La guerra Israele-Hamas, giorno 53

Hamas rilascia altri 14 ostaggi. Tregua in bilico, tensioni per la morte del piccolo Kfir

Dopo un "ritardo tecnico" rilasciati altri 10 ostaggi israeliani e 4 thailandesi. In precedenza liberate 2 donne russe. Hamas: Il piccolo Kfir, il fratello e la madre sono morti per le bombe israeliane; la replica dell'Idf: "Hamas è responsabile"

📹 Immagini in diretta (Reuters)

Cnn: rilasciata il secondo ostaggio Usa

Liat Beinin, con doppia cittadinanza israeliana e statunitense è ora nelle mani della Croce Rossa. Lo riferisce una fonte della Cnn. Beinin era stata sequestrata da Hamas il 7 ottobre. La donna è il secondo ostaggio Usa liberato durante queste giornate di tregua, dopo la piccola Abigail Edan, di 4 anni. Beinin e il marito, Aviv Atzili, erano dispersi dal 7 ottobre. Nei giorni scorsi, la Casa Bianca aveva riferito che nel primo gruppo di donne e bambini che Hamas avrebbe liberato a seguito dell'accordo con Israele, erano comprese tre ostaggi Usa.

 

Idf: i 10 israeliani e 4 thailandesi portati in Egitto

L'esercito di Israele afferma che i 14 ostaggi rilasciati da Hamas questa sera - 10 israeliani e quattro cittadini tailandesi - sono stati trasferiti dalla Croce Rossa dalla Striscia di Gaza all'Egitto, attraverso il valico di Rafah, lo scrive il Times of Israel.
Saranno portati a un punto d'incontro dove le forze israeliane verificheranno la loro identità, prima di scortarli in Israele attraverso un cancello laterale al valico di Kerem Shalom. "Le famiglie degli ostaggi vengono aggiornate dai rappresentanti dell'IDF con le ultime informazioni disponibili", afferma l'IDF.

 

Blinken insiste: prolungare la tregua a Gaza

Il segretario di Stato americano Antony Blinken, prima di lasciare Skopje diretto in Israele, ha detto che si concentrerà sull'estensione nella tregua e nella pausa dei combattimenti a Gaza, "in modo da poter continuare a liberare più ostaggi e consentire più aiuti umanitari".
"Vorremmo vedere un prolungamento della tregua poiché ciò ha consentito innanzitutto il rilascio degli ostaggi e il loro ricongiungimento con le famiglie". "Abbiamo potuto anche aumentare gli aiuti umanitari alla popolazione di Gaza che ne ha disperatamente bisogno", ha sottolineato.

 

Hamas libera due donne russo-israeliane: "omaggio al presidente Putin"

Idf: Hamas ha rilasciato altri 14 ostaggi, 10 israeliani e 4 thailandesi

Hamas: nessun passo avanti per prolungare la tregua

"Gli sforzi per estendere la tregua non sono ancora maturati", e l'offerta da parte israeliana "non la riteniamo degna di studio". Lo ha detto Osama Hamdan, alto funzionario di Hamas in Libano, al canale di Hezbollah Al-Madayeen, ripreso da Times of Israel. Se non sarà raggiunto un accordo per una seconda proroga, la tregua scadrà domani mattina.

 

Esercito israeliano: 10 israeliani e 4 stranieri diretti verso Israele

L'esercito israeliano ha annunciato "sulla base di informazioni ricevute dalla Croce Rossa" che 10 ostaggi israeliani e 4 thailandesi sono sulla strada "verso il territorio di Israele". 

 

Hamas insoddisfatto da proposte per estendere tregua

Una fonte di Hamas ha detto mercoledì, poche ore prima della scadenza della tregua nei combattimenti con Israele, che il gruppo militante palestinese non era soddisfatto delle proposte di Israele per un'altra proroga.
"Cio' che si propone nelle discussioni per estendere la tregua non è la soluzione migliore", ha detto la fonte all'AFP, aggiungendo che i colloqui si sono concentrati su un'estensione di "due giorni o più" della pausa che ha visto scambi quotidiani di ostaggi per prigionieri palestinesi e consegne di aiuti nella Striscia di Gaza.

 

Hamas: pronti a scambio prigionieri "tutti i soldati israeliani per tutti i palestinesi"

Hamas si dice pronto a scambiare tutti i soldati israeliani prigionieri contro tutti i palestinesi detenuti nelle carceri di Israele. "Siamo pronti a liberare tutti i soldati in cambio di tutti i nostri prigionieri", ha detto Bassem Naim, alto responsabile di Hamas ed ex ministro della Salute della Striscia di Gaza, in una conferenza stampa a Città del Capo, in Sudafrica.

 

Onu: gli aiuti ancora insufficienti, si aprano altri accessi a Gaza

Nonostante il flusso dei camion in entrata a Gaza sia in netto aumento, gli aiuti umanitari alla popolazione sono insufficienti. Lo ha detto Ste'phane Dujarric, portavoce del segretario generale dell'Onu Anto'nio Guterres. "I gruppi che si occupano di aiuti - ha aggiunto nel corso dell'incontro giornaliero con i media - hanno chiesto l'immediata riapertura di altri accessi".
L'agenzia Onu per i rifugiati sta continuando a distribuire farina fuori dai centri di accoglienza. Acqua e medicinali sono forniti agli ospedali, ma resta alto il rischio di infezioni nei centri dove si trovano i rifugiati a causa del sovraffollamento e dell'interruzione dei sistemi medici e idrici.

 

Ex ostaggio thailandese: “Gli israeliani venivano picchiati”

Un thailandese che era stato catturato da Hamas e liberato nei giorni scorsi ha riferito a Channel 12, ripreso da Haaretz, che gli ostaggi israeliani che erano con lui "venivano trattati molto rudemente, a volte venivano picchiati" dai loro carcerieri, "anche con i cavi elettrici".
L'uomo ha inoltre raccontato che in prigionia c'era poco da mangiare per gli ostaggi: una pita al giorno, a volte un po' di tonno da dividere in quattro, o un pezzo di formaggio. In 7 settimane nelle mani di Hamas, gli è stato consentito di fare la doccia una sola volta.

 

Biden parla con leader Emirati, al centro Gaza e Cop28

Colloquio telefonico tra Joe Biden e Mohammed bin Zayed su Gaza e sulla Cop28, la conferenza sul clima che si apre domani ed alla quale il presidente americano non partecipa, delegando la sua vice Kamala Harris e l'inviato John Kerry. Secondo quanto riferisce la Casa Bianca in una nota, Biden ha espresso al presidente degli Emirati arabi uniti "apprezzamento per l'organizzazione della Cop a Dubai". I due leader hanno poi "discusso della situazione in Medio Oriente e salutato il recente rilascio di ostaggi e la pausa umanitaria, che ha permesso di aumentare l'assistenza alla popolazione di Gaza".

 

Fonte Israele: “Ritardo tecnico in rilascio degli ostaggi”

Il ritardo nel rilascio degli ostaggi previsto per oggi "è puramente tecnico. La liberazione avverrà". Lo ha detto una fonte israeliana, citata da Ynet.

 

Nuova bozza di risoluzione su Gaza al Consiglio di Sicurezza Onu

Un nuova bozza di risoluzione su Gaza preparata dai Paesi arabi è al vaglio del Consiglio di Sicurezza Onu e potrebbe essere messa al voto entro pochi giorni. Lo riferiscono fonti diplomatiche del Palazzo di Vetro, secondo cui il testo chiede una tregua umanitaria immediata, permanente e continua che porti alla cessazione delle ostilità.
Inoltre si prevede l'apertura di nuove rotte per le agenzie umanitarie delle Nazioni Unite da e verso la Striscia, compreso il porto marittimo di Gaza e i valichi terrestri, in particolare Kerem Shalom, e continuando a utilizzare il valico di Rafah, per espandere l'accesso agli aiuti umanitari.
Gli aiuti devono includere carburante, cibo, forniture mediche e ripari e devono raggiungere tutta la Striscia in coordinamento con l'Autorità Palestinese. Inoltre, si chiede di istituire urgentemente un meccanismo di monitoraggio a Gaza sotto l'autorità del segretario generale Onu per monitorare le operazioni umanitarie.

 

Egitto a Onu: bocciata politica trasferimenti forzati di Israele

"La politica degli spostamenti forzati e dei trasferimenti di massa è stata respinta dal mondo intero, rappresenta una violazione del diritto internazionale.
Questa politica è ancora l'obiettivo di Israele". Lo ha detto il ministro degli Esteri egiziano Sameh Hassan Shoukry Selim alla riunione del Consiglio di Sicurezza su Gaza.

 

Netanyahu: espanderemo gli insediamenti

"Stasera verrà posta nella Striscia di Gaza la prima pietra dell'insediamento 'Ofir', che prende il nome dall'ex capo del Consiglio della Porta del Negev, il defunto Ofir Liebstein, assassinato da Hamas. Ofir era un leader, un uomo della Terra di Israele, un uomo di costruzione, un uomo di insediamento. Qui cresceranno bambini e ragazzi che verranno istruiti sul suo contributo, sul suo eroismo e sul suo sacrificio. Ripristineremo gli insediamenti, espanderemo gli insediamenti e aggiungeremo altri insediamenti". Lo scrive su X il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

 

Al valico di Rafah nuovo convoglio di ostaggi liberati: dentro solo due donne russo-israeliane

Hamas: “60 gli ostaggi israeliani uccisi dai raid su Gaza”

Sarebbero una sessantina gli ostaggi israeliani morti a Gaza a causa dei bombardamenti. Lo ha detto Bassem Naim, funzionario di Hamas ed ex ministro della Sanità di Gaza, in una conferenza stampa a Città del Capo, parlando della morte del piccolo Kfir, della sua mamma e del suo fratellino. "Abbiamo confermato due o tre settimane fa che 60 israeliani sono stati uccisi sotto i bombardamenti israeliani e sono ancora sotto le macerie", ha detto Naim, precisando che "la donna e i suoi due figli sono tra loro, posso confermarlo".

 

Due ostaggi russo-israeliani entrati nello Stato ebraico

Le due donne russo-israeliane liberate oggi da Hamas sono entrate nel territorio dello Stato ebraico. Lo affermano le forze israeliane di difesa (Idf). Lo riporta il Jerusalem post. "Dopo che saranno state sottoposte a una valutazione medica iniziale del loro stato di salute, le nostre forze li accompagneranno fino al ricongiungimento con le loro famiglie", dice l'Idf. Le due donne sono state identificate come Yelena Trupanov, 50 anni, e sua madre Irena Tati, 73 anni. Hamas ne ha annunciato la liberazione come "omaggio" al presidente russo, Vladimir Putin.

 

Fonti: solo le due russo-israeliane sono arrivate a Rafah

Fonti al valico di Rafah hanno appena precisato che solo le due donne russo-israeliane, liberate oggi, hanno attraversato il valico dalla Striscia verso l'Egitto. 

 

Israele: "Uccisi 3 palestinesi nella Striscia di Gaza"

L'esercito israeliano ha ucciso 3 palestinesi a Gaza. Lo ha fatto sapere il portavoce militare Daniel Hagari secondo cui i 3 "minacciavano le forze israeliane". 

 

Israele: ancora 159 ostaggi nelle mani di Hamas a Gaza

Gli ostaggi ancora nelle mani di Hamas a Gaza sono 159. Lo ha detto il portavoce militare Daniel Hagari. Lo stesso ha poi detto che l'esercito continua ad indagare sulla sorte dei due piccoli Bibas e della loro madre di cui le Brigate al Qassam hanno annunciato la morte. 

 

Tajani: due popoli due Stati, non c'è altra soluzione

La logica è quella di due popoli due Stati, non c'è altra soluzione. Superare questo significa che si peggiora la situazione e va avanti la guerra". Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando con i giornalisti al Palazzo Reale di Napoli per la chiusura della conferenza Unesco. "L'unica soluzione - ha aggiunto Tajani - è dare a Israele il diritto riconosciuto anche dal popolo palestinese di essere un paese libero e democratico, e la stessa cosa deve avvenire al Paese Palestinese, che deve essere libero e democratico e riconosciuto anche dal popolo israeliano, fermando la prosecuzione del caos in Medio Oriente. Questa è la soluzione, ne abbiamo parlato anche oggi al Consiglio atlantico e siamo tutti d'accordo, non è facile raggiungerlo ma dobbiamo lavorare intensamente per arrivare a questo obiettivo della pace".
Secondo Tajani "è vero quando si dice che qualcuno non vuole una soluzione di buon senso. Hamas deve essere espulsa dalla Striscia di Gaza, bisogna mettere fuori combattimento le basi da cui partono i missili contro Israele. Ci sono migliaia di missili lanciati contro la popolazione, non contro le basi militari. Abbiamo detto anche che Israele deve evitare di non rispettare le regole internazionali anche durante la guerra, come anche bisogna fermare l'aggressività dei coloni israeliani nella West Bank. Bisogna combattere il terrorismo e far si che Israele possa continuare ad esistere, allo stesso tempo dobbiamo far si che anche i palestinesi possano vivere in pace".

 

Gantz: “Trarre il massimo dall'accordo per il rilascio degli ostaggi ma pronti a riprendere guerra”

Il ministro del Gabinetto di guerra israeliano Benny Gantz ha detto che Israele continuerà a cercare di "ottenere il massimo" dell'accordo sugli ostaggi con Hamas ma "è pronta a riprendere la lotta in un attimo", poche ore dopo la scadenza dell'accordo. Lo riferisce 'The Times of Israel' mentre sono in corso discussioni per una possibile nuova estensione dell'accordo che scade oggi.
"Siamo in un momento complesso. Lavoreremo per ottenere il massimo" dell'accordo per il rilascio degli ostaggi, ha detto Gantz parlando alla stampa. "Allo stesso tempo, siamo preparati e pronti a tornare a combattere, in qualsiasi momento, compreso in questo momento". Il ministro del gabinetto di guerra ha detto che Israele sta combattendo la sua "guerra più importante" dalla guerra d'indipendenza del 1948.
Giurando che Israele non darà tregua ad Hamas, Gantz dice che la guerra continuerà fino a quando i residenti delle comunità israeliane di confine che sono state evacuate durante i combattimenti "potranno tornare in sicurezza" alle loro case.

 

Zia degli ostaggi Kalderon: “Fratello e sorella tenuti separati fino alla liberazione”

I fratelli Kalderon- il 12enne Erez e la 16enne Sahar- sono rimasti separati per la maggior parte della loro prigionia a Gaza e si sono ritrovati solo al momento della liberazione, due giorni fa. Lo ha raccontato la zia Sharon Kalderon all'emittente I 24 news.
I due fratelli, che hanno anche nazionalità francese, sono stati tenuti insieme in una casa per i primi giorni dopo il rapimento, ma poi sono stati separati e portati in tunnel sotterranei. "Non hanno mangiato bene, dormito bene, visto la luce per 52 giorni. Sono stati tenuti in una casa per qualche giorno e poi nei tunnel. Non hanno saputo se l'altro fosse vivo fino a quando si sono rivisti per tornare in Israele", ha detto la zia.
I due ragazzi sono stati rapiti il 7 0ttobre nel kibbutz Nir Oz. Il padre Ofer, 53 anni, è ancora ostaggio a Gaza. Ad aspettarli in Israele c'era la madre Hadas, che è separata dal marito e si trovava in un'altra casa del kibbutz al momento dell'attacco. La nonna materna, l'80enne Carmela Dan con la nipotina disabile, la 13enne Noya, sono state uccise. Hadas ha raccontato a Channel 12, che i figli stanno bene fisicamente, ma sono molto ansiosi e hanno bisogno di averla vicino.

Netanyahu parla al telefono con la famiglia Bibas

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avuto un colloquio telefonico con la famiglia Bibas. Lo riferisce l'emittente N12 dopo che le Brigate al-Qassam, braccio armato di Hamas, hanno riferito della morte di Shiri Bibas e dei suoi bambini di dieci mesi e quattro anni presi in ostaggio durante un raid israeliano sulla Striscia di Gaza, Il primo ministro Netanyahu ha detto ai familiari che la questione è al vaglio delle forze di sicurezza israeliana e che verranno loro fornite informazioni appena possibile. Il primo ministro Netanyahu ha promesso loro che lo Stato di Israele farà di tutto per riportarli a casa, riferisce N12.

 

Harvard proietterà un video sulle atrocità del 7 ottobre, primo ateneo al mondo

Harvard sarà la prima università al mondo a proiettare il video realizzato dalle Forze di difesa israeliane (Idf) sulle atrocità commesse dai miliziani di Hamas in Israele il 7 ottobre scorso. Il film, composto da spezzoni dei crimini ripresi dalle body cam dei terroristi di Hamas, sarà mostrato a docenti e studenti durante un evento che avrà luogo all'inizio della prossima settimana organizzata da Chabad al campus e dell'ambasciatore di Israele presso le Nazioni Unite, Gilad Erdan.
Dall'inizio della guerra a Gaza l'università di Harvard è diventata uno dei maggiori centri di tensione tra sostenitori e oppositori di Israele. Il rettore, Claudine Gay, è uno dei tre capi delle istituzioni accademiche convocati in un'audizione del Congresso in vista dell'aumento delle espressioni di odio contro gli ebrei e Israele nei campus.

 

Idf: "Hamas è responsabile per la tragedia della famiglia Bibas"

Media: Israele ha attaccato due volte in Libano

Le forze armate israeliane hanno aperto il fuoco contro posizioni nel sud del Libano in due distinti incidenti. Lo rivela l'agenzia di stampa libanese (NNA).
Soldati israeliani, nei pressi della città libanese di Houla, hanno aperto il fuoco in prossimità di un veicolo dell'esercito libanese durante un pattugliamento vicino a un sito dell'Unifil, riferisce la NNA. In un altro incidente i soldati israeliani hanno sparato "raffiche di mitragliatrice" nella stessa regione, ha confermato l'UNIFIL alla CNN.
Le Forze Armate israeliane hanno detto alla CNN che stanno esaminando i rapporti.

 

Gallant: “Militari israeliani pronti a riprendere subito i combattimenti”

Israele "sta facendo quanto in suo potere per il ritorno di tutti gli ostaggi" trattenuti nella Striscia di Gaza dall'attacco del 7 ottobre di Hamas nel Paese e i militari israeliani "sono pronti a riprendere immediatamente i combattimenti". Si è espresso così il ministro israeliano della Difesa, Yoav Gallant, in dichiarazioni riportate da Haaretz mentre continuano le indiscrezioni sui negoziati per la proroga della pausa nelle ostilità. Gallant è intervenuto durante un briefing con i vertici della sicurezza israeliana.

 

Guterres: 111 membri personale Onu uccisi da inizio guerra

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha dichiarato che 111 membri del personale Onu sono stati uccisi nella Striscia di Gaza dall'inizio della guerra tra Israele e il movimento integralista palestinese Hamas, a ottobre. "Dall'inizio delle ostilità, 111 membri della nostra famiglia Onu sono stati uccisi a Gaza. Si tratta della più grande perdita di personale nella storia della nostra organizzazione", ha dichiarato Guterres durante una riunione del Consiglio di Sicurezza.
Il 7 ottobre, Hamas ha lanciato un attacco missilistico a sorpresa su larga scala contro Israele dalla Striscia di Gaza e oltre il confine, uccidendo e prendendo in ostaggio persone.

 

L'ambasciatore israeliano all'Onu respinge gli appelli al cessate il fuoco

Israele respinge davanti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite gli appelli a un cessate il fuoco permanente a quasi due mesi dall'inizio delle ostilità con Hamas, dopo il terribile attacco del gruppo del 7 ottobre scorso. "Chiunque sostenga un cessate il fuoco di fondo sostiene il continuo regno del terrore di Hamas a Gaza", ha detto l'ambasciatore israeliano all'Onu, Gilad Erdan, secondo il quale con un cessate il fuoco Israele non potrebbe proteggere i suoi cittadini.
L'ambasciatore ritiene non si possa chiedere un cessate il fuoco e al contempo affermare di cercare una soluzione al conflitto. "Hamas ha dichiarato pubblicamente, lo avete visto tutti, che ripeterà il 7 ottobre fin quando Israele non esisterà più - ha affermato l'ambasciatore - Come rispondereste e difendereste i vostri cittadini da una così chiara minaccia con un cessate il fuoco?". Per Erdan tutto potrebbe finire solo se Hamas consegnasse tutti gli ostaggi e tutte le persone coinvolte nell'attacco del 7 ottobre.

 

Al Arabiya: su negoziati tregua pesa la notizia morte di Kfir

"Sui negoziati tra Israele e Hamas per estendere la tregua a Gaza pesa l'affermazione non confermata di Hamas secondo cui una famiglia di ostaggi israeliani, tra cui un bambino di 10 mesi, sarebbe stata uccisa". Lo scrive su X Al Arabiya riferendosi alla notizia della morte del piccolo Kfir Bibas, di 10 mesi, del suo fratellino di 4 anni e della loro mamma Sherry.

 

Media: Hamas inizia a consegnare ostaggi alla Croce Rossa

Hamas ha iniziato a consegnare alla Croce Rossa i dieci ostaggi rilasciati oggi, secondo l'accordo con Israele. Lo rende noto il Jerusalem Post. 

 

Israele: “No a nuovo accordo con Hamas senza rilascio di tutte le donne e i bambini”

Israele insisterà perché vengano rilasciati tutti i bambini e tutte le donne portate in ostaggio nella Striscia di Gaza prima di discutere un'estensione dell'accordo che preveda la liberazione anche di uomini e di soldati. Lo ha spiegato un funzionario dell'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, come riferisce il Times of Israel. ''Abbiamo un accordo, l'accordo riguarda i bambini e le donne.
Conosciamo i nomi di tutti i bambini e di tutte le donne che si trovano nella Striscia di Gaza. Non accettiamo l'idea che Hamas non sappia dove si trovino, che abbia difficoltà a trovarli'', ha affermato il funzionario.
Israele, ha aggiunto la fonte riferendosi agli israeliani dei quali è stato concordato il rilascio, "non abbandonerà 27 persone per discutere un nuovo accordo che verrebbe violato allo stesso modo".
Secondo quanto riferito, Hamas sarebbe disposto a prolungare ulteriormente il cessate il fuoco, giunto al sesto giorno e che scadrà domani mattina. Respinta, invece, l'ipotesi di ''un accordo di tutti per tutti'', ovvero che preveda la liberazione di tutti gli ostaggi in cambio della scarcerazione di tutti i detenuti palestinesi.

 

Hamas: "5 neonati prematuri trovati morti in ospedale Gaza"

Cinque neonati prematuri sono stati trovati morti in un ospedale di Gaza City, al centro dei combattimenti prima dell'entrata in vigore della tregua tra Israele e Hamas. Lo ha denunciato alla France Presse un portavoce del Ministero della Sanità di Hamas.
Fino alla fine dei combattimenti, gli ospedali della più grande città del territorio palestinese sono stati presi di mira dai raid israeliani. Secondo i medici, molti di essi sono stati evacuati, compresi alcuni su ordine dell'esercito israeliano. "Le forze di occupazione hanno lasciato cinque bambini prematuri nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale al Nasr", uno dei principali ospedali pediatrici di Gaza, ha dichiarato il dottor Ashraf al-Qidreh.
"I soldati hanno proibito a medici e famiglie di avvicinarsi a loro e quando i medici sono riusciti a entrare nel reparto, martedì sera, hanno trovato i loro corpi parzialmente decomposti", ha aggiunto. Contattato dalla France Presse, l'esercito israeliano ha dichiarato di non poter commentare la notizia nell'immediato.

 

Draghi: Europa deve fare di più

"L'Europa dovra' fare qualcosa di piu', anzi molto di piu'" nel conflitto in Medio Oriente tra Israele e Hamas, "anziche' mettere solo denaro". Cosi' Mario Draghi, alla presentazione del libro di Aldo Cazzullo 'Quando eravamo i padroni del mondo' che si e' tenuta nella chiesa di Sant'Ignazio di Loyola a Roma. "Necessariamente ci sara' un coinvolgimento" maggiore dell'Europa, "non credo militare, da quel punto di vista e' poco credibile", ma "ci sara' una grande richiesta di una presenza umanitaria" ma l'Europa dovra' "farlo da piu' vicino".

 

Israele valuta la fondatezza dell'annuncio sulla morte del piccolo Kfir Bibas

L'esercito israeliano (Idf) sta valutando la fondatezza delle affermazioni di Hamas secondo cui il baby ostaggio Kfif Bibas, di appena 10 mesi, sarebbe morto insieme alla madre e al fratellino Ariel di 4 anni nei raid di Tel Aviv sulla Striscia di Gaza. Lo riporta la Bbc. In un comunicato, l'Idf afferma di aver parlato con la famiglia Bibas e di essere al suo fianco in "questo momento difficile". L'Idf, prosegue la nota, considera "Hamas interamente responsabile della sicurezza di tutti gli ostaggi nella Striscia di Gaza. Le azioni di Hamas continuano a mettere in pericolo gli ostaggi, tra cui nove bambini".

 

Funzionario israeliano: “Valutiamo se c'è possibilità proroga tregua”

Israele cerca di valutare "se esista una possibilità" di prorogare la pausa nelle ostilità con Hamas, che terminerà nelle prossime ore. E' quanto afferma un funzionario israeliano di alto livello citato dalla Cnn dopo che il Qatar si è detto "molto ottimista" sulle possibilità che venga annunciata nelle prossime ore una proroga della tregua. La fonte ha ripetuto che Israele ritiene che non tutti gli ostaggi a Gaza siano attualmente nelle mani di Hamas. "Sappiamo che qualunque cosa decida (il capo di Hamas Yahya) Sinwar, poi accade - ha detto - Può toglierli dalle mani di altre fazioni e assicurare che l'accordo sia attuato interamente".
Secondo una fonte diplomatica citata lunedì dalla Cnn, più di 40 delle persone prese in ostaggio in Israele durante il terribile attacco del 7 ottobre di Hamas non sono nelle mani del gruppo.

 

Usa all'Onu, tregua a Gaza barlume di speranza

"Siamo al sesto giorno di pausa umanitaria a Gaza. Una pausa che, nel mezzo dell'oscurità del conflitto messo in moto da Hamas, è stata un barlume di speranza". Lo ha detto l'ambasciatrice americana all'Onu Linda Thomas-Greenfield durante la riunione del Consiglio di Sicurezza. "Vogliamo vedere questa pausa umanitaria prolungata, Israele si e' detto disponibile, quindi la palla e' nel campo di Hamas", ha aggiunto, ribadendo che rimane il rischio di una escalation del conflitto nella regione, e che gli Stati Uniti non vogliono vedere un conflitto in Libano.

 

La Francia esorta Israele a porre fine alle violenze dei coloni

La Francia torna a condannare le violenze perpetrate da coloni estremisti israeliani nei confronti di palestinesi della Cisgiordania e lancia un forte appello a Israele affinché "ponga un termine" a queste violenze e sanzioni i responsabili dinanzi alla giustizia. "Ribadiamo la nostra condanna molto netta di queste violenze e la nostra preoccupazione dinanzi all'aumento di queste violenze", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri della Francia, Anne-Claire Legendre, invitando Israele "a porvi fine".
Parigi chiede inoltre a Israele di assicurare alla giustizia "gli autori di queste violenze". Per la rappresentante del Quai d'Orsay, questi fatti "sono profondamente destabilizzanti per la regione e minano le prospettive di una soluzione a due Stati". Alla domanda se la Francia fosse pronta ad adottare eventuali sanzioni contro individui o gruppi di coloni, Legendre ha detto che Parigi non esclude "alcuna opzione".

 

Gaza, il tour con l'asino e le immagini dal drone mostrano la distruzione a Khan Younis (Video)

L'asino trotta con costanza lungo le strade sgombrate dai detriti e dalle macerie. Con la scarsità di carburante, causata dal blocco israeliano dall’inizio della guerra contro Hamas, i carri trainati da asini sono diventati un mezzo di trasporto essenziale per persone e merci nel territorio palestinese. Gli edifici danneggiati, i muri crollati e senza tetto, sono colmi di macerie, le riprese dai droni mostrano dall'alto gli edifici devastati nel quartiere di Abu Ta'imah, a est della città di Khan Younis, conta circa 5 mila abitanti.

Qatar: si negozia anche il rilascio degli ostaggi uomini

I negoziati "si stanno muovendo verso il rilascio dei civili uomini" in ostaggio a Gaza. Lo ha detto alla Cnn il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed Al-Ansari. "I nostri negoziati su donne e bambini occupano una posizione preminente nelle discussioni, ma ovviamente ci stiamo muovendo verso il rilascio dei civili uomini", ha detto Al-Ansari. Si stanno inoltre portando avanti discussioni più lunghe riguardo alla liberazione dei soldati israeliani che sono ostaggio di Hamas, insieme alla prospettiva di una "tregua più lunga" che potrebbe "portare a un cessate il fuoco", secondo Al-Ansari. Il portavoce del Qatar non ha confermato se ci siano ostaggi americani sulla lista di coloro che saranno rilasciati oggi.

Le forze di difesa israeliane: i minori uccisi a Jenin ci lanciavano ordigni

 I due minorenni uccisi dall'esercito israeliano a Jenin "hanno lanciato esplosivi contro le nostre forze" . Lo hanno precisato le forze di difesa israeliane, citate da Haaretz. 

L'ambasciatore di Israele all'Onu: chi sostiene il cessate il fuoco sostiene Hamas

 "Chiunque sostenga un cessate il fuoco, in realtà sostiene la continuazione del regno del terrore di Hamas a Gaza". Lo ha detto l'ambasciatore israeliano all'Onu Gilad Erdan alla riunione del Consiglio di Sicurezza, sottolineando che lo Stato ebraico è stato "felice di firmare gli Accordi di Abramo, perché siamo per la pace. I palestinesi invece sono per la guerra, la loro unica soluzione e' la cancellazione di Israele". È il momento che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite agisca "prima che un'altra atrocità sia commessa", ha aggiunto, "Hamas è un'organizzazione terroristica con un'ideologia genocida, gli aiuti umanitari sono molto importanti ma non ci porteranno vicino a una soluzione. Nulla può cambiare un'ideologia genocida, deve essere eliminata e sradicata". Erdan ha poi ribadito il paragone tra Hamas a Hitler e la sua volontà di una "soluzione finale". 

Antonio Guterres: indagare e perseguire con rigore le violenze sessuali compiute da Hamas

Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres durante la riunione del Consiglio di Sicurezza ha detto che la violenza sessuale durante gli attacchi di Hamas del 7 ottobre deve essere indagata e perseguita con rigore. Ma anche che la natura, l'entità della morte e la distruzione a Gaza sono "caratteristiche dell'uso di armi esplosive ad ampio raggio in aree popolate". Guterres ha poi aggiunto che l'80% della popolazione di Gaza è stata costretta a lasciare le proprie case, “nessun posto è sicuro a Gaza”, dove "la popolazione si trova nel mezzo di un'epica catastrofe umanitaria davanti agli occhi del mondo". Ha proseguito Guterres: "Sono in corso intensi negoziati per prolungare la tregua, cosa che accogliamo con grande favore, ma serve un vero cessate il fuoco umanitario e muoversi in modo determinato e irreversibile verso la soluzione a due Stati. Il fallimento condannerà palestinesi, israeliani, la regione e il mondo a un ciclo infinito di morte e distruzione".

“La risoluzione del Consiglio di Sicurezza sulle pause umanitarie è stata approvata in un contesto di morte diffusa e distruzione totale scatenata dal conflitto a Gaza e in Israele”, ha affermato in un altro passaggio del suo intervento, precisando che presenterà al consiglio "una serie di opzioni per monitorare efficacemente la sua attuazione" e ha già preparato un gruppo di lavoro a questo scopo. "Finora è chiaro che l'attuazione è stata, nella migliore delle ipotesi, solo parziale e deplorevolmente insufficiente - Sappiamo che la misura del successo non sarà il numero di camion spediti o le tonnellate di forniture consegnate, per quanto importanti, ma il successo si misurerà in vite salvate, sofferenza finita e speranza e dignità ripristinate". Il segretario generale ha infine sottolineato che "i civili a Gaza hanno bisogno di un flusso continuo di aiuti umanitari salvavita e di carburante dentro e attraverso l'area. L'accesso umanitario sicuro e senza ostacoli a tutti coloro che ne hanno bisogno è fondamentale. La pausa ci ha permesso di migliorare la fornitura di aiuti a Gaza, ma il livello rimane del tutto inadeguato a soddisfare gli enormi bisogni di oltre due milioni di persone. I civili devono essere protetti. I beni civili, compresi gli ospedali, devono essere protetti. Le strutture delle Nazioni Unite non devono essere colpite. Il diritto internazionale umanitario deve essere sempre rispettato da tutte le parti in conflitto".

Antonio Guterres UN Photo/Eskinder Debebe
Antonio Guterres

Hamas: rilasciate due donne russe

Le Brigate Ezzedin Al Qassam, l'ala militare di Hamas, hanno annunciato di aver liberato due donne con cittadinanza russa. Lo riporta Haaretz.

Haaretz: Hamas ha ostaggi per altri 2 o 3 giorni di tregua

Israele ritiene che Hamas abbia donne e bambini in ostaggio da permettere un'estensione della tregua "al massimo per due, tre giorni". "Sappiamo per certo che ci sono altri ostaggi, donne e bambini, nelle mani di Hamas - ha spiegato una fonte citata da Haaretz - per almeno altri due, forse tre giorni" di tregua.

Anp all'Onu: la carneficina a Gaza deve finire

"La tregua deve diventare un cessate il fuoco permanente. Il massacro non può riprendere, questa non è una guerra, è una carneficina che nessuno può giustificare e deve finire". Lo ha detto il ministro degli Esteri palestinese Riyad Al-Maliki alla riunione del Consiglio di Sicurezza Onu.

Ostaggi, Israele sta controllando la fondatezza dell'affermazione di Hamas sulla morte di due bimbi e loro madre

Le forze di difesa israeliane stanno "controllando la fondatezza" dell'annuncio delle Brigate Qassam sulla morte dei fratelli Bibas, il piccolo Kfir di 10 mesi e il fratello di 4 anni, e della loro madre. Lo ha detto il portavoce militare Daniel Hagari secondo cui "Hamas continua a comportarsi in maniera crudele e inumana".

Media: la portaerei Usa Eisenhower al largo delle coste iraniane

 La portaerei americana USS Dwight D. Eisenhower si trova nelle acque del Golfo a largo delle coste iraniane e del Qatar. Lo riferiscono media mediorientali, citando lo stesso Comando centrale americano (Centcom), secondo cui la portaerei ha varcato lo stretto di Hormuz domenica scorsa. Dallo scoppio della guerra in Medio Oriente lo scorso 7 ottobre, gli Stati Uniti hanno schierato due portaerei nella regione: la USS Gerald Ford, la più grande nave da guerra del mondo, che da ottobre si trova nel Mediterraneo al largo delle coste di Israele; e la USS Dwight D. Eisenhower, che si trovava nel Mar Rosso dall'inizio di novembre. Nella regione sono dispiegate anche navi di supporto, decine di aerei e un sottomarino statunitensi.

Netanyahu: "Torneremo in guerra alla fine di questa fase"

"Dopo questa fase di rientro dei nostri ostaggi, Israele tornerà in guerra? La mia risposta è inequivocabilmente sì. Non c'è possibilità che non si torni a combattere fino alla fine". Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu aggiungendo che "questa è la mia politica, l'intero governo è a favore di questa posizione, i soldati e il popolo: ed è esattamente quello che faremo". In precedenza Ynet, edizione online dello storico quotidiano “Yedioth Ahronoth”,  aveva citato una fonte politica israeliana che fissava a “massimo 10 giorni”, cioè fino a domenica prossima, la disponibilità a prolungare la pausa nei combattimenti.

Qatar: molto ottimisti su una nuova proroga della tregua

Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar Majed Al-Ansari, durante un'intervista alla Cnn, si è detto "molto ottimista" sulla possibilità che la tregua in corso fra Hamas e Israele possa essere prorogata nuovamente nelle prossime ore. "Speriamo che entro un paio d'ore avremo il rilascio dell'ultimo gruppo di ostaggi ma anche di annunciare una proroga" del cessate il fuoco. "Siamo molto ottimisti sul fatto che avremo buone notizie da condividere oggi", ha aggiunto.

Ostaggi, Hamas: morti Kfir (10 mesi), Ariel (4 anni) e loro madre Shiri, a causa di "precedenti bombardamenti sionisti"

Il piccolo Kfir Bibas, divenuto uno dei simboli del dramma degli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas, sarebbe morto con la madre e il fratello in un bombardamento. La notizia è stata data dalle Brigate al Qassam. Il braccio armato di Hamas, ha annunciato la morte dei tre ostaggi della famiglia argentino-israeliana Bibas - Kfir, dieci mesi; suo fratello Ariel, 4 anni e la madre Shiri Silverman - a causa di "precedenti bombardamenti" dell'esercito israeliano su Gaza. "Tre sionisti detenuti sono morti a causa dei precedenti bombardamenti sionisti sulla Striscia di Gaza", si legge in una nota delle Brigate. 

Haaretz: Israele chiede ch siano rilasciati anche uomini

Durante i negoziati per un prolungamento della tregua Israele avrebbe chiesto di esaminare la possibilità di rilasciare ostaggi maschi adulti, tra cui anziani e padri di bambini già rilasciati, invece che solo donne e bambini. Lo riporta Hareetz citando fonti vicine alla trattativa. Il buon esito dei colloqui, spiegano le fonti, dipende dalla capacità di Hamas di rispettare i termini della tregua e di liberare gli ostaggi rimasti.

Maria Zakharova: la guerra è colpa degli Stati Uniti

Gli Stati Uniti sono "responsabili" di quanto sta avvenendo nella guerra tra Hamas e Israele. Lo ha detto la portavoce del ministro russo degli Esteri Maria Zakharova. Lo riporta la Tass. "L'intero collasso attuale, totale e assoluto, sul territorio dove si è verificata una colossale tragedia legata all'escalation israelo-palestinese, è interamente responsabilità degli Stati Uniti, o, meglio ancora, irresponsabilità", ha affermato Zakharova.

Cisgiordania, Forze di difesa israeliane: ucciso il leader delle Brigate Jenin

Le forze di difesa israeliane hanno comunicato di avere ucciso a Jenin, nel nord della Cisgiordania, Mohammad Zabeidi, capo delle Brigate Jenin, una formazione che riunisce militanti legati a diverse fazioni palestinesi: Jihad islamica, Hamas e Fatah. Insieme a lui sarebbe stato ucciso un altro comandante di cui per ora non è noto il nome.

Il governo egiziano: da Israele "un'aggressione spietata"

Il ministero degli Esteri egiziano ha affermato in una nota diffusa in occasione della Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese che ricorre oggi, 29 novembre, che la celebrazione coincide quest'anno "con la spietata aggressione israeliana contro i palestinesi per 45 giorni, in palese violazione delle leggi internazionali".

Tra i detenuti palestinesi da liberare anche Ahed Tamimi

Tra i detenuti palestinesi che stasera verranno scarcerati da Israele in cambio della liberazione degli ostaggi da parte di Hamas c'è anche Ahed Tamimi, la 22enne attivista divenuta negli anni una figura nota della resistenza. La giovane è stata arrestata all'inizio di novembre con l'accusa di istigazione alla luce della guerra di Israele contro Hamas a Gaza

Anp: le forze israeliane hanno ucciso due bambini a Jenin, in Cisgiordania

Due bambini palestinesi sarebbero stati uccisi mercoledì dalle forze israeliane nella città occupata di Jenin, in Cisgiordania, secondo quanto riferisce il ministero della Sanità dell'Autorità nazionale palestinese.

Unhcr: prorogare la tregua a Gaza e rilasciare gli ostaggi

"L'accesso degli aiuti deve essere garantito in tutta la Striscia di Gaza e gli ostaggi vanno tutti rilasciati. Invito chiunque abbia l'influenza per chiedere una proroga del cessate il fuoco a chiederlo, sperando che ciò segni la fine delle violenze". Lo ha detto l'Alto Commissario dell'Onu per i diritti umani (Unhcr) Volker Turk parlando all'Eurocamera in occasione dei 75 anni della Dichiarazione dei diritti dell'uomo. "Sono avvenuti cambiamenti sociali e culturali profondi da allora, soprattutto in Europa. Le persone sono scese in strada in tutto il mondo per chiedere i loro diritti. La Dichiarazione afferma i valori di tutte le persone umane, non c'è discrezione, è una questione di legge. Ed è un percorso che oggi va riscoperto", ha sottolineato Turk.

Antonio Guterres: l'Onu sostiene il popolo palestinese

La Giornata Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese che si celebra oggi commemora il 75° anniversario dello sfollamento di massa dei palestinesi noto come "la Nakba" o "la Catastrofe", evento che si è verificato durante la guerra arabo-israeliana del 1948, quando più della metà del popolo palestinese è stato espulso o è fuggito dalle proprie case ed è diventato rifugiato. La commemorazione, rileva l'Onu, serve a ricordare che quasi 6 milioni di palestinesi sono ancora rifugiati e migliaia di loro sono stati uccisi nella guerra di Gaza del 2023, in una situazione descritta dal Segretario generale come "uno dei capitoli più bui della storia del popolo palestinese". "Sono inorridito dalla morte e dalla distruzione che si sono abbattute sulla regione, ora sopraffatta dall'angoscia e dal dolore" dice nel suo messaggio per la Giornata di solidarietà Guterres. "I palestinesi di Gaza stanno subendo una catastrofe umanitaria. Quasi 1,7 milioni di persone sono state costrette a fuggire dalle loro case, ma senza un posto sicuro dove andare. Allo stesso tempo, nella Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme Est, la situazione rischia di aggravarsi" aggiunge. "Ho condannato inequivocabilmente gli attentati terroristici perpetrati da Hamas il 7 ottobre. Ma ho anche chiarito che questi attacchi non possono giustificare la punizione collettiva del popolo palestinese" dice ancora Guterres. " Questa giornata dovrebbe essere un'occasione per riaffermare la solidarietà della comunità internazionale con il popolo palestinese e il diritto dei palestinesi a vivere in pace e dignità". "Dobbiamo chiedere all'unisono la fine dell'occupazione e del blocco di Gaza. E' giunto il momento di procedere con decisione e irreversibilità verso una soluzione a due Stati, basata sulle risoluzioni delle Nazioni Unite e sul diritto internazionale, con Israele e Palestina che vivano fianco a fianco in pace e sicurezza, con Gerusalemme come capitale di entrambi gli Stati". "Le Nazioni Unite - conclude il Segretario Generale - non vacilleranno nel loro impegno nei confronti del popolo palestinese. Oggi, come ogni giorno, siamo solidali con le aspirazioni del popolo palestinese a realizzare i suoi diritti inalienabili e a costruire un futuro di pace, dignità, giustizia e sicurezza per tutti"

Il governo iraniano: sarà Hamas a decidere su tregua e ostaggi

"Qualsiasi decisione riguardo all'estensione del cessate il fuoco a Gaza, dopo settimane di brutali attacchi da parte di Israele, e anche riguardo allo scambio di prigionieri è di competenza del gruppo della resistenza Hamas". Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian, come riporta Irna. "Continuano gli sforzi per stabilire un cessate il fuoco duraturo e anche per lo scambio degli ostaggi israeliani con i prigionieri palestinesi", ha aggiunto il ministro.

Antony Blinken inconterà il governo israeliano domani: "Prolungare la pausa"

Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha affermato che incontrerà il governo di Israele "domani" e lavorerà per prolungare una pausa nei combattimenti a Gaza: "Ci concentreremo sul fare ciò che possiamo per prolungare la pausa in modo da continuare a liberare più ostaggi e far entrare più assistenza umanitaria", ha detto Blinken dopo un incontro della Nato a Bruxelles. 

Il segretario di Stato Usa,Antony Blinken, in conferenza stampa dopo la riunione dei ministri degli Esteri della Nato a Bruxelles, il 29 novembre 2023 SAUL LOEB / POOL / AFP
Il segretario di Stato Usa,Antony Blinken, in conferenza stampa dopo la riunione dei ministri degli Esteri della Nato a Bruxelles, il 29 novembre 2023

L'ufficio presidenziale israeliano: almeno 161 gli ostaggi ancora a Gaza

Israele ritiene che almeno 161 ostaggi presi il 7 ottobre siano ancora a Gaza. Lo riporta la Cnn citando l'ufficio del primo ministro Netanyahu. Tra questi 146 sono israeliani (alcuni dei quali con  doppia nazionalità), 15 stranieri e almeno quattro sono i minori sotto i 18 anni mentre nella lista figurano almeno 10 persone di oltre 75 anni. Finora sono stati rilasciati un totale di 86 ostaggi (di cui 66 israeliani): 60 israeliani nell'ambito dell'accordo con Hamas, alcuni dei quali hanno la doppia nazionalità, 20 stranieri e 4 donne  rilasciate prima dell'accordo. I resti di due rapiti che sono stati uccisi sono stati localizzati dai soldati delle forze di difesa (Idf).

Mahmud Abbas: "Gaza è sotto una minaccia esistenziale"

Gaza è sotto "una minaccia esistenziale che prende di mira deliberatamente e sistematicamente i civili". Lo ha denunciato il presidente palestinese Mahmud Abbas, noto anche come Abu Mazen, in occasione della Giornata internazionale di solidarietà con la Palestina ribadendo che "l'unica soluzione possibile è quella dei 2 Stati". Abu Mazen ha chiesto da parte di Israele "la fine delle misure di annessione silenziosa, di insediamento e di discriminazione razziale nell'intero territorio palestinese". Serve - ha aggiunto - "una Conferenza internazionale di pace per imporre la volontà internazionale e riconoscere il diritto del popolo palestinese all'esistenza".

Ong: oltre 3200 palestinesi arrestati in Cisgiordania

Sarebbero oltre 3mila e 325 i palestinesi arrestati dalle forze israeliane in Cisgiordania dall'inizio della guerra con Hamas. Lo affermano la Società per i prigionieri palestinesi e l'Autorità per gli affari dei prigionieri. Lo riporta al Jazeera. Secondo le due associazioni nelle ultime 24 ore le forze di Israele avrebbero arrestato 35 palestinesi, compreso un bambino di appena 12 anni.

In Egitto il secondo aereo statunitense con aiuti per Gaza

Il secondo aereo umanitario statunitense con aiuti per la popolazione della Striscia di Gaza è arrivato questa mattina all'aeroporto egiziano di al Arish che oggi ne ha ricevuti 5 in tutto, e 226 dall'inizio della guerra. Lo ha rierito il portavoce ufficiale del governatorato del Nord Sinai, Muhammad Salim, precisando che gli altri aerei provenivano da Qatar, dall'Arabia Saudita, dal Kuwait e dalla Giordania. L'aereo americano è stato inviato  dall'Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale (USAID) e trasporta 24,5 tonnellate di aiuti umanitari di base destinati ai residenti della Striscia di Gaza, forniture mediche, cibo e indumenti invernali. E' proseguito, intanto, al valico terrestre di Rafah, il flusso di camion con aiuti umanitari e autocisterne di carburante. Questa mattina, nel sesto giorno della tregua tra Israele e Hamas, dovrebbero passare. 7 camion di carburante e gas con un carico di circa 130.000 litri di carburante, oltre a 4 camion con 80 tonnellate di gas per uso domestico. Duecento camion d'aiuti umanitari previsti per oggi hanno iniziato ad entrare, in conformità con l'accordo di tregua tra le due parti, riferisce all'Ansa Khaled Zayed, capo della Mezzaluna Rossa egiziana nel Nord Sinai, aggiungendo che circa 500 camion umanitari sono in attesa a 45 chilometri, tra Al-Arish e Sheikh Zuweid e anche al valico stesso, per la lentezza con cui procedono le operazioni di ispezione da parte israeliana. L'Egitto ha quindi ribadito la richiesta di aprire il terminal di Kerem Abu Salem. Vi è anche un certo numero di palestinesi rimasti bloccati in Egitto che si sono riversati al valico per entrare nella Striscia di Gaza e 30 ambulanze sostano nei pressi valico di Rafah per accogliere palestinesi feriti, quelli che riceveranno cure negli Emirati, e in Turchia, e quelli destinati agli ospedali egiziani. 

Al-Jazeera: almeno 242 palestinesi uccisi in Cisgiordania dal 7 ottobre

Al Jazeera, ripresa dal Guardian, riferisce che almeno 242 palestinesi sono stati uccisi e più di 3.000 feriti dal 7 ottobre in Cisgiordania.

Elon Musk: andare a Gaza? "Mi sembra un po' pericoloso in questo momento"

Andare a Gaza "mi sembra un po' pericoloso in questo momento. Ma credo che un Gaza prospera a lungo termine sia positiva per tutte le parti". Lo ha detto il proprietario di 'X' Elon Musk rispondendo al funzionario di Hamas, Osama Hamdan, che lo aveva invitato a visitare Gaza "per vedere la portata del massacro". Musk nei giorni scorsi era stato in Israele e aveva visitato un kibbutz attaccato lo scorso 7 ottobre.

Khamenei: "Non vogliamo buttare gli ebrei in mare, alcuni potrebbero restare in Palestina"

 "Noi non intendiamo buttare a mare gli ebrei e i sionisti. Il movimento di resistenza internazionale si è formato e oggi saranno i movimenti di resistenza a decidere il destino della regione": lo ha dichiarato la guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, che si è detto d'accordo che, "quando un singolo stato di Palestina sarà formato", si tenga un "referendum", nel quale "il popolo palestinese decideranno se permettere ad alcuni (israeliani) di restare in Palestina" e "se altri di essi debbano lasciare il territorio". Khamenei ha parlato a una riunione della milizia Basiji ed è citato dalla tv di stato iraniana.

Tedros (Oms): a Gaza "potrebbero morire più persone per malattie che per bombardamenti"

Questa mattina, il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha condiviso su X - l'ex Twitter - i dettagli sul numero di casi di diverse malattie a Gaza. I dati sono allarmanti: Infezioni respiratorie acute 111 mila casi, scabbia 12 mila, pediculosi 11 mila, diarrea 75 mila, eruzione cutanea 24 mila, impetigine 2500, varicella  2500, ittero 1100. "Date le condizioni di vita e la mancanza di assistenza sanitaria, potrebbero morire più persone per malattie che per bombardamenti", ha denunciato Ghebreyesus.  A Gaza ci sono oltre un milione e mezzo di sfollati, 1,7 milioni circa, che versano in condizioni preoccupanti: scarseggiano cibo e farmaci, c'è l'emergenza sovraffollamento e ci sono gravi carenze igieniche. L'attuale tregua ha permesso a circa 200 tir al giorno che trasportavano aiuti umanitari di entrare nella Striscia. Ma le agenzie umanitarie sostengono che è necessario fare molto di più.

Il ministero degli Esteri israeliano: a fine guerra faremo i conti con il Qatar

In un’intervista alla radio dell’esercito israeliano, Joshua Zarka, vicedirettore generale per gli affari strategici del ministero degli Esteri israeliano, ha detto che al momento Israele ha messo da parte le sue divergenze con il Qatar, per il suo ruolo di mediatore, ma al termine del conflitto "salderà i conti con Doha". Il riferimento è al fatto che il Paese del Golfo ospita alcuni esponenti di spicco di Hamas e "legittima le sue azioni".

Erdogan: "Netanyahu è un macellaio"

"Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha commesso le più grandi atrocità del secolo a Gaza, ha già il suo nome scritto nella Storia come il macellaio di Gaza". Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan durante un discorso al gruppo parlamentare del suo partito Akp, trasmesso dalla tv di Stato turca Trt, in cui ha definito l'azione di Israele contro Gaza un "genocidio" e ha anche criticato l'Occidente per avere sostenuto il premier israeliano. "Quelli che lo hanno sostenuto e che sono rimasti in silenzio sono egualmente colpevoli", ha detto il leader turco, aggiungendo che le ultime dichiarazioni di Netanyahu diminuiscono la possibilità che il cessate il fuoco possa diventare permanente

Medioriente: la polizia di Israele ha disperso una manifestazione dei familiari delle vittime di Hamas

La polizia israeliana ha disperso una manifestazione dei familiari delle vittime dell'attacco di Hamas dello scorso 7 ottobre che si stava tenendo davanti alla Knesset. Lo riporta il Times of Israel. Secondo il portale di notizie Ynet sarebbero stati effettuati alcuni fermi e un manifestante avrebbe sbattuto un cartello contro l’auto di un parlamentare.

Khamenei: "L'attacco di Hamas è stato anche un colpo agli Usa"

"Lo storico evento dell'operazione 'alluvione al-Aqsa' è stato contro il regime sionista ma anche un atto di de-americanizzazione. Ha cambiato il tavolo per la politica degli Usa nella regione, un tavolo che, se Dio vuole, sarà eliminato se questa alluvione continua". Lo ha scritto su X la Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, in riferimento all'attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre.

"Il risultato dell'attacco selvaggio contro la popolazione di Gaza, il regime sionista, gli Usa e alcuni noti Paesi europei hanno perso la faccia insieme alla civiltà occidentale", ha aggiunto Khamenei, in un discorso alla milizia dei Basiji. "Dovrebbero sapere che questa situazione non potrà continuare per sempre, perché l'alluvione non finirà mai", ha aggiunto la Guida suprema iraniana, citata dalla tv di stato.

I camion di aiuti entrano a Gaza grazie alla tregua

Hamas: "Libereremo ostaggi russi in omaggio a Putin"

Mousa Abu Marzook, membro dell'ufficio politico di Hamas, ha annunciato che il gruppo terroristico libererà due ostaggi con cittadinanza russa come omaggio al presidente russo Vladimir Putin. Lo scrive Haaretz. Già domenica, il Movimento islamico ha rilasciato Roni Krivoi, cittadino russo-israeliano, non conteggiato tra i sequestrati, da liberare secondo l'accordo con Israele ma in omaggio agli sforzi di Putin e in segno di rispetto per la posizione della Russia sulla questione palestinese.

Nella lista odierna degli ostaggi che verranno liberati, oltre ai 10 israeliani previsti, Hamas ha inserito quindi anche due sequestrati russi. Nei giorni scorsi i parenti degli ostaggi israelo-russi si erano recati a Mosca per chiedere l'assistenza del Cremlino per ottenere il rilascio dei loro familiari.

Papa Francesco: "Prosegua la tregua in corso a Gaza. Rilasciare tutti gli ostaggi"

Un nuovo appello del Papa per il rilascio di tutti gli ostaggi. Il Pontefice ha dovuto rinunciare al viaggio a Dubai su consiglio dei medici a causa di un'infiammazione polmonare. È presente all'Udienza generale, ma la catechesi è stata letta da monsignor Filippo Ciampanelli, della Segreteria di Stato.

"Continuiamo a pregare per la grave situazione in Israele e in Palestina. Pace per favore, pace. Auspico che prosegua la tregua in corso a Gaza, affinché siano rilasciati tutti gli ostaggi e sia ancora consentito l'accesso ai necessari aiuti umanitari. Ho sentito la parrocchia lì, manca l'acqua, manca il cibo. Manca il pace e la gente soffre. Quella semplice del popolo. Non soffrono coloro che fanno la guerra. Chiediamo la pace".

Media, alcuni kibbutz rifiutano incontro con Netanyahu

Alcune comunità israeliane vicino a Gaza si sono rifiutate di inviare loro rappresentanti a un incontro previsto per oggi con il premier Benjamin Netanyahu. Lo ha riferito Haaretz, indicando in particolare il kibbutz Beeri e il kibbutz Kfar Aza, con quest'ultimo che ha denunciato il breve preavviso. "Ogni giorno ci dicono che oggi arriverà qualche ministro o alto funzionario. La gente non è disposta a fermare tutto ogni volta. Abbiamo cose che dobbiamo fare e vite da vivere. Devono fare le cose in modo organizzato", ha commentato un residente di una comunità vicino al confine di Gaza.    

Lunedì Netanyahu ha visitato Kfar Aza con il miliardario Elon Musk, facendo arrabbiare i residenti, adirati per le ripetute visite di politici e altri funzionari senza alcun coordinamento locale. Molti, ha sottolineato Haaretz, hanno criticato Netanyahu, in particolare perché non li ha incontrati dopo il massacro ma ha visitato il kibbutz, ora vuoto.

Media, colpi d'avvertimento Israele a pescherecci a Gaza

Le forze israeliane hanno sparato "colpi di avvertimento" contro alcuni pescherecci palestinesi che avevano lasciato la costa a Gaza. Lo ha riferito Ynet, che cita fonti della sicurezza che hanno parlato di "violazione delle restrizioni previste dalla tregua" in corso fino a domani. Secondo la stessa fonte, i pescherecci sono poi tornati a riva. La Wafa, l'agenzia di stampa palestinese, ha riferito invece che "navi dell'occupazione israeliana hanno lanciato una serie di missili sulla costa di Khan Yunis, Al-Shati e Sheikh Radwan a Gaza contro le case dei cittadini". La Wafa ha incolpato Israele "di aver violato la tregua" con questa azione.

Fonti, Hamas pronto a proroga tregua di 4 giorni

Una fonte vicina ad Hamas ha fatto sapere che il movimento armato palestinese intende proporre quattro giorni aggiuntivi alla tregua in corso, dicendosi disponibile a rilasciare altri ostaggi in cambio di detenuti palestinese. "Hamas ha informato i mediatori che è sua volontà di estendere la tregua e che il movimento sarebbe in grado di rilasciare prigionieri israeliani che essa, altri movimenti di resistenza e altri partiti detengono in questo periodo, sulla base dei termini della tregua in corso", ha detto la fonte all'Afp.

Oms: "Massiccio aumento" di malattie contagiose

Il prolungamento della tregua a Gaza ha consentito l'ingresso di nuovi camion di aiuti umanitari, tuttavia la situazione resta "catastrofica", ha reso noto il Programma alimentare mondiale (Pam), stimando che "esiste il rischio di carestia".

"Da dieci giorni non abbiamo acqua, né cibo, né farina. La situazione è dura, molto dura", ha detto all'AFP Achraf Selim, residente a Gaza. "Viviamo qui, ma allo stesso tempo non sentiamo di vivere. Non abbiamo acqua da bere, nessuno ci aiuta", ha detto.L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha affermato da parte sua di avere riscontrato un "massiccio aumento" di alcune malattie contagiose, tra cui 45 volte più casi del solito di diarrea tra i bambini piccoli.

Times of Israel: ostaggi rilasciati ieri sono in discrete condizioni fisiche

Nessuno fra gli ostaggi rilasciati ieri da Hamas è in condizioni di salute preoccupanti. Lo scrive il Times of Israele citando i responsabili delle due strutture mediche dove sono stati portati dopo la liberazione. Il professor David Zeltser, vicedirettore della medicina d'urgenza dell'ospedale Ichilov, ha dichiarato che le due donne portate nella struttura dove lavora sono in condizioni fisiche "generalmente buone". Il professor Itai Pessach, direttore dell’ospedale pediatrico Edmond e Lily Safra di Sheba, ha definito gli otto ostaggi giunti nel suo ospedale "un gruppo di donne straordinarie che hanno sopportato le difficoltà della loro prigionia in modo straordinario". Il dottore ha spiegato che "avranno bisogno di cure e attenzioni mediche" ma "non c'è pericolo immediato" per nessuno di loro.

Gigi Hadid si scusa per un post contro Israele

La top model americana di origini palestinesi Gigi Hadid si è scusata per aver rilanciato su Instagram un post in cui si accusava Israele di crimini e violenze, tra cui di essere l'unico Paese al mondo a detenere bambini come prigionieri di guerra. "Ho condiviso qualcosa che non avevo controllato o a cui non avevo pensato profondamente prima di ripubblicare", ha scritto ai suoi 79 milioni di follower. "Stavo cercando di evidenziare come ai bambini palestinesi arrestati dall'Idf spesso non vengono concessi gli stessi diritti di cui avrebbero diritto un bambino israeliano accusato dello stesso crimine. Sfortunatamente, ho usato l'esempio sbagliato per sottolineare questo punto e me ne pento", ha proseguito Hadid, sottolineando che il suo intento era di mettere l'accento sui "diritti umani".

Turchia, verso allestimento di nostri ospedali da campo

In un post sul suo account X, il ministro della Sanità turco Fahrettin Koca ha dichiarato ieri sera che il suo Paese spera di allestire presto ospedali da campo e iniziare a fornire servizi sanitari a Gaza. L'annuncio è arrivato poche ore dopo che una delegazione turca è entrata nella Striscia dall'Egitto per ispezionare possibili siti per ospedali da campo.

Cisgiordania: media, due feriti in maxi-raid Israele a Jenin

I media palestinesi riferiscono oggi che due persone tra cui un bambino sono state ferite da proiettili israeliani durante un'incursione militare su larga scala lanciata stanotte nella città e nel campo profughi di Jenin, in Cisgiordania.   

L'agenzia di stampa Wafa sostiene che le truppe israeliane hanno sparato granate stordenti e lacrimogeni contro i residenti e le loro case. Il direttore dell'ospedale Governativo locale, Wisam Baker, ha detto alla Wafa che soldati israeliani hanno perquisito il personale medico e si sono schierati intorno al nosocomio. L'amministratore delegato dell'ospedale specializzato Ibn Sina, Samer Atiyeh, ha riferito da parte sua all'agenzia palestinese che le forze israeliane hanno isolato l'ospedale da tutte le direzioni.

Abbracci e lacrime: altri due ostaggi thailandesi rilasciati da Hamas

Media Egitto, c'è intesa preliminare per prolungare tregua

Il quotidiano egiziano The New Arab riferisce che è stata raggiunta un'intesa preliminare per prolungare di altri due giorni e alle stesse condizioni attualmente osservate la tregua tra Israele e Hamas, in scadenza domattina. "Con la mediazione egiziano-qatariano-americana è stato raggiunto un accordo preliminare per estendere la tregua tra la resistenza palestinese e l'esercito di occupazione israeliano per altri due giorni sotto le stesse condizioni", affermano quelle che The New Arab definisce "fonti ufficiali" del Cairo.

Biden, continuare la guerra è dare a Hamas ciò che cerca

- "Continuare sulla strada del terrore, della violenza, degli omicidi e della guerra significa dare a Hamas ciò che cerca. Non possiamo farlo": così il presidente americano Joe Biden, in un post pubblicato ieri sera sul suo account X. "Hamas ha scatenato un attacco terroristico perché non teme altro che israeliani e palestinesi vivano fianco a fianco in pace", spiega Biden. 

Israele riceve la lista dei 10 ostaggi da liberare oggi

Il governo israeliano ha ricevuto la lista dei dieci ostaggi in mano ad Hamas che saranno liberati oggi, martedì, in cambio di 30 prigionieri palestinesi. Lo scrive il sito di Haaretz precisando che le famiglie sono state avvertite. Secondo l'ultimo accordo stipulato tra Israele e Hamas reso noto dal Qatar, ogni giorno di proroga della tregua prevede la liberazione di ostaggi israeliani e di prigionieri palestinesi in un rapporto di uno a tre.

Il video dell'arrivo dei prigionieri palestinesi rilasciati, le loro voci

L'Assemblea generale dell'ONU: Israele si ritiri dalle alture del Golan

L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che chiede a Israele di ritirarsi dalle alture del Golan occupate. Un totale di 91 Paesi ha votato a favore del documento, tra cui Russia, Brasile, India, Cina e Arabia Saudita. Otto Paesi, tra cui Stati Uniti e Regno Unito, hanno votato contro, mentre 62 Paesi si sono astenuti.

A differenza delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu, quelle dell'Assemblea generale non sono vincolanti. Israele ha occupato le alture del Golan nel 1967, conquistandole con la forza alla Siria, e ne ha espulso la quasi totalità della popolazione.

Il video della liberazione degli ostaggi israeliani, consegnati da Hamas alla Croce Rossa

I 30 prigionieri palestinesi rilasciati da Israele sono a Ramallah

Il quinto gruppo di 30 palestinesi rilasciato dalle carceri israeliane in base all'accordo di scambio di prigionieri tra Israele e Hamas è arrivato a Ramallah, in Cisgiordania.
In precedenza il servizio penitenziario israeliano aveva annunciato di aver rilasciato le 30 persone dalla prigione Ofer, vicino Ramallah, e da un altro centro di detenzione a Gerusalemme. Ancora prima le forze armate israeliane e lo Shin Bet - i servizi segreti israeliani - avevano annunciato che i dieci ostaggi israeliani e i due tailandesi liberati ieri dal movimento islamista di gaza erano arrivati in Israele.

Il G7: "Estendere la tregua, aiutare i civili, soluzione a due Stati"

I ministri degli Esteri dei Paesi del G7 sostengono l'ulteriore estensione della tregua attuale e di altre ulteriori pause nei combattimenti a Gaza per aumentare l'assistenza alla popolazione e facilitare il rilascio di tutti gli ostaggi. "Ogni sforzo - hanno detto i ministri in una dichiarazione congiunta - deve essere fatto per garantire il supporto umanitario ai civili, compresi cibo, acqua, carburante e forniture mediche. Sosteniamo l'ulteriore estensione di questa pausa e di quelle future, se necessarie, per consentire l'aumento dell'assistenza e facilitare il rilascio di tutti gli ostaggi". Infine, i ministri del G7 hanno ribadito "l'impegno a sostenere la creazione di uno Stato palestinese nel contesto della soluzione di due Stati che possa consentire a israeliani e palestinesi di vivere in pace.

I 10 ostaggi israeliani liberati sono in ospedale

I 10 ostaggi israeliani liberati da Gaza dopo 53 giorni di prigionia sono allo Sheba Medical Center e all'ospedale Ichilov di Tel Aviv per essere curati.
Lo riporta il Times of Israel, specificando che otto donne israeliane, sei delle quali anziane, una madre e la figlia di 17 anni sono state liberate ieri sera, così come due cittadini thailandesi nell'ambito di un accordo separato.
Sette delle donne e l’adolescente si trovano ora allo Sheba Medical Center e altre due donne sono assistite all’ospedale Ichilov di Tel Aviv, dove si stanno ricongiungendo con le loro famiglie. I due cittadini thailandesi sono in cura presso l'ospedale Assaf Harofeh.

510 quintali di aiuti umanitari in volo dagli Usa per Gaza

"Oggi gli Stati Uniti hanno trasportato con un aereo oltre 54.000 libbre (510 quintali, ndr) di prodotti medici e aiuti alimentari all'hub logistico umanitario in Egitto per la consegna ai civili di Gaza. Questa è la prima delle tre consegne previste nei prossimi giorni.
Tali forniture delle Nazioni Unite salveranno vite umane e allevieranno le sofferenze di migliaia di persone a Gaza. Siamo grati al governo egiziano per il suo sostegno a queste consegne e per gli sforzi più ampi volti a garantire che le forniture umanitarie raggiungano i palestinesi bisognosi": lo rende noto il consigliere per la sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan, ribadendo l'impegno dell'amministrazione Biden per aumentare gli aiuti umanitari a Gaza.

Ministro di ultradestra israeliano minaccia: riprendere guerra o farò cadere governo

Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, minaccia di far cadere il governo Netanyahu se Israele non riprenderà la guerra con Hamas, attualmente in pausa negoziata. "Fermare la guerra = mandare in frantumi il governo", minaccia in un comunicato il ministro di estrema destra il cui partito detiene sei seggi nella coalizione e tre ministri nel gabinetto.
Se il sostegno del partito di Unità Nazionale di Benny Gantz fosse mantenuto, però, il governo del primo ministro Netanyahu sopravviverebbe a una defezione di Ben Gvir.

Tajani: No dell'Italia al riconoscimento unilaterale della Palestina

"L'Italia non è favorevole al riconoscimento unilaterale della Palestina. Riteniamo, invece, che debba trovarsi un accordo con Israele e con gli altri Paesi perché se si vuole la pace serve il mutuo riconoscimento da parte di Israele della Palestina e da parte della Palestina di Israele". Lo ha dichiarato il ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, dopo la riunione dei ministri degli Esteri della Nato. 

"I messaggi che inviamo ai coloni israeliani è di non usare violenza nei confronti del popolo palestinese nella West Bank e di rispetto del diritto internazionale da parte di Israele. Ma Hamas deve essere sconfitta. Io credo che si possa anche dare sanzioni individuali ad alcuni leader militari di Hamas", ha aggiunto. "L'Italia è pronta a fare la sua parte con una grande attivita' diplomatica, con una presenza dei nostri militari. Siamo anche pronti, qualora dovesse servire, ad iniziative delle Nazioni unite nella Striscia di Gaza. Invitiamo l'Iran ad abbassare i toni e Hezbollah a non continuare con attacchi che partono dal Libano verso il territorio di Israele", ha continuato.

Hamas accusa Israele per violazioni della tregua nel Nord della Striscia di Gaza

Hamas accusa Israele di aver violato il cessate il fuoco dopo che i militari dell'Idf hanno denunciato l'esplosione di ordigni nel nord e il ferimento di alcuni soldati. Il portavoce delle brigate al Qassam Abu Obeidah ha parlato di una "chiara violazione" della tregua da parte di Israele, spiegando che Hamas "ha gestito tale violazione". "Siamo impegnati alla tregua fino a che il nemico la rispetta e chiediamo ai mediatori di esercitare pressioni sull'occupazione chiedendole di aderire a tutti i termini della tregua a terra e in aria", ha aggiunto.

La tregua regge, a Doha si discute di ulteriore proroga

Regge la tregua a Gaza tra Israele e Hamas mentre si attende la liberazione di un nuovo gruppo di ostaggi, il quinto, e la scarcerazione di altri detenuti palestinesi. Intanto, a Doha si discute di un'ulteriore proroga: nella capitale del Qatar sono riuniti il capo del Mossad, David Barnea, il direttore della Cia William Burns, il capo dei servizi segreti egiziani Abbas Kamel e il premier qatarino Mohammed Bin Abdulrahman al-Thani.
L'obiettivo dei mediatori è quello di estendere ulteriormente la pausa umanitaria fino a raggiungere un cessate il fuoco permanente, che potrebbe anche aiutare ad abbassare le tensioni in Cisgiordania ed evitare l'allargamento della guerra, in primis al Libano con Hezbollah. Ma l'impresa è ardua e richiederebbe a entrambe le parti in conflitto di fare concessioni difficili da digerire.

Finora, in cinque giorni, Hamas ha rilasciato 50 ostaggi israeliani e diversi stranieri, in stragrande maggioranza thailandesi, mentre Israele ha scarcerato 150 detenuti, soprattutto donne e minorenni, di cui 98 in detenzione amministrativa cioè senza mai essere stati incriminati formalmente. Israele ritiene che siano ancora 173 i sequestrati nell'enclave palestinese, tra cui 6 minori. Non tutti sono nelle mani di Hamas, che ha riferito di aver parlato con gruppi minori nella Striscia per cercare di localizzarli, e oltre 40 sarebbero prigionieri della Jihad islamica.