Tunisia può convincere Hamas a seguire via della pace

La Tunisia può svolgere "un ruolo importante anche per convincere Hamas e chi vuole allargare il conflitto, a seguire la via del dialogo e della pace". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in conferenza stampa da Tunisi. Tajani ha riferito che nell'incontro avuto con il presidente Kais Saied e con il ministro degli Esteri tunisino, è stato sottolineato "quanto sia importante ora lavorare per impedire la regionalizzazione della guerra tra Israele e Hamas".

 

Cardinal Pizzaballa: temiamo per rifugiati in nostra chiesa a Gaza

Nella chiesa latina di Gaza City sono rifugiate 500 persone e "ora temiamo anche per loro. Molti feriti che erano nel compound ortodosso ora sono venuti da noi perché non hanno un altro posto. Il rischio c'è perché sappiamo che la zona e il quartiere sono obiettivi militari. Gli avvertimenti sono arrivati". Lo afferma il patriarca latino di Gerusalemme, card. Pierbattista Pizzaballa, in un'intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000. 

 

Israele: Staff Ue a von der Leyen, "preoccupano sue posizioni"

Un gruppo di circa 850 dipendenti della Commissione e di altre istituzioni dell'Ue ha scritto all'ufficio della presidente dell'esecutivo comunitario, Ursula von der Leyen, per esprimere preoccupazione per il suo "sostegno incondizionato" a Israele e per "l'apparente indifferenza" dimostrata nei confronti del "continuo massacro di civili nella Striscia di Gaza, in spregio ai diritti umani e al diritto umanitario internazionale". Lo riporta la testata Euractiv, specificando che la lettera è stata inviata alle delegazioni dell'Ue in tutto il mondo, compresi gli uffici di rappresentanza della Commissione europea.
Nella lettera - aperta alla adesione di altri membri delle oltre 30mila unità dello staff comunitario -  si condannano tanto "gli attacchi terroristici perpetrati da Hamas contro civili inermi" quanto "la reazione sproporzionata del governo israeliano contro i 2,3 milioni di civili palestinesi intrappolati nella Striscia di Gaza". "Proprio a causa di queste atrocità - scrivono i funzionari - siamo sorpresi dalla posizione assunta dalla Commissione europea e anche da altre istituzioni dell'Ue nel promuovere quella che è stata descritta dalla stampa come una cacofonia europea". "Vi esortiamo - concludono - a chiedere, insieme ai leader di tutta l'Unione, un cessate il fuoco e la protezione della vita civile. Questo è il cuore dell'esistenza dell'Ue". 

 

Biden: intesa con Israele-Egitto, Rafah apre in 24-48 ore per i primi 12 camion di aiuti

Il presidente Joe Biden ha raggiunto un accordo con Israele ed Egitto per l'apertura del valico di Rafah nelle prossime 24-48 ore, quando arriveranno i primi 12 camion di aiuti a Gaza. Lo ha detto il presidente americano. 

 

Ministero Esteri egiziano accusa Israele di bloccare aiuti Gaza

Il ministero degli Esteri egiziano ha accusato i "media occidentali" di prendere di mira il Paese per la crisi umanitaria di Gaza. "Il valico di Rafah è aperto e l'Egitto non è responsabile di ostacolare l'uscita di cittadini di paesi terzi", ha scritto in un messaggio sulla piattaforma X. E in uno successivo ha aggiunto: "Domani c'è l'opportunità di cambiare rotta e risvegliare le coscienze". Secondo il ministro egiziano degli Esteri i media stanno promuovendo "uno scenario di sfollati, ritenendo l'Egitto responsabile della chiusura del valico nonostante gli attacchi mirati israeliani e il rifiuto di fare entrare gli aiuti e ultimamente insinuando la responsabilità dell'Egitto per aver ostacolato l'uscita di cittadini di Paesi terzi".

 

Portavoce Idf: a Gaza non ci sono zone sicure

Il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf) Nir Dinar ha affermato che a Gaza "non ci sono zone sicure". Il premier israeliano Benjamin Netanyahu all'inizio della settimana aveva invece definito le aree a sud di Gaza "zone sicure". Nella Striscia ci sono già un milione di sfollati e in molti hanno risposto all'ordine di Israele di evacuare la parte settentrionale dell'enclave.

 

Idf: "Chiesa ortodossa a Gaza non era nostro obiettivo"

"L'Idf può affermare in modo inequivoco che la chiesa non era l'obiettivo del nostro raid". Così un portavoce dell'esercito israeliano sul bombardamento di oggi della chiesa ortodossa nella Striscia di Gaza, dove erano rifugiate famiglie sfollate di palestinesi, in cui sono rimaste uccise almeno 18 persone. Secondo le forze armate israeliane l'obiettivo dei caccia era un centro di comando e controllo di Hamas, da dove venivano lanciati razzi e colpi di mortaio contro Israele. Nel corso del bombardamento è crollato un muro della chiesa, ammettono poi gli israeliani che sono al corrente delle notizie delle vittime civili. Dal Patriarcato Greco Ortodosso di Gerusalemme arriva la condanna di quello che viene descritto come "un bombardamento israeliano contro una delle nostre chiese a Gaza City".

 

Tajani: militari italiani in Libano non stanno correndo rischi

"Siamo preoccupati per quanto sta accadendo nel Nord di Israele, continui attacchi di Hezbollah. I nostri militari, che svolgono azioni di pace sotto le bandiere delle Nazioni unite, di stanza lì, continuano a svolgere tranquillamente la loro missione e non stanno correndo rischi". E' quanto ha spiegato oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani, durante una conferenza stampa presso la residenza dell'ambasciatore italiano in Tunisia.

 

Colpita una chiesa greco-ortodossa: "Qui nessuno è al sicuro"

Onu: palestinesi bevono acqua da pozzi agricoli, rischio epidemie

L'ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari afferma che i palestinesi di Gaza sono ricorsi a bere acqua salmastra dai pozzi agricoli. Lo scrive il quotdiano israeliano 'Haaretz'. L'OHCA afferma che ciò "aumenta l'esposizione ai pesticidi e ad altre sostanze chimiche, esponendo la popolazione al rischio di morte o di epidemia di malattie infettive". "A causa delle restrizioni di accesso alle principali discariche di Gaza, vicino alla recinzione perimetrale con Israele, i rifiuti solidi si sono accumulati in luoghi temporanei e nelle strade, ponendo rischi per la salute e l'ambiente", aggiunge l'Onu.

 

Media: sette gli ospedali fuori uso a Gaza

Sette ospedali e 21 centri sanitari di assistenza primaria a Gaza sono stati messi "fuori servizio" e 64 membri del personale medico sono stati uccisi, mentre Israele continua i suoi attacchi aerei. Lo riferisce un articolo online sulla  Cnn, che riporta quanto riferito da un portavoce del Ministero della Sanità palestinese. La carenza di cibo, carburante ed elettricità a Gaza "ucciderà molte, molte persone", ha avvertito sul sito dell'emittente americana un alto funzionario umanitario.

 

Sunak vede Al Sisi: "priorità" aprire varco di Rafah

Il premier britannico, Rishi Sunak, ha avuto anche colloqui con il presidente egiziano, Abdel Fatah al-Sisi, al Cairo. Il primo ministro britannico ha elogiato gli sforzi del Cairo per consentire il passaggio attraverso il varco di Rafah, parlando della necessità di garantire che gli aiuti possano arrivare ai palestinesi "il più rapidamente possibile". Un portavoce di Sunak ha detto che la "priorita'" della Gran Bretagna è concentrarsi sull'apertura del varco di Rafah per consentire l'ingresso degli aiuti umanitari e per consentire ai cittadini britannici di lasciare Gaza . Sunak ha anche incontrato l'emiro del Qatar in Arabia Saudita venerdì prima prima di volare in Egitto, la terza tappa del suo tour nella regione come parte di uno sforzo diplomatico per fermare l'escalation della guerra tra Israele e Hamas.

 

Erdogan: "Israele fermi le operazioni a Gaza, è genocidio"

"Ribadisco il nostro appello all'amministrazione israeliana a non ampliare ai civili la portata dei suoi attacchi e fermare immediatamente le operazioni che stanno per diventare un genocidio". Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, come riporta Anadolu, parlando delle operazioni israeliane su Gaza. "Israele, invece di correggere i propri errori e agire con la saggezza di uno Stato, si sta comportando come un'organizzazione, spesso incitata da attori esterni alla regione", ha aggiunto il presidente turco. 

 

Parigi: salgono a 30 i francesi uccisi nell'attacco di Hamas

E' salito a trenta il numero di persone con passaporto francese uccise in Medio Oriente dall'inizio dell'aggressione di Hamas contro Israele, il 7 ottobre scorso: è quanto emerge da un ultimo bilancio rivelato da fonti diplomatiche francesi. Sono invece sette i francesi dispersi. Oggi, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha parlato in videoconferenza con le famiglie degli ostaggi francesi prigionieri di Hamas mentre la ministra degli Esteri, Catherine Colonna, partirà già stasera per il Cairo per partecipare al vertice di pace previsto per domani nella capitale egiziana. 

 

Abu Mazen vede Sunak al Cairo, dopo essersi negato a Biden

Il governo britannico si impegna a svolgere "un ruolo importante" per facilitare la ripresa degli aiuti umanitari alla popolazione palestinese di Gaza attraverso l'Egitto, malgrado la rappresaglia militare in corso da parte d'Israele sulla Striscia in risposta all'attacco di Hamas del 7 ottobre. Lo ha detto il premier Rishi Sunak incontrando oggi al Cairo, dove è ospite del leader egiziano Abdel Fattah al Sisi, anche il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese (Anp), Abu Mazen, che due giorni fa si era invece negato - secondo i media - a un colloquio con Joe Biden.
Sunak - reduce da due tappe in Israele e Arabia Saudita di questo tour in Medio Oriente organizzato d'urgenza con l'obiettivo dichiarato di contribuire a cercare di "fermare l'escalation" -  ha poi confermato l'incremento degli stanziamenti di Londra per gli aiuti ai palestinesi e la volontà di favorire una ripresa piena del loro afflusso verso la Striscia di Gaza "quanto prima possibile".
Il Regno Unito non ha ancora precisato ufficialmente se alla conferenza internazionale convocata da Sisi al Cairo domani sulla ri-esplosione del conflitto israelo-palestinese sarà rappresentato dallo stesso Sunak; o, come anticipato dai media britannici, dal ministro degli Esteri, James Cleverly, pure in missione diplomatica nella regione.

 

Oltre 4.000 sfollati dal sud del Libano

Più di 4.200 persone sono state sfollate dai villaggi del sud del Libano a causa degli scontri al confine con Israele. Circa 1.500 sfollati sono ospitati in tre scuole della città costiera di Tiro, a circa 20 chilometri a nord del confine. Alcuni si sono trasferiti da parenti o affittano case, ma altri non hanno un posto dove andare, mentre il governo libanese ha poche risorse economiche. Diverse compagnie aeree hanno cancellato i voli per Beirut. Paesi come Stati Uniti, Arabia Saudita e Germania hanno avvertito i loro cittadini di lasciare il Libano.

 

Spagna: operazione anti-jihadista, arrestati 4 giovani

In Spagna sono state arrestate quattro persone, tre uomini e una donna, in diverse parti del Paese nell'ambito di un'operazione anti-jihadista, arrivata a pochi giorni dal rafforzamento delle misure anti-terrorismo nel Paese iberico, a causa della guerra tra Israele e Hamas e dopo gli attentati in Belgio e Francia. Ne dà notizia il ministero dell'Interno spagnolo. I quattro, di cui due spagnoli convertiti e due di origine maghrebina, sono accusati di auto-indottrinamento a fini terroristici, indottrinamento di terzi e apologia del terrorismo. Hanno tra i 20 e i 30 anni e risultano residenti a Madrid e nelle province di Barcellona e Granada. Il leader del gruppo, un 20enne nordafricano, soprannominato 'il Califfo', è accusato di aver utilizzato i social network per reclutare e indottrinare altri utenti.

 

Hamas chiede apertura permanente Rafah, "distrazione passaggio di soli 20 camion"

Hamas chiede l'apertura permanente del valico di Rafah, che resta chiuso mentre proseguono i negoziati sulle condizioni di ingresso degli aiuti. E accusa: "Limitare i colloqui solo al passaggio di 20 camion a Gaza è un tentativo sionista e americano di gettare fango negli occhi", ha denunciato il movimento di resistenza islamico in una nota citata da al Arabiyia.
Nota nella quale chiede l'apertura "permanente e continua del varco" non solo "per trasportare i feriti e farli curare", ma anche perché il flusso di aiuti "raggiunga tutte le aree di Gaza". Hamas ha anche condannato il fatto che gli aiuti, che potrebbero iniziare ad entrare non prima di domani, siano limitati al sud della Striscia di Gaza.
"Questo tipo di distribuzione permette all'occupazione", ha detto, riferendosi a Israele, "di esercitare pressioni sul popolo palestinese affinché continui a spostarsi verso sud".
 

 

Israele evacua 100 mila civili dai confini con Gaza

Circa 100 mila civili sono stati evacuati dalle loro case nel nord e nel sud di Israele. Lo rende noto il ministero della Difesa israeliano, citato dalla Cnn. L'evacuazione della città di Kiryat Shmona - che non è obbligatoria - non è inclusa in questo numero, ma farebbe salire il numero totale di evacuazioni a circa 123.000 civili, ha affermato il ministero.

In duemila manifestano a Beirut

 Circa duemila seguaci persone, con bandiere palestinesi e del  partito armato libanese filo-iraniano Hezbollah e dell'altro partito sciita libanese, il movimento Amal, si sono radunati oggi alla periferia sud di Beirutper esprimere solidarietà a Hamas e ai "fratelli palestinesi" di Gaza "e di tutta la Palestina occupata"

Proteste a Beirut Marwan Naamani/picture alliance via Getty Images
Proteste a Beirut

Hezbollah rivendica gli attacchi su postazioni militari israeliane

Per diverse ore si è prolungato oggi lo scambio di fuoco tra Hezbollah e Israele lungo tutta la Linea Blu di demarcazione tra i due paesi, anche se gli attacchi rimangono contenuti in una striscia di territorio limitata all'area frontaliera. Testimoni oculari sul lato libanese e media locali riferiscono di attacchi di Hezbollah, alcuni rivendicati dallo stesso Partito di Dio filo-iraniano, contro postazioni militari israeliane lungo il settore centrale e orientale della Linea Blu. Le stesse fonti riferiscono di bombardamenti di artiglieria israeliani nelle stesse aree della Linea di demarcazione.

Hamas: solo ieri 352 morti, 1.400 sotto le macerie

Secondo il ministero della Sanità di Hamas, nelle ultime 24 ore sono stati oltre 352 i morti per gli attacchi di Israele. Lo ha fatto sapere il portavoce del ministero aggiungendo che oltre i 4.137 morti e i circa 13.000 feriti ci sono anche circa 1.400 persone ancora intrappolate sotto le macerie, di cui la metà minori. Secondo la stessa fonte, 7 ospedali della Striscia non possono offrire servizi mentre 4 sono ancora funzionanti. 

Al-Sisi vede Sunak: coordinamento per evitare una guerra regionale

Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha incontrato in Egitto il primo ministro britannico Rishi Sunak. Nel colloquio, il presidente egiziano ha sottolineato la necessità di coordinamento e cooperazione per evitare che la regione precipiti in una guerra, che potrebbe avere un impatto devastante. "Dobbiamo tutti agire per contenere gli sviluppi che potrebbero sfuggire di mano" ha detto al-Sisi sottolineando che le ripercussioni vanno oltre il diritto all'autodifesa e ribadendo l'importanza di rilanciare il processo di pace, "per dare ai palestinesi la speranza di costituire il loro Stato sui confini del giugno 1967, con Gerusalemme est come capitale".
Il presidente egiziano ha poi espresso il suo apprezzamento per gli sforzi compiuti dal suo omologo statunitense Joe Biden e dal Regno Unito per convincere Israele a consentire l'apertura del valico di Rafah e per la consegna degli aiuti alla Striscia di Gaza. "Prendo atto della vostra comprensione dell'importanza di non permettere lo spostamento di civili da Gaza al Sinai", ha aggiunto al-Sisi, "si tratta di una questione estremamente pericolosa che potrebbe porre fine alla causa palestinese".
Il presidente egiziano ha infine ribadito la necessità di continuare a fornire aiuti medici e umanitari alla Striscia di Gaza e l'importanza di agire "per contenere il fenomeno in modo che i combattimenti non causino altre morti tra i civili".

Le forze di difesa israeliane dicono di "aver colpito un muro vicino" alla chiesa nella Striscia

L'esercito israeliano ha riconosciuto di "aver colpito un muro vicino" alla chiesa in un attacco aereo. L'aviazione israeliana stava conducendo raid contro un centro di comando e controllo dell'organizzazione terroristica Hamas usato nel lancio di razzi e colpi di mortaio". Lo ha detto il portavoce militare Daniel Hagari.
"Sappiamo che ci sono state delle vittime e stiamo esaminando l'incidente", ha aggiunto, ribadendo che "Hamas colloca di proposito le sue postazioni in aree civili usate dai residenti della Striscia di Gaza".

Biden chiede 105 miliardi per Ucraina, Israele e confine

La Casa Bianca chiede fondi di emergenza per 105 miliardi di dollari al Congresso per Israele, Ucraina e il rafforzamento del confine con il Messico.  La richiesta include 10,6 miliardi in sostegno militare a Israele, 61,4 miliardi per continuare a fornire armi e assistenza economica all'Ucraina e 9 miliardi in assistenza umanitaria per Israele, gaza e Ucraina. "Questi conflitti possono sembrare lontani ma il risultato di queste battaglie per la democrazia contro il terrorismo e la tirannia sono vitali per la sicurezza degli americani", afferma il consigliere alla sicurezza nazionale Jake Sullivan facendo eco alle parole pronunciate da Joe Biden nel suo discorso alla nazione. Aiutare gli alleati, anche se costoso, "pacherà per generazioni dividendi alla sicurezza americana", ha detto Biden.

Oms in Palestina, bloccati gli aiuti per 1000 operazioni mediche

"Un altro aereo che trasportava forniture mediche dell'Oms, Organizzazione mondiale della Sanità, è atterrato all'aeroporto di Al Arish, in Egitto, grazie al sostegno degli Emirati Arabi Uniti. Le scorte sono sufficienti a coprire 1.000 operazioni mediche e comprendono tende e serbatoi d'acqua. Gli aiuti umanitari si stanno accumulando ad Al Arish, a soli 20 minuti da Rafah. I partner umanitari sono pronti a schierarsi ma non possono muoversi finché il valico di Rafah non aprirà". Lo scrive sul profilo sul social network X, ripostato dal direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, l'Oms nei territori palestinesi occupati. "L'Oms - aggiunge il post - chiede un accesso umanitario immediato, senza ostacoli e duraturo, anche attraverso Rafah".

Israele fa evacuare cittadina al confine con il Libano

Il ministero della Difesa israeliano, d'intesa con altre istituzioni, ha deciso di far evacuare la città di Kiryat Shmona nel nord di Israele vista la situazione di forte tensione con il Libano. L'esercito - ha fatto sapere il portavoce militare - ha informato il sindaco della città della decisione. 

Proteste pro-Palestina anche in Iraq, Indonesia e Sud Corea

Proteste pro-Palestina sono andate in scena anche in Iraq al valico di frontiera con la Giordania, in Egitto, nella capitale turca Ankara e nella città più popolosa di Istanbul, in Indonesia, Malesia e Corea del Sud. Migliaia di persone nei Paesi musulmani e non solo hanno manifestato in solidarietà con i palestinesi della Striscia di Gaza, chiedendo la fine dell'assedio e degli attacchi aerei di Israele. In Turchia, dove il governo ha dichiarato tre giorni di lutto in solidarietà con le vittime di un'esplosione in un ospedale di Gaza, migliaia di persone hanno inscenato proteste fuori dalle moschee dopo la preghiera del venerdì a Istanbul e nella capitale Ankara. A Istanbul, i manifestanti affiliati a gruppi islamici hanno sventolato bandiere turche e palestinesi, reggendo cartelli e scandendo slogan che denunciavano le azioni di Israele a Gaza. Alcuni cartelli recitavano: "Fermate il genocidio!" e "Israele assassino esci dalla Palestina". Circa una dozzina di uomini, che indossavano camici da medico macchiati di rosso, hanno portato bambole raffiguranti bambini morti per protestare contro l'esplosione dell'ospedale, mentre alcuni dei manifestanti hanno dato fuoco a un'effigie del primo ministro israeliano e a una bandiera israeliana. Centinaia di manifestanti iracheni si sono riuniti al valico di frontiera occidentale di Trebil, vicino alla Giordania, in una manifestazione organizzata dal Coordination Framework, un'alleanza di gruppi politici e milizie sciite sostenute dall'Iran in Iraq. La coalizione pro-Iran ha anche indetto una protesta a Baghdad vicino al cancello principale della zona internazionale altamente fortificata, dove si trova l'ambasciata statunitense, per condannare il suo appoggio a Israele nella guerra in corso con Hamas. I manifestanti hanno sventolato bandiere palestinesi e cantato "No a Israele" prima di pregare alla presenza di chierici religiosi. Nella capitale indonesiana, i manifestanti hanno marciato da diverse moschee fino all'ambasciata statunitense di Giacarta, pesantemente sorvegliata, per denunciare l'appoggio americano a Israele e chiedere di non essere costretti a lasciare l'ambasciata. Proteste simili si sono svolte anche davanti alla missione delle Nazioni Unite, a pochi chilometri dall'ambasciata, e nella sede del ministero degli Affari esteri indonesiano. Le autorità hanno stimato che circa 1.000 persone abbiano partecipato alle manifestazioni in tutta Giacarta dopo le preghiere del venerdì. I manifestanti, che hanno marciato verso l'ambasciata statunitense, hanno bloccato il traffico lungo il percorso al grido di "Dio è grande" e "Salvate i palestinesi". Sventolando bandiere indonesiane e palestinesi e cartelli con la scritta "Siamo orgogliosi di sostenere la Palestina", più di 100 manifestanti rumorosi si sono radunati lungo una strada principale di Giacarta che passa davanti all'ambasciata. Alcuni manifestanti hanno bruciato i ritratti del presidente degli Stati Uniti Joe Biden e del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Nella capitale della Corea del Sud, decine di manifestanti hanno scandito slogan, sventolato bandiere palestinesi e innalzato striscioni anti-Israele. "Palestinesi liberi, liberi!", hanno gridato i manifestanti, mentre reggevano striscioni con scritto "Stiamo con Gaza" e "Fermate il massacro di Israele!".

 

Anp: circa 20 manifestanti palestinesi feriti in Cisgiordania

Sono circa 20 i manifestanti palestinesi feriti negli scontri con l'esercito israeliano in alcune aree della Cisgiordania. Lo ha riferito il ministero della sanità dell'Autorità nazionale palestinese. Gli scontri sono cominciati subito dopo la fine delle preghiere del Venerdì e in occasione del Giorno della rabbia indetto da Hamas nei Territori per la guerra a Gaza. 

Esercito: dal Libano 30 razzi verso il nord di Israele

Circa 30 razzi sono stati lanciati dal Libano verso Monte Dov, nel nord di Israele, a ridosso del confine. Lo ha riferito il portavoce dell'esercito israeliano Daniel Hagari, citato dai media israeliani. L'Idf ha risposto con il fuoco di artiglieria verso il Libano, "uccidendo un'unità di terroristi che stava sparando colpi di mortaio verso il territorio israeliano".

L'Iran all'Algeria: necessario fermare l'aggressione sionista

Il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian ha sottolineato il "bisogno di fermare il brutale attacco del regime sionista contro la Striscia di Gaza" durante una telefonata con l'omologo algerino Ahmed Attaf. Durante il colloquio, il ministro iraniano ha anche affermato come sia importante aumentare le relazioni diplomatiche tra i Paesi islamici per fermare "i crimini" di Israele e per inviare aiuti umanitari a Gaza. Secondo quanto riporta Irna, Attaf ha definito l'attuale situazione come il risultato di politiche fallimentari per i palestinesi, che hanno il diritto di avere uno Stato indipendente, sottolineando il bisogno di porre fine alle violenze ed inviare aiuti umanitari il prima possibile.

Al vertice del Cairo per l'Ue attesi Meloni, Sanchez , Mitsotakis e Christodoulides

Saranno Italia, Grecia, Spagna e Cipro i Paesi Ue ad essere rappresentati a livello di capi di Stato o di governo al vertice organizzato domani al Cairo dal presidente egiziano al Sisi sulla crisi tra Israele e Hamas. Secondo la lista dei partecipanti - pubblicata dalla Reuters sul suo sito - sono infatti attesi Giorgia Meloni, Pedro Sanchez, Kyriakos Mitsotakis e Nikos Christodoulides. Gli altri Paesi dell'Unione europea (rappresentata dal presidente del Consiglio Charles Michel e dall'alto rappresentante Josep Borrell) invieranno i responsabili degli Esteri: la ministra tedesca Annalena Baerbock, quella francese Catherine Colonna e l'inglese James Cleverly. Parteciperà anche il capo della diplomazia giapponese Yoko Kamikawa. Al vertice atteso anche il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres mentre sul fronte arabo saranno presenti il presidente palestinese Abu Mazen, il re del Mahmoud Abbas bin Isa Al Khalifa e il principe del Kwuait Meshal al-Ahmad al-Sabah.

"Aiuti non prima di domani". Nonostante l'arrivo di Guterres, slitta l'apertura del valico di Rafah

"Serve un cessate il fuoco umanitario immediato per agevolare gli aiuti e la sicurezza, il cessate il fuoco serve a tutti" ha detto il segretario dell'Onu arrivato per coordinare gli aiuti alla popolazione civile

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Caritas: almeno 17 morti nel raid alla chiesa a Gaza

 Sale ad almeno 17 morti il bilancio delle vittime dell'attacco aereo contro la chiesa ortodossa di San Porfirio a Gaza. Lo riferisce Caritas Internationalis. "Almeno 17 persone hanno perso la vita e altre sono ancora sotto le macerie", precisa la stessa fonte, sottolineando che "dal 7 ottobre, Israele ha imposto un assedio totale agli oltre 2 milioni di cittadini di Gaza. Acqua, cibo ed elettricità sono stati tagliati, le medicine scarseggiano e i bombardamenti arbitrari si sono intensificati". 

L'Egitto contro i "media occidentali": il paese "non è responsabile" della chiusura del varco di Rafah

Il ministero degli Esteri egiziano ha accusato i "media occidentali" di prendere di mira il paese per la crisi umanitaria di Gaza. Il dicastero guidato da Sameh Shoukry ha affermato su X che questi media stanno "promuovendo uno scenario dove si descrive l'Egitto responsabile della chiusura del valico nonostante gli attacchi mirati israeliani. Il varco di Rafah è aperto e l'Egitto non è responsabile di ostacolare l'uscita di cittadini di paesi terzi".

La Russia starebbe mediando per gli ostaggi

 La Russia ha contatti con Hamas per cercare di ottenere il rilascio degli ostaggi rapiti in Israele. Lo ha detto l'ambasciatore russo a Tel Aviv, Anatoly Viktorov. "Naturalmente - ha detto il diplomatico in un'intervista al quotidiano Izvestia, ripresa dall'agenzia Tass - abbiamo contatti con rappresentanti di Hamas, mirati prima di tutto a ottenere il rilascio degli ostaggi".

Caritas: almeno 11 morti in una chiesta a Gaza, anche una nostra operatrice

"La notte scorsa è stata colpita la sala adiacente alla chiesa di San Porfirio a Gaza, che offriva rifugio a 411 persone. Tra queste c'erano 5 membri dello staff di Caritas Gerusalemme, insieme alle loro famiglie. Viola, una tecnica di laboratorio di Caritas Gerusalemme di 26 anni, è stata uccisa insieme al suo bambino e al marito. Tra le vittime ci sono anche la sorella di Viola e i suoi due figli. Al momento in cui scriviamo il bilancio ammonta a 11 morti, con decine di altri feriti. Purtroppo, si prevede che nel corso delle ore i numeri aumenteranno". Lo riferisce Caritas Gerusalemme.

Tajani a Saied: evitare l'allargamento del conflitto

"Ho riferito al presidente Saied e al ministro degli Esteri tunisino che l'Italia continua a lavorare affinché non ci sia un allargamento del conflitto". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo il colloquio col presidente tunisino Kais Saied. "Ho riferito la posizione dell'Italia, chiediamo la liberazione degli ostaggi e ci auguriamo e lavoriamo perché possa essere aperto il valico di Rafah e possano arrivare i rifornimenti alimentari e medicine per il popolo palestinese a Gaza e anche che possano uscire dalla Striscia i nostri concittadini che in alcuni casi hanno doppia cittadinanza italiana e palestinese".

Forze di difesa israeliane: "Più pronti che mai" all'invasione di terra

Le forze israeliane sono "più pronte che mai" all'invasione di terra della Striscia di Gaza. Lo ha detto, come riporta The Jerusalem Post, il maggiore generale dell'Idf Mishel Yanko, responsabile della logistica. 

L'Onu sta indagando su quanto avvenuto all'Ospedale di Gaza

L'ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani sta sostenendo un'indagine internazionale indipendente sull'attacco all'ospedale in cui diverse centinaia di persone sono state uccise nella Striscia di Gaza questa settimana. Il personale delle Nazioni Unite sul posto sta cercando di raccogliere prove, ma i bombardamenti persistenti e la mancanza di carburante rendono il lavoro difficile, dice un portavoce.

Grandi manifestazioni pro-Palestina in corso nelle città egiziane

 Al termine della preghiera settimanale del venerdì, in diverse città egiziane sono state organizzate massicce manifestazioni a sostegno della Palestina e contro lo sfollamento dei palestinesi. I raduni sono state organizzate in particolare a Giza, dove i manifestanti hanno ripetuto slogan a favore della causa palestinese, tra cui "Con l'anima e con il sangue difendiamo Al Aqsa", in riferimento alla moschea di Al Aqsa di Gerusalemme, e "Colpisci Tel Aviv '. Altre proteste sono state organizzate a Nasr City, al Cairo, e nei governatorati di Sohag, Charkeya, Dakahleya, Assiut, Alessandria, Port Sai e Minya. Migliaia di persone hanno manifestato anche nella moschea di Al Azhar ripetendo slogan contro Israeke e chiedendo l'apertura del valico di Rafah.

Proteste al Cairo AP Photo/Amr Nabil
Proteste al Cairo

Tensioni al dipartimento di Stato Usa sul sostegno a Israele

Alta tensione all'interno del Dipartimento di Stato sulla risposta della Casa Bianca alla guerra fra Israele e Hamas. Dopo le dimissioni a sorpresa di Josh Paul, un funzionario veterano del Dipartimento, la protesta si è ampliata e, secondo indiscrezioni, diversi diplomatici stanno lavorando a un 'dissent cable', un documento di critica della politica americana che va ai vertici del Dipartimento attraverso canali protetti interni. Non è chiaro, riporta l'Huffington Post, se lo scontento sia stato percepito dal segretario di stato. "Sembra che non lo veda o non sia interessato. Ed è praticamente certo che non è consapevole di quanto sono negative le dinamiche lavorative", riferisce un funzionario, raccontando di una collega in lacrime dopo "le dichiarazioni politiche americane che enfatizzano il sostegno di Israele al di sopra della vita dei palestinesi".

Bombardamenti israeliani sulle Fattorie di Shebaa, territorio conteso con Siria e Libano

L'artiglieria israeliana bombara con l'artiglieria le Fattorie di Shebaa, un territorio conteso tra Israele, Siria e Libano nel settore orientale della Linea Blu di demarcazione tra Libano e Israele. Lo riferiscono media libanesi e fonti locali sul posto 

La sede del Likud a Tel Aviv è stata imbrattata di sangue finto, affisse foto degli ostaggi

Il quartier generale a Tel Aviv del Likud, il partito del premier israeliano Benyamin Netanyahu, è stato imbrattato stamani da sangue finto in quella che appare come un'accusa al primo ministro di non fare abbastanza per salvare gli ostaggi in mano a Hamas dal 7 ottobre. Lo riferisce Times of Israel, aggiungendo che la polizia ha aperto un'indagine. All'ingresso dell'edificio è apparso anche un collage di foto dei rapiti e immagini di impronte di mani insanguinate sul volto di Netanyahu.

Abbas in viaggio verso il Cairo per la Conferenza di pace

Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha lasciato Ramallah in Cisgiordania per recarsi al Cairo dove parteciperà alla Conferenza  di pace organizzata dall'Egitto.  Lo ha riferito l'agenzia palestinese Maan. 

Medici senza frontiere: a Gaza "tremila feriti da gestire, impossibile evacuare"

"Il settore sanitario a Gaza sta per collassare. È imminente. Non so come faremo a gestire l'enorme numero di feriti, ne stiamo assistendo oltre 3mila. Nel nostro ospedale, nei giorni normali, la capacità massima è di 700 letti". È un tono concitato quello del chirurgo ortopedico Nedal Abed, dall'ospedale Ospedale Al -Shifa di Gaza in un collegamento audio diffuso sul profilo Facebook di Medici Senza Frontiere. "Alcuni pazienti gravemente feriti sono al Pronto Soccorso in attesa di essere operati - specifica Abed - ma non abbiamo posto per ricoverarli. Purtroppo la maggior parte dei pazienti feriti sono civili, bambini e donne. Stiamo lavorando sotto forte pressione, abbiamo forniture mediche molto limitate, Msf ha messo a disposizione le scorte per il ministero della Sanità qui a Gaza". "Chiaramente, non c'è elettricità e non si sa quanto carburante sia rimasto per far funzionare i generatori - prosegue il chirurgo -. È solo questione di tempo. Non ci sono luoghi sicuri all'esterno, qui in ospedale abbiamo più di 40mila civili che cercano un luogo sicuro. L'esercito israeliano ha richiesto l'evacuazione di tutti gli ospedali di Gaza, quest'ordine non è ragionevole perché più di 3mila pazienti feriti non possono essere evacuati in nessun luogo" "È sempre più insostenibile la situazione che sta affrontando la popolazione di Gaza, tra cui i nostri colleghi - è il messaggio dell'Ong che accompagna l'audio -. Alcuni di loro stanno continuando senza sosta a garantire assistenza medica alle persone malate, ai feriti e alle vittime dei bombardamenti nelle poche strutture mediche ancora funzionanti. È  solo questione di tempo prima che scorte mediche e carburante finiscano del tutto e gli ospedali smettano di funzionare".

Macron a Colonna alle famiglie degli ostaggi di Hamas: faremo tutto per liberarli

Il presidente francese, Emmanuel Macron, insieme alla ministra degli Esteri Catherine Colonna, ha "parlato oggi con le famiglie degli ostaggi francesi trattenuti da Hamas": è quanto riferiscono fonti dell'Eliseo, precisando che nel corso del colloquio Macron ha "garantito la sua piena mobilitazione come di quella di tutti i servizi dello Stato per ottenere la loro liberazione". "Tutto sarò fatto affinché tornino sani e salvi in Francia", assicura la fonte a Parigi, sottolineando che il presidente "ha ribadito alle famiglie il suo sostegno e quello di tutti i francesi dinanzi a questa terribile prova e la sua determinazione a lottare senza tregua contro ogni forma di terrorismo".

L'Iran alla Turchia: sostegno Usa a Israele complica la situazione

Il capo di stato maggiore dell'Esercito iraniano, il maggior generale Mohammad Bagheri, ha affermato che "il sostegno degli Stati Uniti a Israele complica la situazione" nella Striscia di Gaza durante una telefonata con il ministro della Difesa turco Yasar Guler. Durante il colloquio, Bagheri ha detto che dovrebbero essere prese iniziative per impedire gli attacchi di Israele contro Gaza e fornire aiuti alla popolazione civile palestinese. Secondo quanto riporta Irna, Guler ha affermato che la Turchia continuerà a impegnarsi per ridurre la tensione e cercare di fermare il conflitto.

Biden chiederà al Congresso 14 miliardi per Israele

L'amministrazione Biden è pronta a richiedere al Congresso un finanziamento di 105 miliardi di dollari per fornire aiuti e risorse all'Ucraina e a Israele, di cui 14 miliardi a Tel Aviv,  in linea con la richiesta israeliana, e 60 miliardi all'Ucraina, per continuare gli aiuti statunitensi al Paese. Lo scrive la Cnn. Altri dieci miliardi di dollari sono previsti per aiuti umanitari, compresa Kiev; 14 miliardi di dollari per finanziamenti alle frontiere  per affrontare il traffico di droga e il fentanyl; 7 miliardi di dollari per l'Indo-Pacifico e Taiwan.

Gallant: tre fasi per abbattere Hamas

Sono tre le fasi con le quali Israele intende eliminare Hamas nella Striscia. Lo ha detto alla Knesset il ministro della difesa Yoav Gallant secondo cui la prima fase è "un impegno prolungato di fuoco su Gaza con una manovra di terra per l'eliminazione dei membri di Hamas e delle strutture" della fazione. La seconda è "una fase intermedia per eliminare i nidi di resistenza". La terza invece - secondo Gallant - è "la creazione nella Striscia di una nuova realtà di sicurezza sia per i cittadini di Israele sia per gli stessi abitanti di Gaza". 

Sirene d'allarme nel centro di Israele e vicino a Gerusalemme

Le sirene di allarme anti aereo sono risuonate nella zona centrale di Israele e nell'area di Gerusalemme. Lo riferiscono i media locali. 

Bbc: Israele non ha accettato una tregua in cambio del rilascio di parte degli ostaggi

Mentre proseguono i negoziati per garantire il rilascio di molti dei crica 200 ostaggi detenuti a Gaza, Hamas si e' offerto di rilasciarne alcuni in cambio di un cessate il fuoco immediato. Finora Israele non ha accettato la proposta. Lo riporta la Bbc. Hamas non tiene tutti gli ostaggi. Alcuni sono detenuti da altri gruppi militanti armati, ricorda l'emittente britannica. La loro continua prigionia a Gaza e' un fattore di complicazione per i comandanti israeliani che pianificano la prevista incursione di terra nella Striscia.

Onu: altri due operatori Unrwa uccisi a Gaza

Due altri operatori dell'Unrwa, l'agenzia dell'Onu per i rifugiati Palestinesi, sono stati uccisi nella Striscia di Gaza, portando il numero totale delle vittime Onu a 16 dall'inizio della guerra il 7 ottobre scorso. È quanto si legge in un aggiornamento sulla situazione a Gaza fornito dall'Onu. "L'Unrwa continua a sostenere ai più alti livelli l'accesso umanitario continuo e senza ostacoli a Gaza per le forniture tanto necessarie, tra cui carburante, cibo, acqua e medicinali", precisa la nota. "I rifugi dell'Unrwa ospitano oltre mezzo milione di persone e sono dunque sovraffollati, soprattutto nel sud".

Gallant: Israele mira a porre fine alla propria responsabilità nei confronti della Striscia di Gaza

 - Il ministro della Difesa israeliano ha affermato che uno degli obiettivi della campagna militare nella Striscia di Gaza è porre fine alla responsabilità di Israele sull'enclave costiera palestinese. Il ministro della Difesa Yoav Gallant ha espresso queste osservazioni nel corso di un briefing alla commissione parlamentare per gli affari esteri e la difesa, ha riferito il suo ufficio. "Gallant ha dettagliato gli obiettivi della campagna, tra cui l'eliminazione di Hamas e la distruzione delle sue capacità militari e governative, la completa rimozione della responsabilità israeliana dalla Striscia di Gaza e la creazione di una nuova realtà di sicurezza nella regione", si legge nella dichiarazione.

Sunak vede l'emiro del Qatar a Riad: no all'escalation

Il primo ministro britannico Rishi Sunak e l'emiro del Qatar, Tamim bin Hamad al-Thani, hanno concordato oggi sulla necessità "imperativa di fare tutto il possibile" per prevenire un'ulteriore "escalation di violenza" in Medio Oriente e sull'impegno comune per "far arrivare urgentemente gli aiuti umanitari" alla popolazione palestinese della Striscia a Gaza. Lo ha reso noto Downing Street, dando conto di un incontro avvenuto a Riad, in Arabia Saudita, dove i due sono stati ospiti del principe ereditario Mohammed bin Salman, protagonista di un primo vertice con Sunak ieri sera, e da dove il premier Tory ha poi proseguito per l'Egitto per vedere il presidente Abdel Fattah al-Sisi, nell'ambito degli sforzi diplomatici in atto per cercare di allentare le tensioni israelo-palestinesi dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre e ciò che ne è seguito.

Forze di difesa israeliane: la "maggior parte" degli ostaggi a Gaza sono vivi

La "maggioranza" delle circa 200 persone rapite in Israele dai militanti di Hamas e portate nella Striscia di Gaza è ancora viva, ha detto l'esercito israeliano. "La maggior parte degli ostaggi è viva. C'erano anche cadaveri che sono stati portati nella Striscia di Gaza", si legge in un comunicato dell'esercito.

Oms: aprire oggi il varco di Rafah, portiamo forniture salvavita

"Tutti noi dell'Oms  siamo rimasti scioccati, sconvolti e rattristati dal conflitto in Israele e Gaza. Abbiamo urgentemente bisogno di accesso per portare forniture salvavita. Speriamo che il valico di Rafah venga aperto oggi. I nostri camion sono carichi e pronti. Ulteriori ritardi si tradurranno in più sofferenze e più morti". Lo scrive su Twitter X il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. 

Forze di difesa israeliane: colpiti tre terroristi di Hezbollah al confine con il Libano

Tre terroristi Hezbollah sono stati identificati poco fa nell'area al confine con il Libano dall'esercito israeliano che li ha colpiti con un raid aereo. Lo riferisce il portavoce militare. Inoltre, aggiunge, i cecchini dell'Idf hanno aperto il fuoco contro uomini armati che stavano operando sempre nella zona di confine nel nord di Israele.

L'ambasciatore di Israele a Mosca: l'operazione di terra è stata decisa

"La decisione di lanciare l'operazione di terra nella Striscia di Gaza è stata presa". A dirlo è l'ambasciatore israeliano in Russia, Alexander Ben Zvi, all'agenzia Tass. "Direi che la decisione è stata presa - ha detto -. Perché la decisione è legata all'adempimento dei nostri compiti, di cui abbiamo già parlato. Distruggeremo le organizzazioni terroristiche di Hamas e libereremo gli ostaggi. Questo non può essere fatto senza un'operazione di terra. Pertanto possiamo dire che la decisione è stata presa". 

Guterres al varco di Rafah circondato da manifestanti: "Per la popolazione gli aiuti sono la differenza tra la vita e la morte"

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha visitato poco fa il varco di frontiera di Rafah tra Egitto e Striscia di Gaza, dal lato egiziano, dove è radunata una folla di manifestanti. Guterres ha visto i camion (circa 165) carichi di  acqua, carburante, medicine e cibo, fermi da giorni, e ha chiesto che fosse  consentito prima possibile l'accesso nella Striscia: rappresentano "la differenza tra la vita e la morte per la popolazione di Gaza", ha affermato.

Fonti Ue: una pausa umanitaria al momento è impossibile

"La nostra posizione è che non è il momento di una pausa umanitaria" nel conflitto tra Israele e Hamas. "E' una posizione della Commissione e del Consiglio, dato che nessun Paese membro lo ha chiesto". Lo sottolineano fonti Ue in merito alla risoluzione approvata ieri dall'Eurocamera nella quale si chiede una "pausa umanitaria" innanzitutto per permettere l'arrivo di aiuti a Gaza. "Una pausa umanitaria per ora non è possibile anche perché Hamas non ha smesso di lanciare missili verso Israele. Tutto può cambiare, vediamo anche quale sarà l'esito del summit di Ue-Usa di oggi", aggiungono le stesse fonti.

 

 

Tajani a Tunisi: "Lavoriamo per uscita degli italiani da Gaza via Rafah"

Questione israelo-palestinese: "Il nostro obiettivo è quello di avere due popoli e due stati". Immigrazione: raggiunta l'intesa con i vertici tunisini per la firma di un nuovo memorandum

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Hezbollah: un combattente si è infiltrato nel nord di Israele

Hezbollah afferma, tramite la sua tv al Manar, che un combattente si è infiltrato dal sud del Libano nel nord di Israele nell'area di Margaliot, nel settore orientale della Linea Blu di demarcazione tra i due paesi.

Cremlino: parole di Biden su Putin come Hamas "inaccettabili"

 Le parole del presidente Usa Joe Biden che ha messo sullo stesso piano le politiche del presidente russo Vladimir Putin e le azioni di Hamas sono "inaccettabili". Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov citato dalla Tass. 

Forze di difesa israeliane: l'aviazione israeliana opera a un ritmo mai visto in decenni

"Nelle ultime due settimane la aviazione israeliana opera ad un ritmo senza precedenti negli ultimi decenni'': lo ha affermato il portavoce militare Daniel Hagari. ''Fra i riservisti richiamati nelle unita', la percentuale delle presenze supera il 100 per cento. La macchina da guerra della aviazione - ha ribadito - lavora in maniera eccellente''. Con queste parole Hagari ha inteso fra l'altro fugare i timori che la aviazione sia stata indebolita nei mesi scorsi dalle proteste contro la riforma della giustizia intrapresa del governo Netanyahu, che avevano trovato espressione anche fra i riservisti della aviazione 

Onu, 3 litri di acqua a persona al giorno a Gaza, ne servono 100

 Il consumo medio di acqua per tutte le necessità (potabile, cucina e igiene) è attualmente stimato a tre litri al giorno per persona a Gaza, costringendo  le persone a consumare sempre più acqua proveniente da fonti non sicure e a rischiare la morte, esponendo la popolazione alle epidemie di malattie infettive. Lo sottolinea l'Ocha, l'ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari nel suo sito. Il fabbisogno medio giornaliero per il fabbisogno di una persona - ricorda la Bbc citando i dati dell'Oms - è di 100 litri al giorno e la Striscia, già prima della guerra con Israele, soffriva di carenza idrica con una media di 84 litri a persona. 

Hamas: a Gaza 4137 morti e oltre 13000 feriti

I morti a Gaza per gli attacchi israeliani sono arrivati a 4.137 con oltre 13.000 feriti. Lo ha fatto sapere il ministero della sanità di Hamas citato dai media.

Cresce la tensione al confine tra Israele e Libano

Continua a salire la tensione al confine con il Libano con i razzi che arrivano d'oltre confine in Israele. L'esercito ha appena segnalato spari indirizzati a soldati nell'area della comunità agricola di Margaliot al confine. I militari hanno risposto al fuoco nemico ed ora stanno setacciando l'area alla ricerca di sospetti. La notte scorsa un drone dell'esercito ha colpito "postazioni terroristiche" nel sud del Libano in risposta a lanci da oltre frontiera. Secondo il portavoce militare sono stati centrati vari obiettivi degli Hezbollah. 

Ospedale di Gaza, la Bbc ammette di aver sbagliato parlando di attacco israeliano

Correzione di rotta parziale della Bbc - sullo sfondo delle critiche ricevute dai vertici politici d'Israele, da dirigenti della comunità ebraica britannica e da esponenti della stessa maggioranza Tory nel Regno Unito - in relazione alla sua copertura del conflitto israelo-palestinese riesploso dopo le devastanti incursioni di Hamas del 7 ottobre. La radiotelevisione pubblica d'Oltremanica ha riconosciuto nelle scorse ore come "un errore" l'attribuzione a un attacco israeliano data inizialmente per probabile dal suo corrispondente Jon Donnison dell'esplosione che ha fatto strage nell'ospedale Al Ahli, nella Striscia di Gaza. Strage di cui Hamas insiste ad accusare Israele e che lo Stato ebraico - sulla base di elementi illustrati alla stampa il giorno dopo da un suo portavoce militare - addebita viceversa a un razzo fuori controllo lanciato nelle vicinanze dalla Jihad Islamica. "Noi riconosciamo - si legge in una nota diffusa dalla Bbc in risposta alle polemiche - che è stato un errore fare supposizioni, anche se (Donnison) non ha mai detto durante la sua corrispondenza che si fosse trattato di uno strike israeliano" come cosa provata. L'emittente rivendica del resto di avere - nel corso delle ore successive - sentito "tutte le parti"; e di aver dato conto delle diverse versioni, "attribuendole", non senza precisare di non poterle confermare in modo indipendente

Meloni domani in Egitto per il vertice internazionale sulla crisi

La presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni parteciperà domani al vertice internazionale per la pace al Cairo, in Egitto. A quanto si apprende, Meloni ha accettato l'invito del presidente egiziano al-Sisi. Al centro del summit ci sarà la crisi in Medio Oriente

Onu: aiuti a Gaza non prima sabato, ma è stata fatta molta strada

Gli aiuti umanitari internazionali dovrebbero poter entrare nella Striscia di Gaza "domani (sabato)" o poco più tardi: "Siamo in trattative approfondite e avanzate con tutte le parti interessate per garantire che un'operazione di aiuto a Gaza inizi il più rapidamente possibile", ha detto il capo delle emergenze delle Nazioni Unite Martin Griffiths, citato da un portavoce dell'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite (Ocha) a Ginevra secondo Afp. Secondo Reuters l'ufficio umanitario delle Nazioni Unite hanno dichiarato di essere in trattative avanzate con tutte le parti coinvolte nel conflitto tra Israele e Hamas per garantire che un'operazione di aiuto a Gaza inizi presto. "Siamo in trattative approfondite e avanzate con tutte le parti interessate per garantire che un'operazione di aiuto a Gaza inizi il più rapidamente possibile e con le giuste condizioni", ha affermato Jens Laerke, portavoce dell'Ufficio Ocha. Alcuni sperano e credono ancora in un accordo imminente e che le prime consegne di aiuti a Gaza possano iniziare venerdì: intanto 165 camion con aiuti umanitari attendono sul lato egiziano di Rafah. Degli aiuti pronti al confine tra Egitto e Gaza che potranno entrare venerdì o al massimo sabato, aveva riferito un portavoce dell'esercito israeliano (IDF). Israele ha acconsentito all'importazione di acqua, cibo e medicine per la popolazione civile di Gaza. Anche il portavoce dell'Idf Arye Sharuz Shalicar aveva dichiarato giovedì sera al canale televisivo tedesco RTL che le consegne dovrebbero essere possibili al più tardi sabato.

Lavrov: Palestina e Israele spero "rinsaviscano"

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha espresso la speranza che Palestina e Israele, "rinsaviscano" e "si siedano" al tavolo dei negoziati, tengano conto delle decisioni del Consiglio di Sicurezza e delle realtà che si sono sviluppate dopo il 1967. "Spero che tutti tornino in sé e si siedano al tavolo delle trattative", ha detto in un'intervista al programma "60 Minuti" sul canale Russia1. Il ministro ha aggiunto che "sarà necessario guardare la mappa e correlare le nostre azioni pratiche con la decisione del Consiglio di sicurezza dell'ONU, e tenere conto delle realtà che si sono sviluppate dal 1967".

Grandi (Unhcr): escalation catastrofica per il popolo di Gaza

L'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, Filippo Grandi, parlando ai giornalisti in Giappone, ha affermato che un'eventuale escalation delle attività militari nella Striscia di Gaza sarebbe "catastrofica" per la popolazione. Ne danno notizia i media internazionali tra cui il Guardian. "Posso dirvi con certezza che qualsiasi ulteriore escalation o addirittura il proseguimento delle attività militari sarà semplicemente catastrofico per la popolazione di Gaza", ha aggiunto.

Guterres è arrivato in Sinai: ogni sforzo per gli aiuti a Gaza

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres è arrivato nel nord del Sinai mentre l'Onu si concentra sugli sforzi per portare aiuti umanitari attraverso il confine egiziano a Gaza. Lo ha reso noto l'ufficio del portavoce delle Nazioni Unite, secondo quanto riporta la Cnn. "Per quasi due settimane, Gaza è rimasta senza spedizioni di carburante, cibo, acqua e medicine. Le Nazioni Unite stanno concentrando tutti i loro sforzi per un'operazione duratura volta a fornire aiuti umanitari fondamentali alla popolazione di Gaza", ha aggiunto il portavoce delle Nazioni Unite. 

Forze di difesa israeliane: siamo in grado di far fronte anche agli attacchi dallo Yemen

"Israele ha capacità di difesa aerea fra le migliori al mondo e sa far fronte ad attacchi come quelli della scorsa notte": lo ha affermato il portavoce militare Daniel Hagari riferendosi ad un attacco lanciato di ribelli Houthy nello Yemen. "Il Comando centrale americano e navi della V flotta hanno intercettato nel nord del mar Rosso missili da crociera e droni sparati dallo Yemen". Hagari ha sottolineato che fra il Comando centrale Usa e l'esercito israeliano c'è stretta cooperazione, rafforzatasi di recente grazie agli Accordi di Abramo con paesi del Golfo. "Quanto hanno fatto gli Usa conferma le nostre capacità comuni", ha aggiunto.

Onu: aiuti a Gaza non prima di domani

Gli aiuti umanitari diretti a Gaza dovrebbero entrare non prima di sabato. Lo afferma l'Onu.

Israeliani arrestano il portavoce di Hamas in Cisgiordania

Secondo le autorità israeliane, il portavoce di Hamas Hassan Yousef è stato arrestato ieri durante i raid condotti da Israele in Cisgiordania. Yousef è stato arrestato "perché sospettato di agire per conto di Hamas", ha confermato oggi alla Cnn l'agenzia di sicurezza israeliana Shin Bet. Yousef è una figura politica palestinese di spicco, in quanto portavoce ufficiale di Hamas in Cisgiordania e membro del Consiglio legislativo palestinese. In precedenza, la Cnn aveva riferito che Yousef era ritenuto tra gli oltre 60 membri di Hamas arrestati da Israele nel corso di incursioni in Cisgiordania, il territorio palestinese occupato da Israele che sta risentendo sempre più dell'impatto dei combattimenti a Gaza.

Esercito Israele: "Ci prepariamo alla prossima fase della guerra"

“Le nostre forze armate continuano a prepararsi per la prossima fase della guerra, il 'Timrun' (la manovra, ndr)”: lo ha affermato il portavoce militare Daniel Hagari, riferendosi a un ingresso di forze di terra a Gaza. "Proseguiamo in uno forzo logistico per entrare nel 'Timrun' nel modo migliore". Hagari ha aggiunto che nella notte Israele ha colpito a Gaza oltre 100 obiettivi di Hamas, uccidendo membri di quella organizzazione che hanno partecipato alle stragi nei kibbutz di frontiera. “Il numero accertato di soldati caduti in combattimento è di 306. Gli ostaggi - ha precisato - sono 203, e i dispersi oltre 100”.

Tajani oggi a Tunisi per "cercare di salvare vite"

"Noi lavoriamo per la pace, per una de-escalation. Con la Tunisia, che è un paese molto importante, che ha relazioni forti con la Palestina, parleremo di tutto ciò che insieme possiamo fare per cercare di salvare vite umane". Così il vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, conversando con i cronisti al suo arrivo all'aeroporto di Tunisi. 

"Il nostro obiettivo - ha ribadito - è quello di avere due popoli e due Stati. L'Italia è fortemente impegnata per convincere tutte le parti in causa a raggiungere questo obiettivo. Intanto, però, salviamo gli ostaggi e facciamo arrivare aiuti umanitari alla popolazione che sta nella Striscia di Gaza, fermo restando che Israele ha diritto a difendersi. Noi - ha concluso - lavoriamo sempre e comunque per la pace, con grande impegno dell'Italia, che è tornata a essere protagonista nell'area del Mediterraneo".

Onu, Grandi: qualsiasi escalation militare sarà catastrofica per Gaza

Qualsiasi escalation dell'azione militare israeliana a Gaza sarà "catastrofica" per la popolazione, ha dichiarato l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, Filippo Grandi. "Posso dirvi con certezza che qualsiasi ulteriore escalation o anche solo la continuazione delle attività militari sarà semplicemente catastrofica per la popolazione di Gaza", ha dichiarato Grandi ai giornalisti in Giappone.

Sirene in Israele dopo 11 ore di pausa

Le sirene anti-aeree sono tornate a suonare in Israele, nelle comunità vicine al confine con Gaza, dopo una pausa di 11 ore. Lo riferisce il Times of Israel, secondo cui l'allarme è risuonato nelle comunità di Mefalsim e Nir Am. Gli ultimi razzi erano stati lanciati dalla Striscia poco prima delle 23 locali di ieri sera, riferisce il Times of Israel.

Raid israeliano su una chiesa ortodossa di Gaza City (Video)

Media Israele, Abu Mazen ha rifiutato telefonata con Biden

Il presidente dell'Autorità Palestinese Abu Mazen avrebbe rifiutato la richiesta americana di una telefonata con il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. Lo riferisce l'emittente israeliana Kan secondo la quale "un funzionario palestinese a Ramallah che non è a conoscenza dei dettagli, ha detto che quando Biden era in Israele", "membri della sua amministrazione hanno cercato di organizzare una telefonata tra lui e Abu Mazen. Ma secondo la stessa fonte Abu Mazen avrebbe deciso di respingere la richiesta americana". "Anche se i due leader non si sono parlati, le équipe degli Stati Uniti e dell’Autorità Palestinese sono rimaste in contatto".

Attacchi Hezbollah, Israele evacua un'altra città a nord

Le autorità israeliane hanno ordinato oggi l'evacuazione dei residenti della città di Kiryat Shemona, situata a circa 10 chilometri dal confine con il Libano, dove nell'ultima settimana ci sono stati pesanti scambi di fuoco con il gruppo sciita Hezbollah e altre milizie palestinesi. "L'Autorità nazionale per la gestione delle emergenze (NEMA) del Ministero della Difesa e le Forze di difesa israeliane annunciano l'evacuazione dei residenti della città settentrionale di Kiryat Shemona in pensioni sovvenzionate dallo Stato", si legge in una dichiarazione congiunta delle due istituzioni.

Il video degli attacchi notturni di Israele su Gaza (Video)

Esercito Israele: colpiti oltre 100 obiettivi di Hamas a Gaza

Sono stati più di 100 gli obiettivi di Hamas colpiti da Israele durante la notte a Gaza. Tra questi anche un esponente del comando navale di Hamas, Amjad Majed Muhammad Abu 'Odeh, ritenuto da Israele corresponsabile dell'attacco dello scorso 7 ottobre e del massacro dei civili israeliani. L'esercito ha detto di aver colpito inoltre un tunnel, depositi di armi e alcune centri operati di comando. Neutralizzata anche un squadra di lanciatori di razzi di Hamas che aveva tentato di colpire un aereo.

Fonti alla Cnn: il valico di Rafah potrebbe non aprire oggi

Il valico di Rafah non aprirà oggi, venerdì, come atteso e previsto. Lo riporta la Cnn citando alcune fonti che parlano di nuovi ritardi nell'apertura. Ci sarebbero alcuni "problemi strutturali" sulle strade da risolvere, aggiunge Cnn secondo la quale il valico potrebbe aprire sabato.

Altro video della strage al rave: miliziani sparano alla gente in fuga (video)

Biden: "Tragica perdita di vite palestinesi, Hamas non li rappresenta"

"Ho il cuore spezzato per la tragica perdita di vite umane palestinesi, inclusa l'esplosione all'ospedale di Gaza, che non è stata provocata dagli israeliani". 
Lo ha detto il presidente Usa Joe Biden stanotte nel suo discorso alla nazione: "Piangiamo ogni vita innocente perduta. Non possiamo ignorare l'umanità dei palestinesi innocenti che vogliono solo vivere in pace e avere un'opportunità". "Hamas non rappresenta i palestinesi, Hamas usa i palestinesi come scudi umani", ha aggiunto.

Il discorso integrale di Biden sulle guerre di Gaza e in Ucraina

Biden: "Pericolo di estensione del conflitto in Medio Oriente"

Il conflitto in Medio Oriente tra Israele e Hamas può "estendersi ad altre parti del mondo, nell'Indo Pacifico, specialmente in Medio Oriente", ha detto Biden nel suo messaggio alla nazione. "L'Iran - ha aggiunto - sta sostenendo Hamas e altri gruppi terroristici nella regione". "Gli Stati Uniti e i suoi partner nella regione - ha sottolineato Biden - stanno lavorando per costruire un futuro migliore".

Gli aiuti umanitari aspettano a Rafah, sabato al Cairo vertice internazionale

Biden: "Il successo di Israele e Ucraina è vitale"

"Garantire il successo di Israele e Ucraina è vitale per la sicurezza dell'America", ha detto il presidente degli Stati Uniti Joe Biden nel suo messaggio alla nazione. 

Relatori dell'ONU: "Crimini di guerra sia da Israele che da Hamas"

Sei relatori speciali delle Nazioni Unite accusano Israele di aver commesso crimini contro l'umanità a Gaza, dopo 16 giorni di assedio di quel territorio, azioni militari, arresti e omicidi, e affermano che esiste un "rischio di genocidio" nel territorio palestinese. 
"Non ci sono giustificazioni per questi crimini, e siamo inorriditi dalla mancanza di azione da parte della comunità internazionale di fronte a questo guerrafondaio", hanno detto in una nota gli esperti delle Nazioni Unite. Hanno aggiunto che la popolazione di Gaza, di cui la metà dei 2 milioni di abitanti sono bambini, ha già sofferto decenni di occupazione illegale, sopportato 16 anni di blocco e ora si trova ad affrontare "un assedio totale, insieme a ordini di evacuazione impossibili da rispettare", che viola il diritto internazionale."
La dichiarazione e' firmata dai relatori delle Nazioni Unite su acqua e igiene (Pedro Arrojo), diritti umani in Palestina (Francesca Albanese), violenza contro le donne (Reem Alsalem), diritti degli sfollati (Paula Gaviria), cibo (Michael Fakhri) e alloggio (Balakrishnan Rajagopal). In un'altra dichiarazione, altri due relatori delle Nazioni Unite hanno sottolineato che le misure antiterrorismo adottate da Israele dopo gli attacchi del 7 ottobre "non possono servire come base per infrangere il diritto internazionale". "Gli atti terroristici, per quanto orribili, non giustificano crimini di guerra o crimini contro l'umanità", affermano i relatori delle Nazioni Unite per la lotta al terrorismo (Fionnuala Ni' Aola'in) e contro le esecuzioni extragiudiziali (Morris Tidball-Binz). Hanno sottolineato in questo senso che l'ordine di evacuazione di Gaza, che ha colpito 1,1 milioni di persone, "avrà conseguenze devastanti" e hanno condannato la privazione di queste persone dell'acqua potabile e dell'elettricità. Hanno inoltre ribadito che gli atti "atroci" commessi il 7 ottobre dal braccio armato di Hamas contro civili israeliani, in cui sono state uccise circa 1.400 persone e altre 3.300 ferite, costituiscono crimini di guerra e crimini contro l'umanità e sono quindi anch'essi condannabili. "Anche riconoscendo i decenni di rimostranze contro il popolo palestinese e le violazioni dei diritti umani subite durante l'occupazione, nulla giustifica l'attacco ai civili in questo modo", hanno affermato nella dichiarazione.

Intelligence Usa: interrogativi irrisolti sulla strage all'ospedale di Gaza

Le agenzie di intelligence statunitensi hanno valutato che Israele non è probabilmente responsabile dell'esplosione all'ospedale Al Ahli di Gaza, sulla base di video raccolti da civili, immagini satellitari, attività missilistica tracciata da sensori a infrarossi e altre informazioni di intelligence. Ma i funzionari dell'intelligence, scrive il New York Times, hanno ammesso di non comprendere appieno cosa sia successo all'ospedale, dove si sarebbero verificati solo lievi danni strutturali senza alcun cratere da impatto, e stanno continuando a raccogliere informazioni. All'esame anche un'esplosione vicino all'ospedale.

"Israele probabilmente non ha bombardato l'ospedale della Striscia di Gaza", si legge nella valutazione non classificata dell'intelligence. "Riteniamo che Israele non sia responsabile dell'esplosione che ieri (17 ottobre) ha ucciso centinaia di civili presso l'ospedale Al Ahli nella Striscia di Gaza", si legge nella valutazione. 

Le agenzie di intelligence non hanno però neppure stabilito con certezza che il responsabile del danno sia un razzo palestinese, riferendo alla Casa Bianca e al Congresso che in seguito all'esplosione si sono verificati solo lievi danni strutturali all'ospedale e nessun cratere da impatto. 

Due strutture vicino all'ospedale principale hanno subito lievi danni ai tetti, ma le strutture sono rimaste intatte. Dirigenti Usa hanno riferito al Nyt che stanno esaminando attentamente un'esplosione vicino all'ospedale, nel suo cortile o parcheggio, per vedere se sia responsabile di parte o gran parte della perdita di vite umane.

Almeno 21 giornalisti uccisi dall'inizio della guerra

Il numero di giornalisti uccisi mentre seguivano la guerra tra Israele e Hamas continua ad aumentare. Secondo il Committee to Protect Journalists, un'organizzazione no-profit che difende i diritti dei giornalisti in tutto il mondo, almeno 21 giornalisti sono stati uccisi nel conflitto fino a oggi, con altri otto feriti e tre scomparsi o detenuti. Diciassette delle persone uccise erano palestinesi, mentre tre erano israeliani e uno libanese, ha detto il CPJ. 

L'organizzazione continua a monitorare il numero crescente di morti tra i giornalisti legate al conflitto in corso. "Il CPJ sta anche indagando su notizie non confermate di altri giornalisti uccisi, scomparsi, detenuti, feriti o minacciati, e di danni agli uffici dei media e alle case dei giornalisti", ha detto il gruppo per la libertà di stampa. Il CPJ ha affermato di aver raccolto le informazioni dalle proprie fonti nella regione e dai resoconti dei media.

Hamas: bombe israeliane fanno strage di profughi in una chiesa

Il ministero degli Interni del governo di Hamas ha dichiarato che molti sfollati che si erano rifugiati in una chiesa di Gaza sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti in un raid israeliano. Il ministero ha affermato che il raid ha lasciato "un gran numero di martiri e di feriti" nel terreno della chiesa greco-ortodossa di San Porfirio, mentre i testimoni hanno detto che l'attacco sembrava essere stato mirato a un obiettivo vicino al luogo di culto in cui molti profughi si rifugiano. L'esercito israeliano dice di voler verificare queste informazioni.

Media: nave Usa nel Mar Rosso abbatte 3 missili partiti dallo Yemen

Una nave da guerra della marina statunitense ha abbattuto tre missili lanciati dallo Yemen e diretti a nord. Lo riferiscono vari media citando dirigenti statunitensi. Secondo queste fonti, la Uss Carney, un cacciatorpediniere della Marina, si trovava nel Mar Rosso quando ha intercettato i tre missili. Non e' immediatamente certo se fossero diretti contro Israele. Uno dei dirigenti ha riferito che gli Usa non credono che i missili fossero diretti contro la nave. I ribelli Houthi sostenuti dall'Iran hanno espresso sostegno ai palestinesi e hanno minacciato Israele. 

Il Pentagono conferma il lancio, ma dichiara di non poter affermare con sicurezza dove i missili fossero indirizzati, ma potenzialmente avevano come obiettivo Israele. Non sono stati segnalati feriti tra i marinai della USS Carney o tra i civili a terra "a nostra conoscenza", ha dichiarato il Dipartimento della Difesa

Fonti mediche, un altro giornalista ucciso nel sud del Libano

Un giornalista è stato ucciso e un altro è rimasto ferito nel sud del Libano al confine con Israele. Lo riferiscono all'ANSA fonti mediche libanesi sul posto, nella zona di Hula a ridosso della Linea Blu di demarcazione tra i due paesi. Non sono ancora chiare le circostanze della morte del giornalista e del ferimento di un altro, anche se fonti di stampa locali riferiscono di intensi bombardamenti israeliani nell'area frontaliera.

I tank di Israele sono ammassati a nord di Gaza

Il New York Times ha pubblicato immagini satellitari che mostrano dove Israele ha schierato centinaia di carri armati e veicoli blindati in due campi a nord di Gaza, in preparazione di una potenziale invasione di terra con decine di migliaia di soldati per catturare Gaza City e annientare i vertici di Hamas. Il concentramento militare visto nelle immagini satellitari si trova a circa 6,4 km a nord del valico di Erez, il principale punto di ingresso sul confine settentrionale di Gaza.

Il valico di Erez è rimasto chiuso da quando le forze israeliane lo hanno riconquistato dopo l'attacco da parte dei combattenti di Hamas il 7 ottobre. Anche se non è possibile fornire un resoconto esatto del dispiegamento dell'esercito israeliano, scrive il Nyt, i carri armati israeliani sono stati visti anche in altri luoghi. Carri armati e veicoli blindati sono stati fotografati il 14 ottobre in un centro di riparazione vicino a Be'eri, a circa 3,2 km a nord dsl luogo del festival musicale attaccato da Hamas. 

I veicoli vicino al valico di Erez sono arrivati sul posto tra l'8 e il 14 ottobre, secondo le immagini di Planet Labs. Le fotografie scattate sabato nello stesso luogo mostrano una serie di veicoli blindati, tra cui carri armati Merkava, mezzi corazzati e bulldozer militarizzati. In vista dell'invasione di terra, Israele ha chiesto che l'intera popolazione del nord di Gaza - circa 1,1 milioni di persone - evacuasse nella metà meridionale del territorio. Ma molte persone non sono in grado di muoversi, e martedì Israele ha dichiarato di aver intensificato i bombardamenti nelle città del sud di Gaza, inducendo alcuni palestinesi a considerare il ritorno a casa. 

Tank e mezzi militari israeliani al confine con Gaza (Video)

Mosca: Il veto Usa all'Onu avrà conseguenze mostruose

La Russia ritiene che la decisione degli Stati Uniti di bloccare una risoluzione dell'Onu che invoca una "pausa umanitaria" tra Hamas e Israele avrà "conseguenze mostruose" in termini di perdite di civili. Lo ha dichiarato il ministro russo degli Esteri, Sergej Lavrov, in un comunicato. "Nel contesto di un confronto che si estende e rischia di oltrepassare le frontiere della regione del Medio Oriente e di acquisire una dimensione confessionale - ha aggiunto -, le conseguenze di una tale decisione sono potenzialmente mostruose". Ieri gli Usa hanno messo il veto su una richiesta di "pause umanitarie" nel conflitto tra Israele e Hamas.

Hamas: pronti a conflitto a lungo termine con Israele

Hamas è "preparata per un conflitto a lungo termine con Israele": lo ha affermato il portavoce delle Brigate al-Qassam, Abu Obaida, le cui dichiarazioni sono state riportate dalla rete satellitare araba Al-Jazeera. Hamas "controlla la situazione sul terreno e sa quando colpire", ha concluso.

Hamas: 18 palestinesi uccisi nel raid di Israele sul campo profughi di Jabalia

Sono 18 i palestinesi uccisi, secondo il ministero degli Interni di Hamas, in una serie di raid israeliani sul campo profughi di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza.

L'esercito di Israele è incerto sul numero degli ostaggi superstiti

L'esercito israeliano non è certo di quanti siano gli ostaggi ancora in vita, stimati fra 100 e 200: il numero totale di dispersi dopo l'attacco di Hamas è probabilmente superiore ai 203 dichiarati ufficialmente dalle autorità dello Stato ebraico, come riporta il quotidiano isdaeliano Hàaretz. Alcune delle persone fatte prigioniere sono riuscite a tornare in territorio israeliano, mentre negli ultimi giorni sono state avviate le procedure per il rimpatrio dei corpi, la maggior parte di miliziani di Hamas.

Israele ha evacuato 5 ambasciate e ne ha chiuse temporaneamente 20

Cinque ambasciate israeliane sono state evacuate dall'inizio della guerra contro Hamas ed il loro staff ha fatto ritorno nello Stato ebraico. Lo riporta Ynet, precisando che si tratta delle rappresentanze diplomatiche in Egitto, Giordania, Marocco, Bahrein e Turkmenistan. Il ministero degli Esteri, inoltre, ha temporaneamente chiuso, in alcuni casi parzialmente, 20 ambasciate in tutto il mondo, anche in Europa e in Sud America, a seguito di 'warning' o di grandi manifestazioni contro Israele. In questi casi ai diplomatici è stato chiesto di rimanere a casa e continuare a lavorare da lì oppure sono stati trasferiti in altre città della stessa Nazione considerate più sicure.

Usa a connazionali all'estero: rischio attacchi, siate prudenti

Il dipartimento di Stato Usa ha diffuso un avviso di “Worldwide Caution” avvertendo i cittadini statunitensi che si trovano all'estero della possibilità di attacchi terroristici e manifestazioni violente in tutto il mondo, nel contesto dell'intensificarsi della guerra fra Israele e Hamas, e dell'aggravarsi delle minacce contro gli interessi americani. 

Il dipartimento di Stato consiglia agli statunitensi di "esercitare una maggiore cautela a causa del potenziale di violenza e dell'aumento delle tensioni" in tutti i Paesi. "A causa dell'aumento delle tensioni in varie località del mondo e del potenziale di attacchi terroristici, manifestazioni o azioni violente contro cittadini e interessi statunitensi, il dipartimento di Stato consiglia ai cittadini statunitensi all'estero di esercitare una maggiore cautela", si legge nel breve avviso, che chiede ai cittadini statunitensi di stare particolarmente attenti nelle aree frequentate da turisti stranieri.