La guerra tra Israele e Hamas, giorno 19

Netanyahu: "Ci stiamo preparando per l'invasione di Gaza. Hamas è l'Isis e l'Isis è Hamas"

Erdogan su Hamas: liberatori, non terroristi. Scontro tra Israele e Onu dopo le parole di Guterres. Wsj: "Israele ritarda l'operazione di terra in attesa di missili Usa". Ancora lanci di razzi da Gaza, Israele colpisce obiettivi militari in Siria
 Netanyahu: "Ci stiamo preparando per l'invasione di Gaza. Hamas è l'Isis e l'Isis è Hamas"
Ap Photo
I palestinesi cercano i sopravvissuti al bombardamento israeliano della Striscia di Gaza a Rafah

📹 Immagini in diretta dal confine tra Israele e Gaza (Reuters)

Hamas: attacco di terra sarà sconfitta storica per Israele

Se Israele dovesse lanciare un attacco di terra su larga scala verso la Striscia di Gaza "una nuova e orgogliosa pagina della nostra storia verrebbe scritta. Per gli occupanti sarà una sconfitta storica e senza precedenti". Lo ha affermato Saleh al-Arouri, vice capo dell'ufficio politico di Hamas citato dalla pagina Telegram ufficiale del gruppo Hezbollah.

 

Il Consiglio di Sicurezza Onu boccia sia la risoluzione della Russia che quella proposta dagli Usa

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha bocciato la risoluzione presentata dalla Russia per chiedere un cessate il fuoco nel conflitto nella striscia di Gaza tra Israele e i combattenti di Hamas. La proposta non ha raggiunto la soglia dei nove voti necessaria per l'approvazione.
La proposta chiede un cessate il fuoco, il rilascio degli ostaggi e la garanzia di sicurezza nella fornitura di aiuti umanitari alla popolazione civile. Il testo condanna anche qualsiasi atto di violenza e terrorismo. La proposta ha ottenuto 5 voti favorevoli, mentre è stato respinto con 6 astensioni e 4 contrari. Gli Usa, la Gran Bretagna, la Francia e il Giappone hanno votato a sfavore. La bozza non fa riferimento ad Hamas.

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha bocciato anche la risoluzione presentata dagli Usa in merito al conflitto fra Israele e Hamas e alla Striscia di Gaza. Russia e Cina, membri permanenti, hanno espresso voto contrario. Secondo l'ambasciatore di Mosca all'Onu, Vasily Nebenzia, citato dalle agenzie russe, la risoluzione sarebbe stata "una licenza" per l'attacco di terra di Israele nella Striscia.

Putin, situazione tragica potrebbe fuoriuscire da Medio Oriente

"Stiamo seguendo la tragica situazione in Terra Santa con ansia e cuore dolorante. E' importante fermare spargimenti di sangue e violenza, la loro crescita è irta di conseguenze devastanti, tutto potrebbe fuoriuscire al di fuori dei confini mediorientali". Lo afferma il Presidente russo, Vladimir Putin.

In un incontro con i rappresentanti delle organizzazioni religiose russe, il presidente russo aggiunge: "Desidero sinceramente estendere le mie condoglianze alle famiglie degli israeliani e ai cittadini di altri Paesi, i cui cari sono stati uccisi e feriti nell'attacco del 7 ottobre di quest'anno. Ma è anche ovvio che le persone innocenti non dovrebbero essere ritenute responsabili per i crimini commessi da altri. La lotta contro il terrorismo non puà essere in linea con il famigerato principio della responsabilità collettiva, quando si uccidono anziani, donne, bambini, intere famiglie, centinaia di migliaia di persone rimangono senza riparo, cibo, acqua e cure mediche. Si tratta di un vero e proprio disastro umanitario".

Putin continua: "Vediamo tentativi da parte di alcune forze di provocare un'ulteriore escalation, di trascinare nel conflitto quanti più altri Paesi e popoli possibile, usandoli per i propri interessi egoistici, per lanciare una vera e propria ondata di caos e odio reciproco non solo in Medio Oriente , ma anche oltre i suoi confini".
Il leader del Cremlino ha sottolineato che attualmente in questa regione si sta verificando una catastrofe umanitaria. "Ci sono tentativi di far leva sui sentimenti religiosi nel contesto di ciò che sta accadendo in Medio Oriente". Secondo Putin, "lo scopo di tali azioni è aumentare l'instabilità nel mondo".
Il Capo dello Stato russo ha ricordato la posizione di Mosca su questo conflitto: essa si basa sulle decisioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, che prevedono la creazione di due stati indipendenti e sovrani, Israele e Palestina. Ha sottolineato che questo è l'unico modo per raggiungere una pace fondamentale e a lungo termine in Medio Oriente.

 

 

Medio Oriente, Erdogan abbandona gli inviti alla moderazione e si schiera con Hamas

Minacce a basi Usa in Kuwait da milizia filoiraniana

L'ambasciata americana in Kuwait sta limitando le attività nelle basi militari nell'emirato alle attività essenziali e ufficiali, citando le minacce arrivate da una milizia filoiraniana attiva in Iraq. In un post su X, l'ambasciata chiede ai suoi connazionali di "restare in allerta". Ieri, il gruppo Alwiyat al-Waad al-Haq, che si ritiene sia legata alla milizia irachena Kataib Hezbollah, ha minacciato di colpire le basi americane in Kuwait e negli Emirati in risposta al sostegno a Israele nella guerra contro Hamas.

 

Onu: Russia, risoluzione Usa è licenza all'attacco a Gaza

"La risoluzione americana è una licenza perché Israele attacchi Gaza": Lo ha detto il Rappresentante permanente di Mosca all'Onu Vasily Nebenzya illustrando la risoluzione russa sul conflitto tra Israele e Hamas. Nebenzya ha stigmatizzato il fatto che la risoluzione americana, che non chiede il cessate il fuoco a Gaza, ricordi il diritto di Israele all'autodifesa. 

 

Uomo irrompe in casa di famiglia ebrea a Los Angeles, arrestato

Un uomo che gridava "Palestina libera" è stato arrestato dal dipartimento di polizia di Los Angeles dopo aver fatto irruzione nella casa di una famiglia ebrea nel cuore della notte, minacciando di ucciderli perché erano israeliani (anche se questo dettaglio non è stato confermato dalle autorità). Lo scrivono 'Haaretz' e 'Times of Israel'.
La polizia di Los Angeles sta cercando di assicurare alla comunità ebraica locale che si tratta di un incidente isolato, sottolineando che le autorità ritengono che il sospettato fosse sotto l'effetto di droghe. Nonostante i loro sforzi, tuttavia, questo è l'ultimo incidente che dà alla comunità ebraica americana un allarme significativo nel contesto del crescente antisemitismo derivante dall'attacco di Hamas contro Israele e dalla successiva campagna militare israeliana a Gaza.
I funzionari federali hanno messo in guardia da un forte aumento delle minacce legate al Medio Oriente, aggiungendo di essere particolarmente preoccupati per la possibilita' dei cosiddetti attacchi di "lupi solitari".

 

Video del 7 ottobre: i soldati israeliani uccidono 3 terroristi e salvano i civili in fuga

Il figlio dell'ostaggio: "Quella di Hamas è una guerra contro il mondo"

"Sono giorni difficili, non sappiamo nulla di mio padre e di mio zio dal 7 ottobre. Non sappiamo se sono vivi, se soffrono. Vogliamo solo tornare di nuovo alla nostra vita". Lo ha raccontato a LaPresse, Yuval Danzig, figlio di un uomo presumibilmente ostaggio nelle mani di Hamas. La famiglia di Yuval viveva nel Kibbutz di Nir Oz, e anche lui lo ha fatto per 30 anni prima di trasferirsi. "Ho sentito mio padre alle 8 - ha raccontato - mi ha detto che stavano bombardando ovunque e gli ho risposto di andare nel rifugio. Mio fratello e mia sorella sono salvi con le rispettive famiglie e così mia madre. Mio padre e mio zio non hanno avuto la stessa fortuna. Il kibbutz è una piccola comunità dove si conoscono tutti. Hamas ha ucciso, hanno stuprato giovani ragazze, hanno fatto cose che la mente umana non può neanche immaginare. Sono degli animali". Quanto alle azioni che sta effettuando per tentare il rilascio dei suoi cari Yuval spiega: "parlo con i media per spiegare che il mondo deve svegliarsi, a partire dall'Ue. In Europa c'è ancora troppa gente che pensa che sia stato un attacco 'regolare' e che la risposta di Israele non è proporzionale. La realtà è che quella di Hamas è una guerra contro il mondo. Se avranno successo andranno oltre". Yuval si rivolge soprattutto alla popolazione. "La maggioranza dei governi europei ci supporta, quello con la premier Meloni è stato un incontro carico di significato ma il supporto deve venire dal popolo. La gente deve capire che quanto successo è un crimine di guerra. Hamas vuole controllare il mondo con le sue leggi. Sappiamo che ci sono musulmani in stato di shock ma, allo stesso tempo, ci sono non musulmani che li supportano. Devono capire che Hamas li odia esattamente come odia noi. Vogliamo che il mondo sia dal lato giusto della Storia". Quanto ai civili di Gaza l'invito è "andate via e non vi faremo del male". Per ciò che concerne Hamas "sono dei codardi - conclude Yuval - chiunque userà violenza verrà fermato".

 

Biden: nuovo speaker si muova su aiuti a Israele-Ucraina

Joe Biden ha esortato il nuovo speaker della Camera Usa  a "muoversi rapidamente" sugli aiuti a Israele e Ucraina. Lo riferisce una nota della Casa Bianca.
 

 

Tra i sopravvissuti del Kibbutz Beeri: il dolore per i 100 morti e la speranza di rivedere i rapiti

La Svizzera sospende i fondi a 6 ong palestinesi e 5 israeliane

La Svizzera ha deciso di sospendere il sostegno finanziario a sei organizzazioni non governative palestinesi e cinque israeliane attive soprattutto nel campo dei diritti umani e di avviare una "analisi approfondita" della conformità delle comunicazioni di queste organizzazioni al codice di condotta e alla clausola antidiscriminatoria del Dipartimento federale degli affari esteri svizzero (Dfae). Lo riferisce il Guardian cintando un comunicato del Dfae in un cui si legge che "in considerazione della nuova situazione venutasi a creare dopo l'attacco di Hamas contro Israele il 7 ottobre e della ripresa delle ostilità in Medio Oriente, il Dfae ha deciso di sospendere il sostegno finanziario a undici Ong locali". 

 

La commozione di parenti e amici al funerale di Nir Forti, uno degli italo-israeliani uccisi

Nuovo video Israele:, esercito uccide 3 terroristi e salva civili

Il governo israeliano ha diffuso un nuovo video delle operazioni di combattimento dell'Unità Shaldag dell'aviazione in soccorso ai civili del kibbutz di Beeri, lungo il confine con la Striscia di Gaza, la mattina del 7 ottobre. Nel filmato finora inedito si vede un'auto con a bordo tre terroristi di Hamas, diretta verso il kibbutz, colpita dal fuoco dei militari: l'uomo al volante viene colpito e il veicolo va a sbattere su una barriera di recinzione. Gli altri due scappano dall'auto cercando rifugio nella vegetazione ma vengono trovati e uccisi sul posto.
Nello stesso tempo, le forze speciali dell'esercito portano in salvo un gruppo di abitanti di Beeri, tra cui un neonato tra le braccia di una donna. Alcuni civili appaiono ancora in pigiama dalla notte appena trascorsa, uno di loro fugge a piedi scalzi. 


 

 

Macron: “Negli ospedali di Gaza situazione critica”

"La situazione degli ospedali a Gaza è critica. L'accesso alla corrente elettrica deve essere ripristinata con urgenza": lo scrive in un messaggio pubblicato su X  il presidente francese, Emmanuel Macron, di ritorno in Francia da una intensa maratona diplomatica che lo ha visto impegnato negli ultimi giorni in Israele, Territori palestinesi, Giordania ed Egitto. "Ho deciso nuovi finanziamenti per l'ospedale giordano di Gaza e il dispiegamento di una nave della nostra Marina nazionale e di aerei per inviare l'aiuto umanitario", aggiunge Macron. 

 

Speaker Camera Usa: a breve voteremo risoluzione su Israele

La Camera Usa voterà nelle prossime ore una risoluzione su Israele. Lo afferma il neoeletto speaker della camera Mike Johnson, sottolineando che sarà necessario poi agire sulla crisi al confine con il Messico, che il "Senato e la Casa Bianca non possono più ignorare". Johnson identifica fra le sue priorità anche una stretta sulle spese in modo da cercare di riportare i conti pubblici su una traiettoria sostenibile. Per questo obiettivo, Johnson annuncia la creazione di una commissione bipartisan sul debito. 

 

Leader Ue domani chiederanno “pausa umanitaria” nelle operazioni militari

La guerra scatenata dall'attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre scorso sarà uno dei temi centrali sul tavolo dei capi di Stato e di governo che si riuniranno domani e dopodomani a Bruxelles per il Consiglio Europeo e l'Eurosummit. L'Ue si appresta a chiedere unitariamente una "pausa umanitaria" nelle operazioni militari, secondo l'ultima bozza disponibile delle conclusioni, per consentire materialmente la consegna degli aiuti alla popolazione della Striscia di Gaza. "Il Consiglio Europeo - si legge nella bozza - esprime la più grave preoccupazione per il deteriorarsi della situazione umanitaria a Gaza e chiede un accesso umanitario continuo, rapido, sicuro e senza ostacoli per raggiungere la popolazione, attraverso tutte le misure necessarie, inclusa una pausa umanitaria". Inoltre, il Consiglio Europeo "condanna nei termini più forti tutte le violenze e le ostilità contro i civili". Tutti i civili, israeliani e palestinesi. Un alto funzionario confida che i leader convergeranno su una formulazione per chiedere degli stop alle operazioni militari, tesi ad alleviare le sofferenze delle popolazioni civili attraverso la consegna degli aiuti in quantità sufficienti: "Troveremo un modo per raggiungere il consenso", assicura, spiegando che "sul concetto c'è convergenza di vedute", ma sulla "calibratura" ci sono ancora "discussioni". La base rimane comunque la dichiarazione comune dei leader del 15 ottobre, che difende il diritto di Israele a difendersi, nel rispetto del diritto internazionale umanitario e che condanna l'azione di Hamas.
 

 

Biden: ci sono morti innocenti, ma non credo ai numeri dei palestinesi

Il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha detto in una conferenza stampa che "non ha idea se i palestinesi stiano dicendo la verita'" sul numero dei morti, ma "sono sicuro che innocenti sono stati uccisi" e sollecita Israele a fare il massimo per minimizzare le perdite tra i civili.
"Penso che dovremmo essere incredibilmente attenti", ha detto Biden. "Israele dovrebbe essere incredibilmente attento" per non coinvolgere i civili, "ma non ho fiducia sui numeri che i palestinesi stanno fornendo".

 

Biden: se da Iran attacchi a nostre truppe risponderemo

Joe Biden lancia un monito all'"ayatollah" iraniano. Se continueranno gli attacchi contro le truppe" Usa presenti nella regione "risponderemo". Il presidente Usa ha sottolineato che le truppe statunitensi sono presenti nella regione a partire da dopo l'11 settembre 2001 con compiti antiterrorismo e che la situazione "non ha nulla a che fare con Israele".

 

Biden: non ho chiesto a Israele di rinviare l'invasione

Joe Biden "non ha chiesto" ad Israele di ritardare l'invasione di Gaza. Lo ha detto il presidente americano in una conferenza stampa alla Casa Bianca.
 

 

Netanyahu: "Stiamo preparando l'invasione di terra di Gaza"

Sanchez difende Guterres: "dà voce alla maggioranza"

"Voglio trasmettere l'appoggio e l'affetto del governo, e credo della maggioranza della società spagnola, al nostro segretario generale dell'Onu, al portoghese Antonio Guterres, perché credo che quello che sta facendo sia alzare la voce di una maggioranza ampia della società del mondo che chiede una pausa umanitaria". Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez nel doorstep a margine del Social Summit a Bruxelles.

 

Al Jazeera: uccisa famiglia nostro corrispondente a Gaza

La moglie, la figlia e il figlio del corrispondente di Al Jazeera a Gaza, Wael Dahdouh, sono stati uccisi in un raid israeliano che ha colpito la casa dove si trovavano temporaneamente nel sud della Striscia, nel campo profughi di Nuseirat. Ne dà notizia la stessa tv panaraba. I familiari del giornalista si erano spostati a sud della Striscia dopo aver lasciato la loro casa nel nord in seguito all'ordine di evacuazione di Israele. "Quello che è appena successo è chiaro: fa parte della continua presa di mira di donne e bambini a Gaza. Stavo giusto riportando gli attacchi israeliani che hanno preso di mira l'area di Nuseirat", ha detto Dahdouh secondo quanto riporta il sito di Al Jazeera. "Sapevamo che l'occupazione israeliana non ci avrebbe lasciato senza punirci. Si stanno vendicando dei bambini. Ma le nostre lacrime sono umane, non per codardia", ha aggiunto. 

 

Biden: Israele deve difendersi, rispetti diritto di guerra

"La rabbia di Israele dopo gli atroci attentati è comprensibile, Israele ha il diritto e il dovere di difendersi e noi faremo in modo che abbia gli strumenti necessari. E' anche vero che Hamas non rappresenta il popolo palestinese". Lo ha detto Joe Biden in una conferenza stampa alla Casa Bianca con il premier australiano ribadendo l'invito ad Israele ad agire "in conformità con le leggi di guerra".

 

Netanyahu: anch'io dovrò dare spiegazioni su attacco Hamas

"Il 7 ottobre è stato un giorno nero. Chiariremo tutto quello che è successo. Tutti dovranno dare spiegazioni per quell'attacco, a cominciare da me". Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu in quella che è sembrata una prima ammissione di responsabilità. "Ma - ha continuato - solo dopo la guerra. Il mio compito ora è quello di guidare il Paese in guerra fino alla vittoria".

 

Telefonata Scholz-bin Zayed: lavorare per soluzione politica

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha parlato oggi al telefono con Mohammed bin Zayed Al Nahyan, presidente degli Emirati Arabi Uniti. Sul conflitto in Medio Oriente, i due leader si sono "trovati d'accordo: dobbiamo lavorare per una soluzione politica che permetta a israeliani e palestinesi di vivere in pace e sicurezza", ha scritto Scholz su X. In una nota della cancelleria sulla telefonata, viene sottolineato come Berlino abbia anche ribadito che la Germania sostiene il diritto alla difesa di Israele, così come la protezione dei civili e l'accesso per l'assistenza alla popolazione della Striscia di Gaza. Scholz ha anche sottolineato che "Hamas non ha il diritto di parlare a nome dei palestinesi".
 

 

Pentagono invierà 2 sistemi di difesa Iron Dome in Israele

Il Pentagono prevede di inviare due sistemi di difesa missilistica Iron Dome in Israele mentre il paese continua ad abbattere i missili lanciati dal gruppo militante Hamas,. A dichiararlo è stato un funzionario del Dipartimento della Difesa statunitense al sito di notizie The Hill.
"Gli Stati Uniti forniranno ulteriore sostegno all'Iron Dome a Israele", ha detto il funzionario spiegando che "il Dipartimento della Difesa è attualmente impegnato nella pianificazione del sostegno alla fornitura di batterie americane Iron Dome a Israele". Israele ha attivato per la prima volta l'Iron Dome nel 2011.
Il Pentagono non ha chiarito i termini di invio e se le due batterie torneranno negli Usa, dopo la fine della guerra. La fornitura arriva dalle scorte dell'esercito e tiene fede all'impegno del presidente americano Biden di aumentare la sicurezza di Israele in attesa che la Camera voti il pacchetto di aiuti da 14,3 miliardi di dollari.

 

Generale Battisti: “Coalizione internazionale contro Hamas sarebbe difficile, Paesi Onu sono divisi”

"La proposta del presidente francese Macron di costituire una coalizione anti-Hamas - a similitudine di quella che è stata fatta nel 2014, a guida statunitense, contro l'Isis - sembra non trovare grande accoglienza in ambito internazionale per tutta una serie di ragioni". Così il generale Giorgio Battisti, primo comandante del contingente italiano della missione Isaf in Afghanistan e membro del Comitato Atlantico, commenta all'Adnkronos l'ipotesi di una coalizione internazionale in chiave anti-Hamas.
"Innanzitutto - riprende Battisti - i 193 Paesi che siedono al tavolo delle Nazioni Unite, che contro l'Isis si erano mostrati tutti coesi, ora sono divisi e non tutti condividono l'etichetta che viene attribuita ad Hamas di essere 'un'organizzazione terroristica'. Con queste premesse, risulta difficile pensare ad un'organizzazione internazionale a guida statunitense - o di un altro Stato - che possa combattere Hamas, anche perché diversi Paesi non si sono pronunciati in maniera netta o l'hanno fatto in modo soft, non etichettando Hamas come gruppo terroristico malgrado quello che ha commesso il 7 ottobre e che ha fatto anche in precedenza". Inoltre, spiega ancora il generale, in questo contesto cambia anche lo scenario di riferimento "perché Hamas, oltre ad essere riconosciuto come una forza politica da taluni, con il suo ramo militare è in rapporti aperti e pubblici con le agenzie delle Nazioni Unite che operano nella striscia di Gaza, e di fatto controlla quel territorio".
Non solo, come sottolinea Battisti, ci sono altre organizzazioni internazionali "che pur convinte di dover fornire sostegno finanziario ai palestinesi, sono allo stesso tempo ben consapevoli che questi fondi poi finiscono nelle mani di Hamas, che li gestisce come vuole e secondo gli interessi che reputa prioritari. Quindi - conclude - parlare di un impiego di forze speciali per un intervento contro Hamas risulta difficile, anche perché, a differenza dell'Isis, Hamas è ben radicato sul territorio e abbiamo visto tutti con che difficoltà Israele è riuscito a contenere l'azione che ha comportato l'uccisione di più di mille persone quel 7 ottobre".
 

 

Netanyahu: ci stiamo preparando per l'invasione di Gaza

Israele si sta preparando per l'invasione di terra a Gaza ma non è possibile dare altri dettagli al momento, il tempismo sarà deciso in base al consenso". Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu in un discorso indirizzato alla nazione. 

 

Secondo un sondaggio, il governo brasiliano farebbe bene a definire Hamas un'organizzazione terroristica

Il 57% dei brasiliani ritiene che il governo del presidente Luiz Inacio Lula da Silva abbia torto a non classificare il gruppo palestinese Hamas come "terrorista", ma nello stesso tempo ritiene positiva la sua posizione sul conflitto in Medio Oriente. E' questo il risultato di un sondaggio pubblicato oggi dall'istituto Quaest.
Il 26% degli intervistati, invece, ritiene che il governo abbia ragione nell'evitare di utilizzare l'aggettivo terrorista per definire Hamas, mentre il 17% non ha saputo o voluto rispondere. Alla domanda infine sulla posizione del governo del Brasile in generale sul conflitto, il 35% del campione la considera positiva, il 31% accettabile e il 23% negativa. Il capo dello Stato ha criticato gli attacchi "terroristici" del 7 ottobre da parte di Hamas contro Israele, ma ha difeso la posizione dell'Onu secondo cui questa organizzazione non è inclusa nella lista delle organizzazioni terroristiche. Pubblicando il sondaggio Quaest ha ricordato che dei dieci milioni di riferimenti su Internet che si riferiscono al conflitto in corso, il 78% è a favore di Israele. Inoltre ha rilevato che il dibattito sulla guerra ha acquisito ancora più forza anche per il ruolo del Brasile quale presidente pro tempore del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il sondaggio è basato su 2.000 interviste svolte in presenza fra il 19 e il 22 ottobre, con un margine di errore di +/- il 2,2%. 

 

Israele: oltre metà degli ostaggi è cittadino straniero

Oltre la metà dei 220 ostaggi che si stima siano nelle mani di Hamas hanno cittadinanza straniera e provengono da 25 Paesi differenti. Lo ha reso noto il governo israeliano. Tra gli ostaggi ci sono 54 cittadini thailandesi, 15 argentini, 12 tedeschi, 12 americani, 6 francesi, 6 russi e 5 nepalesi. Si ritiene che molti abbiano la doppia nazionalità israeliana, ma alcuni, come i thailandesi e i cinque ostaggi nepalesi, quasi certamente no. I lavoratori provenienti dalla Thailandia in Israele sono circa 30mila e lavorano soprattutto nel settore dell'agricoltura. Il governo israeliano ha anche affermato che dopo l'attacco del 7 ottobre sono morte o risultano disperse 328 persone provenienti da 40 Paesi.

 

Wsj: 500 miliziani addestrati in Iran prima di attacco a Israele

Nelle settimane precedenti l'attacco del 7 ottobre lanciato da Hamas contro Israele il 7 ottobre, circa 500 miliziani dei gruppi palestinesi Hamas e Jihad islamica "hanno ricevuto un addestramento specializzato al combattimento in Iran". E' quanto scrive il Wall Street Journal, citando fonti al corrente dell'intelligence sull'assalto.
Secondo le fonti, le esercitazioni tenute a settembre sono avvenute sotto la guida di ufficiali della Forza Quds, il braccio per le operazioni estere dei Guardiani della rivoluzione, e hanno visto la partecipazione di alti funzionari palestinesi e del capo della Forza Quds, generale Esmail Qaani.
Funzionari statunitensi sentiti a riguardo dal Wsj hanno dichiarato che Teheran addestra regolarmente miliziani in Iran e altrove e che non hanno indicazioni di un addestramento di massa subito prima dell'attacco. Funzionari statunitensi e persone che hanno familiarità con l'intelligence hanno inoltre affermato di non avere informazioni che suggeriscano che l'Iran abbia condotto un addestramento specifico per l'attacco del 7 ottobre.

 

Tajani: per Italia Hamas è un'organizzazione terroristica, ridurla a impotenza e aiutare popolazione palestinese

"Una cosa è certa: per l'Italia Hamas è un'organizzazione terroristica". Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, stasera a Genova a margine dell'Assemblea nazionale dell'Anci. "Tutti quanti dobbiamo rilasciare dichiarazioni molto prudenti- prosegue- dobbiamo lavorare per far ridurre la tensione: per il governo italiano la responsabilità di questo deterioramento è di Hamas, che con un attacco terroristico contro persone che nulla avevano a che fare con l'esercito israeliano. Sono atti barbarici, vili". Tajani sottolinea che "dobbiamo lavorare affinché sia colpita Hamas, che deve essere per forza ridotta all'impotenza dal punto di vista militare, ma dobbiamo anche aiutare la popolazione palestinese a non essere coinvolta in questa guerra. E' un lavoro molto complicato: serve molta prudenza anche nella fermezza, perché basta una frase per incendiare gli animi".
 

 

Macron: operazione di terra a Gaza sarebbe un errore

Una "massiccia" operazione di terra da parte di Israele nella Striscia di Gaza sarebbe "un errore". Lo ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron. Fra le motivazioni Macron ha spiegato che questo tipo di operazione "non è compatibile con il rispetto delle popolazioni civili, del diritto umanitario internazionale e perfino delle regole di guerra”. Lo riporta BfmTv.

 

Macron: Hamas è diverso da Isis ma è comunque un gruppo terroristico da combattere

"Hamas è diverso dell'Isis ma è un gruppo terroristico da combattere". Ad affermarlo è il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron prima di prendere il volo in partenza da Il Cairo dopo aver incontrato il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi. "Hamas ha una storia diversa rispetto all'Isis.
Hamas ha una storia diversa ma non mi metto a fare una gerarchia. Hamas rappresenta un pericolo per Israele e per i palestinese", sottolinea Macron.
 

 

Guterres: "Non siamo parte conflitto, noi lavoriamo per pace"

Le Nazioni Unite "non sono una parte nel conflitto ma cercano di facilitare una soluzione di pace". Lo ha precisato il portavoce del segretario generale Antonio Guterres, respingendo le accuse di Israele di aver voluto difendere Hamas e i palestinesi nella crisi in Medio Oriente. "Questo - ha aggiunto - non ci ferma dall'intavolare contatti con tutti i membri di stato. Come già detto qui, noi continueremo ad avere contatti con le autorita' israeliane, con l'ufficio del primo ministro, così come facciamo con ogni stato".

 

La Germania conferma la fiducia a Guterres

La Germania ha espresso fiducia nei confronti del segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, dopo che Israele ne ha chiesto le dimissioni. "Il segretario generale dell'Onu gode naturalmente della fiducia del governo tedesco", ha detto il portavoce dell'esecutivo di Berlino, Steffen Hebestreit, rispondendo alle domande dei giornalisti. "In questo momento la situazione è molto, molto tesa, questo ci turba tutti. Non ho la sensazione che queste richieste di dimissioni siano appropriate in questo momento", ha aggiunto Hebestreit.
 

 

Guterres a Israele: "Dimissioni? Parole chiare su Hamas"

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, respinge le accuse lanciate dall'ambasciatore israeliano all'Onu Gilad Erdan, che aveva chiesto le dimissioni per le parole espresse riguardo alla crisi in Medio Oriente. "Guterres - ha commentato il suo portavoce, Stephane Dujarric, nel briefing con i media - è stato molto chiaro ieri e questa mattina con la sua concisa dichiarazione. Lui ha detto che non ci sono giustificazioni per un atto di terrorismo" di Hamas, e "la posizione per noi resta quella".

 

Consiglio di Sicurezza vota oggi su risoluzioni Russia e Usa

Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu vota oggi su due risoluzioni rivali sulla crisi tra Israele e Hamas. Sul tavolo dei 15 sono una risoluzione della Russia che chiede il cessate il fuoco e un'altra degli Stati Uniti che non parla di cessate il fuoco e afferma il diritto a difendersi di Israele. Il voto è in programma nel pomeriggio di New York.

 

Macron: grazie all'Egitto per il suo supporto alla popolazione di Gaza

Macron: dobbiamo fare il possibile per evitare l'escalation

"Dobbiamo collettivamente fare tutto il possibile per evitare l'escalation, costruire una iniziativa di pace e di sicurezza, trattare le cause di quello che stiamo vivendo. Rendo omaggio all'impegno dell'Egitto, in particolare, la sua mobilitazione per le popolazioni di Gaza. La Francia s'impegna al suo fianco": lo scrive il presidente francese, Emmanuel Macron, in un messaggio pubblicato sul suo profilo X dopo l'incontro al Cairo con il presidente egiziano al-Sisi, ultima tappa della sua maratona diplomatica in Medio Oriente. 

 

Unrwa: gravi danni a scuola nel sud di Gaza, 1 morto e 44 feriti

Una scuola nel sud della Striscia di Gaza a Rafah che ospitava 4.600 sfollati ha subito "gravi danni" a seguito di un attacco nelle vicinanze. Lo riferisce l'Unrwa, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi. Nell'attacco sarebbe stato ucciso uno sfollato palestinese e ci sarebbero 44 feriti, di cui nove bambini.
Dal 7 ottobre, data del massiccio attacco dei miliziani di Hamas contro Israele e dell'inizio della controffensiva israeliana, almeno 41 strutture dell'Unrwa sono state colpite da qualche tipo di attacco, nonostante si tratti di punti teoricamente protetti dal diritto internazionale. Più di un milione di persone hanno dovuto lasciare le proprie case dall'inizio degli attacchi israeliani e, di queste, più di 610.000 sono finite nelle strutture dell'Unrwa.
 

 

Meloni: obiettivo di Hamas era spingere a risposta tale da compromettere normalizzazione

"Quello che sta succedendo in questi giorni in Medio Oriente può diventare una slavina e dare luogo a conseguenze che non possiamo immaginare. Dobbiamo cercare di capire davvero cosa stia accadendo: che bisogno avevano i miliziani di Hamas di riprendere scene così impensabili? La risposta che mi sono data è che la causa palestinese non centrava assolutamente nulla, volevano solo provocare e spingere Israele a una risposta tale da compromettere ogni normalizzazione dello scenario orientale". Così la premier Giorgia Meloni nella sua replica alla Camera.
 

 

Amnesty: diritto internazionale "vieta di dichiarare intere città o regioni obiettivo militare"

Amnesty International ha dichiarato che l'ordine dell'esercito israeliano di evacuazione per i residenti del nord della Striscia di Gaza potrebbe violare il diritto umanitario internazionale. L'esercito israeliano ha lanciato volantini a Gaza chiedendo ai palestinesi di spostarsi nel sud della Striscia per evitare di rischiare di essere identificati come complici di Hamas. "I messaggi contenuti in questi volantini non possono essere considerati un avvertimento efficace per i civili e forniscono invece ulteriori prove del fatto che Israele mira a sfollare con la forza i civili nel nord di Gaza", ha detto Donatella Rovera, consulente senior di Amnesty per la risposta alle crisi. "Dichiarare un'intera città o regione un obiettivo militare è in contrasto con il diritto internazionale umanitario", ha aggiunto Rovera.

 

Rinvenuti altri 4 corpi nel kibbutz Be'eri

Altri quattro corpi di civili uccisi sono stati trovati vicino al Kibbutz Be'eri, una delle comunità israeliane più colpite dal massacro compiuto da Hamas il 7 ottobre. Lo hanno reso noto le autorità israeliane. Fino ad oggi si contavano 130 morti in questi kibbutz, mentre il totale delle vittime civili supera le 1400 persone.
 

 

Esperto: attacco Hamas ha mostrato ruolo centrale dei tunnel

L'attacco del 7 ottobre scorso ai kibbutz di frontiera ha rivelato come Hamas abbia "significativamente migliorato e rafforzato le sue capacità tattiche" sin da quando, decenni fa, ha cominciato a scavare i tunnel a Gaza dove nascondersi. Sono questi tunnel - secondo Joel Roskin, un geologo dell'Università Bar Ilan di Israele esperto della questione, citato dai media - ad aver avuto uno ruolo d'eccezione negli attuali sviluppi. "Ciò che è interessante di Hamas - ha detto Roskin - è che il tasso di crescita dei tunnel, non solo in termini di dimensioni ma anche di finalità, ha completato lo sviluppo del concetto operativo dell'organizzazione". "Tutto - ha spiegato - è cominciato con il contrabbando di merci, per passare poi al contrabbando di armi e successivamente ai tunnel di attacco". Negli ultimi anni, a giudizio di Roskin, Hamas ha integrato "in molti modi il sistema clandestino" passando da "difensivo a offensivo" in un mix "di guerra militare, guerriglia e terrorismo". "Queste condizioni - ha concluso - rappresentano davvero una sfida all'offensiva completa per l'esercito israeliano".

 

Arresti domiciliari per un'attrice e influencer arabo-israeliana dopo un post pro Hamas

Il Tribunale distrettuale di Nazareth ha messo agli arresti domiciliari l'attrice arabo-israeliana Maisa Abd Elhadi, sospettata di incitamento al terrorismo e di sostegno ad Hamas. Lo riferisce Haaretz. Elhadi era stata arrestata in seguito ai suoi post sui social media sul massacro di Hamas nel sud di Israele il 7 ottobre.
Il giudice Arafat Taha ha dichiarato che i post dell'attrice sono effettivamente "palesi e duri, ed evocano persino sentimenti di rabbia e delusione", ma il giudice ha aggiunto che "c'è un forte dubbio che la pubblicazione dei post rappresenti un reato penale". Il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, riferisce il quotidiano israeliano, ha attaccato la decisione, definendo il giudice Taha un "nemico interno". Sui social Abd Elhadi ha condiviso le immagini di una donna anziana presa in ostaggio da Hamas con emoji sorridenti e un'altra immagine delle forze di Hamas che violano la barriera di sicurezza di Israele con la didascalia in inglese "Andiamo, in stile berlinese". Abd Elhadi è apparsa in diversi spettacoli israeliani, nel film 'World War Z' e, più recentemente, nella serie britannica 'Baghdad Central'.
 

 

Macron annuncia invio nave militare per "sostenere" ospedali di Gaza e l'invio in Egitto di un aereo carico di aiuti medici

xIl presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato l'invio di una nave militare, in partenza da Tolone nelle prossime 48 ore, per "sostenere" gli ospedali della Striscia di Gaza. Nella conferenza stampa tenuta al Cairo con l'omologo egiziano Abdel Fattah al Sisi, Macron ha anche annunciato l'invio in Egitto di un aereo carico di aiuti medici per Gaza, il cui arrivo è previsto per domani. "Altri seguiranno", ha aggiunto il leader francese, citato dalla France presse.

 

Nella bozza elaborata nel vertice Ue sparisce il riferimento a Guterres su Gaza

Nel capitolo relativo al Medio Oriente sparisce il riferimento a Antonio Guterres nell'ultima bozza di conclusioni del vertice Ue che si avrà domani e dopodomani a Bruxelles. Nella precedente bozza si prevedeva il "sostegno all'appello del segretario generale per una pausa umanitaria". Nell'ultima versione resta il riferimento alla "pausa umanitaria" ma non quello a Guterres. Sulla terminologia finale, comunque, il negoziato è ancora aperto, in bilico tra il termine "pausa", quello di "pause" e quello di "finestre" umanitarie. Ieri, all'Onu, si è prodotto un duro scontro tra Israele e Guterres dopo l'intervento di quest'ultimo.

 

Israele all'Onu torna a chiedere le dimissioni di Guterres: distorce la realtà

"Il segretario generale dell'Onu ancora una volta distorce e stravolge la realtà". Lo dice in una nota l'ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite Gilad Erdan che è tornato a chiedere le dimissioni di Guterres. "Ieri - ha aggiunto - ha detto chiaramente che il massacro e la follia omicida di Hamas 'non sono avvenuti nel vuoto'". Quindi per lui "Israele è colpevole delle azioni di Hamas" e Guterres ha mostrato "comprensione e giustificazione per il massacro. Un segretario che non capisce che l'assassinio di innocenti non può avere alcuna giustificazione, e nessun 'contesto', non può essere - ha concluso - segretario generale". 

Wall Street Journal: Israele ritarda l'invasione in attesa del ridispiegamento dei missili Usa

Israele ha accettato, almeno per ora, la richiesta americana di ritardare l'invasione di Gaza così da consentire agli Stati Uniti di spostare missili nell'area. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti.  Il Pentagono sta accelerando per il dispiegamento di una decina di sistemi di difesa aerea, si legge ancora sul quotidiano finanziario, per proteggere le truppe americane nella regione da missili e razzi. I funzionari americani hanno convinto Israele ad attendere fino a quando tutto sarà pronto, forse già alla fine della settimana.

Londra: non siamo d'accordo con Guterres

Il governo conservatore britannico di Rishi Sunak "non è d'accordo" con alcuni passaggi dell'intervento di ieri a Palazzo di Vetro del segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, sul confitto israelo-palestinese, intervento che ha fatto infuriare Israele. Lo ha sottolineato in un briefing un portavoce di Downing Street, prendendo le distanze nello specifico dall'affermazione di Guterres secondo cui l'attacco sanguinoso di Hamas del 7 ottobre, pur ingiustificabile, "non nasce dal nulla", ma si verifica in un contesto segnato dai "56 anni di soffocante occupazione" imposta nei territori al popolo palestinese.

Washington Post: almeno 24 soldati statunitensi feriti negli attacchi a basi in Iraq e Siria

Almeno 24 soldati americani sono rimasti feriti negli attacchi messi a segno la scorsa settimana contro le basi Usa presenti in Iraq e in Siria. E' quanto hanno riferito funzionari al Washington Post. Ieri il Pentagono ha precisato che sono stati 10 gli attacchi lanciati contro basi in Iraq e tre contro quelle in Siria dall'inizio del conflitto tra Israele e Hamas. Conflitto che alimenta il timore a Washington di un aumento di attacchi contro il personale Usa presente in Medio Oriente da parte di gruppi sostenuti dall'Iran. Secondo quanto riportato dal Wp, il maggiore attacco subito la scorsa settimana è avvenuto il 18 ottobre, quando 20 soldati hanno riportato "ferite lievi" dopo che diversi droni hanno preso di mira la base di al-Tanf nel sud-est della Siria.

Tv israeliane: "sviluppi positivi" sugli ostaggi

Una fonte straniera anonima coinvolta nei negoziati, citata dalla tv israeliana Kan, ha riferito che "in questa fase ci sono sviluppi positivi riguardo gli ostaggi" di Hamas a Gaza. Anche un'altra tv, Canale 12, parla di segnali positivi sui prigionieri. 

Colloquio al Cairo, Al Sisi: "Evitare l'invasione di Gaza". Macron: "Non usiamo due pesi e due misure"

 Il presidente egiziano Al Sisi ha lanciato un appello davanti al presidente francese Emmanuel Macron ad "evitare un'invasione di Gaza via terra". Lo ha detto lo stesso Sisi al termine dell'incontro fra i due, in una conferenza stampa congiunta, ringraziando più volte il presidente francese "per i suoi sforzi di questi giorni" per riportare la calma nella regione.  "Un'invasione via terra a Gaza - ha detto al Sisi rivolto a Macron - potrebbe provocare un gran numero di vittime fra i civili". "Noi - ha aggiunto il presidente egiziano - condanniamo tutti gli atti che colpiscono i civili, tutti i civili". Macron, da parte sua, ha detto che la Francia "non usa due pesi e due misure" con le vittime di una parte e dell'altra nel conflitto fra Israele e palestinesi. "Le vittime - ha detto Macron - sono tutte uguali e meritano tutte la stessa compassione". Il presidente francese ha poi annunciato l'invio di "una nave della marina nazionale francese per appoggiare gli ospedali di Gaza"che salperà da Tolone "nelle prossime 48 ore". Quanto agli aiuti umanitari - ha aggiunto Macron - "un aereo francese si poserà da domani" in Egitto e "altri seguiranno".

Emmanuel Macron e Abdel Fattah Al-Sisi Christophe Ena / POOL / AFP
Emmanuel Macron e Abdel Fattah Al-Sisi

Macron al commissario Unrwa: impegno ad aumentare gli aiuti umanitari per i palestinesi

La Francia continuerà ad "accrescere il suo aiuto umanitario" a favore dei civili palestinesi colpiti dal conflitto in Medio Oriente: è quanto afferma l'Eliseo, in una nota diffusa dopo l'incontro di oggi in Giordania tra il presidente francese, Emmanuel Macron e il Commissario generale dell'Unrwa, Philippe Lazzarini. Nel corso dell'incontro, afferma l'Eliseo, Macron ha "espresso le proprie condoglianze al commissario generale dell'Unrwa, a tutti i suoi membri e ai loro cari in seguito al decesso di impiegati dell'agenzia nei territori palestinesi nel corso delle ultime due settimane". Macron e Lazzarini hanno condiviso "la loro valutazione sulla situazione a Gaza". Il commissario generale ha insistito, in particolare, sui "bisogni urgenti della popolazione in acqua, corrente elettrica, cibo, carburante e medicinali" e "sulla situazione molto degradata degli ospedali" della Striscia.  Dinanzi a questa situazione Macron ha indicato che la "Francia continuerà ad accrescere l'aiuto umanitario" a favore dei civili. Oltre alla quota francese dell'assistenza Ue, ricordano a  Parigi, la Francia contribuisce al bilancio dell'Unrwa con aiuti pari a 36 milioni di euro. "Nel quadro degli aiuti supplementari per la popolazione palestinese - si prosegue nella nota - la Francia ha deciso di versare oltre 4 milioni di euro supplementari all'Unrwa per la sua risposta d'urgenza nei settori dell'alimentazione, dei rifugi, della salute e della protezione, in particolare, di donne e bambini". Macron ha infine ricordato "il suo sostegno alle azioni dell'Unrwa a beneficio della società civile palestinese e il proseguimento del suo impegno al suo fianco per la costruzione di un futuro Stato palestinese". 

Il governo israeliano: respingiamo le parole di Erdogan, Hamas è peggio dell'Isis

"Israele respinge pienamente le parole del presidente turco nei confronti dell'organizzazione terroristica Hamas. Hamas è una spregevole organizzazione terroristica peggiore dell'Isis che uccide brutalmente e intenzionalmente neonati, bambini, donne e anziani, prende in ostaggio civili e usa la propria gente come scudi umani". Lo afferma Lior Haiat, portavoce del ministero degli Esteri israeliano. "Anche il tentativo del presidente turco di difendere l'organizzazione terroristica e le sue parole incitanti non cambieranno gli orrori che il mondo intero ha visto e il fatto inequivocabile: Hamas = Isis", scrive su Twitter/X.

Tajani: lavoriamo per fare uscire gli italiani da Gaza

"La protezione dei cittadini italiani a Gaza è la nostra priorità. Nella Striscia sono presenti 14 connazionali - di cui 7 con passaporto italiano e 7 con doppio passaporto italiano e palestinese. Con loro, 5 familiari palestinesi. Tra gli italiani, ci sono anche cooperanti che lavorano sotto le direttive dell'agenzia delle Nazioni Unite. Lavoriamo per farli uscire da Gaza non appena se ne presenterà la possibilità. E la nostra ambasciata al Cairo sarà pronta ad accoglierli dall'altra parte del valico di Rafah". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un question time alla Camera sulle iniziative a favore degli operatori umanitari presenti nella Striscia di Gaza, spiegando che "soltanto una ha chiesto di rimanere, è un'operatrice della Croce Rossa". 

Guterres: falso che abbia giustificato il terrore di Hamas

"Sono sconcertato da come le mie affermazioni di ieri sono state interpretate da alcuni, come se io stessi giustificando il terrore di Hamas. Questo è falso. Era l'opposto". Lo ha detto il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres."Il dolore del popolo palestinese non può giustificare gli spaventosi attacchi di Hamas", ha inoltre ribadito il segretario generale, sottolineando che "è necessario mettere le cose in chiaro, soprattutto per rispetto delle vittime e delle loro famiglie"

Oms: 171 attacchi contro strutture sanitarie in Palestina

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato, in un post sulla piattaforma social X, che dal 7 ottobre ci sono stati 171 attacchi all'assistenza sanitaria nei territori palestinesi. Nella Striscia di Gaza sono state attaccate 75 strutture e sono morte 491 persone, mentre ne sono state ferite 372, con 24 autombulanze danneggiate. Nella Cisgiordania gli attacchi sono stati 96, con due persone morte e 15 operatori sanitari feriti. Le ambulanze distrutte sono state 77. "I servizi sanitari e i civili devono essere protetti ora", ha ribadito l'Organizzazione mondiale della sanità. Intanto Sally Abi Khalil, direttrice regionale del Medio Oriente per Oxfam, ha accusato Israele di usare la sofferenza dei civili come tattica di guerra. "Milioni di civili vengono puniti collettivamente davanti agli occhi del mondo, non può esserci alcuna giustificazione per usare la fame come arma di guerra", ha ribadito la direttrice di Oxfam nella regione.

Sánchez, a Guterres tutto il supporto della Spagna

"Voglio esprimere tutto il mio affetto e tutto il supporto del governo spagnolo e, senza alcun dubbio, anche della maggioranza della società spagnola, al segretario generale dell'Onu, il portoghese Antonio Guterres": lo ha detto a Bruxelles il premier iberico, Pedro Sánchez, pubblicando poi la dichiarazione su Twitter/X. "Ciò che sta facendo è alzare la voce di una ampia maggioranza delle società del mondo, che vogliono una pausa umanitaria, aiuti umanitari, che finisca questo disastro umanitario e la morte indiscriminata di persone che stanno soffrendo", ha detto poi in riferimento alla situazione in Medio Oriente. Tale situazione, ha aggiunto, "ha la sua origine chiara nell'attentato di Hamas in suolo israeliano", e per porvi freno è necessario "un cessate il fuoco" e cercare "una via diplomatica"

Idf: 4 razzi dal Libano verso Kiryat Shmona, nessun danno

L'esercito di Israele (Idf) riferisce che 4 razzi sono stati lanciati dal Libano verso la città di Kiryat Shmona, nel nord di Israele. Secondo l'Idf, tutti e quattro sono atterrati in aree aperte, senza causare feriti né danni. L'esercito israeliano ha dichiarato che il sistema di difesa aerea Iron Dome non è stato utilizzato poiché i proiettili non erano diretti verso aree popolate.

Le Monde: Macron vuole scongiurare l'invasione di Gaza

"Americani ed europei credono che l'invasione militare della Striscia di Gaza spingerebbe il conflitto in una dimensione completamente nuova. La proposta di Emmanuel Macron di una 'coalizione regionale e internazionale', irrealistica a priori, è un modo per cercare di respingere il progetto israeliano". Così un'editoriale di Le Monde in merito all'idea di Emmanuel Macron di una coalizione internazionale contro Hamas sul modello di quella esistente contro l'Isis: feroce la reazione del leader del partito della sinistra radicale La France Insoumise (LFI), Jean-Luc Mélenchon. "Una proposta mal costruita e irrealistica a priori, ma un altro modo per cercare di scongiurare il progetto dell'invasione di Gaza e le sue incalcolabili conseguenze", scrive Le Monde. Secondo la testata francese gli esperti americani sono particolarmente preoccupati per la mancanza di strategia del governo israeliano per il "giorno dopo" di un attacco di terra. "Supponendo che l'operazione raggiunga il suo obiettivo, cosa fare adesso con Gaza? Chi gestirà il territorio e la sua popolazione devastata? Cosa significa esattamente 'eliminare Hamas'? Come possiamo evitare che il movimento, radicato tra la popolazione palestinese da quasi quarant'anni, risorga dalle sue ceneri? Chiaramente, il governo israeliano non ha le risposte a queste domande" chiosa Le Monde.

Financial Times: Israele non ha piani per il post-invasione, Usa esprimono preoccupazione

 Israele deve ancora definire un piano dettagliato riguardo alla Striscia di Gaza una volta terminato il conflitto e questo sta alimentando il timore all'interno del governo israeliano e a Washington che l'operazione di terra israeliana contro Hamas nell'enclave palestinese possa iniziare senza un'adeguata preparazione per il dopoguerra. E' quanto scrive il Financial Times, citando "diverse fonti al corrente delle discussioni" secondo cui Israele è impegnato, attraverso "diversi corpi militari israeliani e analisti esterni, a sviluppare una strategia per Gaza dopo la prevista offensiva terrestre. Circa due settimane dopo i devastanti attacchi di Hamas, rimangono molte domande irrisolte sulla strategia di uscita di Israele e sugli obiettivi del dopoguerra", scrive il quotidiano della City, e secondo alcune fonti "gli Stati Uniti hanno espresso direttamente le loro preoccupazioni a Israele. Non esiste un piano per il 'giorno dopo'. Il sistema (israeliano) non ha ancora deciso - ha detto una fonte al Ft - gli americani sono impazziti quando hanno capito che non c'era nessun piano". In quelle che sono state descritte come conversazioni approfondite con funzionari israeliani, i funzionari americani hanno incoraggiato le controparti a pensare a come raggiungere i loro obiettivi militari, nel caso in cui i piani originali fallissero, e a immaginare il giorno dopo. "Siamo interessati a vedere settori e seguiti", ha detto un funzionario americano, usando la terminologia militare per i diversi piani di battaglia e scenari post-invasione.

Le Forze di difesa israeliane dicono di avere identificato il portavoce militare di Hamas e ne diffondono la foto

L'esercito di Israele (Idf) dichiara di aver rivelato l'identità del portavoce militare di Hamas, Abu Ubeida, identificandolo come Hudhaifa Kahlout, e ha diffuso un breve video che ne rivela il volto. "Questo è Hudhaifa Kahlout, che si nasconde dietro il nome di battaglia Abu Ubaida e dietro la sua kefiah rossa, proprio come Hamas si nasconde dietro edifici civili per lanciare razzi verso Israele", ha scritto Avichay Adraee, portavoce in lingua araba dell'Idf. E ancora: "Lui e altri leader di Hamas-ISIS amano nascondersi all'interno di tunnel e dietro donne e bambini, oltre che dietro maschere e ombre. Hudhaifa Kahlout, sei stato smascherato. È ora di abbandonare la copertura".

Nuove sirene d'allarme nel sud e nel nord di Israele

Le sirene d'allarme anti aereo hanno risuonato nella città di Ashkelon nel sud di Israele e nelle zone attorno alla Striscia di Gaza, e nella città di Kiryat Shmona, nel nord del Paese, a ridosso del confine con il Libano. Lo riferisce l'esercito israeliano. 

La regina Rania di Giordania accusa l'Occidente di usare "un doppio standard"

 "Le persone in tutto il Medioriente, inclusa la Giordania, sono semplicemente scioccate e deluse dalla reazione del mondo a questa catastrofe che si sta verificando. Nelle ultime due settimane abbiamo assistito a un evidente doppio standard nel mondo". Lo ha detto la regina Rania di Giordania, intervistata dalla Cnn. "Quanto è avvenuto il 7 ottobre, il mondo si è schierato immediatamente e inequivocabilmente dalla parte di Israele e del suo diritto di difendersi e ha condannato l'attacco avvenuto", ha aggiunto Rania, "ma quello che stiamo vedendo nelle ultime due settimane è il silenzio nel mondo". "Ci viene detto che è sbagliato uccidere una famiglia, un'intera famiglia, sotto la minaccia delle armi, ma va bene bombardarli a morte? Voglio dire, qui c’è un evidente doppio standard”, ha accusato.

Media: otto soldati siriani uccisi da attacchi israeliani nel sud

 Otto soldati siriani sono stati uccisi e sette feriti in attacchi israeliani che hanno preso di mira le loro posizioni nel sud della Siria, hanno annunciato i media ufficiali del Paese. "Dopo l'una di notte, il nemico israeliano ha effettuato un attacco aereo dalle alture occupate del Golan", colpendo le posizioni dell'esercito siriano nella provincia di Deraa, secondo una fonte militare citata dai media. L'esercito israeliano aveva dichiarato di aver colpito infrastrutture militari in Siria in risposta al fuoco diretto contro Israele martedì. Inoltre l'Osservatorio siriano per i diritti umani ha reso noto che un attacco israeliano ha colpito l'aeroporto di Aleppo, il quarto raid in due settimane. "Israele ha rinnovato le sue aggressioni aeree sulla Siria... bombardando l'aeroporto internazionale di Aleppo", ha dichiarato la Ong. Il funzionario del ministero dei Trasporti siriano Suleiman Khalil ha dichiarato che obiettivo dell'attacco è stata la pista dell'aeroporto. 

Oxfam: l'acqua potabile a Gaza è praticamente finita

Oxfam, storica organizzazione umanitaria internazionale, afferma che l'acqua potabile nella Striscia di Gaza è "praticamente finita". "Si stima che oggi siano disponibili solo tre litri di acqua pulita per persona", ha fatto sapere, come riporta Al Jazeera, "l'Onu ha affermato che un minimo di 15 litri al giorno è essenziale per le persone che si trovano nelle emergenze umanitarie più acute". Le scorte di acqua in bottiglia stanno diminuendo e il loro prezzo è salito alle stelle fino a un livello inaccessibile per la famiglia media di Gaza.

Blinken chiede al Qatar di attenuare i toni di Al Jazeera sulla guerra

Il segretario di Stato Antony Blinken ha chiesto al Qatar di attenuare i toni di Al Jazeera sulla guerra a Gaza. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali la richiesta di Blinken mette in evidenza i timori dell'amministrazione Biden su come Al Jazeera contestualizza il conflitto e sulle conseguenze che questo potrebbe avere. Al Jazeera Media Networks è finanziata dal governo del Qatar ma opera, a suo avviso, in modo indipendente.

Libia, il Parlamento della Cirenaica contro i paesi pro-Israele: via gli ambasciatori da Tripoli

"Un arresto immediato dell'aggressione da parte di Israele" a Gaza è stato auspicato dal Parlamento libico con sede a Bengasi con una dichiarazione in cinque punti nella quale si chiede tra l'altro "la cacciata dal Paese degli ambasciatori di Usa, Regno Unito, Italia e Francia" accusati sostenere il genocidio contro i palestinesi a Gaza da parte israeliana e "se i massacri commessi da questo nemico sionista non si fermeranno, chiediamo che il governo libico interrompa la fornitura di petrolio e gas agli Stati che sostengono l'aggressione israeliana a Gaza". Il documento "saluta con favore tutti i Paesi del mondo i cui popoli sono scesi in strada per esprimere il sostegno ai palestinesi" e invoca "una riunione d'urgenza della Lega Araba e delle organizzazioni islamiche". 

Sunak chiede una "pausa" del conflitto per consentire la consegna di aiuti

Il primo ministro britannico Rishi Sunak ha detto oggi di sostenere una pausa nella guerra tra Israele e Hamas per consentire la consegna di aiuti a Gaza, ma ha ribadito che lo Stato ebraico ha il diritto di rispondere militarmente all'attacco del movimento estremista palestinese, purché rispetti il diritto internazionale. Sunak ha spiegato alla Camera dei Comuni che il Regno Unito sta lavorando per portare aiuti a Gaza, compreso un aereo della Royal Air Force che trasporta 21 tonnellate di beni di prima necessità che volerà a Cipro oggi. Secondo il premier britannico, funzionari di Londra e alleati delle Nazioni Unite hanno discusso di "pause specifiche, distinte da un cessate il fuoco" per consentire la consegna degli aiuti a Gaza e permettere ai cittadini britannici e ad altri cittadini stranieri di lasciare la Striscia.

Forze di difesa israeliane: caduto in campo aperto il missile lanciato verso Eilat

Un razzo lanciato dalla Striscia di Gaza verso la zona di Eilat, nell'estremo sud di Israele, ha fatto scattare l'allarme ed è caduto in un campo aperto. Lo ha reso noto l'esercito israeliano. 

Macron: la pace è possibile, ma serve un riconoscimento reciproco

"Non può esserci una pace duratura se non vi è il riconoscimento dei diritti legittimi del popolo palestinese ad un territorio e ad uno Stato", ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron in un video nel suo ultimo post (in francese) su X accompagnato dal seguente testo: "La pace in Medio Oriente è possibile.". "Non può esserci una pace duratura se non vi è il riconoscimento da parte del popolo palestinese delle autorità dello Stato di Israele e l'importanza della sua esistenza e della sua sicurezza", aggiunge. Nel video viene mostrato Macron ma non il re di Giordania Abdullah con il quale aveva oggi un incontro. Da parte sua, la Giordania a seguito dell'incontro tra il presidente francese Emmanuel Macron e il re Abdullah II ha emesso il seguente comunicato: "Re Abdullah e il presidente francese hanno discusso degli sforzi internazionali per porre fine al ciclo di violenza e raggiungere un orizzonte politico che ponga fine al conflitto israelo-palestinese, garantisca la sicurezza e raggiunga una pace giusta e globale sulla base dei due Stati soluzione", si legge."Nell'incontro al Palazzo Al Husseiniya, Sua Maestà ha messo in guardia contro la continuazione della guerra a Gaza, che potrebbe portare ad un'esplosione della situazione nella regione", aggiunge la nota. "Il Re ha invitato la comunità internazionale a fare pressione urgentemente su Israele affinché fermi la guerra, protegga i civili e ponga fine all'assedio della Striscia".

Hamas ha lanciato un razzo verso Eilat, a 220 chilometri da Gaza

 Hamas ha dichiarato di aver lanciato un razzo verso la località turistica israeliana meridionale di Eilat, a circa 220 km (136 miglia) dalla Striscia di Gaza, e l'esercito israeliano ha affermato che vi è stato un impatto in una zona periferica. È l'attacco palestinese a più lungo raggio dal 7 ottobre. Non si hanno al momento notizie di vittime

Raid di Israele nel nord di Gaza, ucciso anche un giornalista della tv di Hamas

In un attacco di Israele nel nord della Striscia è rimasto ucciso anche un giornalista palestinese, Saed al-Halabi, che aveva casa nel luogo. Lo hanno riferito fonti locali citate dall'Ansa secondo le quali al-Halabi lavorava per la tv Al-Aqsa, l'emittente di Hamas. Nel corso del conflitto finora - secondo alcuni media - sono stati uccisi 21 giornalisti palestinesi. 

Meloni in Parlamento: "Lavorare insieme per evitare escalation" in Medioriente

La premier in Senato: "Non cadiamo nella trappola dello scontro di civiltà. Rilascio immediato degli ostaggi di Hamas e accesso umanitario a Gaza". Poi: non affievolire il sostegno all'Ucraina e stop a Schengen, troppi i rischi

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Commissione europea: nessuna richiesta di cessate il fuoco finché Hamas continua a lanciare razzi sui civili

"In questo momento non ci sono richieste da parte dell'Ue di un cessate il fuoco perché Hamas continua a lanciare razzi su Israele in modo indiscriminato, non contro strutture militari ma colpendo i civili: Hamas ha scatenato una guerra terroristica e la continua, quindi sostentiamo Israele nel suo diritto a difendersi ma in linea con il diritto internazionale umanitario". Lo ha detto un portavoce della Commissione Europea. "La posizione concordata dagli Stati membri è la necessità di arrivare a pause umanitarie per permettere la consegna rapida e sostenuta degli aiuti alla popolazione civile a Gaza".

Hamas: a Gaza fino a oggi 6546 morti, tra i quali 2704 bambini

Secondo il ministero della Salute di Gaza, controllato da Hamas, negli attacchi israelieani a partire dal 7 ottobre sarebbero state uccise 6546 persone, tra le quali 2704 bambini. I feriti sarebbero 17.439. Non è possibile una verifica indipendente di questi numeri.

Media siriani: nuovo raid israeliano su Aleppo

Un attacco aereo israeliano ha colpito ancora una volta l'aeroporto internazionale di Aleppo, in Siria. Lo riferiscono i media siriani. In particolare La radio filogovernativa Sham fm ha riportato che non ci sono feriti nell'attacco e che i danni sono stati limitati alla pista. È la quarta volta che la pista dell’aeroporto di Aleppo viene colpita nelle ultime settimane da Israele che vuole impedire la spedizione di armi dall’Iran ai suoi vari alleati in Medioriente, primo fra tutti il gruppo libanese di Hezbollah.

Il governo tunisino chiede un cessate il fuoco immediato a Gaza

Il ministro degli Esteri tunisino, Nabil Ammar, ha convocato e ricevuto ieri, gli ambasciatori accreditati in Tunisia del Regno Unito, della Russia, della Cina, degli Stati Uniti d'America e della Francia, ovvero dei Paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Scopo della convocazione, secondo quanto reso noto in un comunicato del ministero degli Esteri tunisino la trasmissione di un messaggio riguardo la posizione tunisina sugli sviluppi nel conflitto tra Israele e Hamas e la necessità di un'azione immediata per evitare ulteriore caos e superare la pericolosa e tragica situazione nei Territori palestinesi occupati. Ammar ha ripercorso i fondamenti della posizione di principio tunisina, "coerente e civile a favore di tutte le cause giuste, in particolare della questione palestinese" sottolineando la necessità che la comunita' internazionale, in particolare le parti influenti, si assumano le proprie responsabilità politiche e morali a favore di un cessate il fuoco immediato, per porre fine allo spargimento di sangue e proteggere i civili palestinesi a Gaza. Nabil Ammar ha inoltre rinnovato la forte condanna della Tunisia nei confronti degli attacchi "codardi" e dell'uso delle armi piu' letali che prendono sistematicamente di mira neonati, bambini, donne e anziani, in modo ingiustificato, in flagrante violazione di tutte le convenzioni e leggi internazionali.

Forze di difesa israeliane: nuovo lancio di un missile anticarro dal Libano

Nuovo lancio di un missile anticarro dal Libano contro i soldati israeliano nella zona di Avivim, nel nord di Israele a ridosso del confine. Lo riferisce l'esercito, aggiungendo che non sono stati segnalati feriti e che i carri armati e l'artiglieria dell'Idf stanno rispondendo al fuoco verso l'origine del lancio.

Il re di Giordania Abdullah a Macron: sollecita Israele a porre fine alla guerra di Gaza

Il re di Giordania Abdullah ha detto mercoledì al presidente francese Emmanuel Macron che porre fine alla guerra a Gaza è una necessità urgente e ha avvertito che altrimenti potrebbe verificarsi una "esplosione" nella regione. In una dichiarazione alla corte reale, il monarca ha detto a Macron che Israele dovrebbe ricevere pressioni dalle potenze globali per fermare la sua campagna di bombardamenti contro i civili nell’enclave e porre fine all’assedio dei suoi oltre due milioni di residenti.

Bbc: al collasso l'ospedale di Khan Younis, nel sud della Striscia

L'ospedale Nasser di Khan Younis, il principale centro medico per gli abitanti nel sud di Gaza, sta per interrompere le sue operazioni salvavita per la carenza di carburante mentre sta finendo anche il sangue. Lo riporta la Bbc sottolineando che nel sud della Striscia secondo l'Onu sono state sfollate circa un milione di persone: la gente dorme nel cortile fuori dall'ospedale e per strada. In una delle scuole delle Nazioni Unite dove si rifugiano persone arrivate dal nord di Gaza - riferisce un reporter di Bbc - "viene dato loro un litro di acqua pulita al giorno e pochissimo cibo, e l'accesso al bagno è molto limitato". La scuola aveva 500 studenti, ora ospita 5.000 persone, con lo spazio e le strutture non sufficienti. 

Ostaggi, Qatar: speriamo si ottenga presto una svolta

Il premier del Qatar e ministro degli Esteri del Paese del Golfo Muhammad ben Abderrahman Al Thani, ha affermato oggi di sperare che "presto" si possa ottenere una svolta nel rilascio degli ostaggi e che l'unico modo per raggiungere una soluzione pacifica a Gaza è mantenere aperti i canali di comunicazione. Le dichiarazioni sono state rilasciate durante una conferenza stampa con il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan a Doha. Lo sceicco Al Thani ha aggiunto che il Qatar continuerà a coordinarsi con la Turchia e i partner regionali e ha anche affermato: "Condanniamo la politica di punizione collettiva" nei confronti di Gaza.

Il biglietto di un terrorista di Hamas: "Decapita, strappa cuore e fegato"

"Sappi che questo tuo nemico è una malattia che non ha cura, tranne che la decapitazione e l'estrazione di cuore e fegato!" E' scritto a mano su un biglietto trovato addosso ad uno dei terroristi di Hamas ucciso lo scorso 7 ottobre nell'assalto ai kibbutz. Biglietto - ha fatto sapere l'esercito israeliano - che gli era stato consegnato prima dell'attacco. "Le parole dei comandanti di Hamas - ha denunciato il portavoce militare - consistono nell'ordine di uccidere gli ebrei e nell'incoraggiamento a decapitare le loro vittime e a strappare loro cuore e fegato".

Il premier libanese: mai voluto o cercato la guerra con Israele

Il governo libanese, guidato dal premier uscente Najib Miqati, prende le distanze dagli Hezbollah filo-iraniani, che hanno ministri nell'esecutivo, e afferma che il Libano "non ha mai voluto né cercato la guerra" con Israele. Lo si apprende dal testo di un comunicato letto durante la seduta del Consiglio di sicurezza dell'Onu dal rappresentante diplomatico del Libano presso le Nazioni Unite. L'attuale conflitto frontaliero tra Hezbollah libanesi e Israele è scoppiato l'8 ottobre, all'indomani dell'offensiva di Hamas, con degli attacchi di Hezbollah contro postazioni militari israeliane. "Il primo ministro libanese uscente, il ministro degli affari esteri uscente, così come tutti i responsabili, stanno allacciando i contatti necessari a livello internazionale e locale  e si stanno adoperando per rimuovere il Libano da questo sanguinoso conflitto", ha detto un funzionario libanese citato stamani dai media di Beirut. Il diplomatico libanese ha sottolineato l'impegno del suo paese a "rispettare il diritto internazionale, la Convenzione delle Nazioni Unite, così come le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza", assicurando che "il Libano non ha mai voluto né cercato la guerra". "Il nostro obiettivo è mantenere la calma lungo il confine, proteggere la sicurezza del paese e dei suoi cittadini e rispettare la risoluzione n.1701 dell'Onu", che ha posto fine alla guerra del 2006 tra Hezbollah e Israele e che stabilisce la presenza dell'esercito libanese al sud del Libano, a ridosso della linea di demarcazione con Israele, come unica forza armata libanese. 

Erdogan accusa Israele di "crimini contro l'umanità" e cancella la visita. Hamas? "Non terroristi ma liberatori"

 I militanti di Hamas sono dei "liberatori" che combattono per la loro terra e "non dei terroristi", mentre Israele ha l'obiettivo di “commettere crimini contro l'umanità premeditati”, come dimostrato dal fatto che “circa la metà di coloro che sono stati uccisi negli attacchi su Gaza sono bambini”. Lo ha detto il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, informando il gruppo parlamentare del suo partito Akp della decisione di cancellare la visita pianificata nello Stato ebraico. 

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Intenso scambio di fuoco tra Hezbollah e Israele

È in corso un intenso scambio di fuoco tra Israele e gli Hezbollah libanesi lungo la linea di demarcazione tra i due paesi. Lo riferiscono media locali in Libano secondo cui i botta e risposta tra le parti riguardano il settore occidentale e orientale della Linea Blu tracciata dall'Onu nel 2000.

Unrwa: a Gaza il carburante finirà tra poche ore

"Abbiamo ancora un'autonomia di 24 ore, poi dovremo interrompere la nostra attività. Ci serve carburante, non ne abbiamo più. Siamo l'unica Ong rimasta ad operare nella Striscia di Gaza, abbiamo 160 rifugi anti-raid, per lo più erano scuole. Erano adatti a ospitare 150 mila persone. Attualmente, ce ne sono 600 mila. Senza carburante, si ferma tutto e sarà crisi umanitaria inimmaginabile: non possiamo movimentare camion, auto e personale. Non funzionano gli ospedali, non funzionano le macchine per la desalinizzazione, non funziona nulla". Lo dice, in un'intervista alla Stampa, Adnan Abu Hasna, media advisor dell'Unrwa, l'Agenzia delle Nazioni Unite che opera a Gaza. "Per ogni edificio che viene colpito nella Striscia, se ne distruggono o danneggiano 9 attorno. Questo sta provocando un numero incredibile di morti. I bambini sono psicologicamente devastati, choccati. Molti tremano. Abbiamo meno di un litro al giorno a testa di acqua. La gente è provata, arrabbiata anche per questo - racconta Hasna - Ci sono continue tensioni per il cibo: se devi aspettare 5 o 6 ore per 10 pezzi di pane, che devono bastarti per i cinque o sei membri della tua famiglia, voglio vedere se non ti esaurisci. È disponibile un bagno ogni 100 persone. Io personalmente, dall'inizio della guerra, 18 giorni fa, ho fatto due docce in tutto, a casa di amici. Abbiamo un grave problema sanitario", aggiunge. "Non ci sono posti sicuri nella Striscia - ribadisce Hasna - Negli ultimi due giorni, hanno bombardato continuamente, notte e giorno, colpendo oltre 400 target. Hanno ucciso anche nei posti in cui avevano consigliato di andare per evacuare, da Rafah stessa a Khan Younis".

Khamenei: gli Stati Uniti sono i complici di Israele a Gaza

 Gli Stati Uniti sono "i complici certi" di Israele nelle "atrocità commesse dal regime sionista a Gaza". Lo ha affermato la Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, aggiungendo che "le visite dei capi di Stato di alcuni Paesi 'maligni e tirannici' nei territori occupati da Israele indicano la loro preoccupazioni riguardo al collasso del regime sionista". Khamenei ha anche affermato che Hamas non è un gruppo terrorista. "Alcuni paesi definiscono il movimento islamico di Hamas terrorista ma il movimento cerca semplicemente di difendere la sua madrepatria", ha detto la Guida suprema."In questi crimini, le mani dell'America sono piene di sangue, il sangue degli oppressi, dei bambini e dei pazienti (degli ospedali)", ha aggiunto, "se il pericolo di annientamento non stesse minacciando il regime occupante, questi maligni del mondo non avrebbero sentito il bisogno di esprimere solidarietà (a Israele) uno dopo l'altro".

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Qatar, trattative in corso con Usa e Hamas

 Il Qatar sta trattando con gli Stati Uniti e con Hamas perché il movimento armato palestinesi rilasci quanto prima gli ostaggi civili, in particolare donne e bambini, senza attendere concessioni da parte di Israele. Lo riferisce Al Jazeera, emittente di proprietà dello stesso emiro di Doha, specificando che l'obiettivo è ottenere dagli islamisti un rilascio più ampio di civili.Per il momento il movimento islamico palestinese non intende trattare per rilasciare gli ostaggi militari israeliani. 

Forze di difesa israeliane: operazioni contro Hamas anche in Cisgiordania

''In questa guerra contro Hamas noi ci siamo tolti i guanti anche in Cisgiordania'': lo ha affermato il comandante militare di quella regione, generale Avi Bluth, in un incontro con i dirigenti degli insediamenti ebraici. Dall'inizio della guerra i militari ''hanno arrestato 930 ricercati, di cui 600 membri di Hamas. Siamo determinati a ripulire i nidi del terrorismo. Faremo tutto il necessario - ha assicurato - per garantire la sicurezza degli abitanti negli insediamenti, in particolare in questi giorni difficili''. Secondo il movimento dei coloni in Cisgiordania risiedono oggi oltre 500 mila israeliani

Forze di difesa israeliane: l'Iran non ha mai smesso di sostenere Hamas

''L'Iran ha aiutato direttamente Hamas prima della guerra con esercitazioni, forniture di mezzi da combattimento, finanziamenti, con informazioni e tecnologie''. Lo ha affermato il portavoce militare Daniel Hagari. ''Anche in questo momento - ha aggiunto - l'aiuto dell'Iran si esprime mediante l'intelligence e l'incitamento nelle reti sociali contro Israele''. Hagari ha affermato che in questa circostanza l'Iran ha attivato ''i suoi fiancheggiatori in Iraq, Yemen e Libano''. ''Gli ordini - ha precisato - partono da unico punto: l'Iran. Chi destabilizza il Medio Oriente a beneficio dei criminali di Hamas-Isis, che non si nasconda''.

Ucciso il comandante di Hamas Taysir Mubasher

L'esercito israeliano ha riferito di aver ucciso il comandante di Hamas del Battaglione Nord di Kahn Younis Taysir Mubasher. Questi, in passato è stato comandante della forza navale di Hamas ed ha ricoperto numerose posizioni nella produzione di armi. Mubasher, ha aggiunto l'esercito, ha avuto "una vasta esperienza nelle forze armate di Hamas come comandante ed ha diretto attacchi terroristici. Inoltre è un parente di alti dirigenti di Hamas, tra cui Mohammed Deif, il comandante supremo dell'ala militare di Hamas, le Brigate al Qassam. 

La polizia israeliana ha identificato finora 1.106 persone uccise da Hamas

La polizia e l'esercito hanno identificato finora 1.106 israeliani uccisi nell'attacco di Hamas dello scorso 7 ottobre. Lo ha fatto sapere la stessa polizia secondo cui del totale dei civili morti è stato identificato l'84%, pari a 798 persone. I soldati israeliani morti durante la guerra sono ad oggi 308 mentre gli ostaggi - secondo il portavoce militare - sono 222.

Macron, dopo Amman sarà oggi al Cairo e vedrà al Sisi

Il presidente francese Emmanuel Macron, impegnato da ieri in una visita in Medio Oriente, dopo Israele e la Cisgiordania, si trova ad Amman dove in mattinata dovrebbe incontrare il re Abdallah II. Successivamente, ha annunciato l'Eliseo, Macron volerà in Egitto e al Cairo incontrerà il presidente Al Sisi.

Meloni: de-escalation e iniziativa per "due popoli-due Stati"

“Sono personalmente impegnata in una fitta rete di contatti e incontri, così come il ministro degli Esteri, per continuare a incoraggiare i partner arabi, e le altre parti interessate, a svolgere un ruolo costruttivo per evitare un ulteriore allargamento del conflitto”, ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del consiglio europeo.

"In tutti i contesti, e con tutti gli interlocutori, ho sottolineato l'importanza di contribuire alla de-escalation del conflitto e riprendere quanto prima un'iniziativa politica per la regione, non solo per risolvere l'attuale crisi ma per arrivare ad una soluzione strutturale sulla base della prospettiva ‘due popoli, due Stati’. Prospettiva che deve avere come presupposto, da parte di tutti gli attori presenti nella regione, il riconoscimento all'esistenza e alla sicurezza dello Stato d'Israele. Su questo, c'è totale convergenza di vedute e di intenti tra gli Stati Membri della Ue", ha sottolineato la premier.

Meloni: condannare Hamas e l'antisemitismo, anche camuffato

"Non può esserci alcuna ambiguità nel condannare in modo fermo i crimini di Hamas, non deve esserci alcun distinguo nella condanna a ogni forma di antisemitismo, compresa quella di matrice islamica e quella che che viene camuffata da avversione allo Stato di Israele. Non devono esserci dubbi nel sostenere il diritto di Israele a esistere e a difendere i propri confini in linea con il diritto internazionale. Questa è la posizione del governo italiano". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo.

Raid israeliani su Gaza, il video degli obiettivi di Hamas colpiti (Video)

Unrwa: rifugi al collasso, 600mila sfollati in 150 strutture

L'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati in Palestina (UNRWA) ha reso noto che i suoi rifugi attualmente stanno fornendo protezione a un numero quattro volte maggiore a quello della loro capienza, accogliendo oltre 600mila sfollati ospitate in 150 strutture. Come si legge sui social media, 40 installazioni dell'UNRWA sono state colpite da attacchi aerei. Viene inoltre sottolineato che "molte persone dormono per strada poiché le strutture attuali sono sopraffatte dall'affollamento".

Nuovo convoglio di aiuti entrato nella Striscia di Gaza

Un ulteriore convoglio di aiuti umanitari destinati alla Striscia di Gaza, 20 camion in tutto, è passato nelle prime ore di oggi dal valico di Rafah. La Mezzaluna Rossa palestinese e l'Unrwa hanno ricevuto gli aiuti, ha detto all'agenzia Dpa Khaled Zayed, capo della Mezzaluna Rossa egiziana nel Sinai del Nord, precisando che si tratta del quarto convoglio e che le forniture includono medicinali, latte in polvere e acqua.

Secondo fonti della sicurezza citate dalla stessa agenzia, gli aiuti avrebbero dovuto essere consegnati ieri, ma ci sono stati ritardi con il passaggio dei camion per i controlli a El-Aouga, valico commerciale tra Egitto e Israele da cui poi i tir tornano al transito di Rafah.

Il Papa: rilasciare gli ostaggi, a Gaza entrino gli aiuti umanitari

"Penso sempre alla grave situazione in Palestina e in Israele. Incoraggio il rilascio degli ostaggi e l'ingresso degli aiuti umanitari a Gaza". Lo ha detto papa Francesco in un nuovo appello, al termine dell'udienza generale. "Continuo a pregare per chi soffre e a sperare in percorsi di pace in Medio Oriente, nella martoriata Ucraina e nelle altre regioni ferite dalla guerra", ha aggiunto.

L'addestramento dell'esercito israeliano per la "prossima fase del conflitto" (Video)

Israele: ucciso il capo del battaglione settentrionale Khan Yunis di Hamas

Le forze armate israeliane e lo Shin Bet hanno ucciso il comandante del battaglione settentrionale Khan Yunis di Hamas, che aveva effettuato attacchi contro soldati e civili israeliani. Lo ha annunciato oggi l'esercito dello Stato ebraico, citato dai media locali. Nell'annuncio si afferma che Tisir Mbasher era vicino ad alti funzionari di Hamas, incluso il capo del braccio militare, Muhammad Deif, e ricopriva diverse posizioni nella produzione di armi e serviva come comandante della forza navale dell'organizzazione.

Flusso continuo di ambulanze verso l'ospedale di Khan Younis (Video)

Leader Hezbollah riceve i capi di Hamas e Jihad Islamica in Libano

Il capo di Hezbollah, Hassan Nassrallah, ha incontrato a Beirut il capo della Jihad islamica palestinese Ziad Nahleh e il vice capo dell'ufficio politico di Hamas, Saleh al-Arouri. Lo riferisce la tv al Manar, dello stesso partito armato libanese filo-iraniano, che ha trasmesso le immagini dell'incontro.

Secondo al Manar, i tre leader arabi filo-iraniani hanno "passato in rassegna i recenti eventi nella Striscia di Gaza dall'inizio dell'operazione 'Diluvio di al-Aqsa' e gli sviluppi che ne sono seguiti a tutti i livelli, nonché gli scontri in corso al confine libanese con la Palestina occupata", in riferimento a Israele.

Il comunicato prosegue: "È stata fatta una valutazione delle posizioni assunte a livello internazionale e regionale e di ciò che i partiti dell'Asse della resistenza (guidato dall'Iran) devono fare in questa fase delicata per raggiungere una vera vittoria per la resistenza a Gaza e in Palestina e per fermare la brutale e sleale aggressione contro i nostri fratelli oppressi".

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Israele, colpiti tunnel e centri di emergenza di Hamas

L'esercito israeliano nella scorsa notte ha effettuato attacchi su larga scala, basati su informazione dell'intelligence, contro infrastrutture di Hamas a Gaza. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui sono stati centrati "tunnel del terrore, quartier generali militari, magazzini di armi, lanciatori di colpi di mortai e lanciatori di missili anticarro". Inoltre, sempre durante la notte, l'esercito ha colpito apparati operativi di emergenza di Hamas comprese "sale di guerra, infrastrutture e quartier generali militari". 

"L'apparato operativo di emergenza di Hamas - ha spiegato il portavoce - è stato responsabile della creazione di blocchi che hanno impedito agli abitanti di Gaza di evacuare verso aree più sicure nel sud della Striscia di Gaza". Colpiti anche le strutture della sicurezza di Hamas, responsabili per la supervisione della lotta agli oppositori e agli arresti.

Ancora lanci di razzi da Gaza verso il sud di Israele

Continua il lancio di razzi da Gaza verso il sud di Israele. Le sirene hanno risuonato poco fa nella città costiera di Ashkelon e nelle comunità di Zikim e Karmiya. Anche nella notte erano state prese di mira le zone attorno al confine con la Striscia.

Sanità di Hamas: 80 morti negli attacchi di Israele la scorsa notte

Sono stati oltre 80 i palestinesi rimasti uccisi la scorsa notte durante gli attacchi di Israele sulla Striscia. Lo ha fatto sapere, riferito dai media, il ministero della sanità di Hamas, secondo cui sono stati centinaia i feriti. I media hanno ricordato che Hamas nel fornire le cifre dei morti non fa distinzione tra civili e non.

Otto militari siriani morti in attacco aereo Israele a Daraa

Otto militari siriani sono stati uccisi nell'attacco aereo israeliano su Daraa, in risposta al lancio di due razzi, secondo quanto riferito dai media statali siriani citati dall'agenzia Reuters. L'esercito israeliano aveva precedentemente affermato di aver lanciato attacchi aerei su "infrastrutture militari e lanciatori di mortaio appartenenti all'esercito siriano" in risposta ai lanci di razzi dalla Siria nella serata di ieri.

Israele nega i visti ai funzionari Onu dopo le parole di Guterres

L'ambasciatore israeliano all'Onu Gilad Erdan ha detto che il suo Paese negherà il visto di ingresso a funzionari delle Nazioni Unite dopo l'intervento di ieri del segretario generale Antonio Guterres contestato da Israele stesso. "Viste le sue parole - ha spiegato Erdan alla Radio Militare - negheremo il rilascio dei visti ai rappresentanti dell'Onu. Del resto abbiamo già rifiutato il visto al sottosegretario per gli affari umanitari Martin Griffiths. È arrivato il tempo di dare loro una lezione".

Cnn, "Hamas pianificò l'attacco utilizzando una rete di telefoni cablati nei tunnel"

Un piccolo gruppo di agenti di Hamas ha pianificato il massacro contro Israele il 7 ottobre comunicando attraverso una rete di telefoni cablati inseriti nel loro sistema di tunnel per evitare di essere scoperti e intercettati dall'intelligence israeliana. Lo scrive la Cnn, citando dati di intelligence Usa. Secondo il rapporto, nell'arco di due anni, Hamas ha evitato di usare cellulari e computer e si è incontrato di persona per pianificare l'attacco attraverso "misure di controspionaggio vecchio stile".

Guterres su X: rimostranze palestinesi non giustificano Hamas

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha publicato oggi su X un messaggio in cui ribadisce due concetti espressi ieri all'Onu, durante una dichiarazione che ha destato indignazione in Israele e polemiche in tutto il mondo. "Le lamentele del popolo palestinese non possono giustificare gli orribili attacchi di Hamas", ha scritto Guterres, che poi ha aggiunto: "Quegli orrendi attacchi non possono giustificare la punizione collettiva del popolo palestinese".

A Gaza 704 morti in 24 ore, il maggior numero dall'inizio della guerra

Sono stati 704 i palestinesi, di cui 305 minori, uccisi nelle ultime 24 ore negli attacchi israeliani sulla Striscia. Lo ha fatto sapere il ministero della sanità locale riferito dell'Ufficio di coordinamento dell'Onu per gli affari umanitari (Ocha). Secondo la stessa fonte si tratta del più alto numero di morti in un giorno dall'inizio delle ostilità.

Feriti e danni nella sede della Mezzaluna Rossa, a Khan Younis, dopo i raid israeliani (Video)

Il Pentagono ha annunciato l'invio di altri F-16 in Medio Oriente

Il Pentagono ha annunciato l'invio di altri F-16 in Medio Oriente. La decisione è legata alle "minacce crescenti nella regione nei confronti delle forze americane". Lo squadrone di caccia dei "Jersey Devils" partito dalla base dell'aviazione di Atlantic City, New Jersey, porta la presenza americana in Medio Oriente a sei squadroni: tre formati da F-16, due da A-10 e uno squadrone di F-15E. 

L'attenzione è rivolta soprattutto alle possibili minacce di gruppi sostenuti dall'Iran. Basi americane in Iraq e Siria sono stati attaccati con razzi e droni nell'ultima settimana. Secondo il Pentagono, ci sono stati almeno tredici attacchi alle forze Usa, dieci in Iraq e tre in Siria, tra il 17 ottobre e ieri.

Arriva a Roma l'appello delle famiglie degli ostaggi: "Sono solo civili, liberateli"

Incursione israeliana nella notte su Jenin, in Cisgiordania, due palestinesi uccisi e altri feriti

Nella notte, si sono accesi scontri violenti tra palestinesi e le forze israeliane che cercano di penetrare a Jenin, riporta il sito di Al Jazeera Arabic. 
L'esercito di Israele ha ucciso almeno un palestinese durante un'incursione nel campo profughi di Jenin, nella Cisgiordania occupata. Altri quattro sono stati feriti e portati in ospedale. L'incursione armata, secondo diverse fonti, è stata preceduta da un attacco aereo israeliano che avrebbe provocato diverse vittime oltre a un black out che ha interessato anche l'ospedale locale. La Mezzaluna Rossa palestinese afferma che due palestinesi sono stati uccisi ed altri sono rimasti feriti.

Questa la versione diffusa via Telegram delle forze armate israeliane:

"Poco fa, le forze dell'IDF (Israeli Defence Forces, nome ufficiale delle forze armate israeliane, ndr) e della Polizia di frontiera israeliana hanno condotto attività antiterroristiche a Wadi Bruqin, nella zona di Jenin, e hanno arrestato due individui sospettati di essere coinvolti in attività terroristiche. Inoltre, le forze hanno aperto il fuoco contro i terroristi armati". "Durante le attività antiterrorismo nel campo di Jenin, terroristi armati hanno sparato e lanciato ordigni esplosivi contro le forze di sicurezza israeliane. In risposta, un UAV" cioè un drone militare "dell'IDF ha colpito i terroristi. Non sono stati segnalati feriti tra le forze di sicurezza israeliane".

L'attacco israeliano di questa notte è almeno il terzo in Cisgiordania che fa uso di mezzi aerei dal 7 ottobre, giorno del blitz di Hamas in Israele. Il campo profughi di Jenin, roccaforte di fazioni armate palestinesi, a luglio scorso è stato obiettivo di una operazione militare israeliana su vasta scala che ha provocato decine di morti. 

La dura conferenza stampa dell'ambasciatore israeliano all'Onu contro Guterres

Razzi dal Libano verso le alture del Golan, black out elettrici

Due razzi sono stati lanciati dal Libano meridionale verso Israele nella tarda serata di martedì cadendo in aree aperte. Non sono stati segnalati feriti, ma sembra che uno dei razzi abbia colpito un cavo elettrico, causando interruzioni di corrente in tre comunità vicine. Le forze israeliane hanno aperto il fuoco contro l'area da cui sono stati lanciati i razzi. 

Oms: a Gaza chiusi 6 ospedali per mancanza di carburante

Almeno sei ospedali a Gaza sono stati costretti a chiudere a causa della mancanza di carburante. Lo ha detto l'Organizzazione Mondiale della Sanità. A ciò si aggiungono gli ospedali che hanno dovuto chiudere a causa dei danni causati dagli attacchi aerei, si legge in una nota resa pubblica dalla Cnn. "Se non verranno consegnati con urgenza a Gaza carburante vitale e forniture sanitarie aggiuntive, migliaia di pazienti vulnerabili rischieranno la morte o complicazioni mediche poiché i servizi critici verranno chiusi per mancanza di energia", ha affermato l'Oms.
Tra questi pazienti vulnerabili figurano circa 1.000 persone dipendenti dalla dialisi e almeno 130 bambini prematuri, ha affermato l'organizzazione nella nota. Anche altre persone in terapia intensiva o che necessitano di un intervento chirurgico "dipendono da una fornitura stabile e ininterrotta di elettricità per sopravvivere", ha aggiunto. 

Anche il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF) ha sottolineato l'urgente necessità che il carburante possa entrare nella Striscia di Gaza e ha fatto eco all'Oms nel chiedere un cessate il fuoco immediato. "Il carburante è di fondamentale importanza per il funzionamento di strutture essenziali come ospedali, impianti di desalinizzazione e stazioni di pompaggio dell'acqua", ha affermato l'UNICEF in una nota.
"Le unità di terapia intensiva neonatale ospitano oltre 100 neonati, alcuni dei quali sono in incubatrici e fanno affidamento sulla ventilazione meccanica, rendendo la fornitura di energia elettrica ininterrotta una questione di vita o di morte", si legge.

L'Unicef: in 18 giorni a Gaza 2360 bambini morti

Negli ultimi 18 giorni, nella Striscia di Gaza è stato registrato un bilancio devastante per i suoi bambini, con notizie di 2.360 morti e 5.364 feriti a causa degli attacchi incessanti, ovvero, secondo le notizie, più di 400 bambini uccisi o feriti ogni giorno. Lo rende noto l'Unicef. Inoltre, più di 30 bambini israeliani hanno perso la vita e decine rimangono in ostaggio nella Striscia di Gaza. Questo periodo di 18 giorni rappresenta l'escalation più letale delle ostilità nella Striscia di Gaza e in Israele a cui l'Onu abbia assistito dal 2006. Quasi tutti i bambini della Striscia di Gaza sono stati esposti a eventi e traumi profondamente angoscianti, segnati da distruzione diffusa, attacchi incessanti, sfollamento e grave carenza di beni di prima necessità come cibo, acqua e medicine.

Intervento Guterres all'Onu, le sue parole su Hamas hanno fatto infuriare gli israeliani

Israele ribadisce: il carburante non entrerà a Gaza

Il portavoce dell'Esercito israeliano, Daniel Hagari, ha ribadito che "il carburante non entrerà a Gaza poiché Hamas lo utilizza per le sue esigenze operative". "Hamas può restituire agli ospedali il carburante che ha rubato all’Unrwa", lo riporta Haaretz. Martedì scorso, il capo di stato maggiore dell'IDF, Herzl Halevi, aveva affermato che Israele non consentirà l'ingresso di carburante a Gaza poiché ciò "consentirebbe ad Hamas di continuare i suoi attacchi contro i cittadini israeliani".

Israele colpisce obiettivi in Siria in risposta al lancio di razzi sulle alture di Golan

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno colpito obiettivi militari in Siria. Lo riporta il The Times of Israel, citando la stessa Idf. Il raid è scattato a seguito del lancio di razzi dalla Siria verso le comunità israeliane delle alture del Golan. L'esercito sostiene che gli aerei da combattimento hanno colpito "infrastrutture militari" e siti di lancio dei mortai. Il Jerusalem Post rende noto che le sirene hanno suonato nelle città di Neot Golan, Bnei Yehuda e Givat Yoav, a est del lago Kinneret.

I video degli interrogatori dei terroristi diffusi dall'esercito israeliano

"Una casa e 10.000 dollari per rapire un ostaggio": Israele diffonde gli interrogatori di 7 miliziani di Hamas

"Dovevamo rapire il maggior numero di persone. A Gaza chiunque porti un ostaggio riceve una paga". Di quanto? "Un appartamento e 10.000 dollari". Una casa per ogni ostaggio? "Sì". Chi te lo ha detto? "E' così che funziona nelle brigate al Qassam, perché volevano il maggior numero di ostaggi".  L'esercito israeliano ha diffuso i video, ripresi dai media locali, degli interrogatori di sette dei terroristi di Hamas, catturati durante l'attacco del 7 ottobre.

“Uomini-rana di Hamas intercettati nel sud di Israele”

Reparti dell'esercito israeliano sono impegnati a respingere una infiltrazione di commando di Hamas ritenuta ''la più importante dalle stragi del 7 ottobre nei kibbutz di frontiera''. Lo ha riferito la televisione commerciale Ch.13 secondo cui una dozzina di uomini-rana provenienti dal nord della Striscia hanno cercato di infiltrarsi via mare nella costa di Zikim, nel sud di Israele. Quattro di loro sono stati uccisi, mentre gli altri vengono ancora ricercati. In prossimità della città israeliana di Ashkelon è stato elevato lo stato di allerta. 

Guterres: reitero appello per cessate il fuoco umanitario

"Reitero il mio appello per un cessate il fuoco umanitario". Lo ha detto il segretario delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, nel corso di un intervento all'Onu sulla crisi in medioriente dopo l'attacco di Hamas ad Israele dello scorso 7 ottobre. "Vorrei essere chiaro - ha aggiunto ancora - nessuna parte in un conflitto armato è al di sopra del diritto internazionale umanitario".

Ambasciatore Israele all'Onu chiede le dimissioni di Guterres

L'ambasciatore israeliano all'Onu, Gilad Erdan, ha chiesto le dimissioni del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. Lo ha fatto con un post sul social X dopo che Guterres, aprendo le discussioni della riunione del Consiglio di Sicurezza Onu dedicata alla crisi in Medio Oriente, ha affermato che il terribile attacco del 7 ottobre di Hamas è avvenuto dopo che "i palestinesi sono stati sottoposti a 56 anni di soffocante occupazione". "Il segretario generale dell'Onu, che dimostra comprensione per la campagna di uccisioni di massa di bambini, donne e anziani non è adatto a guidare l'Onu - ha scritto Erdan - Chiedo si dimetta immediatamente". Per Erdan, "non c'è giustificazione o senso nel parlare con coloro che dimostrano compassione per le atrocità più terribili commesse contro i cittadini di Israele e gli ebrei. Semplicemente non ci sono parole".

Ministro Israele: non incontro Guterres dopo le sue parole

"Non incontrerò il segretario generale dell'Onu. Dopo il 7 ottobre non c'è spazio per un approccio equilibrato. Hamas deve essere cancellato dal mondo". Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri israeliano Eli Cohen - che si trova a New York per il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite - dopo le affermazioni attribuite ad Antonio Guterres.

Israele all'Onu: i terroristi di Hamas sono i nuovi nazisti

"Israele vincerà questa guerra. Il mondo deve decidere da che parte stare: se con la civiltà oppure con la barbarie e il male di HamasI terroristi di Hamas sono i nuovi nazisti e il mondo si deve unire dietro a Israele per sconfiggerli". Lo ha detto il ministro degli Esteri israeliano, Eli Cohen, intervenendo all'Onu. "L'Europa sarà la prossima ad essere colpita da Hamas. Avrà i terroristi alla porta", ha aggiunto.

Palestina all'Onu: nulla giustifica quanto Israele sta facendo'

"Nulla può giustificare quello che Israele sta facendo. Nulla giustifica l'uccisione dei civili palestinesi". Lo afferma il ministro degli Esteri dell'autorità palestinese Riyad al-Maliki intervenendo all'Onu e sottolineando che la mancata azione del Consiglio di Sicurezza "non ha scuse".