La guerra Israele-Hamas, giorno 46

Netanyahu alla nazione: la guerra va avanti anche con l'intesa sugli ostaggi

Le liberazioni non prima di venerdì. L'accordo per una "pausa operativa" di 4 giorni previsto da domani alle 10, 50 ostaggi per 150 prigionieri palestinesi. A essere liberati sarebbero 30 minori e 20 donne. Anche Hezbollah fermerà le ostilità
Netanyahu alla nazione: la guerra va avanti anche con l'intesa sugli ostaggi
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Edifici distrutti dopo un raid israeliano a Beit Lahia, Gaza

Tregua rimandata, Haaretz: "Hamas non ha ratificato"

Una fonte israeliana ha riferito al quotidiano Haaretz che non ci sarà una tregua nella striscia di Gaza fino a quando non verranno finalizzati i tempi per l'attuazione dell'accordo con Hamas. Il giornale israeliano cita inoltre una fonte politica israeliana che spiega che il ritardo nell'attuazione dell'accordo sul cessate il fuoco è dovuto al fatto che Hamas non ha ancora presentato l'elenco dei cittadini israeliani che intende rilasciare, né ha ratificato l'accordo raggiunto con il Qatar, che dovrebbe garantire che tutte le parti rispettino i termini concordati. 
 

Biden a Israele: mantenere calma a confine Libano e Cisgiordania

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha messo in evidenza "l'importanza di mantenere  la calma al confine con il Libano e in Cisgiordania" nel corso di una conversazione telefonica con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Lo riferisce la Casa Bianca sottolineando che i due leader hanno discusso la pausa nei combattimenti, che consentirà un aumento della necessaria assistenza umanitari a Gaza. 

 

Gaza ritorna alle origini: il pane cotto nei forni di argilla, "li usavamo 40 anni fa"

Figlio deputato Hezbollah ucciso da raid Israele in Libano

Il figlio di Mohamed Raad, importante membro di Hezbollah al parlamento libanese, è stato ucciso oggi in un raid israeliano nel sud del Libano. Lo riferisce all'Afp una fonte vicina alla famiglia. Il figlio del deputato, capogruppo del partito filo-iraniano in parlamento, "è stato ucciso, insieme ad altri membri di Hezbollah" in un bombardamento su una casa nel villaggio di Beit Yahoun, ha precisato la fonte, che ha richiesto l'anonimato. 

 

Israele: nessun ostaggio liberato prima di venerdì

Il consigliere della sicurezza nazionale di Israele, Tzachi Hanegbi, ha detto che l'inizio della liberazione degli ostaggi è attesa non prima di venerdì.
"I negoziati per il rilascio dei nostri prigionieri procedono e continueranno tutto il tempo", ha sottolineato Hanegbi in un comunicato diffuso dall'Ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu. Il consigliere ha poi aggiunto che la fase del rilascio dell'accordo di cessate il fuoco va avanti come programmato e che la prima parte degli ostaggi israeliani sarà liberata venerdì.

 

Biden sente Netanyahu, Sisi ed emiro del Qatar

Joe Biden ha sentito il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi e l'emiro del Qatar sull'accordo per il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas.

 

Netanyahu: la vittoria ha un prezzo molto alto da pagare

"Questa vittoria ha un prezzo molto alto da pagare". Lo ha detto in conferenza stampa il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ricordando i soldati caduti nell'operazione a Gaza. Netanyahu ha aggiunto che Israele continuerà a combattere Hamas nel nord e nel sud, cosa che è stata possibile solo "grazie all'eroismo e al coraggio dei nostri figli".

 

A Rafah si intensifica flusso aiuti, pronti 200 camion per Gaza

Mentre il terminal di Rafah attende la finalizzazione dell'accordo per lo scambio tra ostaggi di Hamas e prigionieri di Israele, si va intensificando il flusso di aiuti in uscita dal valico.
Duecento camion con aiuti umanitari si stanno preparando ad entrare domani nella Striscia di Gaza - ha affermato Raed Abdel Nasser, segretario generale della Mezzaluna Rossa egiziana nel Nord Sinai - mentre oggi sono riuscite ad entrare in Egitto; 448 persone tra stranieri ed egiziani e 18 feriti.
Nella Striscia sono entrate oggi da Rafah 4 autocisterne, che trasportavano in tutto circa 120.000 litri di carburante. Nel vicino porto sono approdate 4 petroliere. 

 

Netanyahu: guerra continua anche con accordo

"La guerra continua. Continueremo questa guerra finché tutti i nostri obiettivi non saranno raggiunti, incluso il ritorno dei nostri prigionieri e l’eliminazione di Hamas e garantendo che il giorno dopo Hamas, Gaza non sarà sotto il controllo di alcun partito che si impegna nel terrorismo o insegna il terrorismo". È quanto ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, parlando in conferenza stampa. "Garantiremo la sicurezza e l’incolumità dei nostri cittadini sia nel nord che nel sud", ha aggiunto, "stiamo vincendo e continueremo la lotta fino alla vittoria completa".

 

Netanyahu: "Imperativo morale liberare donne e bambini"

"Ho l'imperativo morale di liberare donne e bambini. Alcuni ne abbiamo liberati con operazioni audaci, ma non sempre è stato possibile. Devo esplorare le altre opzioni": lo ha detto il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, che sta spiegando al Paese il senso dell'accordo siglato con Hamas. 

 

L'Esercito israeliano ci conduce all'interno del tunnel sotto l'ospedale al-Shifa

Accordo Israele-Hamas, Netanyahu ringrazia Biden per impegno

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avuto una telefonata con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden durante la quale lo ha ringraziato per aver favorito il raggiungimento di un accordo tra Hamas e Israele. L'accordo, che sarà attuato nelle prossime ore, che vedrà il rilascio di almeno 50 ostaggi provenienti da Gaza, come afferma un funzionario israeliano citato dal Jerusalem Post.

 

Onu: "Gaza il luogo piùu' pericoloso al mondo". Rabbia di Israele

Davanti al Consiglio di sicurezza dell'Onu, a New York, Israele ha accusato pesantemente l'Unicef e UN Women, le agenzie Onu che ha accusato di schierarsi sistematicamente dalla parte di Hamas e di ignorare le sofferenze e i dati che fornisce il governo israeliano.
Il tono dell'ambasciatore israeliano, Gilad Erdan, e' stato cosi' aggressivo nei confronti dei due direttori - Catherine Russell dell'Unicef e Sima Bahous di UN Women - che l'ambasciatore cinese e moderatore del dibattito, Zhang Jun, ha esortato il diplomatico a mostrare "il dovuto rispetto" nei suoi interventi.
Le agenzie avevano illustrato, dinanzi al Consiglio, il grave impatto che la guerra di Gaza sta avendo sulle donne e i bambini palestinesi: in particolare Russell ha detto che "Gaza e' oggi il luogo piu' pericoloso al mondo per chi e' un bambino". Immediata la reazione del diplomatico, presentatosi con la stella gialla dell'Olocausto ben visibile sul bavero: e' arrivato a dire che "l'Unicef non si preoccupa dei bambini di Gaza, e UN Women non si preoccupa delle donne di Gaza; altrimenti non sareste rimasti in silenzio durante i 16 anni in cui Hamas ha governato Gaza", un periodo in cui - sono le sue parole - Hamas ha sottoposto a ogni vessazione le donne e le ha usate come scudi umani. Erdan -che in passato ha accusato di parzialita' anche il segretario generale dell'organizzazione, Anto'nio Guterres, e l'agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, Unrwa- ha aggiunto che la riunione odierna del Consiglio "non e' stata una sessione, ma un'inquisizione" contro il suo Paese. "Ma come puo' accadere? Come si puo' essere cosi' parziali? Quando sapete tutti che Israele fa tutto cio' che e' in suo potere per mitigare le vittime civili, mentre Hamas fa tutto il possibile per uccidere i civili, sia israeliani che gazawi?".

 

Media: Israele ha elenco ostaggi vicini a rilascio domani

Israele ha ricevuto l'elenco dei nomi degli ostaggi che dovrebbero essere rilasciati domani, durante il primo giorno della tregua raggiunta con Hamas. Lo riferisce l'emittente israeliana Channel 12. Israele non comunicherà i loro nomi prima del rilascio per evitare ogni falsa speranza tra le famiglie se l'accordo dovesse saltare. L’elenco è stato consegnato al capo del Mossad David Barnea e al generale dell’esercito israeliano Nitzan Alon, che si trovano attualmente in Qatar per definire gli ultimi dettagli dell’accordo.

 

Gaza: ministro degli Esteri di Ankara domani a Roma

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan sarà domani a Roma per discutere con le autorità italiane di "iniziative per fermare la guerra a Gaza" assieme ad un gruppo di ministri dei Paesi dell'Organizzazione della Cooperazione islamica (Oic), nell'ambito di azioni diplomatiche riguardo al conflitto tra Hamas e Israele decise da parte della stessa organizzazione durante il suo ultimo vertice a Riad. Lo rende noto il ministero degli Esteri di Ankara.

 

Ministro Esteri iraniano: “Se tregua non regge il conflitto si estenderà”

''Se la tregua tra Hamas e Israele non reggerà'' e quindi ''non continuerà'', allora ''il conflitto si estenderà''. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amirabdollahian, citato dall'emittente televisiva libanese al-Mayadeen.

 

Macron: si utilizzi tregua a Gaza per cessate il fuoco durevole

L'accordo fra Israele e Hamas per liberare ostaggi detenuti dal movimento islamico palestinese deve essere "amplificato" e la "pausa umanitaria" che prevede deve essere "utilizzata" per lavorare ad "un cessate-il-fuoco duraturo": questa la posizione della presidenza francese, comunicata a Parigi questa sera.
Il capo dello stato francese, Emmanuel Macron, che ha ricevuto oggi pomeriggio i ministri degli Esteri di diversi paesi arabi e musulmani, ha detto loro che questo obiettivo "implica che la sicurezza di Israele sia presa in considerazione in modo completo da tutti".

 

Fonte egiziana: scambio ostaggi avverrà al valico di Rafah

Lo scambio tra ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi dovrebbe avvenire gradualmente attraverso il valico di Rafah, tra Egitto e Striscia di Gaza. Lo hanno riferito fonti della sicurezza al valico, ricordando che l'ultima volta che c'era stato uno scambio di prigionieri era avvenuto con le stesse modalità. Gli ostaggi nelle mani di Hamas dovrebbero essere consegnati a Rafah ai servizi di sicurezza egiziani, e poi trasferiti in ambulanza al vicino valico di Karem Aboul Salem. Lì verrebbero poi affidati alla parte israeliana.

 

Domani delegazione Paesi islamici e Lega araba a Roma

Domani i principali ministri degli Esteri dei paesi islamici e la Lega Araba si recheranno a Roma. E' quanto annuncia in una nota il ministero degli Esteri della Turchia. Il ministro degli Esteri, Hakan Fidan, si legge, "si recherà in visita a Roma il 23 novembre, insieme ad alcuni altri membri del gruppo incaricato dall'Organizzazione per la Cooperazione Islamica e dalla Lega Araba di intraprendere iniziative per fermare la guerra a Gaza e garantire una pace permanente".
Oggi una delegazione composta dai capi della diplomazia dell'Arabia Saudita, dell'Egitto, della Giordania, dei territori palestinesi, dell'Indonesia, della Nigeria, della Turchia e il segretario generale della Lega Araba Ahmed Aboul Gheit hanno incontrato a Parigi il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron.

 

Familiare ostaggio: mi resta speranza, credo nell'aiuto del Papa

"Io sono qui per la liberazione di mio fratello. Non per la politica. L'ultima cosa che ci è rimasta è la speranza. Oggi abbiamo incontrato il Papa. È una figura molto influente e spero che lui possa aiutarci". Lo dice Michael Levy, fratello di Or, un ragazzo israeliano di 33 anni rapito da Hamas, entrando alla cerimonia alla Sinagoga spagnola a Roma, accanto al Tempio Maggiore, organizzato dalla Comunità ebraica.
"Io penso sia solo l'inizio quindi spero che inizieranno a liberare presto anche tutti gli altri ostaggi", aggiunge Levy.
"La situazione è complicata. Siamo felici di ascoltare delle notizie per la salvezza delle vite ma c'è un senso di incompletezza perché gran parte degli ostaggi non sono liberi - continua Levy- Io non so nulla di mio fratello dalla mattina del 7 ottobre. Con sua moglie stavano al festival Nova. Hanno provato a scappare ma lui l'hanno preso".

 

Macron: “Paesi condannino senza equivoci gli attentati di Hamas”

Emmanuel Macron chiede che tutti i Paesi condannino senza alcun equivoco gli attentati di Hamas, nel suo intervento al vertice straordinario del G20. Macron ha anche sollecitato la liberazione immediata di tutti gli ostaggi. Ovunque le vite umane si equivalgono, i diritti civili devono essere protetti e il diritto umanitario rispettato, ha aggiunto il Presidente francese, sollecitando i Paesi G20 a difendere l'obiettivo di una tregua umanitaria a Gaza che porti a un cessate il fuoco.
 

 

Casa Bianca su accordo: “Non avremo pace fino a rilascio ultimo ostaggio”

''Non avremo pace finché non riusciremo a riportare tutti gli ostaggi alle famiglie a cui appartengono''. Così il portavoce della Sicurezza nazionale della Casa Bianca John Kirby.
"Ora è stato raggiunto un accordo tra Israele e Hamas per il rilascio di più di 50 ostaggi che Hamas tiene in ostaggio, tutte donne e bambini. Nei prossimi giorni o giù di lì, inizieremo a vederli essere riuniti alle loro famiglie'', ha aggiunto Kirby.

 

Attacco convoglio Msf, morto parente di un membro dello staff a Gaza

In una nota Medici Senza Frontiere (Msf) si dice ''sconvolta dalla notizia della morte del familiare di un membro del suo staff, rimasto ferito sabato scorso nell'attacco a un convoglio di evacuazione che aveva già provocato un morto''. E questo ''nonostante negli ultimi quattro giorni Msf abbia ripetutamente chiesto alle parti in conflitto di consentire l'evacuazione medica della persona ferita''. Ma, si legge nella nota, ''non si sono riuscite ad ottenere le condizioni di sicurezza necessarie per farlo. Il personale di Msf ha fatto del suo meglio per aiutarlo''.
Quindi l'appello di Msf che ''chiede alle parti in conflitto di smettere di colpire i civili. E' necessario adesso un cessate il fuoco, l'unico modo per ottenere corridoi di evacuazione sicuri per migliaia di persone, compreso il personale di Msf e i loro familiari''.

 

Meloni: “Soluzione dei 2 stati per svelare il bluff di Hamas”

Con la Germania "sosteniamo Israele e il suo diritto a difendere la sua sicurezza, i suoi cittadini e i suoi confini dalla minaccia di Hamas, come siamo concordi nel dire che è necessario rispettare il diritto internazionale e proteggere la vita dei civili. Crediamo che Hamas si faccia scudo della causa palestinese e che il modo più efficace per svelare questo bluff sia lavorare per una soluzione strutturale del problema, quella dei due popoli e due Stati". Così la premier Giorgia Meloni, parlando in conferenza stampa a Berlino dopo il vertice intergovernativo italo-tedesco.

 

Berlino, Giorgia Meloni e Olaf Scholz ansa
Berlino, Giorgia Meloni e Olaf Scholz

Jihad islarmica rispetterà tregua: “Siamo parte dell'accordo”

La Jihad islamica palestinese rispetterà la tregua di quattro giorni nei combattimenti, come previsto dall'accordo raggiunto tra Hamas e Israele. Lo ha dichiarato Ali Abu Shaheen, membro dell'ufficio politico della Jihad Islamica, citato dall'emittente al-Jazeera.
''Siamo parte dell'accordo - ha detto il portavoce - Ci incontriamo, ci consultiamo e ci coordiniamo costantemente con Hamas''. Alcuni degli ostaggi nella Striscia di Gaza sono trattenuti dalla Jihad Islamica.

 

Media: “Israele valuterà attentamente risposte alle violazioni della tregua”

Israele valuterà attentamente come rispondere alle possibili violazioni della tregua concordata nell'ambito dell'accordo con Hamas per il rilascio di alcuni ostaggi sapendo che Hamas non controlla tutta l'area .Lo ha riferito un alto funzionario israeliano secondo quanto riferisce 'The Times of Israel'.
Israele, infatti, rileva l'alto funzionario, teme che Hamas possa violare la tregua concordata e sparare sui soldati nelle aree del nord di Gaza controllate dall'Idf: se i soldati finissero sotto il fuoco nemico, osserva l'alto funzionario, sarebbero autorizzati a rispondere al fuoco ma Israele cercherà di non avviare un'azione militare. L'alto funzionario afferma che Hamas ha un debole controllo nel nord di Gaza e potrebbe non essere in grado di esercitare la sua autorità su tutti i palestinesi in quell'area. Pertanto, Israele valuterà attentamente come rispondere a qualsiasi violazione della pausa delle ostilità caso per caso, consapevole dell'imperativo in corso di garantire che il rilascio degli ostaggi proceda.
I soldati, sottolinea l'alto funzionario, affronteranno qualsiasi minaccia diretta, facendo lo sforzo di non intraprendere azioni che potrebbero essere interpretate come una violazione dell'accordo.
Israele intende utilizzare la pausa nei combattimenti per pianificare i prossimi passi della guerra, anche per garantire che il maggior numero possibile di ostaggi sia riportato a casa, dice il funzionario.

 

Israele riceverà in serata lista ostaggi che Hamas libererà

I leader politici israeliani dovrebbero ricevere questa sera l'elenco ufficiale dei primi ostaggi che dovrebbero essere liberati domani da Hamas. Lo riporta il quotidiano Haaretz. Al momento, i funzionari israeliani non possono confermare chi apparirà nella lista e quanti prigionieri saranno liberati. Secondo la decisione che si sta delineando, le famiglie dei prigionieri non saranno informate in anticipo sul rilascio previsto dei loro cari per evitare inutili angosce in caso di mancata liberazione. La politica di Israele cambierà nel caso in cui Hamas stesso pubblichi i nomi.
All'arrivo della lista in Israele, il primo ministro Benjamin Netanyahu e i ministri Gantz e Gallant finalizzeranno l'elenco dei prigionieri da rilasciare in cambio, che sarà sottoposto all'approvazione di Hamas. Una volta che entrambe le parti avranno confermato che le liste sono conformi alle condizioni dell'accordo, i prigionieri saranno consegnati alla Croce Rossa e inizieranno i preparativi per il loro rilascio.

 

Tajani: reazione Israele sia proporzionata, palestinesi non sono criminali

“Sono un amico di Israele. Dopo l’Olocausto, è diritto del popolo ebraico avere uno Stato libero e sicuro ma se si vuole che anche l’opinione pubblica sia favorevole a Israele, è necessaria una reazione proporzionata. Questo è importante per Israele". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di un'intervista al Financial Times. "I palestinesi non sono criminali - ha aggiunto - Hamas sta usando i palestinesi. Occorre attaccare solo Hamas, non è facile ma occorre fare così. Dobbiamo essere sofisticati, dobbiamo essere prudenti".

 

Hamas: 14.352 morti a Gaza tra cui 6mila minori e 4mila donne

Sono 14.532 le persone che hanno perso la vita nella Striscia di Gaza a causa dei raid israeliani dal 7 ottobre scorso. Ad aggiornare il bilancio delle vittime è il governo di Hamas a Gaza, spiegando che tra i morti si contano anche più di seimila bambini e quattromila donne.
Inoltre sono 205 le vittime tra il personale medico e sanitario, aggiunge il governo di Hamas, e 64 i giornalisti che hanno perso la vita nell'enclave palestinese. Il bilancio delle vittime potrebbe anche essere più grave, affermano le autorità di Gaza, in quanto circa settemila persone risultano ancora disperse, tra cui oltre 4.700 tra donne e bambini.

 

Hamas: “Su Gaza nessun aereo domani dalle 10 alle 16”

L'esponente di Hamas Moussa Abu Marzouk ha confermato l'entrata in vigore, domattina alle dieci (ora locale), del cessate il fuoco da parte di Israele. In una intervista ad al Jazeera, ha precisato che la tregua riguarda "tutte le regioni della Striscia di Gaza". "Su Gaza non voleranno aerei civili o da guerra dalle 10 alle 4 del pomeriggio", ha aggiunto. Israele ha anche acconsentito a non arrestare nessuno a Gaza durante il periodo della tregua.

 

Idf: il bilancio delle vittime tra i militari israeliani sale a 70

L'Idf, le Forze di Difesa Israeliane hanno annunciato oggi la morte di un soldato durante i combattimenti nel nord della Striscia di Gaza, portando a 70 il bilancio delle vittime dell'offensiva di terra contro Hamas. Si tratta di Eitan Dov Rosenzweig, 21 anni, del Battaglione Shaked della Brigata Givati, di Alot Shvut.
L'Idf afferma anche che un riservista dell'Unità 504 della Direzione dell'Intelligence Militare e un soldato dell'unità di ricognizione della Brigata Golani sono stati gravemente feriti in altri scontri nel nord di Gaza.

 

Rilascio bimbi ostaggio, Israele dà linee guida a soldati

In vista dell'avvio domani mattina del rilascio dei primi ostaggi israeliani tenuti da Hamas a Gaza, probabilmente bambini, l'Istituto Haruv, specializzato nel trattamento delle vittime di abusi, insieme al ministero del Welfare, ha dato indicazioni ai militari su come comportarsi. Le linee guida raccomandano che venga assegnato un soldato a ogni bambino: quando lo incontrerà, il militare si dovrà presentare e sottolineare che si trovano in un luogo sicuro. Dovrà sincerarsi se ha sete, caldo o freddo, e dovrà chiedere il permesso prima di qualsiasi contatto fisico.
In generale, le autorità israeliane hanno identificato il processo in più fasi attraverso il quale passeranno gli ostaggi, fino al ritorno a casa in Israele. Hamas li consegnera' alla Croce Rossa, che a sua volta li trasferira' alle forze armate israeliane. I sequestrati verranno quindi sottoposti a un primo controllo medico, quindi saranno portati in uno dei cinque centri medici individuati in Israele per incontrare le loro famiglie. Successivamente, le autorità mediche e di difesa valuteranno insieme se almeno una parte degli ostaggi potrà essere interrogata e, nella fase finale, gli ostaggi verranno sottoposti a un colloquio con gli agenti di sicurezza prima di essere rilasciati.
In merito alla necessità di interrogare i sequestrati, come ha spiegato il portavoce dell'Idf, Daniel Hagari, "abbiamo imparato da quello che è successo in passato e da tutti coloro che sono tornati abbiamo recuperato altre informazioni di intelligence. La memoria e la conoscenza ci sono state molto utili".

 

Scholz: d'accordo con Italia su soluzione due Stati

"Israele e Palestina hanno il diritto di intendersi e le pause umanitarie sono fondamentali. Sono d'accordo con l'Italia sulla necessita' di maggiori aiuti a Gaza e sulla soluzione dei due Stati, che e' quella che permettera' di convivere in pace": lo ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz nella conferenza congiunta con la premier italiana, Giorgia Meloni, al vertice intergovernativo di Berlino.

 

Esercito Israele entra in ufficio intelligence Hamas

"I combattenti della squadra di combattimento della brigata paracadutisti sono all'attacco nelle zone di Issa e Tal al-Hawa. I combattenti hanno fatto irruzione nell'avamposto della Brigata di Gaza City e nell'ufficio dell'intelligence militare di Hamas". È quanto fa sapere l'esercito israeliano in un post sui social. "Nel raid", aggiunge, "i combattenti hanno raccolto materiale di intelligence, bottino tecnico e informazioni significative sulle infrastrutture sotterranee di Hamas".

 

Cohen: attacchi Hezbollah potrebbero portare a guerra in Libano

Per il secondo giorno consecutivo, il ministro degli Esteri israeliano Eli Cohen ha avvertito che gli attacchi in corso da parte del gruppo libanese Hezbollah contro Israele potrebbero portare a una guerra totale in Libano: "Gli attacchi di Hezbollah, rappresentante dell'Iran, potrebbero portare alla guerra in Libano", ha detto Cohen in un briefing ai media.
"Israele non ha interesse ad aprire un altro fronte, ma non possiamo continuare a tollerare tali attacchi. La responsabilità della comunità internazionale è quella di attuare pienamente la Risoluzione 1701 per prevenire una guerra in Libano", ha proseguito parlando della risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che ha posto fine alla seconda guerra del Libano nel 2006 con la richiesta di disarmo delle formazioni militanti.

 

Corte Suprema Israele respinge ricorso, via libera all'accordo

La Corte Suprema israeliana ha respinto il ricorso contro la scarcerazione dei detenuti palestinesi nell'ambito dell'accordo con Hamas sul rilascio degli ostaggi. Lo riporta Haaretz.

 

Nyt: l'accordo con Hamas grazie a 'cellula segreta' Usa

L'accordo tra Israele e Hamas per la liberazione di ostaggi è frutto di una lunga e paziente pressione dell'amministrazione Biden e del lavoro diplomatico di una "secret cell", una cellula segreta di stretti consiglieri del presidente che hanno lavorato con ostinazione su una rete di negoziati con Qatar, Egitto e Israele. Uno sforzo ostacolato dalle interruzioni delle comunicazioni a Gaza e da una serie di controversie dell'ultimo minuto che hanno fatto deragliare i colloqui. Lo scrive il New York Times, raccontando i retroscena delle cinque settimane di trattative delicate che hanno portato all'accordo, comprese 13 telefonate del presidente americano al premier israeliano  Benjamin Netanyahu.
Decisiva, secondo il quotidiano, la convinzione maturata da Joe Biden che, per superare le resistenze di 'Bibi' a pause di giorni (e non di poche ore), era necessario legare la tregua all'accordo per la liberazione degli ostaggi. Dopo un'altalena di progressi e stop, i negoziati sono ripresi in seguito ad una telefonata di Biden all'emiro del Qatar, principale mediatore dell'intesa. I dirigenti Usa hanno continuato a fare pressione su Israele e,  attraverso gli intermediari, su Hamas.
Dopo la chiamata di Biden, i suoi più stretti collaboratori, compreso il capo della Cia, si sono incontrati con l'emiro in Qatar per esaminare l'ultima bozza, un testo di sei pagine con passaggi dettagliati per l'attuazione dell'accordo da entrambe le parti. Un accordo che ora la Casa Bianca spera possa essere esteso, spianando la strada ad un più ampio accordo di pace nella regione. 

 

Capo negoziatore Qatar: “Mediazione difficile, zero fiducia tra le parti”

E' stato un ''lavoro estremamente intenso e difficile'' quello che ha condotto il Qatar per riuscire a raggiungere ''un accordo tra le parti'', Israele e Hamas, ''che hanno un livello di fiducia tra loro pari a zero''. Lo ha dichiarato in una intervista esclusiva alla Cnn il capo dei mediatori del Qatar, il ministro degli Esteri di Doha Mohammed bin Abdulaziz Al-Khulaifi. I colloqui nelle ultime settimane ''sono andati a singhiozzo'', spiega, ma alla fine ''è significativo'' che si sia arrivati a ''quello che le parti vogliono''.
''Il nostro lavoro è stato estremamente intenso, come potete immaginare. E' un periodo di forte escalation, scontri militari, escalation umanitaria, invasione di terra'', ha detto Al-Khulaifi da Doha. Inoltre ci sono stati eventi ''che non hanno favorito un accordo e non hanno aiutato i mediatori'', ha affermato il capo della diplomazia di Doha, aggiungendo che il lancio di una ''operazione mirata'' da parte di Israele sull'ospedale al Shifa di Gaza City ha esercitato pressioni sui negoziati.
 

 

Washington Post: “Grande porzione Striscia Gaza ridotto in macerie come Siria in 4 anni di guerra”

Anche se i combattimenti dovessero terminare oggi, una vasta porzione della Striscia di Gaza è stata ridotta in macerie, in proporzione, quanto in Siria è stato polverizzato in quattro anni di guerra. Ed è difficile immaginare un processo di ricostruzione e chi sarà disposto a versare il denaro necessario dell'ordine di diversi miliardi di dollari, anche solo calcolarne il costo, scrive il Washington Post, citando il dato dell'Ufficio del coordinatore delle Nazioni Unite per gli aiuti umanitari, per cui il 45 per cento delle unità abitative dell'enclave sono già state distrutte o gravemente danneggiate.
Migliaia di munizioni sono state sparate da Israele in tutta la regione, ma in modo particolare al nord. La città di Beit Hanoun in cui vivevano 50mila persone è una rovina in cui "a malapena rimane in piedi un unico edificio". Come si vede dalle immagini dei satelliti e dei droni, le strade sono distrutte e gli edifici crollati. Più della metà degli edifici nel nord della Striscia sono danneggiati.
Il direttore delle operazioni umanitarie dell'Onu Martin Griffiths ha descritto la situazione come "la peggiore mai vista" nella sua lunga carriera. "Nessuno va a scuola a Gaza. Nessuno sa cosa sarà il suo futuro. Gli ospedali sono diventati luoghi di guerra, non di cura. Non penso di aver mai visto una cosa simile", ha dichiarato, in una intervista a Cnn. 

 

Tajani al Financial Times: un'amministrazione Onu per Gaza dopo la guerra

"L'Italia preme su Israele perché rifletta sul futuro di Gaza". E' il titolo che il Financial Times ha scelto per una lunga intervista al ministro degli Esteri Antonio Tajani, in cui si spiega che il titolare della Farnesina ha esortato il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu a sfruttare l'imminente pausa di quattro giorni nelle ostilità per considerare attentamente il futuro politico della regione, una volta terminata la fase attiva del conflitto. "Israele deve smantellare le strutture militari e terroristiche, ma deve già pensare al periodo successivo", ha spiegato Tajani. "Chi governerà Gaza? Chi si prenderà cura di 2 milioni di cittadini palestinesi? Come può Israele riprendere il suo impegno politico con i Paesi arabi della regione?". Questioni su cui, ha sottolineato il titolare della Farnesina, il governo israeliano ha bisogno di parlare con i suoi più stretti alleati. L'Italia sta lavorando con i Paesi arabi amici, a cominciare dall'Egitto, per trovare "una possibile via d'uscita politica e diplomatica". E la proposta di Tajani è "un'amministrazione Onu" sostenuta dalle forze di pace internazionali che possa gestire Gaza per diversi anni dopo la fine della guerra, dando tempo per lavorare ad una soluzione politica a lungo termine al conflitto israelo-palestinese. "Hamas vuole tutti i Paesi arabi contro Israele" e quindi "dobbiamo raggiungere una soluzione che permetta ai palestinesi di avere tutti i Paesi arabi contro Hamas", è la riflessione di Tajani. Se "l'obiettivo finale è due popoli due Stati, dobbiamo aprire la strada per raggiungere questo accordo". E siccome per la pace "serve tempo, innanzitutto dobbiamo fermare la guerra", è l'appello. Tajani chiama poi Israele al rispetto del diritto internazionale, a "salvaguardare meglio le vite dei civili". Perché anche se "è diritto del popolo ebraico avere uno Stato libero e sicuro", allo stesso tempo "se si vuole che anche l'opinione pubblica sia favorevole a Israele, è necessaria una reazione proporzionata"

Forze di difesa israeliane: presi quartier generali di Hamas a Sheikh Zaid nel nord

Soldati della Brigata Givati hanno catturato i quartier generali della Brigata Nord di Hamas nella Striscia nella zona di Sheikh Zaid, tra Beit Hanun e Jabalya nel nord della Striscia. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui "sono numerosi i responsabili di Hamas che vivono in quella zona nella quale ci sono una serie di compound che appartengono alla fazione, inclusa l'unità d'elite Nukheba" che ha preso parte all'attacco omicida del 7 ottobre ai kibbutz israeliani. L'esercito ha detto che nel complesso sono stati trovati una serie di tunnel compreso uno  "strategico" profondo circa 50 metri e largo 7. Nello stesso sito i soldati hanno rinvenuto "un veicolo corazzato da trasporto truppe dell'esercito in miniatura e un modello della barriera israeliana al confine di Gaza". L'esercito - dopo aver aggiunto che sono stati uccisi numerosi miliziani di Hamas - ha spiegato anche che in una diversa operazione sono state trovate   "diverse armi su un camioncino che probabilmente era stato utilizzato da Hamas negli attacchi del 7 ottobre"

L'agenzia palestinese: un 16enne è morto dopo i raid Israele in Cisgiordania

Il 16enne palestinese Moataz Anas Eid è morto dopo essere stato colpito alla schiena da proiettili sparati dall'esercito israeliano che ha preso d'assalto il villaggio di Burin, a sud di Nablus, in Cisgiordania. Lo riporta l'agenzia Wafa. I soldati israeliani hanno sparato contro i cittadini proiettili metallici veri e rivestiti di gomma, granate assordanti e gas lacrimogeni. I medici hanno provato a rianimare il ragazzo prima di dichiararne la morte.

Usa: Gli sfollati Gaza tornino prima possibile nelle loro case

I palestinesi sfollati a Gaza "devono poter tornare alle loro case nel nord il prima possibile". Lo ha dichiarato l'inviato speciale degli Stati Uniti, David Satterfield, all'emittente libanese al Jadeed. Frasi che confermano l'insistenza dell'amministrazione Biden sul fatto che gli sfollati di Gaza non dovrebbero essere assorbiti da Paesi terzi, malgrado i diversi suggerimenti di diversi funzionari israeliani. Gli Stati Uniti hanno inoltre sottolineato che Israele dovrebbe sospendere ulteriori operazioni militari nel sud fino a quando non terrà conto di questi palestinesi sfollati dal nord di Gaza, stimati in centinaia di migliaia.

Meloni: soluzione del conflitto solo creando i due Stati

Ferma condanna di Hamas per l'ignobile e sanguinario assalto terroristico contro Israele dello scorso 7 ottobre, il diritto all'autodifesa di Israele e la convinzione che in prospettiva la soluzione del conflitto non potrà che passare attraverso la creazione di due Stati: sono i tre concetti sottolineati dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel suo intervento alla riunione virtuale del G20, a cui ha partecipato in collegamento da Berlino, a fianco del cancelliere tedesco Olaf Scholz.

Da Rafah a Gaza due autocisterne, 4 aerei di aiuti ad Al-Arish

Due autocisterne di carburante sono entrate a Gaza trasportando 60.000 litri di carburante, portando il totale di trasporti del genere a 13 mezzi. Lo ha detto Khaled Zayed, presidente della Mezzaluna Rossa egiziana, aggiungendo che all'aeroporto internazionale di al-Arish sono arrivati 4 voli di aiuti umanitari, provenienti da Indonesia, Emirati, Arabia Saudita e Kuwait. A bordo degli aerei anche numerosi operatori umanitari. Una fonte della sicurezza e una fonte della Mezzaluna Rossa al posto di frontiera di Rafah hanno poi riferito che oggi sono entrati in Egitto 300 stranieri e 9 palestinesi feriti sono arrivati al valico di Rafah, accompagnati da 9 loro parenti. Per oggi erano sono attesi 20 feriti, oltre a 336 stranieri e 112 egiziani di origine palestinese, hanno sottolineato. 

Netanyahu stasera terrà una conferenza stampa a Tel Aviv

Il premier Benyamin Netanyahu terrà stasera una conferenza stampa al ministero della Difesa a Tel Aviv alle 21.15 (le 20.15 in Italia). Insieme a lui ci saranno il ministro della Difesa Yoav Gallant e quello del governo di emergenza nazionale Benny Gantz.

Politico: gli Stati Uniti hanno fornito dati a Israele per non colpire gruppi umanitari

L'amministrazione Biden fornisce da settimane a Israele la posizione dei gruppi umanitari a Gaza per prevenire attacchi contro le loro strutture. Ma Israele ha continuato a colpire tali siti. Le informazioni, trasmesse al governo israeliano da almeno un mese, includevano le coordinate Gps di una serie di strutture mediche e informazioni sui movimenti dei gruppi umanitari nella Striscia, secondo tre fonti che hanno parlato con Politico protette dall'anonimato.
Israele ha lanciato tuttavia operazioni contro Hamas all'interno o in prossimità dei siti umanitari, compresi gli ospedali, portando alla distruzione di edifici e al blocco del carburante e di altre forniture critiche. Non è chiaro, precisa Politico, se gli Stati Uniti abbiano compilato una lista formale di "no-strike" o se stiano fornendo indicazioni una tantum. Ma i dirigenti Usa hanno contribuito a trasmettere le coordinate dei gruppi che forniscono cibo e assistenza medica a Gaza e operano negli ospedali, in uffici più piccoli e vivono in guest house. Tra i siti forniti al governo israeliano ci sono strutture mediche, compreso l'ospedale Al-Shifa, di cui le forze israeliane hanno preso il parziale controllo il 15 novembre. In dichiarazioni pubbliche, i dirigenti statunitensi hanno sottolineato che i gruppi umanitari stanno incontrando forti difficoltà per operare nella Striscia di Gaza a causa di Hamas, sottolineando che il gruppo estremista usa i civili come scudi umani e gestisce tunnel sotto gli ospedali. Ma il continuo bombardamento di queste strutture umanitarie da parte di Israele, sottolinea Politico, solleva ulteriori dubbi sul fatto che Washington abbia su Israele l'influenza politica che molti nell'amministrazione vorrebbero. E la divergenza è particolarmente netta, dato che l'obiettivo è proteggere gli operatori umanitari, uno dei principi fondamentali del diritto umanitario internazionale. "Potrebbe darsi che l'amministrazione Biden ci stia provando dietro le quinte  ma probabilmente non stanno arrivando da nessuna parte. Quando gli israeliani sentono di trovarsi in una situazione di minaccia esistenziale,  il peso dell'influenza americana diminuisce", ha affermato Robert Ford, un ex diplomatico americano che ha prestato servizio a lungo in Medio Oriente, anche sotto il presidente Barack Obama. 

Unicef: Gaza è il posto più pericoloso al mondo per un bimbo. Pause? "Non sono abbastanza"

"Secondo quanto riferito, più di 5.300 bambini palestinesi sono stati uccisi a Gaza in soli 46 giorni, più di 115 al giorno, e rappresentano il 40% dei morti. E riceviamo segnalazioni secondo cui più di 1.200 minori rimangono sotto le macerie degli edifici bombardati o risultano comunque dispersi". Lo ha detto la direttrice esecutiva di Unicef Catherine Russell alla riunione del Consiglio di Sicurezza Onu sostenendo che "Gaza è il posto più pericoloso al mondo per un bambino". "Il numero di morti nell'attuale crisi ha superato di gran lunga il numero totale di morti durante le precedenti escalation - ha aggiunto -Tra il 2005 e il 2022 sono stati uccisi un totale di 1.653 bambini".  "

"L'Unicef accoglie con favore l'accordo tra Israele e Hamas - ha proseguito Russel - ma affinché i bambini sopravvivano, affinché gli operatori umanitari restino e operino efficacemente, le pause umanitarie a Gaza semplicemente non sono sufficienti, serve un cessate il fuoco urgente per porre immediatamente fine a questa carneficina. Prevediamo che nei prossimi mesi il deperimento infantile, la forma di malnutrizione più pericolosa per la vita dei bambini, potrebbe aumentare di quasi il 30% a Gaza"

Guterres: Onu mobilitata per l'attuazione dell'accordo su Gaza

"Le Nazioni Unite mobiliteranno tutte le loro capacità per sostenere l'attuazione dell'accordo tra Israele e Hamas e massimizzare il suo impatto positivo sulla drammatica situazione umanitaria a Gaza". Lo ha detto il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres nel suo messaggio al G20 virtuale. 

New York Times: dietro il rilascio degli ostaggi forti pressioni di Biden su Israele

L'approvazione di Israele dell'accordo sul rilascio degli ostaggi riflette l'intensa pressione esercitata dall'amministrazione del presidente americano Joe Biden sul primo ministro israeliano Netanyahu al fine di allentare l'escalation nella regione. Lo sostiene il New York Times in una dettagliata analisi, che si è avvalsa di  fonti informate della strategia statunitense. Secondo il quotiano da cinque settimane una "cellula segreta", formata dai  massimi assistenti del presidente americano ha lavorato ai negoziati coinvolgendo Qatar, Egitto e Israele, mentre le interruzioni delle comunicazioni a Gaza e una serie di controversie dell'ultimo minuto hanno rischiato di far deragliare i colloqui. I funzionari sentiti dal Times hanno dichiarato che dopo questo primo accordo si continuerà a negoziare per spingere al rilascio di tutti gli ostaggi statunitensi.L'accordo è considerato dal New York Times anche come ultimo, lampante esempio della crescente frattura tra la Casa Bianca e il primo ministro Benjamin Netanyahu a causa delle modalità dela risposta di Israele agli attacchi di Hamas, che hanno portato alla morte di circa 12.000 persone a Gaza.  Biden ha chiamato "Bibi" 13 volte dall'inizio della crisi e ha cercato pubblicamente e privatamente di convincerlo a sospendere il bombardamento per consentire l'arrivo degli aiuti umanitari e ridurre le vittime civili, ma alla fine si è convinto che serviva legare la pausa umanitaria ad un accordo per liberare gli ostaggi. Il primo segnale di un progresso è arrivato alla fine di ottobre, quando i funzionari Usa hanno ricevuto notizia, tramite intermediari in Qatar ed Egitto, che Hamas avrebbe potuto accettare un accordo per il rilascio di donne e bambini. In cambio, voleva che Israele liberasse i prigionieri palestinesi, sospendesse i combattimenti e ritardasse un'invasione di terra, senza produrre prove che gli ostaggi fossero ancora vivi. Alla Casa Bianca, Biden e il suo team di politica estera hanno continuato a premere. Il 14 novembre, la speranza è tornata a crescere dopo che Netanyahu ha chiamato il presidente per dirgli che poteva accettare l'ultima offerta di Hamas, ma dopo poche ore le forze militari israeliane hanno preso d'assalto l'ospedale Al-Shifa a Gaza, ritenuto dal governo israeliano un  centro di comando di Hamas. Dopo quell'assalto le comunicazioni tra Hamas e i funzionari in Qatar ed Egitto si sono interrotte e l'accordo è saltato. I colloqui sono ripresi dopo una chiamata di Biden all'emiro del Qatar che ha incontrato i funzionari americani e il direttore della Cia per definire il testo di 6 pagine che ha portato all'accordo di queste ore.

Il ministro degli Esteri iraniano incontra a Beirut i leader di Jihad islamica e Hamas

 Il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amirabdollahian, ha incontrato il leader del gruppo palestinese Jihad islamica, Ziyad al-Nakhalah, e il vice capo dell'ufficio politico di Hamas, Khalil al-Hayya, nel corso della sua visita a Beirut, in Libano. Lo riportano i media iraniani, precisando che nel corso dell'incontro si è discusso "della tregua e degli sviluppi" nella Striscia di Gaza.  Secondo quanto riferito da Iran Nuances, dopo la tappa in Libano, il ministro degli Esteri iraniano dovrebbe proseguire per il Qatar, paese che ha mediato nei negoziati che hanno portato all'accordo tra Israele e Hamas per una tregua di quattro giorni e il rilascio di ostaggi israeliani e detenuti palestinesi.

Crosetto: tregua frutto anche dell'impegno italiano

La tregua umanitaria tra Israele e Hamas è "frutto anche dell'impegno italiano".  Lo sostiene il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ricordando che "la pressione internazionale di molti Paesi, tra cui l'Italia, su Israele è stata discreta ma forte e continua: uno stato democratico non può che rispettare le regole del diritto internazionale e del diritto umanitario, anche quando scende in guerra e lo fa legittimamente. Questo distingue Israele da una organizzazione terroristica e su questa strada bisogna insistere per porre fine, al più presto, al conflitto, evitando di incendiare tutto il Medio Oriente, pur comprendendo la legittima reazione militare di Israele dal 7 ottobre in poi". 

Moshe, padre e marito di 2 ostaggi: "La mia vita è stata devastata il 7 ottobre" (Video)

Le testimonianze dei familiari degli ostaggi ricevuti oggi dal Papa

"Il mio nome è Moshe Leimberg. Sono rimasto solo. Il 7 ottobre Hamas ha rapito mia moglie, mia figlia di 17 anni, i miei cognati, il compagno di una di loro, si sono portati via tutta la mia famiglia dal kibbutz Nir Yitzhak, a 4 chilometri da Gaza. Anche il cane è disperso". E' una delle disperate testimonianze che i familiari degli ostaggi israeliani hanno voluto condividere con i media a Roma, in una conferenza stampa dopo essere stati ricevuti dal Papa. Nell'incontro, in cui hanno mostrato le foto dei parenti sequestrati dai terroristi, hanno lanciato un appello a tutti i giornalisti, a tutte le testate: "Aiutateci a far tornare a casa i nostri cari". Luis Cunio ha portato con sé a Roma il maggior numero di immagini: Hamas e la Jihad gli hanno portato via dal kibbutz di Nir Oz il figlio Ariel di 26 anni, la sua fidanzata e il fratello di lei, l'altro figlio David di 33 anni con la moglie Sharon e le due bambine di tre anni, la sorella di Sharon e la figlia di cinque anni. "Il 7 ottobre i terroristi sono entrati nelle nostre casa, ci hanno bruciato, hanno stuprato le donne, ci hanno uccisi, rapiti, compresi bambini non ancora nati. Non ho più una casa, metà della mia famiglia è a Gaza ", ha detto Luis. Poi è stata la volta di Evgeniia Kozlova, madre di Andrey, arrivato da San Pietroburgo in Israele per studiare un anno fa: "Mio figlio era al Nova festival dove lavorava nel personale di sicurezza, senza armi. Hamas lo ha rapito. Sono arrivata dalla Russia, non so che cosa fare. Non so se é vivo o morto". Michael Levy prega per il ritorno del figlio Or, 33 anni. Era andato al rave vicino al kibbutz di Reem con la moglie Einav, 32 anni, aveva lasciato il figlioletto Almog di due anni ai nonni. Einav è stata uccisa dai terroristi dentro il rifugio dove si era nascosta dai bombardamenti con altri giovani. "Or é stato portato a Gaza. Il bambino da quel giorno non mangia, non dorme, vuole suo padre. Ha perso la madre, preghiamo che almeno il padre torni", dice piano Michael. Rachel Goldberg, madre di Hersh, 23 anni, ha mostrato al Papa il video di Hamas in cui si vede il ragazzo, che era al Nova party, caricato su un veicolo dai terroristi mentre cerca di arginare la profonda ferita al braccio provocata da una granata lanciata da un miliziano. 

Il capo del Mossad in Qatar per concludere l'accordo sugli ostaggi

David Barnea, capo del Mossad, il servizio di intelligence israeliano, è arrivato a Doha, capitale del Qatar, per definire i dettagli dell'accordo con Hamas sul rilascio degli ostaggi. L'accordo prevede l'entrata in vigore di quattro giorni di cessate il fuoco a partire da domani mattina. Lo riporta Haaretz.

I miliziani yemeniti annunciano nuove operazioni "contro gli interessi israeliani"

Il gruppo yemenita Ansar Allah, noto anche come “movimento Houthi” ha dichiarato oggi che continuerà a lanciare "operazioni contro le navi e gli interessi israeliani fino a quanto Israele non metterà fine all'aggressione a Gaza", ammonendo che saranno considerate "obiettivi legittimi tutte le unità militari che proteggono le navi israeliane". Lo ha detto il comandante della marina degli Houthi, che oggi ha visitato la nave Galaxy leader, dirottata domenica scorsa nel Mar Rosso e trasferita al largo delle coste yemenite. Il gruppo yemenita sostenuto dall'Iran ha descritto la Galaxy Leader come una nave israeliana, anche se Israele ha negato, affermando che è di proprietà di un'azienda britannica gestita da una azienda giapponese. Tuttavia, i dati sulla proprietà presenti nei database di spedizione pubblici associano i proprietari della nave alla Ray Car Carriers, fondata da Abraham Ungar, uno degli uomini più ricchi di Israele.

Il video dell'assalto dei ribelli Houthi dello Yemen alla nave "israeliana": sembra un film d'azione (Video)

Il gruppo filo-Iran in Iraq: l'attacco Usa non rimarrà impunito

Il gruppo paramilitare iracheno Kataib Hezbollah, vicino all'Iran, ha avvertito che potrebbe colpire altri obiettivi statunitensi dopo che gli aerei da guerra americani hanno ucciso 8 miliziani. L'attacco era in risposta al lancio di missili balistici a corto raggio da parte del gruppo iracheno contro le forze statunitensi nella base aerea di Al-Asad. In una dichiarazione, Kataib Hezbollah ha affermato che sta valutando di "espandere la portata degli obiettivi" se l'esercito americano continuerà a colpire, aggiungendo che l'attacco "non rimarrà impunito".

Stati Uniti: no allo spostamento degli abitanti di Gaza in un altro paese

 Gli Stati Uniti sono contrari allo spostamento dei palestinesi dalla Striscia di Gaza verso un altro paese, ha detto mercoledì all’emittente libanese al-Jadeed l’inviato speciale per gli affari umanitari in Medio Oriente, David Satterfield. Satterfield ha affermato che agli abitanti di Gaza sfollati nel sud della Striscia a causa delle operazioni militari israeliane “deve essere consentito di ritornare alle case del nord il più presto possibile”. Ha detto che gli Stati Uniti "vogliono vedere Israele avere successo nella sua campagna" e ha avvertito gli Hezbollah libanesi di fermare il lancio missilistico su Israele se vogliono evitare un'escalation.

Unrwa: a Gaza almeno 191 persone morte in strutture per rifugiati

Almeno 191 profughi nelle scuole gestite dall'Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi sono stati uccisi negli attacchi a Gaza e 798 sono rimaste ferite, secondo quanto segnala l'ultimo rapporto dell'Unrwa. "Due scuole, nel nord e nel centro dell'enclave assediata, sono state completamente demolite dalle esplosioni", riferisce il report. L'Unrwa segnala inoltre che almeno in cinque occasioni le strutture dell'agenzia delle Nazioni Unite sono state utilizzate dall'esercito israeliano, "compreso l'ingresso di carri armati nelle strutture, l'uso da parte di cecchini e interrogatori e arresti all'interno delle strutture". L'Unrwa ha verificato 89 incidenti che hanno avuto un impatto su 69 delle sue installazioni. Almeno in 23 casi con effetti diretti prolungati. 

Israele: distrutto un missile da crociera sopra il Mar Rosso

 L'esercito israeliano ha annunciato di aver intercettato un missile da crociera lanciato verso il sud del Paese, distrutto sopra il Mar Rosso, non lontano da Eilat. Poco fa le sirene sono risuonate nella città, il punto più meridionale dello Stato ebraico. Nelle scorse settimane missili sono stati sparati dai ribelli filo-Iran Huthi dallo Yemen.

Cnn: il cugino di una donna in ostaggio riceve sms da Hamas, "Carmel è viva"

 "Ci  scusi per il disturbo, come va? Volevamo darle notizie di una sua parente che è nostro ostaggio a Gaza". Questo il sorprendente messaggio ricevuto sul telefonino da Gil Dickmann, la cui cugina è stata rapita dal gruppo terrorista il 7 ottobre. "Carmel è ancora viva e in buone condizioni", prosegue Hamas nei messaggi che l'uomo ha mostrato alla Cnn. "E' una buona notizia ma posso chiedere come mai ha queste informazioni?", risponde Dickmann che poi prova anche ad avere notizie di altri ostaggi. Il terrorista risponde di "conoscere la guardia che sta sorvegliando" Carmel e che la donna si trova in una "casa a Gaza". Ora non è chiaro come e perché Hamas si sia messo in contatto con quest'uomo né se altre famiglie di ostaggi abbiano ricevuto lo stesso tipo di comunicazioni. La chat si conclude con un ultimo messaggio del terrorista che spiega come nonostante le condizioni dell'ostaggio siano buone "ci sono dei pericoli. C'è una carenza di acqua, cibo, medicine e prodotti per le donne. E malattie ed epidemie si stanno diffondendo". 

Forze di difesa israeliane: intercettato un missile contro la città di Eilat

 Un velivolo dell'aviazione israeliana ha intercettato e distrutto un missile lanciato verso la città israeliana di Eilat, dove poco prima erano risuonate le sirene di allarme. Lo ha fatto sapere l'esercito spiegando che il missile non è entrato in territorio israeliano. Nelle scorse settimane - hanno ricordato i media - sono stati lanciati dal Mar Rosso verso Eilat vari missili da parte degli Huthi yemeniti, alleati dell'Iran.

I droni israeliani e statunitensi non sorvoleranno Gaza per 6 ore al giorno da domani

Gli Stati Uniti e Israele sospenderanno entrambi i voli dei droni su Gaza per sei ore al giorno come parte dell'accordo per garantire il rilascio di 50 donne e bambini in ostaggio da Gaza. Lo ha detto alla Cnn il vice consigliere per la sicurezza nazionale Jon Finer. L’esercito americano attualmente fa volare droni di sorveglianza su Gaza per sostenere Israele nei suoi sforzi per trovare gli ostaggi. Funzionari statunitensi hanno precedentemente affermato che le immagini raccolte non vengono utilizzate per operazioni "letali". Mentre la pausa nei voli dei droni israeliani era già stata segnalata in precedenza, i commenti di Finer sono la prima conferma ufficiale che anche gli Stati Uniti prenderanno parte alla pausa.

Il portavoce vaticano: il Papa non ha parlato di genocidio

"Non mi risulta abbia usato tale parola. Ha utilizzato i termini con cui si è espresso durante l'udienza generale e parole che comunque rappresentano la situazione terribile che si vive a Gaza". Lo afferma il portavoce vaticano Matteo Bruni, replicando alle affermazioni della delegazione palestinese che ha incontrato il Papa secondo la quale il Pontefice avrebbe condiviso l'idea che il popolo palestinese vive "un genocidio". La notizia è arrivata nella conferenza stampa. "Siamo in dieci e lo abbiamo sentito tutti", hanno replicato i palestinesi che hanno incontrato Francesco. 

Identificato il corpo di un'israeliana uccisa al rave di Reim

È stato identificato il corpo di Shani Gabbai una ragazza scomparsa nell'attacco di Hamas nella festa di Reim lo scorso 7 ottobre e di cui da allora non è saputo più nulla. Lo hanno riferito i media. 

Reuters: a fine mese un nuovo scambio di prigionieri Israele-Hamas

L'accordo Israele-Hamas concordato ieri per la liberazione di 50 ostaggi tenuti a Gaza in cambio del rilascio di 150 prigionieri palestinesi sarà ripetuto alla fine di questo mese. Lo scrive l'agenzia britannica Reuters citando un funzionario palestinese. "Il secondo gruppo seguirà il primo. Ci vorranno quattro o cinque giorni per organizzarlo" e "coinvolgerà 50 israeliani (ostaggi) in cambio di 150 palestinesi (prigionieri)", ha detto il funzionario a condizione di anonimato, sottolineando che tra i prigionieri ci saranno anziani, donne e bambini e che le condizioni saranno le stesse. Il funzionario palestinese ha indicato che il nuovo scambio rappresenterebbe un rilascio totale di 100 delle circa 240 persone sequestrate da Hamas il 7 ottobre. In cambio, Israele libererebbe un totale di 300 prigionieri palestinesi nei due scambi - un numero corrispondente a un elenco di donne e adolescenti maschi detenuti pubblicato ieri come candidati.  Nell'ambito dell'attuale accordo di scambio, che dovrebbe essere attuato domani, Israele metterà in pausa la sua guerra a Gaza che dura da quasi sette settimane per consentire sia il recupero scaglionato dei 50 ostaggi - tutti donne e bambini - sia l'ingresso di aiuti per i palestinesi. Funzionari israeliani non hanno confermato immediatamente quanto sostenuto sul possibile secondo scambio a fine mese. Ma Israele ha già offerto, in una dichiarazione del governo, di estendere la pausa di un giorno per ogni 10 ostaggi aggiuntivi consegnati da Hamas. 

Sirene d'allarme ad Eilat, nel sud di Israele

Le sirene d'allarme anti razzi stanno suonando ad Eilat, nell'estremo sud di Israele, sul Mar Rosso. Lo ha fatto sapere il portavoce militare. Secondo i media l'allarme sarebbe scattato per un drone

I familiari dei palestinesi che hanno incontrato il Papa dicono che ha riconosciuto che si consuma un genocidio

I familiari dei palestinesi che vivono a Gaza, che hanno incontrato il Papa, affermano che, nei confronti dei palestinesi, si sta consumando "un genocidio". "Abbiamo invitato il Papa a visitare Gaza, lui può fermare la guerra e portare la pace alla gente di Palestina. Il cessate il fuoco non è sufficiente: quello che viviamo oggi è una pausa militare che mantiene lo status quo delle ostilità". "Il Papa ha riconosciuto che viviamo un genocidio", ha detto Shrine Halil, cristiana di Betlemme, presente all'incontro con il Pontefice, e ci ha detto che "il terrorismo non si combatte con il terrorismo", ha riferito la delegazione secondo la quale il Papa avrebbe definito "una buona idea" una sua visita a Gaza "quando la situazione lo permetterà".

Israele rilascia dopo due giorni il poeta palestinese Mosab Toha

Mosab Abu Toha, un saggista e poeta palestinese che scrive anche per il New Yorker, è stato rilasciato dalle autorità israeliane due giorni dopo esser stato arrestato mentre con la famiglia cercava di raggiungere a piedi il sud di Gaza. Toha, a cui si deve la creazione della prima biblioteca di libri in inglese nella Striscia, era stato portato in un centro di detenzione nel Negev, ha riferito Diana Butta, una amica di famiglia che ha parlato con lui subito dopo il rilascio. Butta ha detto che la liberazione è stata il frutto della pressione internazionale tra cui gli appelli del New Yorker e dell'organizzazione per la libertà di espressione Pen America. Le forze armate israeliane hanno confermato che il poeta era stato fermato per essere interrogato e poi rimesso in libertà.

Axios: tempi e orari della tregua saranno decisi in serata

Nonostante Hamas e la tv statale egiziana Qahera abbiano affermato che la tregua temporanea tra Israele e Hamas entrerà in vigore alle 10:00 e un funzionario israeliano abbia confermato alla Cnn l'ora di inizio, un altro alto funzionario ha dichiarato ad  che i tempi e gli orari della tregua verranno decisi solo più tardi in serata. L'ufficio del Primo Ministro non ha voluto commentare la notizia, secondo quanto scrive il Times of Israel.

Vladimir Putin: lo "sterminio della popolazione civile in Palestina" è "uno shock"

Se la guerra in Ucraina è "uno shock", lo è anche "lo sterminio della popolazione civile in Palestina". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin intervenendo in videoconferenza al vertice del G20

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Cnn conferma lo stop ai combattimenti dalle 10 di domani

La tregua tra Israele ed Hamas dovrebbe iniziare domani alle 10 (le 9 in Italia). Lo ha detto un funzionario israeliano alla Cnn. C'è la possibilità che la tregua duri fino a 10 giorni, ma i funzionari israeliani ritengono improbabile che possa durare così a lungo.

Bbc: pausa da domani alle 10, primo rilascio degli ostaggi a mezzogiorno

L'accordo tra Israele e Hamas prevede che la pausa nei combattimenti inizi alle 10 di domani (le 9 in Italia), con un primo rilascio degli ostaggi intorno a mezzogiorno (circa le 11 italiane). È quanto apprende la Bbc.

Esercito siriano: attacco missilistico israeliano vicino a Damasco

L'esercito siriano ha detto che Israele ha lanciato attacchi aerei dalle alture di Golan nei pressi di Damasco, senza che nessuno sia rimasto ferito o ucciso. La difesa aerea siriana ha abbattuto uno dei due missili lanciati da Israele, ha riferito la televisione di stato dello stato arabo. Le forze di difesa israeliane non hanno voluto commentare.

Forze di difesa israeliane: non cessate il fuoco ma "pausa operativa", aspettiamo dettagli

Un portavoce delle forze di difesa israeliane ha detto oggi che l'esercito attuerà una "pausa operativa" piuttosto che un cessate il fuoco e che le forze stanno ancora aspettando i dettagli finali dell'accordo. "La nostra terminologia non è cessate il fuoco, la nostra terminologia è una pausa operativa", ha detto il tenente colonnello Richard Hecht, portavoce internazionale dell'Idf, suggerendo che i bombardamenti israeliani potrebbero riprendere una volta completato lo scambio di ostaggi. Il portavoce ha spiegato di non essere in grado di confermare quando i combattimenti finiranno o come funzionerà esattamente la pausa umanitaria perché non sono stati ricevuti ordini dai leader politici del paese. "Non abbiamo ancora capito il nocciolo della questione di questo accordo", ha aggiunto. Ma Hecht ha suggerito che il cessate il fuoco potrebbe non iniziare a Gaza prima di 24 ore da adesso. "Probabilmente abbiamo ancora, forse più di un giorno, prima che questa cosa maturi e le cose possano accadere in quel giorno. E presumo che oggi sarà una giornata di combattimenti a Gaza", ha commentato.

I parenti degli ostaggi: nessuna equivalenza tra Hamas e Israele

"Non ci può essere nessuna equivalenza tra Hamas che è un'organizzazione terroristica e si fa scudo dei civili e Israele che difende i civili": lo dice Nadav, uno dei familiari degli ostaggi israeliani in conferenza stampa a Roma dopo l'incontro con il Papa. "Delusione" è stata espressa da un altro parente, Yehuda, perché il Pontefice "non ha nominato Hamas e non ne ha parlato come di un'organizzazione terroristica. Ha detto solo che la guerra deve finire": "Non c'è stato il tempo per raccontargli la nostra storia", ha detto. Per un altro dei parenti, Yair Rotem, invece l'incontro con il Papa è stato "efficace, ci ha ascoltato". 

I familiari degli ostaggi in conferenza stampa al centro ebraico "Il Pitigliani" a Roma AP Photo/Gregorio Borgia
I familiari degli ostaggi in conferenza stampa al centro ebraico "Il Pitigliani" a Roma

Iran: la resistenza palestinese ha ancora il dito sul grilletto

"I leader della Resistenza hanno detto all'Iran che le loro dita sono ancora sul grilletto e lo saranno fino a che verranno assicurati i diritti dei palestinesi e la fine dell'occupazione dei sionisti". Lo ha affermato il ministro degli Esteri di Teheran, Hossein Amirabdollahian, aggiungendo che "senza dubbio, il futuro di Gaza e della Palestina sarà determinato soltanto dal popolo palestinese". Secondo quanto riporta la Tv di Stato, Amirabdollahian ha rilasciato queste dichiarazioni al suo arrivo in Libano, dove ha in programma di incontrare funzionari del Paese e il leader di Hezbollah, Hasan Nasrallah. "A partire dall'attacco di Hamas del 7 ottobre contro Israele, durante le scorse sei settimane, è stato provato che il tempo non ha giocato a favore del regime sionista. Durante questo periodo, la resistenza di Gaza ha mostrato che i principali sconfitti dell'attuale conflitto sono gli Usa e Israele", ha aggiunto Amirabdollahian parlando con i giornalisti. 

Scholz: sugli ostaggi il governo di Israele ha fatto la cosa giusta'

"L'accordo sul rilascio di alcuni ostaggi è una buona notizia. Il governo israeliano ha fatto la cosa giusta". Lo scrive il cancelliere tedesco Olaf Scholz su X, aggiungendo che "ringraziamo tutti i governi coinvolti e continuiamo a sostenerli diplomaticamente per garantire che questo accordo venga implementato con successo". 

Erdogan: Israele sta compiendo un genocidio

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha detto che le azioni di Israele contro la Striscia di Gaza, e anche in Cisgiordania, costituiscono "genocidio" e crimini contro l'umanità. "Dobbiamo costringere Israele ad attenersi al diritto internazionale ed essere perseguita per le sue azioni", ha detto Erdogan ai giornalisti tornando da un viaggio in Algeria, come riporta Anadolu. Il presidente turco ha affermato anche che "tutti, tra cui funzionari stranieri, ci stanno dicendo che il premier (israeliano) Benjamin Netanyahu se ne deve andare", ed è tornato ad attaccare l'Occidente, accusandolo di "silenzio" sulle sofferenze dei palestinesi. "Le società occidentali, alle prese con l'eredità dell'olocausto, non hanno potuto superare la prova e sono state dalla parte sbagliata della Storia nel conflitto tra Israele e Palestina", ha sottolineato il leader turco.

Onu: l'accordo a Gaza "un importante passo avanti", ma molto resta da fare

L'accordo tra Israele e Hamas per una tregua umanitaria e il rilascio degli ostaggi è "un importante passo avanti" ma "molto resta da fare": lo sostengono le Nazioni Unite. 

Al Jazeera: anche Hezbollah si unirà al cessate il fuoco

Fonti di Hezbollah hanno detto ad Al Jazeera che pur non avendo partecipato ai negoziati per la tregua tra Israele e Hamas si uniranno "alla cessazione dei combattimenti".

Sirene d'allarme sia al sud sia al nord di Israele

Le sirene di allarme antirazzi stanno di nuovo risuonando sia al sud sia al nord di Israele. Lo ha fatto sapere l'esercito secondo cui nel sud sono scattate nel kibbutz Ein HaShlosha, a ridosso della Striscia, e nel nord al confine con il Libano.

Manifesti per gli ostaggi a Gerusalemme AHMAD GHARABLI / AFP
Manifesti per gli ostaggi a Gerusalemme

Il ministro degli esteri israeliano Eli Cohen: atteso domani il rilascio dei primi ostaggi

I primi ostaggi tenuti da Hamas dovrebbero essere rilasciati domani nell'ambito dell'accordo raggiunto con il gruppo estremista palestinese. Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri israeliano, Eli Cohen, interpellato dalla radio dell'esercito.

A Rafah 177 camion pronti a entrare nella Striscia

 Ben 177 camion di aiuti umanitari per Gaza sono pronti ad entrare nella Striscia dal valico di Rafah con 2.200 persone, tonnellate di cibo e aiuti medici. Lo ha detto all'Ansa il capo della Mezzaluna Rossa egiziana nel Nord Sinai, Khaled Zayed. Gli aiuti sono stati inviati dal fondo sovrano egiziano 'Tahya Misr' (Lunga vita all'Egitto). Intanto una nave saudita con aiuti umanitari è arrivata nei pressi del porto di Al-Arish; si tratta della seconda nave ad arrivare dopo quella turca, che trasportava circa 650 tonnellate di aiuti e 20 ambulanze. Per accogliere la nave saudita e ispezionare gli aiuti sono arrivati ad Al-Arish - ha aggiunto Zayed - il consigliere della Corte reale saudita per il lavoro umanitario e l'ambasciatore saudita al Cairo. Questa mattina il terminal di Rafah ha accolto 448 persone, tra stranieri (da Belgio, Australia, Stati Uniti, Germania, Svezia, Gran Bretagna, Russia, Romania e Cile) ed egiziani con doppia nazionalità, ha detto all'ANSA Raed Abdel Nasser, segretario generale della Mezzaluna egiziana nel nord Sinai, oltre a 20 feriti e 24 accompagnatori. Due cisterne con 60 mila litri di carburante sono in viaggio verso la postazione dell'Unrwa in coordinamento con la Croce Rossa egiziana.

Putin: situazione a Gaza oltre il limite critico

La situazione nella Striscia di Gaza è andata ormai "oltre il limite della criticità". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin. "Dobbiamo aiutare le persone nella Striscia di Gaza che soffrono a causa degli eventi attuali, questo è il nostro sacro dovere", ha aggiunto Putin durante una riunione con membri del governo.

Tra le 300 persone detenute "liberabili" da Israele anche una condannata per un'attentato a Gerusalemme

Nella lista che Israele ha pubblicato con i 300 nomi di donne e di minorenni palestinesi fra cui saranno scelti quanti saranno liberati (150, nella prima fase) in cambio degli ostaggi figurano, secondo la radio pubblica Kan, sostenitori e sostenitrici di Hamas, al-Fatah, Fronte popolare e Jihad islamica. Dopo la liberazione potranno rientrare nelle loro abitazioni, in Cisgiordania o a Gerusalemme est. Fra i nomi che hanno destato l'attenzione della stampa quelli di Asraa Jabas (38 anni), condannata a 11 anni di detenzione per aver fatto esplodere una bombola di gas ad un posto di blocco di Gerusalemme; Hanan Barghuti (59 anni), una ''fiancheggiatrice di terrorismo'' che risulta avere problemi medici; e Atef Jaradat (50 anni), la madre di un attentatore palestinese responsabile di un omicidio che nascose l'arma del delitto. Il detenuto più giovane incluso nella lista ha 14 anni.

Iraq: gli attacchi statunitensi sono una flagrante violazione della sovranità

Il governo iracheno ha condannato gli attacchi statunitensi sul suo territorio contro i combattenti filo-iraniani come una "flagrante violazione della sovranità del paese". I bombardamenti statunitensi sono stati effettuati "all'insaputa delle agenzie governative irachene", ha dichiarato il portavoce del governo, Bassem al-Awadie. Ma ha anche criticato i gruppi sostenuti dall'Iran che, secondo il Pentagono, hanno compiuto almeno 32 attacchi separati contro obiettivi statunitensi in Iraq dal 17 ottobre. "Qualsiasi azione o attività armata al di fuori dell'istituzione militare è considerata condannabile e un tentativo illegale che mette a rischio l'interesse nazionale", ha dichiarato in un comunicato. Negli attacchi sono stati uccisi almeno cinque combattenti di un gruppo filo-iraniano all'interno delle forze irachene Hashed al-Shaabi (Mobilitazione Popolare). "Cinque membri delle Brigate Hezbollah sono stati uccisi da un bombardamento aereo nel settore di Jurf al-Sakhar", ha dichiarato all'Afp un funzionario dei servizi di sicurezza iracheni. Un funzionario di Hashed al-Shaabi ha confermato il bilancio delle vittime. 

Khamene: la brutalità di Israele non resterà senza risposta

"La tirannia e la brutalità del regime sionista non resteranno senza risposta e i bombardamenti del regime contro Gaza accorceranno la sua stessa esistenza". Lo ha affermato la Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei. "Il regime israeliano ha subito un guasto tecnico durante gli attacchi di Hamas, e di fatto è stato rovinato con l'attacco", ha aggiunto Khamenei, come riporta Irna, durante un incontro con un gruppo di giovani sportivi iraniani. "Alcuni atleti si sono ritirati dalle competizioni contro gli israeliani, a sostegno dei palestinesi. Oggi, la veridicità di questa azione è manifesta più che mai, di fronte al genocidio di Israele a Gaza", ha detto la Guida suprema della Repubblica islamica.

Erdogan: "Gaza è e resterà Palestina"

"È bene essere chiari: Gaza è e rimarrà Palestina". Non ha dubbi il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, tornato a insistere sulla creazione di uno stato palestinese per risolvere il conflitto in Medio Oriente. "Nonostante Israele dal 1947 costringe i palestinesi ad abbandonare la propria terra, per quanto compia atti di invasione, Gaza rimarra' terra palestinese. Con la violenza dell'ultimo mese ormai tutto il mondo e' contro il governo israeliano e si stanno moltiplicando le manifestazioni a favore del popolo palestinese", ha detto Erdogan di rientro dall'Algeria oggi. 

David Cameron: l'accordo sia completamente attuato

Il governo britannico ha accolto con favore l'accordo per il rilascio di un gruppo di ostaggi di Hamas e ha chiesto a tutte le parti di garantire che l'intesa venga "attuata in modo integrale". Secondo il ministro britannico degli Esteri, David Cameron, l'accordo rappresenta  "un passo cruciale per fornire soccorso alle famiglie degli ostaggi e affrontare la crisi umanitaria a Gaza". Questa pausa, ha aggiunto, " "offre un'importante opportunità per garantire che volumi maggiori di cibo, carburante e altri aiuti salvavita possano raggiungere Gaza in modo duraturo. Il Regno Unito continuerà a lavorare con tutti i partner della regione per garantire il rilascio di tutti gli ostaggi, ripristinare la sicurezza e raggiungere una soluzione politica a lungo termine che consenta sia agli israeliani che ai palestinesi di vivere in pace".

Hamas: saranno rilasciati ostaggi con cittadinanza straniera

Gran parte dei 50 ostaggi che saranno rilasciati dal gruppo estremista palestinese Hamas hanno cittadinanza straniera. Lo ha detto in un'intervista ad al Jazeera l'esponente di Hamas, Moussa Abu Marzouk, dopo aver precisato che la tregua umanitaria concordata con Israele entrerà in vigore domani a partire dalle 10.

Hamas darà oggi i nomi dei 10 ostaggi che libererà domani

Le famiglie degli israeliani tenuti in ostaggio a Gaza vivono oggi una giornata di grande tensione in attesa che Hamas, entro stasera, informi Israele dell'identità di quanti (almeno 10) saranno liberati domani, nel contesto degli accordi relativi al cessate il fuoco. Nell'ambito dell'accordo, come riporta Ynet, Israele ha già indicato ad Hamas una lista dei circa 100 nomi di ostaggi israeliani.

 

Haaretz riporta che Hamas afferma che la tregua scatterà domani alle 10

 Hamas afferma che la tregua con Israele entrerà in vigore giovedì alle 10. Lo riportano i media israeliani Haaretz e Ynet. 

Erdogan: scambio di ostaggi oggi o domani

"Lo scambio di ostaggi tra Israele e Hamas avrà luogo oggi o domani". Lo ha dichiarato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan di rientro da una visita in Algeria.  "È dovere di tutti, Turchia inclusa, lavorare per la liberazione di civili innocenti. Non credo che Hamas abbia maltrattato gli ostaggi nelle proprie mani", ha detto il presidente turco oggi.

Stoltenberg (Nato): l'accordo consenta la consegna degli aiuti

"C'è' una nuova guerra in Medio Oriente. Accolgo con favore l'accordo tra Hamas e Israele. Questo dovrebbe portare al rilascio degli ostaggi e alla sospensione delle ostilita', consentendo la consegna degli aiuti umanitari". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in un punto stampa con il primo ministro della Macedonia del Nord, Dimitar Kovacevski.

Mezzaluna rossa: iniziata l'evacuazione dei pazienti dall'ospedale al-Shifa

È iniziata l'evacuazione dei pazienti intrappolati nell'ospedale al-Shifa di Gaza. Lo afferma la Mezzaluna Rossa palestinese. Secondo l'organizzazione umanitaria 14 ambulanze sono arrivate oggi nell'ospedale e il trasferimento dei pazienti è stato coordinato con lo staff medico delle Nazioni Unite e con Medici senza frontiere. Secondo il portavoce del ministero della Sanità di Gaza Ashraf al-Qidra all'interno della struttura, assediata dalle truppe israeliane, c'erano oltre 250 pazienti e più di 400 sfollati che vi avevano trovato rifugio. Durante il fine settimana, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) aveva coordinato l'evacuazione di 31 neonati prematuri dall'ospedale Shifa verso il sud Gaza. Ventotto di questi sono stati successivamente trasferiti in Egitto.

Ben Gvir, alleato di estrema destra di Netanyahu: l'accordo "un pericoloso precedente"

Per il leader del partito di estrema destra Otzma Yehudit e ministro della Sicurezza nazionale israeliana, Itamar Ben Gvir, l'accordo con Hamas approvato dal governo costituisce "un pericoloso precedente" che rischia di "ripetere gli errori del passato" e fa il gioco del leader del gruppo estremista palestinese, Yahya Sinwar. In un lungo post su X, Ben Gvir sottolinea "il vantaggio" portato dall'accordo, ossia il rilascio di donne e bambini, tuttavia, ha aggiunto, "abbiamo il dovere morale di riportare indietro tutti, e non abbiamo il diritto o il permesso di accettare l'idea di separarli e di riportarne indietro solo alcuni".

 

Hamas: accordo grazie agli sforzi di Egitto e Qatar

"Dopo molti giorni di negoziati,  annunciamo di aver raggiunto un accordo per una tregua umanitaria di quattro giorni grazie agli sforzi diligenti del Qatar e dell'Egitto". Lo afferma Hamas in una nota pubblicata da Al Jazeera. L'accordo, prosegue l'organizzazione palestinese, "prevede il cessate il fuoco da entrambe le parti e la cessazione delle attività militari da parte dell'esercito occupante (Israele ndr) in tutte le aree della Striscia di Gaza". L'intesa, aggiunge Hamas, prevede "il rilascio di 50 tra donne e bambini" in ostaggio "in cambio di 150 tra donne e bambini palestinesi". E' stato poi concordato, conclude Hamas, "di far aumentare l'ingresso di camion con aiuti umanitari, di soccorso, medici e di carburante in tutte le aree della Striscia di Gaza".

Forze di difesa isreliane: distrutti 400 tunnel dall'inizio dell'offensiva

L'esercito israeliano (Idf) afferma di avere scoperto e distrutto circa 400 tunnel ritenuti nascondiglio e struttura operativa di Hamas nella Striscia di Gaza dall'inizio dell'offensiva di terra il mese scorso. Le truppe dell'unità d'élite del genio militare Yahalom hanno svolto un ruolo significativo nella demolizione dei tunnel, ha deto Idf in un aggiornamento su Gaza all'avvicinarsi della tregua concordata con Hamas, rilanciato dai media israeliani.

Commissione europea: gravi carenze e aiuti insufficienti a Gaza

Non c’è stata alcuna pausa negli intensi bombardamenti e combattimenti a Gaza. Il tasso di vittime rimane molto alto. Si ritiene che siano stati uccisi almeno 12.700 palestinesi, tra cui una percentuale molto elevata di donne e bambini. 1,7 milioni di persone sono sfollate all'interno di Gaza. Migliaia sono attualmente in movimento. Stiamo assistendo a continui attacchi e combattimenti intorno alle strutture mediche, che sono protette dal diritto internazionale umanitario". Lo ha detto il commissario europeo per la gestione delle crisi, Janez Lenarcic, nel suo intervento nel dibattito sulla crisi a Gaza alla plenaria del Parlamento europeo. "C’è una grave carenza in tutta Gaza di tutti i beni di prima necessità, di medicinali, generi alimentari, compresa l'acqua, secondo le Nazioni Unite - ha precisato -. L'assistenza alimentare copre attualmente solo il 10% dell'apporto calorico minimo. Le strutture mediche sono sull’orlo del collasso o hanno già chiuso. Secondo quanto riferito, solo nove dei 35 ospedali di Gaza sono ancora funzionanti e questi solo parzialmente. Il prezzo pagato dalle Nazioni Unite e dagli operatori sanitari e umanitari a Gaza è stato spaventoso. Dall’inizio della crisi sono stati uccisi almeno 108 membri del personale. E l’accesso a Gaza rimane estremamente difficile. Nell'ultimo mese, meno di 50 camion al giorno in media sono entrati a Gaza attraverso il valico di Rafah dall'Egitto. Ciò è deplorevolmente inadeguato. E per diversi giorni della scorsa settimana, nessun camion è riuscito a entrare e la grave carenza di carburante a Gaza rimane un grave ostacolo".

Le forze di difesa israeliana hanno detto ai civili di evacuare due zone del nord della Striscia

L'Idf ha esortato i i civili nella città di Jabaliya e nel quartiere di Shejaiya a Gaza City, entrambi nel nord della Striscia, a spostarsi verso sud durante il corridoio umanitario quotidiano aperto fino alle 16 di oggi. Lo riporta il Times of Israel. L'esercito israeliano inoltre ha annunciato una "pausa tattica" nei quartieri Jourat al-Lot e Batn al-Sameen di Khan Younis.

Un'ong israeliana di destra farà ricorso alla Corte suprema contro l'accordo

L'ong di destra 'The Almagor Terror Victims Association' ha fatto sapere che farà ricorso alla Corte Suprema contro l'accordo varato dal governo per il rilascio degli ostaggi. In una lettera inviata al ministro della giustizia, Yaariv Levin, il fondatore di Almagor, Meir Indoor insieme ad altri dell'organizzazione, ha attaccato l'accordo. Secondo i media, è possibile che la petizione sia respinta dalla Corte Suprema allo stesso modo in cui furono respinte le altre presentate in occasione dell'intesa per il rilascio del soldato Gilad Shalit del 2011

Al-Sisi: lavoreremo ancora per soluzioni definitive

"Vorrei elogiare il successo della mediazione egiziano-qatariana-americana che ha reso possibile il raggiungimento di un accordo per l'attuazione di una tregua umanitaria nella Striscia di Gaza e di uno scambio di detenuti da entrambe le parti. Affermo la continuazione degli sforzi egiziani per raggiungere soluzioni definitive e durature che raggiungano la giustizia, impongano la pace e garantiscano i diritti legittimi del popolo palestinese": lo scrive su X il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi.

Commissione europea: aiuti per Gaza quadruplicati, altri voli in programma

"Come annunciato dalla presidente von der Leyen, abbiamo quadruplicato i nostri finanziamenti umanitari per i territori palestinesi occupati portandoli a oltre 100 milioni di frecce. Questo viene implementato mentre parliamo". Lo ha detto il commissario europeo per la gestione delle crisi, Janez Lenarcic, nel suo intervento nel dibattito sulla crisi a Gaza alla plenaria del Parlamento europeo. "Questo sostiene i nostri partner accreditati sul campo, quindi le Nazioni Unite, la Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa e le organizzazioni non governative internazionali - ha spiegato -. Stanno distribuendo cibo e acqua, mantenendo servizi medici di emergenza ove possibile, aiutando nella gestione delle vittime di massa, garantendo l’igiene di base e così via. E stiamo costantemente intensificando la nostra risposta europea. Finora ci sono già stati 15 voli umanitari dell'Ue per Gaza, e altri sono in programma. Dovremmo esplorare tutte le altre strade possibili per consentire ulteriore assistenza a Gaza. Garantire un adeguato accesso umanitario richiederà anche la messa in atto di pause umanitarie urgenti ed estese in tutta Gaza, e per un numero sufficiente di giorni, come richiesto la settimana scorsa dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Ci auguriamo che l’accordo appena raggiunto sulla pausa delle ostilità consentirà un aumento sostanziale nella fornitura di aiuti umanitari".

Alcuni dei termini dell'accordo secondo Hamas

L'accordo per la tregua di 4 giorni e lo scambio tra ostaggi e prigionieri tra Israele e Hamas è stato ottenuto grazie agli sforzi di Egitto e Qatar - sottolinea la stessa organizzazione palestinese in una nota pubblicata sull'emittente egiziana di Stato Al-Qahera - e Israele si è impegnato a consentire, per tutto il periodo, libertà di movimento da nord a sud lungo Salah Street al-Din.

"Secondo l'accordo - aggiunge il comunicato - ci sarà un cessate il fuoco tra le due parti e la cessazione di tutte le azioni militari dell'esercito occupante in tutte le aree della Striscia di Gaza, il movimento dei veicoli militari dell'esercito di occupazione che entrano nella Striscia di Gaza sarà fermato, centinaia di camion carichi di aiuti umanitari, generi di prima necessità, assistenza medica e carburante saranno trasportati in tutte le aree della Striscia di Gaza, senza eccezioni, nel nord e nel sud".

"Secondo l'accordo - ricorda Hamas - 50 tra donne e minori sotto i 19 anni saranno rilasciati in cambio del rilascio di 150 donne e bambini palestinesi. Durante la tregua, i raid aerei nel sud della Striscia di Gaza saranno interrotti e nel nord della Striscia saranno sospesi per 6 ore al giorno, dalle 10:00 alle 16:00. Infine, sottolinea Hamas, "l'occupazione si è impegnata a non attaccare o arrestare nessuno in tutte le aree della Striscia di Gaza e a garantire la libertà di movimento delle persone da nord a sud lungo Salah Street al-Din".

Idf: oggi "pausa temporanea" dei combattimenti a Khan Younis

Il portavoce arabo delle Forze di difesa israeliane, Avichay Adraee, ha affermato che oggi sarà attuata una "sospensione tattica temporanea" dei combattimenti in due aree di Khan Younis, città nel sud di Gaza. La pausa sarà in vigore tra le 10:00 e le 14:00 ora locale a Jurat al-Lot e Batn al-Sameen.

Nelle ultime settimane Israele ha annunciato regolari "mini pause" nei combattimenti. Ma la pausa umanitaria di quattro giorni, confermata durante la notte, sarà la prima interruzione su vasta scala dei combattimenti in tutta la Striscia di Gaza dal 7 ottobre scorso.

Truppe israeliane operano tra gli edifici di Gaza (Video)

Esercito israeliano: attaccati siti Hezbollah in Libano

L'esercito israeliano ha riferito di attacchi aerei lanciati oggi "contro obiettivi di Hezbollah" nel sud del Libano. Stando a quanto precisato su X dal portavoce Daniel Hagari, "tra gli obiettivi attaccati figurano infrastrutture terroristiche e un sito militare dove operavano i terroristi dell'organizzazione".

Premier Meloni: sollievo per l'accordo. Lavorare per pace duratura

La premier italiana Giorgia Meloni accoglie "con grande sollievo l'accordo per garantire il rilascio degli ostaggi presi da Hamas durante il cruento assalto contro Israele del 7 ottobre". "Un accordo - sottolinea - che permetterà anche una pausa umanitaria quantomai necessaria a Gaza". "Continueremo a lavorare - aggiunge il presidente del Consiglio - per il rilascio di tutti gli ostaggi e per una pace duratura in Medio Oriente. Oggi pensiamo alle famiglie che potranno finalmente riabbracciare i propri cari".

Papa Francesco: non è guerra, è terrorismo. Preghiamo per la pace

"Questa mattina - ha detto papa Francesco al termine dell'Udienza Generale - ho ricevuto due delegazioni, una di israeliani che hanno parenti come ostaggi in Gaza e un'altra di palestinesi che hanno parenti prigionieri in Israele. Loro soffrono tanto e ho sentito come soffrono ambedue. Le guerre fanno questo ma qui siamo andati oltre alle guerre. Questa non è guerra, questo è terrorismo". 

"Per favore - è il suo appello - andiamo avanti per la pace. Pregate per la pace. Pregate tanto per la pace. Il Signore metta mano lì. Il Signore ci aiuti a risolvere i problemi e non andare avanti con le passioni che alla fine uccidono tutti. Preghiamo per il popolo palestinese. Preghiamo per il popolo israeliano perché venga la pace".

Media: incontro tra vertici Hezbollah e Hamas dopo l'accordo

Il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha incontrato il vice capo dell'Ufficio politico di Hamas, Khalil al-Hayyah, e il rappresentante di Hamas in Libano, Osama Hamdan. Lo riporta Haaretz. L'incontro, scrive il quotidiano israeliano, rientra nel coordinamento tra Hezbollah e Hamas sulle conseguenze dell'accordo per la liberazione degli ostaggi. Anche Al-Hayyah è in contatto con l'intelligence egiziana ed è stato coinvolto negli sforzi di mediazione coordinati dal Qatar, scrive Haaretz.

Onu: 500 evacuati dall'ospedale indonesiano a Gaza

Circa 500 pazienti e medici dell'ospedale indonesiano, situato nel Nord di Gaza e teatro di attacchi e combattimenti negli ultimi giorni, sono riusciti a essere evacuati in una nuova operazione coordinata dalle agenzie umanitarie, secondo quanto riferito dalle Nazioni Unite.

L'evacuazione è stata effettuata il giorno dopo che un attacco al centro ospedaliero ha causato la morte di almeno 12 persone, si legge nel rapporto dell'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, preparato poche ore prima dell'annuncio dell'accordo tra Hamas e Israele.

L'ospedale "continua ad essere circondato da truppe e carri armati israeliani", hanno osservato le Nazioni Unite, rilevando che solo due piccoli ospedali nella metà settentrionale di Gaza, su un totale di 24, sono rimasti operativi. 

Israele, l'associazione vittime del terrorismo fa ricorso contro l'accordo

L'Associazione israeliana delle vittime del terrorismo Almagor ha annunciato che presenterà una petizione presso la Corte Suprema oggi a mezzogiorno ora locale, le 11 in Italia, contro l'accordo sugli ostaggi e il cessate il fuoco siglato tra Israele e Hamas. 

Secondo quanto riporta il Times of Israel, Almagor chiede di vedere l'elenco dei prigionieri che Israele sta valutando di rilasciare come parte dell'accordo. L'organizzazione chiede inoltre di conoscere tutti i dettagli degli impegni che Israele sta assumendo nei confronti di Hamas riguardo alle restrizioni al combattimento durante il periodo di cessate il fuoco, inclusa la cessazione della raccolta di informazioni "così come la consegna di carburante e altri rifornimenti che potrebbero aiutare Hamas a condurre operazioni terroristiche contro gli abitanti di Israele".

Inoltre, l'Associazione chiede al ministro della Giustizia Yariv Levin di rivelare "gli impegni generali che Israele sta assumendo nei confronti di Hamas che sono stati assunti direttamente o tramite terzi". La Corte Suprema esaminerà qualsiasi istanza presentata nelle prossime 24 ore e si prevede che la respingerà, come ha fatto con le petizioni contro l'accordo per liberare il soldato Shalit nel 2011.

Cina: bene l'accordo Hamas-Israele su stop ai combattimenti

La Cina accoglie con soddisfazione l'accordo raggiunto tra Israele e Hamas per la pausa umanitaria di quattro giorni dei combattimenti a Gaza e per il rilascio di ostaggi e prigionieri. È quanto riferisce la portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning.

Esercito israeliano: "Proseguono le operazioni a Gaza"

Nell'attesa che venga comunicato, entro le prossime 24 ore, l'inizio della tregua, l'esercito israeliano prosegue con la sua campagna all'interno di Gaza, tra le notizie secondo cui i bombardamenti aerei si sono intensificati nelle ultime ore. In una dichiarazione pubblicata su Telegram, l'Idf ha scritto che "continua a operare nella Striscia di Gaza, colpendo infrastrutture terroristiche, uccidendo terroristi e localizzando armi".

Skyline di Gaza avvolta nel fumo mentre proseguono i bombardamenti (Video)

Presidente palestinese Abu Mazen: "Bene l'accordo ma servono soluzioni più ampie"

Il presidente palestinese Abu Mazen ha accolto "con favore" l'accordo "umanitario" raggiunto tra Hamas e Israele chiedendo al tempo stesso "soluzioni più ampie" al conflitto israelo-palestinese. La leadership di Ramallah - ha scritto su X Hussein Al-Sheikh, segretario dell'Olp e consigliere di Abu Mazen - "apprezza lo sforzo di mediazione qatariota-egiziana", vuole una tregua prolungata con Israele e "l'attuazione di una soluzione politica basata sulla legittimità internazionale".

Allarme razzi da Gaza nelle comunità Israele a ridosso di Gaza

Le sirene di allarme razzi da Gaza stanno risuonando nelle comunità israeliane a ridosso della Striscia. Lo ha fatto sapere l'esercito.

L'Unione europea accoglie "con grande favore" l'accordo: "Ora più aiuti"

L'Unione europea accoglie "con grande favore" l'accordo raggiunto tra Israele e Hamas per il rilascio di cinquanta ostaggi. E si impegna per utilizzare al massimo la pausa umanitaria decretata. 

"Accolgo con grande favore l'accordo raggiunto sul rilascio dei 50 ostaggi e su una pausa nelle ostilità. Ogni giorno queste madri e bambini sono tenuti in ostaggio dai terroristi è uno di troppo. Condivido la gioia delle famiglie che possono presto abbracciare di nuovo i loro cari. E sono così grata a tutti coloro che hanno lavorato instancabilmente attraverso i canali diplomatici nelle ultime settimane per mediare questo accordo. Invito l'organizzazione terroristica di Hamas a liberare immediatamente tutti gli ostaggi e a permettere loro di tornare a casa sani e salvi", commenta la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. "La Commissione europea farà del suo meglio per utilizzare questa pausa per un'ondata umanitaria a Gaza. Ho chiesto al commissario Janez Lenarcic di aggiornare il più rapidamente possibile ulteriori spedizioni verso Gaza per alleviare la crisi umanitaria", aggiunge. 

"Sono grato al Qatar e all'Egitto che hanno contribuito a mediare" l'accordo. "Hamas deve rilasciare tutti gli ostaggi. È inoltre fondamentale sfruttare questa pausa nelle ostilità per consentire che il massimo aiuto umanitario raggiunga coloro che ne hanno bisogno", conferma il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel

"Ora dobbiamo raddoppiare gli sforzi per riportare a casa tutti gli ostaggi rimasti, intensificare gli aiuti umanitari e utilizzare questo barlume di speranza per trovare una soluzione duratura e sostenibile e una visione reale di pace che ricostruisca l'orizzonte politico", ha evidenziato su X la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola.

Israele pubblica la lista dei prigionieri palestinesi candidati per il rilascio

Il Ministero della Giustizia israeliano ha pubblicato l'elenco dei 300 prigionieri palestinesi candidati al rilascio nell'ambito dell'accordo sugli ostaggi approvato dal governo di Tel Aviv. Lo ha riferito Haaretz. Da questo momento scattano le 24 ore in cui chi lo ritiene può opporsi al rilascio e fare ricorso alla Corte Suprema, che in breve tempo deve decidere se accettare o respingere la petizione.

In questa fase, Israele si è impegnato a rilasciare circa 150 prigionieri in cambio del rilascio di cinquanta ostaggi israeliani, ma secondo l'accordo con Hamas, l'organizzazione cercherà di individuare e rilasciare fino a cinquanta ostaggi aggiuntivi durante i giorni del cessate il fuoco. In tal caso, Israele rilascerà in cambio altrettanti prigionieri.

Wafa: "5 palestinesi uccisi da Israele in Cisgiordania"

L'agenzia di stampa Wafa ha riferito che un drone israeliano ha colpito una casa uccidendo 5 palestinesi nel campo profughi a Tulkarem, in Cisgiordania. Secondo la stessa fonte, ci sono stati anche 3 feriti, di cui uno è stato arrestato dall'esercito.

L'opposizione israeliana approva l'accordo votato sugli ostaggi

Yair Lapid, leader dell'opposizione israeliana al governo di Benyamin Netanyahu, ha detto di "appoggiare" l'accordo per la liberazione di una parte degli ostaggi votato la notte scorsa dall'esecutivo. Sottolineando che circa 200 ostaggi rimarranno nelle mani di Hamas a Gaza, Lapid ha affermato su X che "Israele ha la suprema obbligazione di continuare a lavorare per riportare tutti gli ostaggi, fino all'ultimo, a casa".

Russia: accogliamo con favore l'accordo tregua tra Israele e Hamas

"Mosca accoglie con favore l'accordo raggiunto tra Israele e Hamas" su una pausa umanitaria di quattro giorni a Gaza, ha detto all'agenzia Tass la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. "Mosca accoglie con favore l'accordo di cessate il fuoco, qualcosa che la Russia ha chiesto da quando il conflitto si è intensificato", ha detto Zakharova lodando in particolare gli sforzi del Qatar per mettere in pratica l'appello globale alla de-escalation.

Israele ordina l'evacuazione dell'ospedale indonesiano

Mounir Al-Barsh, direttore generale del ministero della sanità di Gaza, ha detto alla televisione Al Jazeera che l'esercito israeliano ha ordinato l'evacuazione dell'ospedale indonesiano di Gaza City. Israele ha minacciato di agire entro quattro ore. L'ospedale indonesiano era l'unica struttura nel nord di Gaza che ancora curava i pazienti. Ma da lunedì l'ospedale è nel mirino delle forze israeliane. Il portavoce del ministero della Sanità di Gaza, Ashraf al-Qudra, ha detto ieri alla France Presse che Israele sta "ponendo sotto assedio" l'ospedale. "Temiamo che lì accada la stessa cosa che è accaduta ad al-Shifa", ha detto.

Media: nelle carceri israeliane 240 donne e bambini palestinesi

Hamas ha confermato che 150 donne e bambini palestinesi detenuti nelle carceri israeliane saranno rilasciati come parte di un accordo di scambio. La maggior parte dei palestinesi imprigionati da Israele - scrive Al Jazeera - sono trattenuti secondo leggi e ordini militari che consentono la detenzione senza processo o accusa. 

Ecco cosa sappiamo di loro:

  • Prima del 7 ottobre c'erano circa 5.200 palestinesi nelle carceri israeliane
  • Da allora, le forze israeliane hanno arrestato almeno altri 3.000 palestinesi durante i raid giornalieri nella Cisgiordania occupata e a Gerusalemme est occupata
  • Secondo i gruppi per i diritti e il monitoraggio, almeno 145 di loro sono bambini, almeno 95 sono donne, almeno 37 sono giornalisti

Biden, estremamente soddisfatto, ringrazia Qatar ed Egitto

Il presidente americano Joe Biden ha rilasciato una dichiarazione in cui accoglie favorevolmente l'accordo per la pausa nei combattimenti a Gaza e il rilascio di ostaggi e prigionieri tra Hamas e Israele. Nella nota citata dai media internazionali Biden ringrazia "lo sceicco Tamim bin Hamad al-Thani del Qatar e il presidente Abdel-Fattah al-Sisi dell'Egitto per la loro collaborazione nel raggiungimento di questo accordo" e si dice "straordinariamente gratificato" al pensiero della imminente liberazione degli ostaggi.

Il Qatar conferma l'accordo e accenna a maggiori aiuti umanitari

Anche il Qatar, principale mediatore in questi giorni fra Hamas e Israele, conferma ufficialmente l'accordo. "L'inizio della pausa sarà annunciato entro le prossime 24 ore e durerà quattro giorni, salvo proroga", si legge nella nota del Qatar. 

"L'accordo prevede il rilascio di 50 donne e bambini civili in ostaggio attualmente detenuti nella Striscia di Gaza in cambio del rilascio di un certo numero di donne e bambini palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, il numero di quelli rilasciati sarà aumentato nelle fasi successive dell'attuazione dell'accordo". Il Qatar ha aggiunto che il cessate il fuoco "permetterà l'ingresso di un numero maggiore di convogli umanitari e di aiuti umanitari, compreso il carburante destinato ai bisogni umanitari". 

"Lo Stato del Qatar afferma il proprio impegno negli sforzi diplomatici in corso per allentare le tensioni, fermare gli spargimenti di sangue e proteggere i civili. A questo proposito, lo Stato del Qatar apprezza gli sforzi della Repubblica araba d'Egitto e degli Stati Uniti d'America nel raggiungere questo accordo", aggiunge la nota.

Funzionario Usa: "Altri ostaggi da liberare in un secondo momento"

Il numero totale degli ostaggi israeliani liberati da Hamas potrebbe aumentare, ha detto un alto funzionario Usa in un briefing con un gruppo ristretto di giornalisti.

"L'accordo è stato studiato per rilasciare 50 tra donne e bambini nella prima fase, ma ci aspettiamo che altri ostaggi siano liberati in un secondo momento", ha detto il funzionario, secondo cui fra i primi a essere rilasciati ci saranno 3 cittadini americani. 
Tra i tre americani che verrebbero liberati figurano due donne e una bambina di 3 anni, di nome Abigail, i cui genitori erano tra le oltre 1.200 persone uccise nell'attacco di Hamas del 7 ottobre, ha detto il funzionario statunitense. Il rilascio dei primi ostaggi è previsto entro 24 ore dall'annuncio dell'accordo, con la possibilità che il primo venga liberato giovedì mattina. "Direi che si tratta di almeno 50 donne e bambini in un periodo di quattro o cinque giorni", ha detto il funzionario, senza fornire dettagli sulle altre nazionalità che potrebbero essere rilasciate.

Hamas: "Bene l'accordo, rimaniamo in allerta"

Hamas accoglie con favore l'accordo di "tregua umanitaria" approvato nella notte da Israele, che prevede lo scambio di ostaggi detenuti dal movimento islamico nella striscia di Gaza con prigionieri palestinesi.

"Le disposizioni di questo accordo sono state formulate in conformità con la visione di resistenza e determinazione che mira a servire il nostro popolo e rafforzare la sua tenacia di fronte all'aggressione", affermato il gruppo radicale islamista in un comunicato: "Confermiamo che le nostre mani rimarranno sul grilletto e che i nostri battaglioni trionfanti rimarranno all'erta", avverte Hamas. 
 

La dichiarazione del governo Netanyahu sull'accordo con Hamas

L'Ufficio del Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha rilasciato una dichiarazione formale in cui conferma la decisione del governo di approvare il primo accordo sugli ostaggi della guerra di Gaza.

"Il governo israeliano è impegnato a riportare a casa tutti i rapiti. Stasera il governo ha approvato il piano per la prima fase del raggiungimento di questo obiettivo, secondo il quale almeno 50 sequestrati - donne e bambini - saranno rilasciati nell'arco di quattro giorni, durante i quali ci sarà una tregua nei combattimenti", si legge nella dichiarazione. "Il rilascio di ogni dieci rapiti aggiuntivi comporterà un ulteriore giorno di tregua", si legge ancora. "Il governo israeliano, l'IDF e le forze di sicurezza continueranno la guerra per restituire tutti i rapiti, completare l'eliminazione di Hamas e garantire che Gaza non rinnovi alcuna minaccia allo Stato di Israele".

La dichiarazione non offre dettagli riguardanti nessuna delle altre concessioni che si ritiene abbia fatto Israele, incluso il rilascio di prigionieri palestinesi e l'ingresso di ulteriore carburante e aiuti umanitari a Gaza.

Il governo israeliano approva l'accordo con Hamas su tregua e ostaggi

Dopo ore di discussione anche molto aspra il governo di Tel Aviv ha approvato l'accordo con Hamas per una tregua e per lo scambio di ostaggi e detenuti.
50 ostaggi saranno liberati nel corso di 4 giorni di tregua, al termine della quale “la guerra proseguirà”.

OMS: due neonati morti nell'ospedale Al Shifa prima dell'evacuazione

Due bambini nati prematuri che erano curati nel più grande ospedale di Gaza sono morti prima che altri 31 bambini venissero evacuati dall'ospedale domenica, ha detto un portavoce dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Parlando ai giornalisti a Ginevra, Christian Lindmeier ha detto che i due bambini sono morti "a causa della mancanza di cure a loro disposizione". Domenica, 31 bambini prematuri sono stati evacuati dall'ospedale al-Shifa, nel nord di Gaza, e 28 di loro sono stati portati in Egitto per cure urgenti lunedì. Il capo dell'OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha detto che 12 bambini sono stati trasportati in aereo al Cairo. Tutti i bambini evacuati stavano "combattendo con gravi infezioni", aveva detto un portavoce dell'OMS. 
La madre di uno dei tre bambini rimasti a Gaza ha detto martedì a Reuters di "sentirsi di nuovo viva" per avere il figlio appena nato, Anas, al sicuro sotto le sue cure dopo che è stato trasferito in un ospedale nel sud di Gaza. A Warda Sbeta, 32 anni, è stata offerta la possibilità di essere evacuata in Egitto con Anas per poter ricevere ulteriori cure mediche, ma lei ha rifiutato l'offerta per restare con suo marito e gli altri sette figli. Secondo i medici dell'ospedale di Rafah, degli altri due bambini prematuri salvati dall'ospedale di al-Shifa, uno non è stato identificato. Non hanno fornito informazioni sul terzo bambino. Un bambino prematuro, evacuato dall'ospedale al Shifa di Gaza City, giace nell'incubatrice di un ospedale di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza.
 

Media israeliani: il primo rilascio di ostaggi forse giovedì

Il primo rilascio degli ostaggi potrebbe avvenire già giovedì. 
Lo riporta il Jerusalem Post, spiegando che della notizia sarebbero stati informati ministri presenti alla riunione di gabinetto. L'intesa, secondo i media israeliani, riguarderebbe 50 tra minori israeliani e donne in cambio di quattro giorni di cessate il fuoco e si baserebbe sul criterio “uno a tre”, tre palestinesi prigionieri per ogni ostaggio. Nel dettaglio, l'intesa riguarda "trenta bambini, otto madri e altre 12 donne" secondo il quotidiano Haaretz. Oltre "trenta bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni sono detenuti nella Striscia di Gaza e ci sono almeno 13 madri che sono state rapite con loro da Hamas".

Blinken in Israele la prossima settimana, il suo quarto viaggio dallo scoppio della guerra

Il Segretario di Stato statunitense, Antony Blinken, sta progettando di recarsi in Israele all'inizio della prossima settimana per colloqui con funzionari israeliani e palestinesi sulla guerra in corso a Gaza.

Il governo israeliano discute ancora l'accordo con Hamas, liti tra i ministri

Dopo diverse ore è ancora in corso la riunione del governo israeliano in cui si sta discutendo dell'accordo sugli ostaggi. 
Il Times of Israel riferisce che "I ministri del partito ultraortodosso Shas hanno lasciato l'incontro dopo aver emesso una nota in cui affermavano di sostenere l'accordo" e ci sono stati scambi tesi tra i ministri mentre si discute l'accordo che prevede Hamas liberare circa 50 ostaggi - bambini, madri e donne - in cambio di un cessate il fuoco di 4-5 giorni e del rilascio di 150-300 prigionieri palestinesi. 

Secondo indiscrezioni riportate dai media ebraici, il ministro Benny Gantz ha risposto con rabbia al ministro delle Finanze Bezalel Smotrich per aver espresso preoccupazione che Hamas cercherà di estendere il cessate il fuoco. Smotrich e il suo partito di estrema destra Sionismo religioso si sono espressi contro l'accordo. "Ti fidi di [Yahya] Sinwar più di noi?" si riferisce che Gantz abbia detto, riferendosi al capo di Hamas a Gaza che Israele ha accusato di aver contribuito a organizzare i massacri del 7 ottobre. In un altro scambio di battute, i ministri del Likud Miki Zohar e Gila Gamliel hanno criticato  il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir per aver tenuto una riunione della fazione del suo partito ultranazionalista Otzma Yehudit prima della convocazione del governo, dopo aver annunciato che lui e la sua fazione avrebbero votato contro l'accordo. Secondo quanto riferito, Gamliel ha sottolineato a Ben Gvir l'importanza dell'unità. "Ma non siamo uniti", ha risposto Ben Gvir. "Questa è una decisione con danni che si ritorceranno per generazioni".
 

Sudafrica, il Parlamento chiede di sospendere le relazioni diplomatiche con Israele

Il Parlamento del Sudafrica ha votato per raccomandare la sospensione delle relazioni diplomatiche con Israele fino a quando non ci sarà un cessate il fuoco a Gaza e Israele non si impegnerà nei negoziati facilitati dalle Nazioni Unite. 
Il Paese sudafricano è stato a lungo molto critico nei confronti dell'operazione militare israeliana a Gaza. Non è chiaro se il governo darà seguito alla raccomandazione, che non è vincolante. Tuttavia, tutti i parlamentari dell'African National Congress al potere hanno sostenuto la mozione. Il Sudafrica, insieme a Bangladesh, Bolivia, Comore e Gibuti, ha presentato un deferimento alla Corte penale internazionale per indagare se a Gaza siano stati commessi crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Israele ha richiamato il suo ambasciatore in Sud Africa "per consultazioni", ha detto lunedì il ministero degli Esteri israeliano.

Bombe israeliane uccidono una dipendente OMS e il figlio di 6 mesi

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha confermato che una delle sue dipendenti è stata uccisa martedì a Gaza insieme al suo bambino di sei mesi. Lo scrive il Guardian. "Dima Abdullatif Mohammed Alhaj, 29 anni, era una parte fondamentale della squadra d'emergenza dell'Oms e faceva parte dell'organizzazione dal 2019, ha affermato l'organizzazione. Alhaj era una "persona meravigliosa con un sorriso radioso, allegro, positivo, rispettoso", ha detto il dottor Rik Peeperkorn, rappresentante dell'Oms nei territori palestinesi occupati. Il suo lavoro è stato cruciale e le è stato chiesto di assumersi responsabilità ancora maggiori per sostenere l'ufficio e il team di Gaza. Questa è una perdita davvero dolorosa per tutti noi".  Alhaj è stata uccisa quando la casa dei suoi genitori nel sud di Gaza, dove era stata evacuata da Gaza City, è stata bombardata, ha detto l'Oms in una nota. Secondo quanto riferito, sono stati uccisi anche più di 50 persone che si rifugiavano nella stessa casa. “La morte di Dima e della sua famiglia - afferma la nota - è un altro esempio della perdita insensata di questo conflitto. I civili sono morti nelle loro case, sul posto di lavoro, durante l'evacuazione, mentre si rifugiavano nelle scuole, mentre venivano curati negli ospedali. Quando si fermerà?

Netanyahu promette di continuare la guerra: "Il cessate il fuoco non è la fine della guerra"

Il primo ministro israeliano ha promesso di  continuare la guerra contro Hamas, affermando che qualsiasi cessate il fuoco temporaneo per liberare gli ostaggi non significherà la fine dei combattimenti. "All'esterno si parla insensatamente del fatto che dopo aver  restituito i nostri rapiti fermeremo la guerra", ha detto Netanyahu  prima dell'atteso voto del governo. ''Ma voglio chiarire che siamo in  guerra, continueremo a essere in guerra, continueremo a essere in  guerra finché non raggiungeremo tutti i nostri obiettivi. Distruggeremo Hamas, restituiremo tutti i nostri rapiti e i dispersi e garantiremo che a Gaza non ci sia nessun partito che rappresenti una  minaccia per Israele''

Haaretz annuncia che Hamas dovrebbe liberare 30 bambini, 8 madri e altre 12 donne

30 bambini, 8 madri e altre 12 donne: sarebbero i 50 ostaggi israeliani che Hamas dovrebbe rilasciare secondo l'accordo tra Israele e la fazione palestinese che il premier Benyamin Netanyahu ha sottoposto al governo per l'approvazione: lo riferisce il quotidiano israeliano Haaretz in uno degli ultimi aggiornamenti sulla vicenda.

Comitato per la protezione dei giornalisti: 53 reporter uccisi dall'inizio della guerra

Cinquantatre giornalisti e operatori dei media sono stati uccisi dall'inizio della guerra tra Israele e Hamas il 7 ottobre, secondo l'ultimo aggiornamento del Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj). Quarantasei erano palestinesi, quattro israeliani e tre libanesi, secondo l'organizzazione di difesa della stampa, la cui sede è a New York e che conta le vittime in Israele, nella Striscia di Gaza e al confine libanese. L'aggiornamento del bilancio arriva dopo la morte di due giornalisti del canale libanese filo-iraniano Al Mayadeen durante attacchi israeliani nel sud del Libano, vicino al confine con Israele, secondo le autorità libanesi. Inoltre, secondo il Cpj, dall'inizio del conflitto 11 giornalisti sono rimasti feriti e tre risultano dispersi.

MSF: "Uccisi tre medici in un attacco all'ospedale Al Awda"

Medici Senza Frontiere (MSF) dichiara che è inorridita dall'uccisione di due suoi medici, il dottor Mahmoud Abu Nujaila e il dottor Ahmad Al Sahar, e di un terzo medico, il dottor Ziad Al-Tatari, a seguito di un attacco all'ospedale di Al Awda, uno degli ultimi ospedali funzionanti nel nord della Striscia di Gaza. 

“Il nostro pensiero va alle loro famiglie e a tutti i colleghi in lutto per la loro morte. Il dottor Abu Nujaila e il dottor Al Sahar si trovavano nella struttura quando è stata colpita al terzo e al quarto piano. Anche altro personale medico, compreso quello di MSF, è rimasto gravemente ferito. MSF ha regolarmente informato le parti in conflitto che l’Al Awda era un ospedale funzionante e sulla presenza di suoi operatori all’interno della struttura. Anche le coordinate GPS sono state condivise ieri con le autorità israeliane”. 

“Condanniamo questo attacco con la massima fermezza e chiediamo ancora una volta il rispetto e la protezione delle strutture mediche, del personale e dei pazienti” scrive MSF

“In questo momento, più di 200 pazienti sono ancora all’ospedale di Al Awda senza poter ricevere le cure di cui hanno bisogno. Questi pazienti devono essere evacuati immediatamente e in sicurezza in altri ospedali ancora funzionanti, sebbene da ottobre tutti gli ospedali di Gaza stiano lavorando oltre le loro capacità a causa della carenza di forniture, degli attacchi e del carico di lavoro estremamente elevato”.

Bezalel Smotrich, leader di Sionismo religioso e ministro delle Finanze: "No all'intesa sugli ostaggi"

Bezalel Smotrich, leader della destra radicale di Sionismo religioso e ministro delle Finanze del governo Netanyahu, ha detto che la possibile intesa tra Israele e Hamas "è brutta e non deve essere approvata". Poi ha aggiunto che il suo partito resterà "come un muro" per la continuazione della guerra fino alla completa distruzione di Hamas.

Amman: Israele ordina l'evacuazione dell'ospedale da campo giordano

Il primo ministro giordano Bisher al Khasawneh ha detto che Israele ha ordinato l'evacuazione di un ospedale da campo giordano a Gaza, ma ha aggiunto che non darà ascolto all'ordine. Il primo ministro ha anche detto che l'esercito giordano sta rafforzando la sua presenza lungo il confine in vista degli sviluppi a Gaza.